
OLTRE I LIMITI - «Il Nord Italia detiene il record per il superamento della soglia limite di ozono di 240 microgrammi (μg) al metro cubo (m³). In Lombardia sono stati raggiunti anche i 300 μg/m³, è stato detto. Non va meglio per il PM10 che supera i 50 μg/m³ per più dei 35 giorni all’anno consentiti dalla normativa. Milano e Como hanno i picchi di 140 e 70 giorni di superamento». Come intervenire?
INTERVENTI - Secondo gli autori dello studio le città italiane potrebbero ridurre l’inquinamento atmosferico fino al 30% nell’arco di vent'anni grazie a un programma che le renda efficienti a livello energetico e le riqualifichi dal punto di vista urbanistico. Con interventi sul riscaldamento e sulla mobilità, con il ricorso alle fonti rinnovabili e un consumo intelligente di energia, con interventi di architettura verde. Oltre alle reti intelligenti che consentirebbero ai consumatori di partecipare fornendo energia al sistema e ricevendo in cambio un’adeguata remunerazione, il modello di città futura presentato a Como prevede una notevole riduzione delle emissioni inquinanti grazie al risparmio energetico in ambito edilizio.
I VALORI - Come è stato detto, William Rees, inventore del concetto di impronta ecologica, ha definito la città «la forma di sviluppo residenziale più costosa dal punto di vista economico, ambientale e sociale finora inventata dall’uomo». Le grandi periferie urbane delle città europee sono caratterizzate da blocchi residenziali a più piani, circondati spesso da spazi vuoti costituiti da prati, strade e parcheggi. «Nella città contemporanea stiamo assistendo alla scomparsa di due elementi ritenuti fondamentali per una futura ricostituzione della sostenibilità: il legame tra le persone, cioè il valore di relazione, e il legame tra le persone e lo spazio urbano, ovvero valore di appartenenza in relazione al genius loci», hanno spiegato i progettisti.
CITTÀ SOSTENIBILE - Per costruire una città sostenibile è necessario prestare attenzione all’ambiente non solo inteso come supporto naturale o ecologico, ma anche come comunità locale direttamente coinvolta nelle decisioni progettuali. Insomma, non è sufficiente scegliere materiali e soluzioni che riducono le emissioni inquinanti, anche se muoversi in questa direzione significa risparmi energetici tra il 15% e il 30%. «Se di fronte a nuove azioni che andranno a svolgersi in direzione del contenimento dei consumi energetici, le città non dovessero in un futuro adottare innovative strategie di programmazione e pianificazione urbanistica, queste potrebbero essere soggette a una perdita di qualità del vivere, in termini di benessere, inteso come qualità dello spazio esistenziale dell’uomo».
4 ottobre 2012 (modifica il 8 ottobre 2012)
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