mercoledì 4 dicembre 2013

Garda si Guarda con un calendario

"Agriturismo fai da te", "30 Anni di campeggio abusivo!","Sbancamenti sulla rocca"; questi sono alcuni commenti che accompagnano le dodici fotografie del nuovo calendario gardesano 2014 "Garda si... Guarda" uscito lunedì scorso sul blog SalviamoGarda . Un cugino, si potrebbe definire così, della saga dei calendari "Cavaion V.se - Gru senza ali", assai conosciuti da ste parti e non solo.

Del calendario 2014 è uscita una versione video, il quale oltre aver trovato già un buon riscontro tra gli abitanti di Garda, lo  potete visualizzare qui di seguito.




Riportiamo poi lo scritto, accluso alle presenzione del "Garda si... Guarda" 2014, messo nero su bianco dalla Sig.ra Codognola Anna una delle coautrici del calendario  

Inizia un nuovo anno per la nostra Garda, abbiamo sperato fino ad ora che le cose si rimettessero ad andare per il verso giusto, ma purtroppo ancora vediamo lontana la possibilita' che i nostri figli e le future generazioni abbiano benefici dalla attuale gestione del nostro territorio.
La cecita', l'affarismo sfrenato e la mancanza di pianificazione saggia e lungimirante, fanno si' che Garda paghi gia' da oggi un prezzo altissimo...la cementificazione selvaggia e la distruzione sistematica del suo poco territorio, 5 km. quadrati. Il verde sempre piu' ridoto, il taglio degli alberi, addirittura avvelenati, l'inquinamento del suolo, le montagne di calcestruzzo e di seconde case, fanno di questo paese, che dovrebbe essere un gioiello, uno dei peggiori ambiti e con una maggiore cementificazione rispetto a tutti gli altri.
La difesa del territorio deve essere prerogativa di tutti noi, cittadini di questo mondo, una volta distrutto il nostro ambiente non si torna indietro. da tempo noi consiglieri di minoranza ci preoccupiamo di questo, prendendo sul serio questo nostro impegno con la nostra terra, impedendo con ogni mezzo lecito i continui attacchi che subisce, in nome di un benessere falso e corrotto che contrastiamo come possiamo.
Ci attendiamo una mano da tutti, dai piccoli gesti di non sporcare il territorio, alla scelta di non edificare continuamente...l'anno 2014 sara' l'anno del pat, piano regolatore, il territorio subira' una violenza che mai si e' presentata in maniera cosi' massiccia con migliaia di metri cubi. Ci auguriamo che ogni cittadino prenda posizione e soprattutto faccia sentire la propria voce in difesa della nostra amata Garda.
Riflettete! ...Ora potete, non dimenticate!

giovedì 28 novembre 2013

Prossimamente a dicembre "Cavaion V.se 2014 - Il solito teatrino"

"Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi."Charlie Chaplin

lunedì 25 novembre 2013

Festa Sant'Andrea - Incaffi (Affi-Verona)

FESTA DI SANT'ANDREA Patrono di Incaffi - Affi (VR)
Sabato 30 novembre presso Loc. Cà Rota - Incaffi

Programma
ore 18.30 SANTA MESSA ANIMATA
ore 19.30 MINESTRONE, SALUMI, CASTAGNE, FOGASSA E BRULE’ , MANDORLATO E
LOTTERIA DI BENEFICENZA
 
Durante la festa sarà possibile acquistare confezioni
con olio extravergine di oliva Sant’Andrea, grappa al ginepro e mandorlato.

mercoledì 20 novembre 2013

Mostra Street Photography di Paul Crespel - Cavaion Veronese


"Foto da archiviare per le generazioni future, quando le immagini risulteranno abbastanza vecchie per emanare quel fascino particolare che solo le foto “dei tempi passati” sono in grado di sprigionare", questo il fine principale di Paul Crespel, fotografo di stampa britannico, originario dell' Isola di Jersey, e celebre, anche in ambiti internazionali, negli anni '70, '80 e '90.

Residente a Cavaion Veronese, il Crespel è ancora oggi  un fotografo di stampa freelance e accreditato, ma per lo più, egli si diletta, in modo amatoriale, a scattare fotografie di strada in bianco e nero, catturate in Italia ed Europa, le quali verranno esposte a Cavaion Veronese (VR)  all'interno di una  mostra intitolata "STREET PHOTOGRAPHY " che avrà luogo presso  la Sala Civica Eugenio Turri -Torcolo, dal 30 novembre al 1 dicembre 2013 Ore 10:00 - 20:00. 
Entrata libera. 

venerdì 15 novembre 2013

#FreeTheArctic30!

Trenta  persone sono in carcere in Russia, per aver messo in scena una protesta pacifica nella regione artica.

Negli ultimi 30 anni abbiamo perso tre quarti dei ghiacci artici. Meno ghiaccio in Artico vuol dire poter trivellare alla ricerca di petrolio, quello che vogliono fare giganti come Shell e Gazprom. Gli Arctic30 hanno cercato di difendere pacificamente quello che rimane dell'Artico e sono stati arrestati. La salvaguardia di un bene globale non è nè pirateria nè vandalismo. Firma anche tu per #FreeTheArctic30!
   

venerdì 8 novembre 2013

Papa Francesco contro la corruzione "L'abitudine della tangente è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice"

Stamani, durante la Messa celebrata nella Cappellina di Santa Marta, il Papa ha pregato per i tanti giovani che ricevono dai genitori “pane sporco”, guadagni frutto di tangenti e corruzione, e hanno fame di dignità perché il lavoro disonesto toglie la dignità. 

La parabola dell’amministratore disonesto dà lo spunto al Papa per parlare “dello spirito del mondo, della mondanità”, di “come agisce questa mondanità e quanto pericolosa sia”. Gesù “pregava il Padre perché i suoi discepoli non cadessero nella mondanità”. “E’ il nemico”:

“Quando noi pensiamo ai nostri nemici, davvero pensiamo prima al demonio, perché è proprio quello che ci fa male. L’atmosfera, lo stile di vita piace tanto al demonio, è questa mondanità: vivere secondo i valori - fra virgolette - del mondo. E questo amministratore è un esempio di mondanità. Qualcuno di voi potrà dire: ‘Ma, questo uomo ha fatto quello che fanno tutti!’. Ma tutti, no! Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del governo... Forse non sono tanti. Ma è un po’ quell’atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita”.

Nella parabola, il padrone loda l’amministratore disonesto per la sua furbizia:

“Eh sì, questa è una lode alla tangente! E l’abitudine della tangente è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice. E’ un’abitudine che non viene da Dio: Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto! E quest’uomo, amministratore, lo portava, ma come? Dava da mangiare ai suoi figli pane sporco! E i suoi figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, avevano ricevuto dal loro papà, come pasto, sporcizia, perché il loro papà, portando pane sporco a casa, aveva perso la dignità! E questo è un peccato grave! Perché si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga, eh!”.

giovedì 24 ottobre 2013

CAVAION - EUGENIO TURRI NEMO PROPHETA IN PATRIA


NEMO PROPHETA IN PATRIA
EUGENIO TURRI


39 anni fa, era il 1973, Eugenio Turri denunciava, sul giornalino La Voce del Paese, i mali di Cavaion, a livello urbanistico e territoriale, e ne preconizzava, se così si può dire, la triste fine.

Ora, l’Amministrazione, con parecchi anni di ritardo rispetto a quando ne aveva dato il preannuncio, intitolerà all’illustre cittadino la Sala Civica di Cavaion Veronese.

Facile immaginare che cosa ne penserà il defunto, inascoltato Eugenio Turri, che all’epoca lodava il giornalino, recentemente risorto.
Chissà se oggi, per non urtare la sensibilità di chi è al potere, tale articolo verrebbe pubblicato.

Non ho conosciuto Eugenio Turri, ma nutro una grande stima ed affetto nei suoi confronti.

Adriana Bozzetto – una extra comunitaria


EUGENIO  TURRI

CONOSCERE IL PROPRIO PAESE
(prima puntata)


Fino a non  molti anni fa la vista di Cavaion poteva costituire una felice sorpresa. Il paese, con le sue case addossate al versante del colle San Michele, aveva una sua tipica grazia veneta e una sua luce mediterranea, entro un paesaggio dolcissimo di campi e vigneti. Piaceva perché ridente ed aperto verso Sud, disteso sopra le morbide ondulazioni della campagna tra l’Adige e il lago di Garda. Ed era un paese composto, con le sue case sparse tra gli orti, con i vigneti, i vecchi alberi e i boschetti intorno alle dimore signorili, con le piccole strade in salita fiancheggiate da muri orlati di seregni; e aveva quella atmosfera secolare, silente, tutta pervasa dal sentore della campagna. Un paese antico, con una sua storia, una sua topografia e un suo paesaggio inconfondibile.

Oggi, però, il paese è molto cambiato, ha perduto gran parte dei suoi connotati d’un tempo, la sua dolcezza agreste, la sua grazia di piccolo silenzioso paese.
Illudersi che il passato possa restare imprigionato nel presente è ingenuo, ed anche Cavaion non può e non deve sottrarsi alle grandi trasformazioni che stanno ovunque cambiando modi di vita e paesaggio, eliminando le eredità più tristi del passato, la miseria, l’arretratezza, le bieche chiusure. Ma le trasformazioni non devono essere casuali e incontrollate, non devono togliere personalità al paese.
Ogni paese ha propri valori che, come beni preziosi, vanno custoditi, salvaguardati. In essi la gente deve riconoscersi. Oggi si parla tanto di questi problemi: civiltà da difendere, società da salvare dalla degradazione del senso civile e comunitario del vivere. Sono i problemi più scottanti, più attuali. Essi però non si risolvono con le decisioni di pochi, di quelli che hanno le leve del potere; o perché politicamente influenti o perché economicamente capaci di iniziative; la gente non deve passivamente subire le decisioni di questi, deve farsi voce viva di ogni evoluzione. In questo senso un giornaletto come “La Voce del Paese” è quanto di più civile e giusto si possa fare, con mezzi modesti e tanta buona volontà da parte dei pochi che lo tengono in vita, per dare una dimensione civile e sociale alla vita di Cavaion, purché, naturalmente, il giornaletto si faccia palestra per il dialogo, per lo scambio di opinioni, secondo costumi civili e democratici.
Ogni abitante di Cavaion dovrebbe essere lieto di questo piccolo foglio e dovrebbe in qualche modo partecipare alla discussione, sfogare se del caso il proprio malcontento, plaudire se del caso alle decisioni giuste: questo è il senso sociale del vivere, la giusta dimensione della vita di paese.
Sino ad oggi Cavaion è cresciuto male e si avverte imminente la fine di Cavaion come paese con una sua vita peculiare. Tra pochi anni esso potrà diventare un paese anonimo, senza più grazia, guastato dall’edificazione più abnorme e squallida, territorialmente abbruttito dalla mancanza di una volontà coordinatrice e appassionata dei suoi abitanti. Non si vuole far qui dei processi, ma riteniamo che sia giusto suscitare un certo disincanto, aprire gli occhi civilmente alla gente. Il paese sta decidendo in questi anni il suo futuro: ne potrà risultare la felicità o meno di chi ci vive, la serenità dei nostri figli. Mi pare che di questo i responsabili del paese non ne tengano minimamente conto.

Le trasformazioni avvengono casualmente secondo interessi di pochi che poco guardano al bene della collettività. Ad esempio, esiste un piano regolatore dovuto ad un valente architetto-urbanista, che come tutti i piani studiati a tavolino potrà avere parecchi difetti, ma che certamente può costituire la base di ogni ulteriore sviluppo del paese. Ora, perché questo piano resta chiuso nei cassetti del Comune? Perché non lo si espone pubblicamente e non si invita la gente a discutere, a esprimere il proprio parere? E’ evidente che ci sono in gioco interessi particolari, come del resto succede in tutti o quasi paesi italiani.

Il paese che deve nascere deve recare l’impronta non di pochi (speculatori o arbitri della vita del paese), ma deve nascere dalla volontà di tutti. Il paese in quanto tale è una comunità spontanea, che nasce da interessi comuni. Sino ad oggi ha prevalso l’interesse del singolo. Questo è anche cristianamente da condannare.

domenica 13 ottobre 2013

#ArtForFredoom #SecreProjectRevolution

Questa sarà la rivoluzione del pensare con la tua testa, dell'avere la tua personale opinione senza preoccuparti di ciò che dice la gente.

Questa sarà la rivoluzione del non cercare più l'approvazione degli altri,del non doverti giustificare con nessuno per essere chi sei, una persona rara unica e fiera. 


Questo filmato è dedicato a coloro che sono stati perseguitati, sono tuttora perseguitati 
o potrebbero essere perseguitati
Per il colore della loro pelle, per le proprie credenze religiose, per 
la propria espressione artistica, per il loro sesso o per il proprio orientamento sessuale.
A tutti coloro che i diritti umani sono stati violati.


Cosa significa libertà per te? 
Esprimi il tuo personale significato di libertà e di rivoluzione nella forma di video, musica, poesia e la fotografia.  
Unisciti alla rivoluzione inviando la tua ARTE PER LA LIBERTA #ArtForFredoom
Inizia la tua rivoluzione d'amore!


giovedì 19 settembre 2013

Cavaion V.se - L'olio di Lorenzo


L’OLIO DI LORENZO


Tempo fa, mentre stavo camminando per Cavaion bassa mi si accosta una vettura, se non ricordo male con targa RO, Rosenheim.
A bordo una coppia di mezza età, il signore è al volante. La signora abbassa il finestrino e mi chiede se parlo tedesco, rispondo di sì.
Loro amici italiani, mi spiega la Frau, gli hanno detto che il Comune di Cavaion produce olio d’oliva ed erano interessati ad acquistarne un paio di bottiglie da regalare a loro amici di Bad Aibling, cittadina gemellata con noi. I loro amici l’avevano letto su un quotidiano.

Naturalmente casco dalle nuvole e gli consiglio di rivolgersi, mancando un ufficio informazione per turisti, al Consorzio Garda DOP, che ha sede, come tutti sanno, in Corte Torcolo.
Mi scuso per non essere stata in grado di fornire loro l’informazione richiesta ed auguro loro un buon soggiorno da queste parti.

Naturalmente la cosa mi incuriosisce molto e mi riprometto, una volta a casa, di indagare sulla faccenda servendomi di google.
Compio qualche tentativo, poi, digitando Comune di Cavaion olio d’oliva mi appare un articolo pubblicato sul Corriere del Veneto (inserto del Corriere della Sera) il 14 Agosto di quest’anno, 2013, nella sezione Economia.
Il roboante titolo, da far invidia agli strilloni di un tempo, suona così:

FINANZA CREATIVA

«Produciamo olio locale per i turisti»
Così il Comune si trasforma in impresa.

Cavaion coltiva oliveti per la promozione del territorio. Prima amministrazione in Veneto impegnata in un progetto simile. Il sindaco: «Prodotto certificato».

L’incipit invita ad una attenta ed incuriosita lettura dell’articolo.
Si viene a sapere che il Comune possiede una certa quantità di ulivi, non viene indicato quanti: nel parco di Villa Trabucchi, nell’area adiacente alle scuole elementari, e poi altri esemplari sparsi un po’ dappertutto: su lottizzazioni (non ho capito che cosa voglia dire, pensava il Sindaco a quelli sulla collinetta del Torcolo - Salvador destinati a cedere il posto a più pregiati mattoni e cemento?), ai bordi di strade e su rotatorie. Questi ultimi, considerata la loro collocazione, producono olive particolarmente pregiate e ricercate per la produzione di un olio di grande pregio, oltre il DOP. Forse bisognerebbe ricordarsi che l’ulivo non è proprio da arredo urbano.

Alla cura degli alberelli, dalla storia millenaria nel bacino mediterraneo, si dedica, così il Sindaco, un gruppo di volontari i quali cedono al Comune una parte del raccolto. Non viene specificata l’entità, ma è sintomatico il linguaggio usato non si dice, i volontari trattengono per sé una parte, il che farebbe pensare ad un quantitativo inferiore alla metà, bensì il contrario, la cedono.

Proseguo nella lettura con sempre maggiore curiosità nella speranza di trovare indizi di quanto indicato nello “strillo” dell’articolo, ovvero dell’impresa, attività finalizzata al raggiungimento di un profitto, intrapresa dal Comune di Cavaion per meritarselo: FINANZA CREATIVA.
Non ne trovo traccia. Evidentemente gli amici dei signori tedeschi non avevano letto l’articolo: si erano bensì fermati agli ingannevoli titoli e sottotitoli, fenomeno non rarissimo nella stampa.

Per farla breve, tutto questo strombazzare per 100 bottigliette di olio da 500 cc (mezzo litro) da omaggiare, non vendere, ad ospiti stranieri istituzionali o in altre occasioni. Immagino che il tutto avrà un costo: la spremitura, l’imbottigliamento, l’etichettatura.

Visto che la Contessa Rizzardi sembra aver abbandonato la vinificazione dell’uva prodotta dal tristemente noto vigneto acquistato a prezzo più che conveniente (solo 4 Milioni di Euro: questo sì è un fulgido esempio di finanza creativa!*) dall’Amministrazione Comunale guidata da Sartori, consiglierei quest’ultimo di produrre anche 100 bottigliette di vino da 500 cc (meglio non ubriacarsi) da abbinare all’olio, a sottolineare la vocazione contadina di Cavaion Veronese: «…ormai tutti gli agricoltori, accanto al vigneto hanno posizionato anche l’oliveto…».

Dimenticavo: ci sono ben tre filari di viti anche su una rotatoria!


Adriana  Bozzetto
Una extra-comunitaria
18 Settembre 2013


P.S. Non me la sento di chiedere al Sindaco quanto ci costa la sua Finanza Creativa, tanto non ne riceverei risposta. In teoria dovrei chiederlo all’opposizione/minoranza Progetto Paese, ma, alla luce delle passate esperienze, desisto: non riceverei alcuna risposta nemmeno da loro.






*Purtroppo in questo caso non siamo arrivati  primi,  ma solo secondi nella graduatoria dei Comuni  più indebitati del TriVeneto.