domenica 5 aprile 2015

Buona Santa Pasqua 2015 - Happy Easter 2015


"Siate anche voi simili alle lampade! Fate brillare la vostra luce nella nostra società, nella politica, nel mondo dell'economia, nel mondo della cultura e della ricerca. Anche se è solo un piccolo lume in mezzo a tanti fuochi fatui, esso tuttavia riceve la sua forza e il suo splendore dalla Grande Stella del mattino, il Cristo Risorto, la cui luce brilla, vuole brillare attraverso noi, e non tramonterà mai."                 
Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)

martedì 10 marzo 2015

Cavaion V.se - Gli angeli degli Introj


GLI ANGELI DEGLI INTROJ

Da un paio di mesi un gruppetto di operosi muratori è impegnato nella sistemazione degli introj di Cavaion: introl Soletti, introl della Torre, introl dei Festi e, adesso, Via Garibaldi: l’introl a gradoni, il più ampio e maestoso del paese, che porta a quella che un tempo fu l’agorà, la piazza della chiesa. In tutti i paesi luogo di incontro, luogo di socializzazione per eccellenza. C’è chi l’ha conservato come tale. A Cavaion non è più così, non solo, Cavaion non ha una agorà, un centro anche se un cartello indicatore, decisamente comico, ne indica la direzione.


Ma torniamo agli introj e alla loro sistemazione, e partiamo da un articoletto apparso su L’Altro Giornale del Dicembre 2012, il cui testo, per una migliore lettura, qui di seguito riporto:

Sono tre i progetti che il Comune di Cavaion Veronese ha presentato entro la scadenza del 27 novembre per ottenere i contributi Gal[1] – Baldo Lessinia. Il primo è un progetto esecutivo di restauro e risanamento conservativo della sede municipale in piazza G. Fracastoro che prevede un investimento di 125.000 (Euro) totali – di cui 100.000 Euro richiesti come contributo. Il secondo è un progetto definitivo di manutenzione straordinaria del teatro all’aperto Arena Torcolo che prevede un investimento di 129.851 Euro – di cui 100.000 richiesti come contributo Gal. Il terzo e ultimo progetto invece è un progetto definitivo di ripristino e recupero di viabilità storica Introl Soletti, Introl della Torre, Introl dei Festi e via Garibaldi per un importo complessivo di 106.400 Euro – di cui 100.000 richiesti come contributo Gal. «Si tratta di tre progetti molto importanti – afferma il sindaco di Cavaion, Lorenzo Sartori – e si spera nel finanziamento Gal per poterli realizzare. Il contributo Gal prevede per ogni progetto un finanziamento fino a € 100.000 e il costo dell’IVA rimarrebbe a Carico del Comune. Stiamo quindi attendendo la comunicazione del Gal per la conferma o meno del finanziamento, comunque sono progetti che meritano di essere portati avanti.» S.A.

Per quanto riguarda il Municipio, venne regolarmente esposto il cartellone dei lavori. La cosa strana era che l’importo dei finanziamenti indicato, € 82.188,96 era superiore all’importo dei lavori, € 76.525,03 (foto di novembre 2013).
Non si capisce poi il dichiarato investimento di 125.000 Euro al quale fanno riscontro un importo dei lavori pari a € 76.525,03 e un finanziamento di € 82.188,96.

Sulla manutenzione straordinaria dell’Arena Torcolo sono impreparata. Non ricordo se fosse stato esposto il regolamentare cartello dei lavori o no, mi sono distratta. Mai distrarsi a Cavaion, il più bel paese del mondo, secondo qualcuno.

Per quanto riguarda “il recupero della viabilità storica  devo registrare l’assoluta assenza dell’obbligatorio cartello di cantiere[2]  sul quale sono da indicare, fra l’altro, la natura dell’ intervento, il committente , il progettista, il direttore dei lavori, l’importo del progetto, i finanziamenti, l’impresa che esegue i lavori, data d’inizio e fine dei medesimi.

Forse si tratta di un manipolo di volonterosi disoccupati che non sanno come far venir sera grazie ai quali ci ritroveremo degli introj restaurati a costo zero?
Se ne è accorto qualcuno dell’Amministrazione? Adesso che sono interconnessi 24 ore su 24 grazie ai potenti mezzi della tecnica dei quali si sono dotati, con i quali si possono anche scattare fotografie  (una grande passione della nostra Prima Cittadina) gli consiglierei di fare un giretto per il paese e scambiarsi impressioni ed immagini. Ma, forse, il percorso è un po’ impegnativo e, allora, poiché ogni responsabile cittadino dovrebbe essere collaborativo, gli risparmio le impervie salite.


Particolari dall’Introl della Torre: qualche incivile giovane cavaionese ha preso a calci le scatole di derivazione dell’impianto elettrico di illuminazione? O sono state male istallate?
Se ne è accorto qualcuno?





Non c’è nessun cartello di cantiere. Forse la ditta che esegue i lavori è La nuova Edilcasette molto presente e conosciuta a Cavaion. Martedì 3 Marzo un camioncino della testé menzionata era all’imbocco del cantiere e sembrava averci a che fare.
Per essere più informati su quanto succede, forse c’è bisogno di un pro-sindaco, amante delle passeggiate, anche per Cavaion alta.

Saluti dal rinato introl della Torre (XIV-XV sec.), vicino di casa.

Adriana Bozzetto -
una extra-comunitaria

Marzo MMXIV



[1] Gal, correttamente scritto GAL sta per Gruppo di Azione Locale
[2] Il d.P.R. 380/2001, all’art. 27, comma 4 prescrive l’obbligo di esposizione del cartello di cantiere con i dati sui lavori da eseguire e le relative autorizzazioni.
Nel caso di lavori privati le dimensioni del cartello sono stabilite dal capitolato speciale d’appalto, nel caso di lavori pubblici sono fissate dalla Circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 1729/UL del 1 giugno 1990 e stabilite nelle dimensioni minime di 1 mt. di base x 2 mt. di altezza.

domenica 8 marzo 2015

FESTA DELLA DONNA ovvero DAL VOTO AL VUOTO

8 MARZO
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
FESTA DELLA DONNA ovvero DAL VOTO AL VUOTO

La ricorrenza dell’ 8 Marzo[1] è ormai nota come Festa della Donna ma sarebbe più corretto usare la denominazione originaria, ovvero Giornata Internazionale delle Donna perché ne ricorda le lotte affrontate durante decenni e  decenni, e non ancora appartenenti al passato, per vedersi riconosciuta la dignità di essere umano, che non è né una questione di genere, di razza, di censo.
La donna come parte attiva della società nei molteplici ruoli che la stessa offre, lavorativo, politico, artistico, sociale, godendo degli stessi diritti riservati all’uomo, autoproclamatosi essere superiore da tempo immemorabile, forse per paura delle donne.

Un diritto fondamentale per potersi sentire, appunto, parte attiva della società è quello di voto. Sia in Europa sia negli Stati Uniti molte donne si batterono per questo sin dagli inizi del XX secolo.

Qui di seguito alcune immagini che testimoniano l’impegno delle nostre antenate, negli USA e in Germania, per ottenere il diritto di voto che, ricordo, in Italia fu concesso nel 1946.


Il diritto di voto ha significato per la donna il poter far parte della classe politica e, di conseguenza, promuovere tutte quelle iniziative finalizzate al raggiungimento, almeno in via teorica,  della parità di diritti, e doveri, fra i due sessi, in ogni ambito.
Naturalmente le leggi e le norme da sole non consentono il raggiungimento di tale obiettivo che presuppone altresì una profonda mutazione del pensiero sociale e dei costumi.

Non è sufficiente eliminare il sostantivo femminile dal lessico per dar da intendere il raggiungimento delle “pari opportunità”, né le donne devono interpretare l’emancipazione come una delle peggiori imitazioni del maschile, per passare così dal voto al vuoto di coscienza di sé.





La data dell’ 8 Marzo fu scelta per la Giornata Internazionale delle donne perché l’8 Marzo del 1917 le donne comuniste di San Pietroburgo scesero in piazza per protestare contro la guerra, dando così inizio alla Rivoluzione russa di Febbraio[2].
Il 14 giugno 1921 in occasione della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste venne deciso di fissare una data che fosse la stessa per tutti i Paesi. Fu scelto l’8 Marzo per la Giornata internazionale dell’operaia, poi Giornata internazionale delle donne.
In Italia si festeggia dal 1922.

Sarebbe opportuno ripristinare l’uso della corretta denominazione della ricorrenza dell’8 Marzo
Giornata internazionale della donna
per prendere doverosa distanza da un certo fenomeno di (mal)costume, radicatosi  negli ultimi tempi, per il quale forse sarebbe più appropriata la definizione di Festa del cazzo (scusate l’eufemismo) che ci ricorda che, alla donna, grazie a donne, è stata fatta la festa[3].


Adriana Bozzetto
8 Marzo 2015


[2] La Russia adottò il calendario gregoriano (1582) solo nel 1918. L’ 8 marzo corrispondeva al 23 febbraio.
[3] Far la festa a qualcuno – uccidere in senso lato, danneggiare.

sabato 21 febbraio 2015

Caso Boschi, Banca Etruria e il giallo delle banche popolari

Marco Travaglio "Il ritorno degli "Etruschi" 


"La Boschi? Un caso di nepotismo alla rovescia: invece del classico figlio di papà, un papà di figlia"
   Da Servizio pubblico del 19/02/2015

martedì 27 gennaio 2015

Giorno della memoria 2015 - International Holocaust Remembrance Day



Maxim Vengerov playing Chaconne from partita in D by Bach.
Taken from "Holocaust: A musical memorial film from Auschwitz".

Parte finale di una trasmissione della BBC.
Maxim Vengerov,ebreo russo, é ritenuto il più grande violinista vivente.

martedì 20 gennaio 2015

Discorso di Papa Francesco alla Curia Romana

La Curia Romana e il Corpo di Cristo
Lunedì, 22 dicembre 2014

 “Tu sei sopra i cherubini, tu che hai cambiato la miserabile condizione del mondo quando ti sei
fatto come noi
” (Sant'Atanasio)

Cari fratelli,
Al termine dell’Avvento ci incontriamo per i tradizionali saluti. Tra qualche giorno avremo la gioia di
celebrare il Natale del Signore; l’evento di Dio che si fa uomo per salvare gli uomini; la
manifestazione dell’amore di Dio che non si limita a darci qualcosa o a inviarci qualche messaggio
o taluni messaggeri ma dona a noi sé stesso; il mistero di Dio che prende su di sé la nostra
condizione umana e i nostri peccati per rivelarci la sua Vita divina, la sua grazia immensa e il suo
perdono gratuito. E’ l’appuntamento con Dio che nasce nella povertà della grotta di Betlemme per
insegnarci la potenza dell’umiltà. Infatti, il Natale è anche la festa della luce che non viene accolta
dalla gente “eletta” ma dalla gente povera e semplice che aspettava la salvezza del Signore.

Innanzitutto, vorrei augurare a tutti voi - collaboratori, fratelli e sorelle, Rappresentanti pontifici
sparsi per il mondo - e a tutti i vostri cari un santo Natale e un felice Anno Nuovo. Desidero
ringraziarvi cordialmente, per il vostro impegno quotidiano al servizio della Santa Sede, della
Chiesa Cattolica, delle Chiese particolari e del Successore di Pietro.


Essendo noi persone e non numeri o soltanto denominazioni, ricordo in maniera particolare coloro
che, durante questo anno, hanno terminato il loro servizio per raggiunti limiti di età o per aver
assunto altri ruoli oppure perché sono stati chiamati alla Casa del Padre. Anche a tutti loro e ai
loro famigliari va il mio pensiero e gratitudine.

Desidero insieme a voi elevare al Signore un vivo e sentito ringraziamento per l’anno che ci sta
lasciando, per gli eventi vissuti e per tutto il bene che Egli ha voluto generosamente compiere
attraverso il servizio della Santa Sede, chiedendogli umilmente perdono per le mancanze
commesse “in pensieri, parole, opere e omissioni”.

lunedì 12 gennaio 2015

Padre Samir: «I musulmani sanno che non basta dire: “Non c’entra con l’islam”»

Da tempi.it del 08-01-2015

Subito dopo l’attentato al settimanale satirico Charlie Hebdo, nel quale sono morte 12 persone a Parigi, i leader musulmani francesi hanno condannato senza appello la strage. «Ma tutte queste dichiarazioni mostrano un certo imbarazzo: essi sanno che non basta dire “Questo non c’entra con l’islam”. Perché i fatti danno loro torto». In un’analisi pubblicata su AsiaNews padre Samir Khalil Samir, gesuita arabo, docente di storia araba e islamologia all’università di Beirut, si sbarazza in poche righe delle critiche stupide (islam=terrorismo) ma non chiude gli occhi davanti ai fatti, cercando di capirne l’origine: «Almeno l’80% degli attacchi terroristi nel mondo avviene in nome dell’islam, per difendere la fede, il profeta… e questo stile si diffonde sempre di più, anche in Occidente».

«PRINCIPIO DELLA NON VIOLENZA». Secondo il docente, «l’islam dovrebbe affrontare a fondo le tematiche della modernità: l’interpretazione di fondo del Corano, la non violenza, la libertà di coscienza, ma nessuno osa farlo. Una prima cosa che varrebbe la pena accettare da parte di tutti è il principio della non violenza. Tutti i musulmani affermano che “l’Islam è pace”, che non è violento, ecc…» ma allora perché alle «scurrili» vignette di Charlie Hebdo si risponde «con la violenza? Perché a uno scritto non rispondere con uno scritto?».

MAOMETTO CON LA SPADA. Samir evidenzia quindi la presenza di un problema all’interno dell’islam: «In passato (nel 2006) Charlie Hebdo aveva presentato Maometto con una bomba al posto del turbante. Ma io dico ai miei amici musulmani: come rappresentate voi Maometto? Con la spada. Al museo di Istanbul vi sono addirittura due spade considerate appartenute al profeta. E l’Arabia Saudita, il Paese custode dei luoghi santi dell’islam, cosa ha sulla sua bandiera? Due spade (una nella nuova bandiera a fianco, ndr)! Allora io dico: quelli di Charlie Hebdo hanno solo modernizzato la figura di Maometto. Una volta vi erano le spade, oggi ci sono le bombe!».

lunedì 15 dicembre 2014

Calendario 2015 Cavaion Veronese "Il cemento della follia e della speculazione" - Gru senza Ali 6






IL CEMENTO DELLA FOLLIA E DELLA SPECULAZIONE

Il cimento dell’armonia e dell’inventione è una raccolta di dodici concerti composti da Vivaldi tra il 1723 e il 1725. Fra questi i più famosi  sono i primi quattro che, formando un tutt’uno, vengono solitamente riprodotti  insieme:  “Le quattro stagioni”.
Il sottotitolo del calendario Gru senza ali VI[1], Il cemento della follìa e della speculazione (forse avrei dovuto scrivere speculatione) mi è venuto in mente pensando al vivaldiano cimento.

La cosa buffa è che il cimento del prete rosso che allieta le nostre orecchie e il nostro animo e il cemento che ferisce i nostri occhi e ci intristisce hanno la stessa radice, la parola latina caementum (originariamente caedimentum) dal verbo caedere "tagliare, squadrare", e significò dapprima "pietra squadrata, pietra di cava", o anche "scheggia di marmo". Poi si indicò con la parola caementum anche una sostanza (pozzolana) che, aggiunta alla calce, le conferiva la proprietà di indurire sott'acqua, cioè la rendeva idraulica.[2] 
Infine, sostanza che, interposta fra altri corpi, ha la funzione di unirli saldamente fra di loro.
In senso figurato è ciò che serve a stringere, rinsaldare un vincolo: sentimenti, esperienze.

Dal caementum, materiale composito, si arriva al cimento, una mistura usata un tempo dagli orafi per purificare o saggiare i metalli preziosi ma anche l’operazione stessa del purificare e saggiare, quindi in genere esperienza, saggio, analisi.[3]

Derivato dall’attività orafa è il senso figurato rimasto ai nostri giorni, quello di prova, rischio, provocazione (il famoso tirar a cimento o tirar a siménto, in dialetto).
Più usato del sostantivo è sicuramente il verbo riflessivo cimentarsi, esporsi a cimento, avventurarsi, cimentarsi con qualcuno, affrontarlo, venire a combattimento con lui impegnarsi a fondo in qualche cosa.

A questo punto si può quindi senza dubbio affermare che a Cavaion qualcuno si è cimentato nel cementificare, cementificando rapporti amicali fra venditori di lotti resi miracolosamente edificabili e tecnici progettisti operanti in loco, estensori di esemplari piani per la gestione del territorio mirati alla conservazione della bellezza e delle caratteristiche del paesaggio.

Ora, forse, la crisi ridurrà la presenza di gru nel territorio cavaionese, il che, se da un lato è auspicabile, dall’altro mi mette angoscia perché potrebbe rendermi disoccupata. D’altra parte, questo è il settimo dei calendari-denuncia e, si sa, che il settimo è un anno critico.

Ma, come qualcuno ci ricorda, crisi significa momento di scelta, di decisione forte. Brevemente l’origine di questa parola ormai frequentemente e quotidianamente pronunciata e in merito alla quale continuano a rassicurarci che sta per finire, senza peraltro informarci né sul quando né sul come.
Il termine “crisi”, di derivazione greca, κρίσις (krisis), originariamente indicava la separazione, provenendo infatti dal verbo greco κρίνω (krìno): “separare”, appunto. Il verbo era utilizzato in riferimento alla trebbiatura, cioè all’attività conclusiva nella raccolta del grano, consistente nella separazione della granella del frumento dalla paglia e dalla pula.
Da qui derivò tanto il primo significato di “separare”, quanto quello traslato di “scegliere”. In origine, dunque, il termine era di derivazione agricola.

Il separare il buono dal cattivo comporta una scelta. La crisi ci impone quindi scelte ben precise e, per questo, i periodi di crisi sono, dovrebbero essere, momenti di riflessione e di elaborazione di progetti innovativi anche e talvolta necessariamente di rottura con il passato.

Saprà Cavaion trovare nella crisi, che non risale a qualche mese fa,  l’opportunità verso un cambiamento radicale? E’ ancora in tempo per poterlo attuare? O, forse, cinque anni orsono ha purtroppo perso anche l’ultima, veramente l’ultima, occasione offertale dal destino?

A giudicare dalla scarsa presenza di cittadini alla prima assemblea pubblica dell’attuale Amministrazione, temo di sì.
Nonostante la schiacciante vittoria di Progetto Paese le presenze sono state scarse, mi sembra di poter affermare che un terzo dei posti a disposizione[4] fossero liberi, una trentina. Se poi togliamo la tara, ovvero il numero dei parenti e dei facenti parte il nucleo di PP, arriviamo a numeri veramente risibili.
1839 sono state le preferenze espresse a favore di Progetto Paese, equivalenti al 59% del totale.
Il 27 di Novembre u.s. erano presenti in sala civica Eugenio Turri forse una quarantina di persone, al netto della tara.

Per quanto riguarda i Cavaionesi, soprattutto quelli DOCG, c’è da sospettare che siano ormai mitridatizzati, disperatamente mitridatizzati, sembrano diventati insensibili a tutto. Per contro, da un po’ di tempo a questa parte, fanno molto moto.

Infine, parafrasando il poeta, augurerei alla nuova Prima Cittadina: “che la tua carica, anco tardi venuta, non ti sia grave” e le consiglierei pause rigeneranti, non si può essere dappertutto.
Distaccarsi un po’ dalle cose, dalle situazioni,  serve a vederle sotto un altro aspetto, il che, talvolta, può risultare di grande utilità. Come quando si osserva un’opera d’arte, è necessario allontanarsene per avere una visione del tutto, altrimenti si corre il rischio di vederne solo un particolare e giudicarla solo per quello.

Gli esperti, infine,  affermano che i capi devono essere soli, questo per mantenere equidistanza con tutti e garantirsi una grande libertà nelle decisioni, piacevoli e spiacevoli.              

Adriana Bozzetto -  una extra-comunitaria


Cavaion Veronese
XII - 2014


[1] E’ il sesto calendario intitolato Gru senza ali, in realtà è il settimo. Quello del 2010 aveva per titolo “Il gallo “scomparso

[2] I corsivi sono tratti da:  http://www.treccani.it/vocabolario

[3] Nel 1657 Leopoldo de’ Medici fondò a Firenze l’Accademia del Cimento per lo studio delle scienze fisiche
[4] La Sala Civica è omologata per ospitare 100 persone.

sabato 8 novembre 2014

Cavaion V.se - Piove sugli introi sassosi ed irti …


Anni fa. Via Roma in una giornata di pioggia: percorrendo il tratto fra le elementari e l’innesto di via Cavalline era come essere al volante di un motoscafo e non di una vettura.
Sembra che una tale emozionante esperienza sia stata vissuta anche dai concittadini che portavano a scuola i figli. Uno di loro, come si usa oggi grazie alle opportunità offerte dai social-network, ha pensato di condividere con altri le sue emozioni suggerendo altresì all’Amministrazione di riconsiderare le priorità degli interventi di manutenzione paesana reputando la sistemazione degli introi meno urgente rispetto a quella della viabilità.

Da Progetto Paese Cavaion Sega, attualmente al potere, il cittadino ha ricevuto la seguente risposta



Per amor di precisione, va ricordato che il progetto per  la sistemazione degli introi era partito dalla precedente Amministrazione:

  1. Progetto definitivo di ripristino e recupero di viabilità storica (bello: viabilità storica!) Introl Soletti, Introl della Torre, Introl del Festi e via Garibaldi, spesa prevista (poi vedremo la realtà): 106.400,00 Euro, contributo richiesto, 100.000,00.[1]

Chi conosce le vecchie vie che collegano  verticalmente  i vari livelli del paese ha ben presente la loro pavimentazione in sassi e che nei loro interstizi originari, non quelli brutalmente cementati, l’acqua piovana viene trattenuta e assorbita. Ora, c’è da sperare che il ripristino degli introi sia eseguito a regola d’arte e non si arrivi alla loro impermeabilizzazione per renderne più confortevole il percorrerli.
In ogni caso, nutro qualche dubbio che la loro sistemazione elimini l’inconveniente segnalato.


Ma (rullo di tamburi), udite udite! La vera soluzione al problema è stata elaborata: spostare le elementari!
Spiego meglio per chi è a digiuno di tecnica: spostando le scuole elementari la strada si allarga e la pendenza sparisce.

Certo bisogna pazientare un po’, però ce la faremo. Dopo tutto il problema esisteva anche 20 anni fa, non lamentiamoci. Che cosa è tutta questa fretta!
Nel frattempo, ci si può procurare un anfibio e, quando piove a dirotto, navigare per le vie di Cavaion. Siamo o non siamo un popolo di navigatori?
In considerazione della frequenza sempre maggiore di intense precipitazioni, a causa dei preoccupanti mutamenti climatici, l’investimento si rivelerà proficuo, addirittura remunerativo: potrebbe trasformarsi in uno strumento di attrazione turistica!

20 anni fa, bei tempi: “ non c’era una densità di cemento moltiplicata in centro storico, e tanto cemento uguale poco drenaggio”, elementare, come le scuole,  Watson!

Ma, di che paese stiamo parlando?
La cementificazione sfrenata ha investito soprattutto e quasi esclusivamente la pianura di Cavaion: Le Pezze, il Borgo del Sole, la parte bassa di Via Pozzo dell’Amore, cosa c’entra il centro storico

 La questione è ben diversa: mancano le caditoie (quelle che sono confidenzialmente chiamate tombini, ma non usate questo termine all’Ufficio Tecnico del Comune non vi capirebbero), ovvero la canalizzazione del deflusso delle acque meteoriche con relative caditoie.
Sparse per il paese se ne vedono, non proprio oggetto di costante manutenzione. Molte sono state occluse “perché sotto le tubazioni sono rotte, ma il problema è vecchio di almeno 15 anni”. Questa la spiegazione datami dal responsabile dell’Ufficio Tecnico almeno una  decina di anni fa, quando feci presente il problema dopo aver navigato su via Cesare Battisti, come è recentemente successo al concittadino.

Non si risolverà quindi il problema spostando le scuole ma provvedendo alla realizzazione di un efficace sistema di gestione del deflusso delle acque meteoriche, assolutamente mancante in via Cesare Battisti via Vittorio Veneto, Via Belvedere, tanto per fare qualche esempio. Intervento sicuramente più necessario ed urgente di un terzo campo di calcio, impietosamente vicinissimo ad un altro campo, quello Santo, per non parlare delle spese sostenute per faraoniche e paranoiche rotatorie.

Per contro, in Via Località Ceriel 18, lunga circa 250 metri, esistono 16, dico sedici, caditoie. Di queste ben 7 sul primo tratto di circa 100 metri, arrivando da via San Michele e fino all’altezza della Tenuta Cipressi e Olivi. Un tratto che, in quanto a pendenza e larghezza, ben regge al confronto con via Roma.



Sempre servendomi di Google-map ho fatto una stima della lunghezza totale delle menzionate vie e sono arrivata a circa 1,5 Km. Prendendo come parametro la frequenza delle caditoie presenti in via Località Ceriel 18 si arriva alla conclusione che mancherebbero all’appello circa 90 caditoie da collegare, ovviamente, ad adeguata canalizzazione, altrettanto mancante.



Suggerisco alla nostra Sindaca di visionare le dichiarazioni pubbliche prima di renderle tali.
Non ho la più pallida idea di chi sia l’ autore di questa, in perfetto stile politichese, spero non si tratti di una specie di portavoce della Prima Cittadina.
Qualora lo fosse, le consiglio di licenziarlo in tronco.


Adriana Bozzetto, una extra-comunitaria
6 Novembre 2014

P.S. In attesa di tempi migliori si potrebbero far intervenire le forze pubbliche per arrestare l’acqua!




[1]Da un mio articolo del 22 gennaio 2013 “Cavaion Veronese: amministratori saggi cercansi” pubblicato sul blog La Nebbia e La Neve
Fonte: L’Altro Giornale di Dicembre 2012, pag. 24, Richiesta di contributi di S.A. 

domenica 2 novembre 2014

Cavaion Veronese autunno 2014 - Cavaion Veronese autumn 2014


L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore.

                                                                                    (Albert Camus)