lunedì 15 settembre 2008

Circolare Brunetta




......è un'iniziativa veramene valida o come spesso accade andrà a colpire i lavoratori onesti? Ai posteri l'ardua sentenza............



18.7.2008- È in una circolare la nuova sfida di Renato Brunetta all’assenteismo. Tutte le amministrazioni pubbliche devono sottoporre i propri lavoratori a visita medica fiscale anche nel caso di assenza di un solo giorno per malattia. Le nuove norme sono subito operative e valgono anche per le assenze già avvenute dal 26 giugno scorso in poi (data in cui il decreto 112 è entrato in vigore) secondo quanto riportato nella circolare firmata oggi dal ministro della Funzione pubblica.
Nel giro di vite vanno ricordate anche le eventuali decurtazioni dello stipendio. Il documento stabilisce che il taglio della retribuzione «si applica ad ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata e riguarda i primi dieci giorni di assenza». Sulle modalità di certificazione della malattia, si specifica che il terzo «evento di malattia» nell’anno solare e le assenze superiori a dieci giorni debbono essere giustificati «con la presentazione all’amministrazione di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati». La circolare fornisce poi indicazioni alle amministrazioni sull’incidenza delle assenze dal servizio «ai fini della distribuzione dei fondi per la contrattazione collettiva», ribadendo i principi in materia di premialità e chiarendo che «comunque nessun automatismo è consentito nella distribuzione delle somme». Viene posto in particolare l’accento sulla necessità di valutare l’apporto individuale ai fini di attribuire premi di produttività, di risultato e gli incentivi.

Lago di Garda e di cemento

Speculazione edilizia e interessi mafiosi alleati nella distruzione del paesaggio benacense. Da L'Espresso, 4 settembre 2008 (m.p.g.)

Autori: Biondani Paolo e Tessadri Paolo


«L' invasione del cemento sul lago di Garda è un orrore per ogni persona di buon senso... » Vittorio Messori, scrittore cattolico di fama mondiale, usa un tono deciso e parole forti: «Qui si vive una quotidiana sofferenza nel vedere prati bellissimi, ruscelli, boschetti e uliveti devastati da distese di capannoni commerciali e di lottizzazioni che sembrano conigliere. A lasciare sbalorditi è l'insipienza, la folle idiozia che spinge tanti amministratori, non necessariamente corrotti, a distruggere spiagge e colline per dare sempre nuovi spazi alle cosiddette seconde case: squallidi sottoprodotti edilizi, abitati per due settimane all'anno da anonimi soggiornanti che sul lago non lasciano soldi, ma soltanto rifiuti». Messori vive da 15 anni a Desenzano del Garda e, insieme al cantautore Roberto Vecchioni e a decine di «cittadini senza tessere di partito»', si è speso in pubbliche iniziative contro «la masochistica distruzione di un territorio che con la sua bellezza è un capitale unico e irripetibile». Un impegno civile ripagato con lettere anonime, danneggiamenti e minacce di morte. «Intimidazioni di stampo mafioso», secondo la Questura di Brescia. Forse basta questa vergogna - minacce criminali per zittire uno scrittore che ha firmato libri con due papi, Wojtyla e Ratzinger - a misurare quanto sia diventato sporco il business dell'edilizia sul più grande lago italiano. Italia Nostra ha contato le "nuove abitazioni" costruite in 14 paesi della Riviera bresciana dal 1981 al 2001 (data dell'ultimo censimento Istat), scoprendo che sono aumentate del 47 per cento. E come se nel giro di quattro amministrazioni fossero spuntati dal nulla sette nuovi comuni, fatti tutti di seconde case: solo cemento e asfalto, senza abitanti. Dal 2001 al 2007 poi, il boom dei prezzi ha scatenato un altro sacco urbanistico. E ora incombe una nuova ondata di cemento.
Sommando solo i progetti già in cantiere nei tanti piccoli comuni sparsi tra Brescia, Verona, Mantova e Trento, si supera abbondantemente il tetto di oltre un milione di metri cubi di nuove costruzioni. Un business da 2 miliardi di euro, che sta già muovendo plotoni di speculatori, faccendieri e politici locali. Ma la mole degli interessi edilizi comincia a calamitare, per la prima volta in queste province del Nord, anche soldi di comprovata origine mafiosa. Mentre la costa bresciana è invasa da capitali sospetti di ricchissimi affaristi russi. II Garda è un tesoro naturale che ogni estate arricchisce i suoi 320 mila residenti: circa 3 miliardi di ricavi garantititi da oltre 20 milioni di presenze turistiche.
Ad attrarre soprattutto tedeschi e olandesi sono l'ambiente e il paesaggio. Con la sua grande estensione e profondità, il lago è un bacino di 49 chilometri cubi d'acqua dolce, protetta dalle colline moreniche, che creano un'isola di clima mediterraneo incastonata tra la Pianura padana e le Prealpi. Olivi, cipressi, lecci e oleandri crescono spontanei e gran parte delle spiagge sono affollate di bagnanti. Almeno per ora. L'inquinamento da scarichi fognari è stato limitato, dopo i disastri di Tangentopoli, dal maxi-depuratore di Peschiera. Ma il boom di nuove costruzioni supera le capacità di smaltimento. E mette a rischio il fiume Mincio e i laghi di Mantova. Testimonia Barbara Meggetto di Legambiente: «Tutti i punti del Mantovano controllati dalla nostra Goletta dei laghi risultano inquinati da colibatteri. Abbiamo prelievi che superano di 55 volte i limiti di legge».

Eppure la cementificazione continua. Anzi, peggiora. Un esperto magistrato della zona riassume schiettamente: «La Dc di una volta era clientelare anche con l'edilizia, ma aveva il senso del peccato. Oggi troppi assessori e progettisti hanno perso ogni pudore nel mescolare affari e politica». Il problema è politico-economico: qui un terreno agricolo vale 20-30 euro al metro quadrato; se ha una vista lago, anche parziale, arriva a 40-60; ma appena diventa edificabile, il prezzo schizza a 400-500. E ogni mini-appartamento finito si vende a 4-5 mila euro al metro. Come dire: paghi 1, vinci 200. E a regolare la lotteria dell'edilizia, cioè a decidere chi può facilmente fare montagne, è la politica. Divisa in tante piccole giunte e partitini imbottiti di geometri, ingegneri, speculatori e costruttori.
L'ultima operazione-scandalo è la grande truffa dei finti alberghi. A Peschiera del Garda i giudici veronesi hanno sequestrato per lottizzazione abusiva un maxi villaggio in località San Benedetto: 375 appartamenti, con negozi e piscine, controllati dal più ricco costruttore locale attraverso l'immobiliare Sermana. E già venduti per 110 milioni a tanti investitori ora inferociti. Perché il Comune aveva autorizzato una «residenza alberghiera», divisa sì in casette, ma da gestire come un hotel. Invece i presunti furbetti del Garda li hanno venduti come singole villette. Ora sotto sigilli. Proprio la destinazione ad albergo, da riempire tutto l'anno di turisti, consentiva ai politici interessati di zittire il malcontento popolare contro l'inflazione di seconde case. Ora anche l'attuale sindaco leghista giura di non essersi mai accorto, in 15 anni di progetti e lavori, che quelle "residenze alberghiere" in realtà erano in vendita. Con tanto di rogiti. O con strane "cessioni di quote societarie" che per puro caso coincidono con la singola micro-casetta.

L'esposto di Legambiente da cui è nata l'indagine riguarda anche le "lottizzazioni-albergo" Pioppi, Bassana e Conta. Ma altri "villaggi-hotel" sono in cantiere sulle colline da Lonato a Cavaion. Il sequestro dei 932 posti letto di Peschiera per ora ha avuto solo il miracoloso effetto di fermare le ruspe a Pacengo. Dove la Cooperativa Azzurra, rasi al suolo decine di platani secolari, aveva già cominciato a vendere le sue "residenze alberghiere". Lo scorso marzo la Cassazione ha ribadito che il trucco dei finti alberghi resta reato. Ma la lobby del mattone sta brigando, in Regione Veneto, per regalare ai Comuni il potere di sanare gli abusi. Le nuove speculazioni minacciano boschi e vigneti. Il panorama è impressionante soprattutto se lo si va a vedere dal lago, in barca. A Castelnuovo del Gardaland (soprannome del Comune con il parco-divertimenti più grande d'Italia) i fabbricati tra gli ottovolanti e i megaparcheggi occupano l'intera fascia a lago. A Lazise il regno del cemento (e degli abusi condonati) è Caneva, il parco acquatico ora raddoppiato con Movieland: mostruosi capannoni in calcestruzzo in riva a un maxi-porto.
A Bardolino, dove negli anni '70 un sindaco dc firmò centinaia di licenze la notte prima del piano regolatore, la giunta di Forza Italia sta varando un'altra mega-darsena al posto del campeggio pubblico. Il sindaco dovrebbe astenersi, visto che gestisce due camping privati concorrenti, ma l'opposizione teme l'alterazione delle correnti (l'effetto "lago morto") e nuovo cemento. Lo sponsor politico è Aldo Brancher, l'ex tangentista della Fininvest (reati prescritti grazie all'abolizione del falso in bilancio) che ora è il più potente parlamentare locale: all'assemblea di presentazione del porto ha dato degli «imbecilli» ai cittadini che si oppongono allo sviluppo turistico. Risalendo a nord, la piana del comune di Garda, le pendici montane da Albisano a San Zeno, le colline tra Costermano e Cavaion sono una distesa di villini e condomini. Approvati da giunte di destra e di sinistra. E a Torri è in cantiere l'ennesimo porto turistico. Sulla Riviera bresciana le colline sembrano più grigie che verdi. Tra Desenzano e Sirmione c'è tanto cemento che il parroco della frazione di Rivoltella è arrivato a tuonare dal pulpito contro «un'edilizia immorale». A Toscolano-Maderno il piano regolatore che autorizza mille nuove abitazioni è già stato superato da deroghe e varianti. A Padenghe la lunga spiaggia bianca è stata cancellata da una «passeggiata artificiale con cemento anti-lago e ciottoli grigi da cava», finanziata dalla Regione Lombardia. A Manerba la cascata di Dusano è inglobata in un condominio-residence. Tra le scogliere di Campione, la Coopsette ha comprato per 20 milioni un capolavoro di archeologia industriale e l'ha quasi tutto abbattuto per farne un polo turistico da 160 mila metri cubi con 1.450 parcheggi. È un piano da 200 milioni.
Nell'alto lago trentino, che è un paradiso delle vele, la navigazione a motore è vietata, i depuratori funzionano e la legge Gilmozzi frena le seconde case. Ma il passato pesa: a Riva del Garda è urbanizzato il 44,83 per cento del comune, a Nago-Torbole il 48,90. Dopo tanto cemento, ora sul Garda comincia a nascere una società civile. Che crea comitati «contro la superstrada del Monte Baldo» o associazioni «per il parco delle colline moreniche». L'architetto Rossana Bettinelli, vicepresidente nazionale di Italia Nostra, spiega il perché con un esempio: «L'antica piazza di Bogliaco oggi è un deserto di seconde case. Troppe lottizzazioni restano vuote ma consumano per sempre il territorio. E i cittadini ora si mobilitano». Con qualche rischio.

Lo scrittore Messori è l'anima del comitato che sta aiutando la Soprintendenza a salvare il verde che circonda l'abbazia-capolavoro di Maguzzano. Non ama parlarne ( «Non voglio fare l'eroe»), ma da allora è minacciato: «È vero, ho ricevuto lettere anonime, di quelle coi caratteri ritagliati dai giornali. C'è stato un crescendo, dagli insulti alle minacce di morte. Mi hanno anche spaccato i vetri della macchina, più volte. Sono perfino entrati con i bastoni dentro l'abbazia per fracassarmi l'auto e minacciarmi. Il questore di Brescia era preoccupato, ha voluto farmi denunciare tutto alla Direzione antimafia e manda la polizia qui a sorvegliarmi». L'overdose di cemento e turismo ha da tempo trasformato il Garda in un ipermercato di droga e prostituzione. Ma al peggio non c'è limite. Il mese scorso la polizia ha scoperto che, dietro i due incendi che hanno distrutto le più famose discoteche del Garda (Sesto Senso e Lele Mora House), c'era una presunta faida criminale tra i due imprenditori del divertimento, Leo Peschiera e Piervittorio Belfanti. Un rogo era la vendetta per l'altro, secondo l'accusa, in un incrocio di estorsioni, rapimenti di personale, pestaggi e agguati armati. Altre due discoteche, Backstage (ex Biblò) e Lamù, sono state sequestrate dai magistrati nel luglio 2007, con il primo blitz contro i patrimoni mafiosi mai eseguito nel Bresciano: 49 immobili turistici controllati dalla camorra di Afragola e dalla 'ndragheta di Gioia Tauro. Messori ride amaro: «Sul Garda sembrava impossibile, ma stiamo diventando una zona di lupara».

Latte alla spina

Dimostrazione di quanta plastica in meno produciamo ...

domenica 14 settembre 2008

Operazione fiato sul collo

Avete notato quanta polvere sta alzando questa operazione che ha lanciato Beppe? Molti consigli comunali non vogliono essere ripresi anche se l'assemblea è pubblica, non c'è che dire si sono proprio montati la testa! Anche nei nostri comuni si fanno parecchie cose che fanno schifo, si costruisce più di quello che prevede la legge. Non so se siete tutti dei dintorni, ma a Cavaion se vi capita di passare vicino alla rotonda che va a Bardolino, c'è un bel residence,(si è propio un residence, non appartamenti residenziali) e ci sono dei bei "sassetti" , resti pare di un'antica villa romana, che forse diventeranno museo e vualà come per magia il residence si trasforma e può essere venduto a "pezzi", lo sapevate già? Per le altre zone simili di Cavaion (già ce ne sono altre) si inventeranno qualcosa d'altro?

sabato 13 settembre 2008

Comunicato

Il Rè ringrazia i suoi nuovi scrivani che hanno aderito
grazie all'Arcere,a Trilly e Wind.
O su me sudditi c'è spazio per altri scrivani tra la nebbia e la neve mandate n'mail e potrete scriver pur voi, o me sudditi.

venerdì 12 settembre 2008

WIND


Al richiamo di Trilly, di un re e di un "madonnaro" non potevo sottrarmi a questo invito; del resto tra la nebbia e la neve un pò di vento rende tutto più poetico!

giovedì 4 settembre 2008

Ci sono anch' io





Ciao sono volata dall'isola che non c'è ...il Rè ha bisogno di tutto l'aiuto e supporto possibile....quindi un pò di polvere di stelle sulle ali unita alla certezza che tutti i sogni sono realizabili ed eccomi qua.....spero per portare un pò di allegria e colore alla realtà purtoppo non sempre positiva......il tempo di svolazzare nel blog per prendere confidenza e poi si parteeeeeeeee.
Baci e buona vita a tutti dalla vostra Trilly

mercoledì 3 settembre 2008

L'uragano in tv porta tempesta



Vi segnalo un articolo dell'Arena di oggi scritto da Anna Maria Schiano dove si parla degli avvenimenti atmosferici come le violenti grandinate estive che vedono coinvolta la zona del Garda e relativo entroterra, tra l'altro si discute anche dellla cementificazione (nominati Cavaion, Affi e Stallavena), causa, a detta del metereologo Luca Lombroso (vedi foto), di " fare innalzare la temperatura terrestre da 2 a 6 gradi" buona lettura.


Mercoledì 3 Settembre 2008



BARDOLINO. Diretta con la trasmissione «Primo piano» per parlare del clima. Si conferma che il lago ha un primato per le grandinate
L'uragano in tv porta tempesta
La Rai si collega con la Disciplina dove il meteorologo spiega il tifone Gustav, fuori grandina




Annamaria Schiano
Si parla di uragani e intanto fuori si scatena la tempesta. È accaduto l'altra sera in sala della Disciplina di Bardolino, trasformata per l'occasione in set televisivo, per il collegamento in diretta con la trasmissione di Rai Tre «Primo Piano», condotta da Maurizio Mannoni. Al centro delle riprese il metereologo Luca Lombroso, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divenuto famoso con la sua partecipazione alla trasmissione «Che tempo che fa», di Fabio Fazio.
Era a Bardolino per presentare il suo ultimo libro in uscita «L'osservatorio di Modena:180 anni di misure meteoclimatiche», nell'ambito della rassegna culturale «Sorsi d'Autore», organizzata dall'associazione Strada del Vino Bardolino. Una conferenza moderata da Riccardo Mauroner, filosofo e giornalista, che per un paio d'ore ha affrontato le tematiche dei cambiamenti climatici e degli uragani, in un momento di estrema attualità per l'evacuazione di due milioni di persone da New Orleans. Così Lombroso è andato in onda intorno alle 11.30 da Bardolino, con Giovanna Botteri e Corradino Mineo in collegamento a sua volta con lo studio dalla Lousiana.
Sullo schermo quindi Lombroso con sullo sfondo i gonfaloni di «Sorsi d'Autore» e del Comune di Bardolino. In mano un palloncino-mappamondo, gonfiato a bocca poco prima dal metereologo, per spiegare al pubblico «che per gli uragani non esistono i confini degli Stati: l'America non l'ha scoperta Colombo, era già lì da milioni di anni», ha ironizzato. Lombroso ha detto a Mannoni e ai telespettatori quello che aveva appena finito di dire in sala: «Gli uragani hanno grande impatto mediatico solo quando colpiscono le zone ricche del pianeta. Su New Orleans è passato che si era già sgonfiato e ha causato solo danni economici, ma di Gustav non si è parlato tanto nei giorni precedenti quando ha devastato Haiti, causando danni umani altissimi».
«Gli uragani», ha spiegato Lombroso, «sono ormai così frequenti che si sono finiti i nomi, poiché c'è un numero ben definito di nomi da attribuire e sono stati tutti usati». Intanto fuori dalla porta si era appena consumato nella zona del basso lago, l'ennesimo temporale con grandine. Mauroner ha chiesto allo scienziato se ci sia un modo per prevederne la caduta. Lombroso ha risposto: «È molto più facile prevedere l'uragano Gustav che la grandine». Si è così sottolineato come la zona del Lago di Garda sia un'area a forte rischio tempesta, tanto che il metereologo dell'Arpav, Paolo Frontero presente in sala, ha riferito come rilevamenti microradar in zona abbiano mostrato come su 45 giorni di pioggia, 22 siano stati caratterizzati da grandine.
Dietro le quinte, il filo conduttore del fenomeno: il mutamento climatico in atto. Secondo Lombroso dettato da tanti fattori: «Energia prodotta con petrolio e quindi immissione di anidride carbonica che potenzia il fenomeno naturale dell'effetto serra. La cementificazione del territorio (citate le zone di Affi, Cavaion, Stallavena), tutti elementi che se non saranno controllati dall'uomo», ha sottolineato , «finiranno per fare innalzare la temperatura terrestre da 2 a 6 gradi, dove le estati come quelle del 2003 saranno normali stagioni». Dal pubblico è stato chiesto come poter intervenire sui livelli del lago di Garda che continuano a salire e scendere. Lapidaria la risposta: «Semplice, ridurre i consumi, soprattutto per usi agricoli»

martedì 2 settembre 2008

Comunicato


La nebbia e la neve non è espressione di partiti politici, liste civiche o associazioni varie ma bensì uno spazio libero dove tutte le persone possono esprimere le proprie ragioni ed opinioni.

La nebbia e la neve non preclude però collaborazioni con i soggetti di cui sopra per portare avanti ideali condivisi. Anche se la vedo dura.