martedì 16 giugno 2015

Cavaion V.se "La bastia imprigionata"


BASTIA

Il Venerdì Santo stavo ritornando a casa da un giretto sul percorso della salute con Baffi, il cane del mio vicino di villa Bonazzo. All’altezza delle due unità immobiliari stile teleferica mi imbatto in una giovane coppia. Da come si guardavano intorno e si muovevano era chiaro che stavano cercando qualche cosa. Li saluto, come faccio sempre quando incontro qualcuno per strada. I due si fanno coraggio e si rivolgono a me per aiuto. La giovane signora mi dice che stavano cercando quel posto con alberi, panchine e tavoli . Le sembrava che fosse da quelle parti ma non riusciva a ricordarsi come arrivarci. Non me ne sono meravigliata, è stato modificato il tracciato del percorso della salute.

Spiego ai due che quei tavoli e quelle panchine non esistono più, distrutti, marciti.



Gli alberi divelti. Quel posto non esiste più, meglio esiste ma non è più come era una volta, lo hanno trasformato in un “parco archeologico” inaccessibile.


La signora mi guarda smarrita e delusa. Voleva venire qui il lunedì di Pasqua per un picnic. C’era stata molti anni fa e ne serbava un bel ricordo. Chiedo se venissero da Verona, no erano di Caprino. Spiego loro come arrivarci, giusto per dare un’occhiata e gli consiglio di scegliersi una meta più piacevole e accogliente per Pasquetta.


L’area intorno alla Bastia, con le acacie che offrivano ombra ristoratrice a chi anche solo voleva sostare un po’ in quel luogo seduto ad uno di quei tavoli, godendo la vista di quei ruderi coperti di edera. Sembrava di essere in un disegno di quei viaggiatori del Gran Tour che a ricordo dei luoghi visitati li disegnavano su album. Quelli sapevano disegnare e disegnare richiede la capacità di osservare. Allora sì, era un parco, accessibile a tutti e in qualsiasi momento. Adesso che lo hanno pomposamente battezzato Parco Archeologico è freddo, inaccessibile e il percorso per arrivarci raffazzonato.

Grazie all’imposta di soggiorno tutto si sistemerà, ci informa l’attuale Amministrazione.

Non ho capito perché tale imposta sia a scadenza, come lo yogurt. Parte dal 1 giugno, e va bene, ma,  perché va pagata solo fino al 31 ottobre? Non arrivano più turisti dopo il 31 ottobre? E se non ne arrivano più, che senso ha mettere la scadenza dell’imposta? Se non arriva più nessuno, nessuno paga niente, o no? 




Adriana Bozzetto  (una extra-comunitaria)
Maggio MMXV


domenica 10 maggio 2015

Territorio, Lombardia e Veneto le più "consumate"

Territorio, consumo di suolo al 7% del totale nazionale. In cima la Lombardia

Articolo de "Il Fatto Quotidiano" del 06 maggio 2015

Il rapporto "Recuperiamo terreno" dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale evidenzia un dato allarmante sulle coste italiane: il 19,4% dei litorale entro i 300 metri dal mare è stato impermeabilizzato. L'aumento del cemento è attribuito alle periferie e alle aree a bassa densità


Le coste italiane sono ricoperte dal cemento: il 19,4% dei litorale entro i 300 metri dal mare è stato impermeabilizzato, così come il 16% tra i 300 e i 1.000 metri. Lo certifica “Recuperiamo terreno – rapporto sul consumo di suolo 2015″, la ricerca redatta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) secondo cui quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500 Kmq, l’equivalente dell’intera costa sarda -, è perso ormai irrimediabilmente e evidenzia come le aree costiere abbiano quasi triplicato il dato nazionale, che stima un consumo complessivo di suolo pari al 7% del territorio nazionale.
Il cemento ha attaccato anche 34mila ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Ma non sono state risparmiate neppure le zone considerate “non consumabili“, montagne, aree a pendenza elevata e zone umide. La percentuale di suolo direttamente impermeabilizzato è salita al 7% (il 158% in più rispetto agli Anni ’50) e ammonta a oltre il 50% il territorio che, anche se non direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti devastanti. Ha rallentato, invece, negli ultimi cinque anni la velocità di consumo, con una media di 6-7 metri quadri al secondo.

Cavaion Veronese - Loc. Ceriel



domenica 5 aprile 2015

Buona Santa Pasqua 2015 - Happy Easter 2015


"Siate anche voi simili alle lampade! Fate brillare la vostra luce nella nostra società, nella politica, nel mondo dell'economia, nel mondo della cultura e della ricerca. Anche se è solo un piccolo lume in mezzo a tanti fuochi fatui, esso tuttavia riceve la sua forza e il suo splendore dalla Grande Stella del mattino, il Cristo Risorto, la cui luce brilla, vuole brillare attraverso noi, e non tramonterà mai."                 
Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)

martedì 10 marzo 2015

Cavaion V.se - Gli angeli degli Introj


GLI ANGELI DEGLI INTROJ

Da un paio di mesi un gruppetto di operosi muratori è impegnato nella sistemazione degli introj di Cavaion: introl Soletti, introl della Torre, introl dei Festi e, adesso, Via Garibaldi: l’introl a gradoni, il più ampio e maestoso del paese, che porta a quella che un tempo fu l’agorà, la piazza della chiesa. In tutti i paesi luogo di incontro, luogo di socializzazione per eccellenza. C’è chi l’ha conservato come tale. A Cavaion non è più così, non solo, Cavaion non ha una agorà, un centro anche se un cartello indicatore, decisamente comico, ne indica la direzione.


Ma torniamo agli introj e alla loro sistemazione, e partiamo da un articoletto apparso su L’Altro Giornale del Dicembre 2012, il cui testo, per una migliore lettura, qui di seguito riporto:

Sono tre i progetti che il Comune di Cavaion Veronese ha presentato entro la scadenza del 27 novembre per ottenere i contributi Gal[1] – Baldo Lessinia. Il primo è un progetto esecutivo di restauro e risanamento conservativo della sede municipale in piazza G. Fracastoro che prevede un investimento di 125.000 (Euro) totali – di cui 100.000 Euro richiesti come contributo. Il secondo è un progetto definitivo di manutenzione straordinaria del teatro all’aperto Arena Torcolo che prevede un investimento di 129.851 Euro – di cui 100.000 richiesti come contributo Gal. Il terzo e ultimo progetto invece è un progetto definitivo di ripristino e recupero di viabilità storica Introl Soletti, Introl della Torre, Introl dei Festi e via Garibaldi per un importo complessivo di 106.400 Euro – di cui 100.000 richiesti come contributo Gal. «Si tratta di tre progetti molto importanti – afferma il sindaco di Cavaion, Lorenzo Sartori – e si spera nel finanziamento Gal per poterli realizzare. Il contributo Gal prevede per ogni progetto un finanziamento fino a € 100.000 e il costo dell’IVA rimarrebbe a Carico del Comune. Stiamo quindi attendendo la comunicazione del Gal per la conferma o meno del finanziamento, comunque sono progetti che meritano di essere portati avanti.» S.A.

Per quanto riguarda il Municipio, venne regolarmente esposto il cartellone dei lavori. La cosa strana era che l’importo dei finanziamenti indicato, € 82.188,96 era superiore all’importo dei lavori, € 76.525,03 (foto di novembre 2013).
Non si capisce poi il dichiarato investimento di 125.000 Euro al quale fanno riscontro un importo dei lavori pari a € 76.525,03 e un finanziamento di € 82.188,96.

Sulla manutenzione straordinaria dell’Arena Torcolo sono impreparata. Non ricordo se fosse stato esposto il regolamentare cartello dei lavori o no, mi sono distratta. Mai distrarsi a Cavaion, il più bel paese del mondo, secondo qualcuno.

Per quanto riguarda “il recupero della viabilità storica  devo registrare l’assoluta assenza dell’obbligatorio cartello di cantiere[2]  sul quale sono da indicare, fra l’altro, la natura dell’ intervento, il committente , il progettista, il direttore dei lavori, l’importo del progetto, i finanziamenti, l’impresa che esegue i lavori, data d’inizio e fine dei medesimi.

Forse si tratta di un manipolo di volonterosi disoccupati che non sanno come far venir sera grazie ai quali ci ritroveremo degli introj restaurati a costo zero?
Se ne è accorto qualcuno dell’Amministrazione? Adesso che sono interconnessi 24 ore su 24 grazie ai potenti mezzi della tecnica dei quali si sono dotati, con i quali si possono anche scattare fotografie  (una grande passione della nostra Prima Cittadina) gli consiglierei di fare un giretto per il paese e scambiarsi impressioni ed immagini. Ma, forse, il percorso è un po’ impegnativo e, allora, poiché ogni responsabile cittadino dovrebbe essere collaborativo, gli risparmio le impervie salite.


Particolari dall’Introl della Torre: qualche incivile giovane cavaionese ha preso a calci le scatole di derivazione dell’impianto elettrico di illuminazione? O sono state male istallate?
Se ne è accorto qualcuno?





Non c’è nessun cartello di cantiere. Forse la ditta che esegue i lavori è La nuova Edilcasette molto presente e conosciuta a Cavaion. Martedì 3 Marzo un camioncino della testé menzionata era all’imbocco del cantiere e sembrava averci a che fare.
Per essere più informati su quanto succede, forse c’è bisogno di un pro-sindaco, amante delle passeggiate, anche per Cavaion alta.

Saluti dal rinato introl della Torre (XIV-XV sec.), vicino di casa.

Adriana Bozzetto -
una extra-comunitaria

Marzo MMXIV



[1] Gal, correttamente scritto GAL sta per Gruppo di Azione Locale
[2] Il d.P.R. 380/2001, all’art. 27, comma 4 prescrive l’obbligo di esposizione del cartello di cantiere con i dati sui lavori da eseguire e le relative autorizzazioni.
Nel caso di lavori privati le dimensioni del cartello sono stabilite dal capitolato speciale d’appalto, nel caso di lavori pubblici sono fissate dalla Circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 1729/UL del 1 giugno 1990 e stabilite nelle dimensioni minime di 1 mt. di base x 2 mt. di altezza.

domenica 8 marzo 2015

FESTA DELLA DONNA ovvero DAL VOTO AL VUOTO

8 MARZO
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
FESTA DELLA DONNA ovvero DAL VOTO AL VUOTO

La ricorrenza dell’ 8 Marzo[1] è ormai nota come Festa della Donna ma sarebbe più corretto usare la denominazione originaria, ovvero Giornata Internazionale delle Donna perché ne ricorda le lotte affrontate durante decenni e  decenni, e non ancora appartenenti al passato, per vedersi riconosciuta la dignità di essere umano, che non è né una questione di genere, di razza, di censo.
La donna come parte attiva della società nei molteplici ruoli che la stessa offre, lavorativo, politico, artistico, sociale, godendo degli stessi diritti riservati all’uomo, autoproclamatosi essere superiore da tempo immemorabile, forse per paura delle donne.

Un diritto fondamentale per potersi sentire, appunto, parte attiva della società è quello di voto. Sia in Europa sia negli Stati Uniti molte donne si batterono per questo sin dagli inizi del XX secolo.

Qui di seguito alcune immagini che testimoniano l’impegno delle nostre antenate, negli USA e in Germania, per ottenere il diritto di voto che, ricordo, in Italia fu concesso nel 1946.


Il diritto di voto ha significato per la donna il poter far parte della classe politica e, di conseguenza, promuovere tutte quelle iniziative finalizzate al raggiungimento, almeno in via teorica,  della parità di diritti, e doveri, fra i due sessi, in ogni ambito.
Naturalmente le leggi e le norme da sole non consentono il raggiungimento di tale obiettivo che presuppone altresì una profonda mutazione del pensiero sociale e dei costumi.

Non è sufficiente eliminare il sostantivo femminile dal lessico per dar da intendere il raggiungimento delle “pari opportunità”, né le donne devono interpretare l’emancipazione come una delle peggiori imitazioni del maschile, per passare così dal voto al vuoto di coscienza di sé.





La data dell’ 8 Marzo fu scelta per la Giornata Internazionale delle donne perché l’8 Marzo del 1917 le donne comuniste di San Pietroburgo scesero in piazza per protestare contro la guerra, dando così inizio alla Rivoluzione russa di Febbraio[2].
Il 14 giugno 1921 in occasione della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste venne deciso di fissare una data che fosse la stessa per tutti i Paesi. Fu scelto l’8 Marzo per la Giornata internazionale dell’operaia, poi Giornata internazionale delle donne.
In Italia si festeggia dal 1922.

Sarebbe opportuno ripristinare l’uso della corretta denominazione della ricorrenza dell’8 Marzo
Giornata internazionale della donna
per prendere doverosa distanza da un certo fenomeno di (mal)costume, radicatosi  negli ultimi tempi, per il quale forse sarebbe più appropriata la definizione di Festa del cazzo (scusate l’eufemismo) che ci ricorda che, alla donna, grazie a donne, è stata fatta la festa[3].


Adriana Bozzetto
8 Marzo 2015


[2] La Russia adottò il calendario gregoriano (1582) solo nel 1918. L’ 8 marzo corrispondeva al 23 febbraio.
[3] Far la festa a qualcuno – uccidere in senso lato, danneggiare.

sabato 21 febbraio 2015

Caso Boschi, Banca Etruria e il giallo delle banche popolari

Marco Travaglio "Il ritorno degli "Etruschi" 


"La Boschi? Un caso di nepotismo alla rovescia: invece del classico figlio di papà, un papà di figlia"
   Da Servizio pubblico del 19/02/2015

martedì 27 gennaio 2015

Giorno della memoria 2015 - International Holocaust Remembrance Day



Maxim Vengerov playing Chaconne from partita in D by Bach.
Taken from "Holocaust: A musical memorial film from Auschwitz".

Parte finale di una trasmissione della BBC.
Maxim Vengerov,ebreo russo, é ritenuto il più grande violinista vivente.

martedì 20 gennaio 2015

Discorso di Papa Francesco alla Curia Romana

La Curia Romana e il Corpo di Cristo
Lunedì, 22 dicembre 2014

 “Tu sei sopra i cherubini, tu che hai cambiato la miserabile condizione del mondo quando ti sei
fatto come noi
” (Sant'Atanasio)

Cari fratelli,
Al termine dell’Avvento ci incontriamo per i tradizionali saluti. Tra qualche giorno avremo la gioia di
celebrare il Natale del Signore; l’evento di Dio che si fa uomo per salvare gli uomini; la
manifestazione dell’amore di Dio che non si limita a darci qualcosa o a inviarci qualche messaggio
o taluni messaggeri ma dona a noi sé stesso; il mistero di Dio che prende su di sé la nostra
condizione umana e i nostri peccati per rivelarci la sua Vita divina, la sua grazia immensa e il suo
perdono gratuito. E’ l’appuntamento con Dio che nasce nella povertà della grotta di Betlemme per
insegnarci la potenza dell’umiltà. Infatti, il Natale è anche la festa della luce che non viene accolta
dalla gente “eletta” ma dalla gente povera e semplice che aspettava la salvezza del Signore.

Innanzitutto, vorrei augurare a tutti voi - collaboratori, fratelli e sorelle, Rappresentanti pontifici
sparsi per il mondo - e a tutti i vostri cari un santo Natale e un felice Anno Nuovo. Desidero
ringraziarvi cordialmente, per il vostro impegno quotidiano al servizio della Santa Sede, della
Chiesa Cattolica, delle Chiese particolari e del Successore di Pietro.


Essendo noi persone e non numeri o soltanto denominazioni, ricordo in maniera particolare coloro
che, durante questo anno, hanno terminato il loro servizio per raggiunti limiti di età o per aver
assunto altri ruoli oppure perché sono stati chiamati alla Casa del Padre. Anche a tutti loro e ai
loro famigliari va il mio pensiero e gratitudine.

Desidero insieme a voi elevare al Signore un vivo e sentito ringraziamento per l’anno che ci sta
lasciando, per gli eventi vissuti e per tutto il bene che Egli ha voluto generosamente compiere
attraverso il servizio della Santa Sede, chiedendogli umilmente perdono per le mancanze
commesse “in pensieri, parole, opere e omissioni”.

lunedì 12 gennaio 2015

Padre Samir: «I musulmani sanno che non basta dire: “Non c’entra con l’islam”»

Da tempi.it del 08-01-2015

Subito dopo l’attentato al settimanale satirico Charlie Hebdo, nel quale sono morte 12 persone a Parigi, i leader musulmani francesi hanno condannato senza appello la strage. «Ma tutte queste dichiarazioni mostrano un certo imbarazzo: essi sanno che non basta dire “Questo non c’entra con l’islam”. Perché i fatti danno loro torto». In un’analisi pubblicata su AsiaNews padre Samir Khalil Samir, gesuita arabo, docente di storia araba e islamologia all’università di Beirut, si sbarazza in poche righe delle critiche stupide (islam=terrorismo) ma non chiude gli occhi davanti ai fatti, cercando di capirne l’origine: «Almeno l’80% degli attacchi terroristi nel mondo avviene in nome dell’islam, per difendere la fede, il profeta… e questo stile si diffonde sempre di più, anche in Occidente».

«PRINCIPIO DELLA NON VIOLENZA». Secondo il docente, «l’islam dovrebbe affrontare a fondo le tematiche della modernità: l’interpretazione di fondo del Corano, la non violenza, la libertà di coscienza, ma nessuno osa farlo. Una prima cosa che varrebbe la pena accettare da parte di tutti è il principio della non violenza. Tutti i musulmani affermano che “l’Islam è pace”, che non è violento, ecc…» ma allora perché alle «scurrili» vignette di Charlie Hebdo si risponde «con la violenza? Perché a uno scritto non rispondere con uno scritto?».

MAOMETTO CON LA SPADA. Samir evidenzia quindi la presenza di un problema all’interno dell’islam: «In passato (nel 2006) Charlie Hebdo aveva presentato Maometto con una bomba al posto del turbante. Ma io dico ai miei amici musulmani: come rappresentate voi Maometto? Con la spada. Al museo di Istanbul vi sono addirittura due spade considerate appartenute al profeta. E l’Arabia Saudita, il Paese custode dei luoghi santi dell’islam, cosa ha sulla sua bandiera? Due spade (una nella nuova bandiera a fianco, ndr)! Allora io dico: quelli di Charlie Hebdo hanno solo modernizzato la figura di Maometto. Una volta vi erano le spade, oggi ci sono le bombe!».