venerdì 25 gennaio 2013

CAVAION VERONESE: AMMINISTRATORI SAGGI CERCANSI

Margaret THATCHER
1983 – DAL DISCORSO ALLA CONFERENZA DEL PARTITO CONSERVATORE  :
(14/10/1983)

(omissis) 
E’ essenziale che noi non dimentichiamo una verità fondamentale: lo Stato dispone di un’unica fonte di denaro, il denaro guadagnato dai cittadini. Se lo Stato vuole spendere di più lo può fare in sole due maniere, o prendendo in prestito i vostri risparmi o aumentando le tasse a vostro carico. E’ completamente fuorviante pensare che qualcun altro lo possa fare, questo “qualcun altro” siete voi. Non esiste il “denaro pubblico”, esiste solo il denaro dei contribuenti.

La prosperità non si ottiene inventandosi sempre più costosi programmi di spesa pubblica. Non si diventa più ricchi richiedendo alla banca un altro libretto degli assegni.  Noi abbiamo il dovere che ogni singolo penny proveniente dalle tasse venga speso saggiamente e bene.  (omissis…)

Proteggere il portafoglio dei contribuenti, proteggere i servizi pubblici, questi sono i nostri due grandi obiettivi, e la loro domanda va riconciliata. Certo sarebbe molto piacevole, molto popolare dichiarare “spendiamo di più in questo, spendiamo di più in quello”. Tutti noi abbiamo le nostre cause preferite, lo so. Ma qualcuno deve poi fare i conti. Ogni impresa lo fa, ogni padrona di casa lo fa, ogni Governo lo dovrebbe fare, e noi lo faremo.
(omissis)

Chissà se un giorno, prima della fine del suo secondo mandato, il Primo Cittadino di Cavaion, il ragionier Lorenzo Sartori, e con lui il Secondo, Luigino Caldana, e tutta la sua squadra, si renderanno conto che non stanno giocando a Monopoli, con delle pedine, ma con i soldi dei contribuenti e chissà se i contribuenti di Cavaion capiranno che si stanno sperperando danari provenienti dalla tassazione di cittadini, non solo di Cavaion, ma di tutta la Provincia, la Regione. In altre parole, lo spreco della Amministrazione Pubblica cavaionese va a gravare anche sulle finanze di chi, se così si può dire,  Cavaion non sa neanche che esista.

Sollecito l’opposizione Progetto Paese a denunciare pubblicamente e vibratamente TUTTI gli sprechi, qui di seguito ne cito alcuni, ma sono solo quelli noti a tutti o, meglio, noti a me:

2006: Rotatoria col laghetto:              364mila Euro (equivalenti a 705 Milioni di Lire).
2008: Acquisto terreno Rizzardi:       4 milioni di Euro ( equivalenti a 7,745 Miliardi di Lire). Ci avevano dato da intendere che là sarebbe sorto un polo scolastico. Una frottola pazzesca, una operazione da agenzia immobiliare dotata di scarse, per non dire nulle, capacità previsionali.
2012: Rotatoria a Sega:                     400mila Euro (equivalenti a 813 Milioni di Lire).
2013: Campo di calcio:                      2,540 milioni di Euro (equivalenti a 4,918 Miliardi di Lire), destinati sicuramente ad aumentare, vista la tradizione italiana di redigere accurati preventivi di spesa.

E qui siamo arrivati ad un totale di  7,324 Milioni di Euro equivalenti, è sempre meglio ricordarlo, a  14,181 Miliardi di Lire.
Una società per azioni gestita da un tale Amministratore lo avrebbe già da tempo licenziato, invece gli azionisti (leggasi cittadini) cavaionesi gli hanno affidato un secondo mandato. Complimenti! Sbagliare una volta si può, perseverare è, per usare un eufemismo, diabolico!


Sicuramente si poteva risparmiare sulle rotatorie, si poteva NON COMPERARE il terreno Rizzardi, si DOVEVA almeno rimandare, se proprio non se ne può fare a meno, la costruzione di un ennesimo campo di calcio. E’ assai difficile per una persona dotata di buon senso comprendere quali siano i criteri che sottendono alla stesura delle priorità cavaionesi.



La cosa poi divertente è che la nostra illuminata Amministrazione ha inoltrato al GAL (Gruppo di Azione Locale) – Baldo Lessinia,  richiesta di contributi pari a 300.000 Euro per:


  1. Progetto esecutivo di restauro e risanamento conservativo della sede municipale in piazza G. Fracastoro, spesa prevista 125.000,00 Euro, contributo richiesto 100.000,00.
Un paio di anni fa si è pomposamente celebrato il centenario dell’edificio sede del Municipio, e solo dopo ci si accorge che ha bisogno di manutenzione.

 
  1. Progetto definitivo di manutenzione straordinaria del teatro all’aperto Arena Torcolo, spesa prevista 129.851,00 (notate la precisione di previsione fino all’unità, un dirigente tedesco di BMW Italia la chiamava Scheingenauigkeit: precisione apparente), contributo richiesto, 100.000,00.
La manutenzione ordinaria non si fa per negligenza e poi si passa a quella straordinaria!

  1. Progetto definitivo di ripristino e recupero di viabilità storica (bello: viabilità storica!) Introl Soletti, Introl della Torre, Introl del Festi e via Garibaldi, spesa prevista (poi vedremo la realtà): 106.400,00 Euro, contributo richiesto, 100.000,00.


Spero proprio che il GAL non sganci il becco di un quattrino e mi chiedo con quali criteri vengano concessi prestiti a chi ha dimostrato di sperperare il denaro dei contribuenti. Le Banche non concedono prestiti a chi non è serio, addirittura oggigiorno non fanno più credito a praticamente nessuno.

Insomma vale sempre il famoso aforisma di Longanesi “In Italia si preferiscono le inaugurazioni alle manutenzioni”.


Infine, siccome si pecca non solo con le AZIONI, bensì anche con le OMISSIONI, sollecito, anche per questo, Progetto Paese e tutta la cittadinanza, a compilare una specie di cahier de doleance, con l’elenco delle cose promesse e non fatte, degli interventi necessari e non attuati per negligenza o insipienza, per esempio: sistemazione della piazza della Chiesa, sistemazione delle vie del centro storico, sistemazione del deflusso delle acque piovane, ecc. ecc. ecc.

Adriana Bozzetto
la solita extra comunitaria
22 Gennaio MMXIII

martedì 22 gennaio 2013

Cavaion V.se - Un campo da calcio in +

Sabato scorso, dopo la lettura di un articolo  del quotidiano l'Arena , riguardante Cavaion V.se, relativo alla approvazione del  nuovo campo da calcio che verrà realizzato di fianco a quello attuale,   l'account de La Nebbia e La neve sulla propria bacheca di Facebook ha scritto, in fretta e furia, una considerazione in merito . In realtà non pensavo mai che quelle poche righe ritrovassero così tanto riscontro tra gli utenti, tra l'altro le ho viste condivise da altri,     risultando cosi  ancor di più   apprezzate  da diverse persone soprattutto cavaionesi.


Ecco lo scritto:
"Cavaion è il secondo comune più indebitato del  Triveneto!
Allora senti qua, voglion costruire un nuovo campo da calcio con nuovi spogliatoi, costo iniziale 866.192,47 euro COSTO TOTALE 2.540.000 euro
433.096,47 euro contribuisce la regione Veneto, soldi di noi contribuenti. E il resto? Il ragionevole Sindaco di Affi, visto che il nuovo impianto si costruirà nel suo comune, non ci stà e dice che ad Affi son ALTRE LE PRIORITA'.
Il sindaco del secondo comune più indebitato del TRIVENETO che fà ? Consuma  territorio cavaionese con una entrata una tantum per eur 208.300 + va ad accendere finanziamenti tramite enti o istituti (CIOE' VA AD INDEBITARSI ULTERIORMENTE) per eur 134.000 (penso proprio al netto di interessi passivi ) + 91.300 eur da vendita di appezzamenti del comune. Tutto qst per coprire i costi iniziali. DOMANDA ma non si poteva migliorare l'esistente visto che il campo da calcio esiste già? Ghe semo o de femo?
"

Tale scritto non vuole assolutamente screditare l'ACI  Cavaion,  tutto il contrario, penso che i cittadini di Cavaion apprezzino senza mai ringraziare abbastanza la costanza, l'impegno dell'associazione, in particolar modo il pensiero va a tutte  quelle persone che dietro le quinte delle squadre  danno il tutto, per portar avanti al meglio, la causa dell'attività sportiva in questo caso il calcio, concordando che se sussistono delle problematiche queste debbano esser possibilmente risolte.

Logicamente i concittadini non sono "incavolati" con voi ma con chi prende certe decisioni, ci si riferisce a coloro i quali ricoprono ruoli istituzionali  e perciò rappresentano tutta la cittadinanza del paese.
2.540.000 Euro sono 4.918.125.800 di vecchie lire, per costruire un nuovo campo da calcio,  penso sia indubbiamente una cifra esagerata, visto anche lo stato delle strutture  di esigenza primaria che in quel di Cavaion risultano inadeguate e carenti. Purtroppo le casse del comune non sono affatto messe bene; non dimentichiamo i 4 milioni di euro  spesi dal comune (sempre tramite accensioni di mutui) per acquistare i terreni rizzardi, inutillizati ancor oggi.

Quindi è per lo più un imperativo l'oculatezza, la sobrietà e  la  ponderatezza negli interventi  di spesa comunale, mai come oggi nell'occidente la discussione  va in questa direzione  basta leggere saggi e-o ascoltare interviste di validi economisti . Premesso ciò (e premesso che il blog non è espressione ne di partiti ne di altre liste), per la questione "campo da  calcio" bisognava ritrovare una soluzione alternativa cercando di ridurre il più possibile l'entità della spesa, qualcuno propone e proponeva "la sistemazione del campo esistente e degli spogliatoi e  un miglior utilizzo del campo di Sega, nuovo e spesso usato da squadre non di Cavaion", come non esser d'accordo con tale proposta dove efficacia ( incisivo contenimento di spesa da parte del comune) ed efficienza (miglioramento e miglior utilizzo dei campi esistenti, SENZA TRA L'ALTRO ULTERIORMENTE CONSUMARE TERRITORIO) ritrovano un ottimale equilibrio.

Finisco ricordando a tutti che il "comune" per far fronte ad ogni sua erogazione ad esempio contributi, ogni suo intervento in strutture, servizi, spese di gestione eccetera,  può reperire le fonti (i schei) quasi unicamente  dai soldi dei nostri portafogli, le rate dei sopra citati mutui con i relativi interessi le paghiamo noi tramite tasse ed imposte; e i contributi della regione, non è Babbo Natale che ce li porta, ma son sempre soldi, pure questi dei contribuenti (anche non cavaionesi) e perciò considerando il tutto è giusto pretendere che i nostri soldi vengano spesi,   dai nostri amministratori  bene e saggiamente ciò che oggettivamente e ripetutamente non succede .

 
Per visualizzare i sottotitoli in italiano clicca sopra l'icononcina "sottotitoli" sul video in basso alla tua destra e scegli "italiano"

venerdì 11 gennaio 2013

Discorso di Marco Travaglio difronte a Silvio Berlusconi


Tutti i nomi che orbitano ed hanno orbitato attorno al nome di Silvio Berlusconi. Un elenco infinito di amicizie: giuste o sbagliate?

Lettera di Marco Travaglio intitolata "Compagni di merende" , letta durante la puntata di Servizio Pubblico del 10-01-2013;  da stampare ed incorniciare.

martedì 11 dicembre 2012

CAVAION VERONESE Calendario 2013 "In memoria di un kaki" - Gru senza ali 4

"Vive le Roi Soleil de Cavaion!" 

 



IN MEMORIA DI UN KAKI
Il Kaki è un albero da frutto originario della Cina e sembra essere fra i più antichi coltivati dall’uomo, da oltre 2000 anni.
Passa del tutto inosservato nella stagione che segna il risveglio della natura ed in quella che ad essa succede, l’estate. Ma appena arriva l’autunno ecco che le sue foglie a poco a poco trasformano il loro verde scuro in una meravigliosa varietà di sfumature che vanno dal marrone e arrivano al giallo brillante passando per un arancione che ricorda il sole al tramonto.
Non appena la fulva chioma del kaki comincia a diradarsi e le foglie, cadendo  ai suoi piedi, formano un soffice tappeto, fanno capolino i frutti: gialle sfere abbarbicate ai rami che ne saranno l’unico e meraviglioso ornamento quando saranno completamente spogli. Solo un albero dell’estremo oriente può raggiungere tanta bellezza come risultato di una sottrazione, offrendoci frutti dal sapore delicato, gli unici a maturare in inverno, naturalmente dalle nostre parti.

E’ un albero fortemente presente nella cultura contadina, assieme al fico. Presente nei giardini, negli orti di un tempo. I suoi frutti non si compravano, semplicemente si coglievano o si ricevevano in regalo, come del resto i fichi.

A Cavaion ne esistono alcuni esemplari. Mi aveva colpito in modo particolare quello ben curato e sicuramente non giovanissimo, che si ergeva maestoso al limite di un grande prato, all’angolo fra via Cavalline  e via Pozzo dell’Amore. Lo avevo fotografato nel Novembre di cinque anni fa con l’intenzione di servirmene per dipingere un  quadro. Però solo questa estate mi sono decisa a realizzarlo: quando ho scoperto che era destinato ad essere sacrificato al dio Sole, assieme ad un nespolo giapponese, un fico, due ulivi.

A Cavaion lo sfregio del paesaggio causato dalla incessante, insensata, disgustosa cementificazione continua nell’indifferenza generale, sembra che i cavaionesi siano vittime della sindrome di Stoccolma. E’ da una ventina d’anni che si persevera nell’edificazione intensiva random, nella assoluta assenza di una pianificazione delle zone di espansione, non di sviluppo come si ama dire nel palazzo, del paese nel rispetto e valorizzazione delle sue peculiarità, accompagnata dalle necessarie infrastrutture e gli indispensabili servizi.

Il prato del kaki non esiste più, lì si sta costruendo un condominio, battezzato “Residenza Solare”, gemellato con il “Borgo del Sole”. Un enorme bubbone in una zona dove sorgono villette di un piano. Un enorme bubbone che deturperà il panorama e la visione prospettica.
E’ mai possibile che non si possano modulare gli indici di fabbricabilità tenendo conto delle caratteristiche esistenti in zone nelle quali si intendono rendere edificabili nuove aree?

Il kaki, nel suo paese d’origine, viene chiamato l’Albero dalle sette virtù, una di queste è che offre una buona legna da ardere, evidentemente il proprietario conosceva già le altre sei[1] e ha pensato bene di trovare motivo per abbatterlo.

Il kaki, in Giappone, è stato definito Albero della pace.
Nei primi giorni di Agosto del 1945 gli Stati Uniti lanciarono su quel Paese due bombe atomiche, il 6 su Hiroshima ed il 9 su Nagasaki. Ad ognuno di questi due orrendi strumenti di morte venne affibbiato un soprannome: Little Boy (bambino) all’atomica destinata a distruggere Hiroshima e Fat Man (ciccione, grassone) a quella avente come obiettivo Nagasaki. Ebbene alla devastante forza di Fat Man sopravvissero alcuni kaki, per questo furono chiamati, appunto, alberi della pace.

A quanto pare, la forza distruttrice della bomba cavaionese, supera quella del Fat Man statunitense.

Per concludere vorrei riportare la parte finale di una intervista a Salvatore Settis, condotta da Gabriele Salari, pubblicata su Famiglia Cristiana (30 Novembre 2012). L’occasione era la pubblicazione di Azione Popolare (Einaudi Editore), l’ultima fatica del Professore.

Salari: Qual è un testo da rileggere sempre attuale oltre alla Costituzione?
Settis: «La Costituzione Apostolica “Quae publice utilia et decora” di Gregorio XIII, del 1574. Nel testo si proclama sin dalle prime righe l’assoluta priorità del bene e del decoro pubblico sulle cupiditates e sui commoda (interessi, profitti) dei privati, sottoponendo a rigoroso controllo l’attività edilizia di tutti i privati, compresi gli ecclesiastici. Scritta in un bellissimo latino curiale, rifacendosi al diritto romano, stabilisce l’assoluta priorità del bene comune. Le leggi che vengono emanate ancora oggi in Cina e India partono da lì. D’altronde, non è un Papa qualunque Gregorio XIII, ma colui che introduce il calendario che oggi è usato in tutto il mondo».
_______________________
[1]Vive a lungo (non quello di Cavaion), Offre una grande ombra, Fra i suoi rami ospita nidi di uccellini, Non viene attaccato da parassiti, Le sue foglie, in autunno, sono decorative, Le sue foglie sono un ottimo concime.


Firmato
Adriana Bozzetto – una extra comunitaria 

domenica 9 dicembre 2012

Il Garda va salvato da mafia, TAV e cemento. Parola di Vittorio Messori.

Articolo de il Corriere del Garda di Alessandro Gatta del 03 luglio 2012 

Vittorio Messori
Qualcosa non quadra lungo i paesaggi paradisiaci che circondano il lago di Garda. Dalla sponda veronese a quella bresciana, e quel cemento di troppo che in particolare nei dintorni di Desenzano, e nelle aree adiacenti alle Colline, Valtenesi compresa. Chi scrive abita qui da poco meno di 20 anni, dopo una breve esperienza milanese: il professor Vittorio Messori a Milano ha di certo vissuto di più, ha studiato e conosciuto pure Torino, ora dagli anni ’90 risiede a Desenzano, e scrive e lavora a Maguzzano, nella storica abbazia. Il colpo d’occhio parla chiaro, panoramico o no. “Mi ritengo un immigrato volontario – ci racconta il professore – Ho scelto di trasferirmi qui, con mia moglie, pur non avendo parenti o amici di vecchia data, semplicemente perché attirato dalla bellezza del luogo. Ma mi accorgo che è una sofferenza, vedere che questo paesaggio che oltre a me nei secoli ha attirato infinite altre persone, anno dopo anno si degrada, subisce una dubbia edilizia, l’edilizia delle case sparse nella campagna, l’edilizia delle seconde case. Io le chiamo conigliere, le conigliere del Garda: e al territorio non portano nulla, abitate si e no due settimane all’anno attirano solo i ladri. Chi ci vive, bavarese o bresciano che sia, si porta pure l’acqua minerale da casa. Ai gardesani l’ho detto e lo ripeto, state attenti! State distruggendo il vostro territorio, state sperperando e scialacquando il vostro patrimonio”.

Un patrimonio paesaggistico naturale che negli ultimi anni ha subito trasformazioni evidentissime. Un consumo di suolo e di territorio che non ha eguali nell’Italia degli anni ’90: “Dobbiamo essere realisti – continua Messori – il consumo del territorio deve essere fermato. Non possiamo permettere che questa edilizia, anche di cattiva qualità, continui ad allargarsi, a macchia d’olio. Io abito a Desenzano, da quando mi sono trasferito la città ha raggiunto i 30mila abitanti, è la seconda della Provincia. Senza dimenticare le centinaia, forse migliaia di seconde case. Ovviamente la nostra non è una dittatura, non possiamo impedire alla gente di trasferirsi qui. Nonostante lo scempio il Garda è ancora appetitoso. Ma dobbiamo conciliare questa crescita inarrestabile con la necessità di salvare il territorio, e trovare al più presto un punto di equilibrio”. I suoi articoli, pubblicati di recente anche dal Corriere, non sono piaciuti proprio a tutti. Tanto che in molti si sono stupiti (o almeno lo hanno fatto credere) quando il buon Messori è stato minacciato, più e più volte. “Mi sono molto esposto, e continuerò a farlo. Per salvare la campagna che ancora oggi miracolosamente resiste intorno all’abbazia di Maguzzano: terreni che fanno parte del paesaggio e della storia, una storia millenaria del libero Comune monastico amministrato da un frate e da cinque contadini, eletti dai loro compagni. Ho fatto articoli, interviste, inchieste, mi sono battuto affinché questa bellezza e questo verde fosse salvaguardato dalle costruzioni. Una zona ancora libera, e dunque molto preziosa: è chiaro che la trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile significa poter moltiplicare per il mille il valore del terreno stesso. Una cosa è coltivare mais, un’altra è poterci costruire”. Ed ecco allora le minacce, ripetute: lettere anonime e minatorie, vetri dell’auto spaccati, telefonate notturne.

“Non voglio fare il martire, e nemmeno l’eroe. Ma le minacce erano concrete e pesanti, mi raccomandavano di farmi i fatti miei. Questa è il modo di fare della mafia, e me lo ha confermato anche il Questore di Brescia, non appena i giornali pubblicarono la mia storia. Mi ha detto di stare molto attento, e che effettivamente ci sono degli interessi mafiosi molto forti per quella zona, proponendomi perfino una scorta. Ma se devo morire, preferisco farlo da uomo libero”. La Digos è poi arrivata, i giornali locali ne hanno parlato ancora, le minacce al momento sembrano concluse. Perché le mafie “preferiscono agire nell’ombra” e gli interessi sono così alti che “non ci sono solo i mafiosi, ma ci sono anche certi agricoltori”.
Vittorio Messori sembra accerchiato, per fortuna non è sempre così. “Certo non sono molto amato – sorride – la mafia mi minaccia, la gente del posto non sempre mi guarda in modo entusiasta. Ma sono contento di poter lavorare a fianco di Gabriele Lovisetto, segretario del Comitato Colline Moreniche (presto Consorzio) che ha sede proprio nell’abbazia, proprio accanto al mio studio. Stiamo parlando di un vero missionario, che fa un’opera preziosa, spesso anche da solo. Un missionario che si batte per la difesa di quanto resta della bellezza gardesana, ammiro molto il suo impegno totale, e per il tutto il territorio. Non mi ritengo un ambientalista o un verde, spesso sono categorie di estremisti, quasi fanatici, che fanno più danni che benefici. Credo che invece Lovisetto e i suoi amici siano mossi dal buon senso, non si vuole bloccare tutto senza riflettere, si vuole semplicemente conciliare il doveroso progresso con la salvaguardia dell’ambiente”.


“Parlando di progresso ecco che si avvicina la TAV, che passerà da Brescia, passerà dal Garda e dalle Colline Moreniche, sfiorando la Lugana e i vigneti. “Meglio essere chiari, in un Paese sovraffollato come l’Italia un treno ad alta velocità non ha senso di esistere. Solo da Milano a Venezia ci sono almeno sette città importanti, una ogni 50 chilometri: non vedo quindi a cosa possa servire un treno che fa i 300 all’ora. Un conto sono le pianure siberiane della Russia, un conto è il deserto spagnolo, da Madrid a Saragozza e da Saragozza a Barcellona. Là non c’è niente davvero, non c’è neanche una casa”. Il progetto però si farà, nonostante le critiche e nonostante le polemiche: “Se si deve fare, meglio farlo provocando meno danni possibili. In questo ha ancora ragione il Comitato, il progetto va spostato, magari più a sud. La preziosità delle Colline Moreniche deve essere tutelata. E attenti ai cantieri, e alle gallerie. Rischiano di sconvolgere tutto il sistema idrico che alimenta il Garda“.

sabato 24 novembre 2012

A Cavaion Veronese - Ambiente, Cemento e Mafia al Nord


A Cavaion Veronese - Ambiente, Cemento e Mafia al Nord
 Venerdì 7 Dicembre, ore 21.00
Sala Civica Corte Torcolo - Via Vittorio Veneto, 1




La Nebbia e la Neve e l'Associazione Culturale LiberaMente presentano  una serata di informazione e dibattito sull'ambiente, il territorio e la Mafia al nord.
Con la partecipazione straordinaria di Benny Calasanzio Borsellino, scrittore e giornalista.


"Un familiare di vittime di mafia passa metà della sua vita a difendere la vittima e l'altra metà a difendere se stesso"
 

Prevedendo nuove aree edificabili a Cavaion V.se, durante la serata, si tratterà anche del prossimo Pat (Piano d’assetto territoriale) e verrà presentato il calendario Cavaion Veronesese 2013: “Gru senza ali 4 - In memoria di un Kaki".


 

venerdì 23 novembre 2012

Festa di Sant'Andrea Patrono di Incaffi - Affi (Verona)

FESTA DI SANT'ANDREA Patrono di Incaffi di Affi (VR)

Programma
Venerdì 30 novembre 
ore 18.30 Santa messa animata
ore 19.30 Cena a base di minestrone, salumi, castagne, fogassa e brulè, mandorlato
Lotteria di Beneficenza

Sabato 1 dicembre
ore 18 Aperitivo
ore 19 Apertura cucina*
ore 21 Osserviamo il cielo notturno di Incaffi. Osservazione con telescopi del cielo stellato in loc. Mascanzoni (a cura del Gruppo Astrofili Mozzecane)

Menù: * bruschette, trippe in brodo o alla parmigiana, carne salà con fagioli, wurstel, formaggio cotto, fogassa su la gradèla.

 ° Confezioni con olio extravergine di oliva Sant'Andrea, grappa ginevrina, mandorlato.

LA FESTA SI TERRA’ IN APPOSITO TENDONE RISCALDATO, IN LOC. CA' ROTA, CON QUALSIASI TEMPO IL RICAVATO DELLA FESTA SARA’ DEVOLUTO IN BENEFICENZA

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lunedì 19 novembre 2012

Il massacro di Gaza : la testimonianza di Abuna Mario

Testimoniaza di Padre Abuna Mario  
datata

Ieri e’ stata una giornata molto intensa, iniziata la notte quando alle 3.00 sono andato a prendere all’aeroporto di Tel Aviv il parroco di Gaza, abuna George che stava tornando in Terrasanta, dopo aver visitato il padre ammalato, per poter rientrare a Gaza e stare vicino alla sua gente e a tutto il popolo Gazawi.

Abuna George e’ arrivato con il volto triste per le notizie che i suoi parrocchiani gli avevano mandato in Argentina. Dal desiderio di non perdere altro tempo, sarebbe voluto andare direttamente da Tel Aviv ad Eretz ma dopo una bella discussione l’ho convinto che tanto alle 4 di notte non lo avrebbero fatto entrare ed allora siamo tornati a BetJala dove abbiamo “dormito” un paio di ore per poi ripartire alla volta della Striscia di Gaza.

Arrivati ad Eretz alle 8,30 abbiamo trovato le strade bloccate un paio di km prima e dopo alcune telefonate con i nostri amici israeliani di Eretz ci hanno promesso che alle 9,30 sarebbe venuto qualcuno a prenderci. E cosi’ e’ stato. Avuto il permesso di entrare, non abbiamo atteso un minuto di piu’ e quando ci siamo salutati ho visto negli occhi di abuna George la gioia mista alla preoccupazione.  Gioia per aver avuto la possibilita’ di entrare al piu’ presto e poter tornare a condividere questi momenti terribili insieme alla comunita’ che Dio gli ha affidato. Preoccupazione perche’ mentre eravamo in attesa di entrare, diversi F16 sono passati sopra di noi sganciando diversi missili e cosi’ abbiamo subito pensato alla morte che questi missili avrebbero seminato. Perche’ a Gaza non ci sono rifugi per la gente, perche’ a Gaza non ci sono sirene che ti avvertono come in Israele. L’ho sperimentato anche io ieri  ad Eretz.  Partita la sirena, insieme ai tassisti di Rahat che vivono al check point aspettando qualcuno da trasportare, come se tutto fosse normale,  siamo andati a passo veloce dietro un container che ospita i bagni. Ho chiesto se non fosse pericoloso dato che mi sembrava abbastanza debole il container per poterci riparare ma tutti erano tranquilli e mi hanno risposto che anche se un razzo arrivava li’, avrebbe bucato il container da una parte e si sarebbe fermato….insomma non poteva arrivare dall’altra parte del container.

Durante il lancio dei razzi dall’altra parte, mi ha colpito molto questa “serenita’” dei tassisti cosi’ come mi ha colpito molto la “tranquillita’” dei soldati del check point di Eretz con i quali abbiamo passato diverso tempo in attesa dell’abuna Pablo che stava uscendo con un convoglio ONU insieme ad altri cooperanti italiani e a 3 focolarini bloccati sulla Striscia da mercoledi’ scorso. Ci dicevano di entrare nella stanza del controllo passaporti perche’ li’ era “sicura”!

Al suo arrivo abuna Pablo era molto scosso per le nottate di inferno passate.  Mi ha raccontato a fatica di come proprio l’ultima notte ha pensato che non sarebbe uscito vivo da questo inferno, di come ha pianto nel buio della notte circondato da continui e incessanti bombardamenti, di come ha fatto fatica a ‘restare umano” al pensiero che se i missili avevano risparmiato lui e le suore, sicuramente avrebbero ucciso altri e devastato tutto.

Questa mattina ho parlato con abuna George :  Mi racconta al telefono : “notte d’inferno dove la terra ha tremato e la canonica anche…nonostante sia grande e grosso ho dondolato sul letto tutta la notte ed ho avuto un po’ di paura anche io ma ringraziando Dio, abbiamo rivisto la luce del giorno…le suore stanno bene e i nostri cristiani tutti bene ma diversi di loro abitando nella zona di Nasser Street dove la famiglia Dolu e’ stata sterminata, hanno avuto tutti i vetri distrutti e si sentono miracolati….”
Quello che sta succedendo e’ un genocidio fisico che ancora molti non vogliono vedere ma che non restera’ impunito (almeno da DIO). C’e’ una totale dis-informazione su quanto sta accadendo e mi sono convinto anche io che non importa chi ha iniziato prima o dopo (anche se per amore della verita’ sin da agosto Israele ha bombardato la striscia in modo piu’ o meno continuo… per conferma domandare alle nostre suore…o leggete il mio post dell’ 8 settembre (clicca per leggere) sul ritorno a casa di Giries…)
Ora e’ fondamentale dire BASTA !!! Basta a questo massacro fisico e psicologico che deve terminare al piu’ presto e che sta creando seri problemi ai bambini che restano vivi.  La sorellina di Giries, 9 anni , per esempio ha avuto diverse crisi epilettiche per la paura a causa dei continui bombardamenti e mi racconta abuna Pablo che tutti i genitori sono preoccupatissimi per i loro figli e per le conseguenze psicologiche che subiranno…sempre se rimarrano vivi.  Io non ho contatti con le famiglie musulmane ma posso immaginare che la situazione di terrore in cui vivono sia la stessa!!!

In queste notti dove anche io faccio fatica a dormire mi ritornano in mente e nel cuore le immagini degli occhi dei bambini di Gaza che ho visto in questi anni di avanti e indietro con la Striscia.  Occhi terrorizzati che mi imploravano di fare qualcosa… E’ per questo che non posso tacere e restare in silenzio : sarei complice del silenzio di tanti e quello che mi fa’ piu’ male anche della mia chiesa…non quella locale che fa’ quello che puo’ ma di quella aldila’ del mare! Per questo dobbiamo dire BASTA.  Chi puo’ fare qualcosa lo faccia!!!

E’ incredibile come non ci sia nessuna pieta’ e nemmeno un po’ di umanita’ (non ne chiediamo tanta) da parte del mondo ma a maggior ragione da parte di un popolo che certe cose le ha subite e le conosce bene…essere bombardati tutta la notte vuol dire vivere il terrore di poter morire in ogni istante. Sfido chiunque di voi a vivere in questo modo. Ha ragione Michele Giorgio quando dice che i veri eroi sono i civili palestinesi che nonostante questo massacro in corso resistono, resistono e resistono !!! Shame on Israel !!!

P.S.  Un consiglio : Non andate a leggere altri giornalisti italiani e soprattutto non ascoltate le menzogne e le stronzate di Pagliara sulla RAI….da seguire Michele Giorgio per avere in diretta quello cha accade dentro la Striscia di Gaza e quello che scrive Rosa Schiano, una ragazza minuta con una forza straordinaria che vive da tempo dentro Gaza condividendo la drammatica vita di questi poveri disgraziati!  Oggi ha fatto un bell’articolo anche Andrea Avveduto  che vive a Gerusalemme…ma leggete il suo articolo e basta…non il Sussidiario per favore e nemmeno Repubblica ma nemmeno tutti gli altri….vergogna anche su di loro!!!!

domenica 11 novembre 2012

Cavaion Veronese, AAA Cercasi striscionisti disperatamente!

Riportiamo una lettera aperta firmata da Gregoretti Ugo,  pubblicata sull'ultimo numero del periodico La Voce del Paese, più precisamente nella rubrica aperta al pubblico, curata da Gina Piena, denominata  "La posta della Gina Piena" , la quale ringraziamo per aver preso in considerazione le parole del Gregoretti.
Gentile Ugo, ci sentiamo quasi in dovere ripubblicare qui su La Nebbia e La Neve il suo scritto, in quanto pur noi ci siamo occupati dell'evento cavaionese, avvenuto domenica 30 settembre, in un post intitolato Cavaion Veronese una domenica da striscioni - The explosion day,  documentando il tutto con un video, il quale riproponiamo assieme alla sua missiva.


Gentilissima Gina,
Sono un vecchio signore in pensione, e appena finita la mia vita lavorativa, ho pensato di investire il frutto del mio lavoro in una casetta bifamigliare in località Pezze di Cavaion. Tutto incominciò una domenica di ottobre del 1 999, io e mia moglie, usciti dalla superstrada e passato il ponte, ci troviamo davanti a un gigantesco cartello con su scritto “CAVAION A SPASSO TRA VIGNE E LAGO”. Superata la curva appare davanti a noi un paese incantevole, bello, disteso sul pendio del monte San Michele; la chiesa domina tutto intorno e le case, ben distribuite sul crinale, sono avvolte dal grigioverde degli ulivi ed illuminate dalle foglie rosse e gialle dei filari delle vigne. Alle sue spalle, il contorno delle rocce bianche ed il verde scuro del Moscal, rubano la scena al Monte Baldo che si intravede in lontananza un po’ annoiato ed offuscato da una timida nebbiolina autunnale. Siamo rimasti estasiati, è stato proprio il classico “colpo di fulmine”. Quando ci siamo accorti che in 10 minuti potevi andare sia sul lago di Garda che sul Baldo, abbiamo deciso che questo sarebbe stato il paese in cui sognavamo di invecchiare.

Purtroppo il nostro innamoramento è durato poco, nel giro di pochi anni il nostro territorio ha subito un saccheggio dissennato. Tutti quelli che avevano
un pezzo di terra, lusingati da facili guadagni, l’hanno venduta ad imprese senza scrupoli, e con il contributo di amministratori mediocri che non pensavano minimamente al futuro del paese ma al profitto ed al prestigio personale, ora siamo qua a piangerci addosso, pieni di debiti e con il futuro dei nostri figli compromesso irrimediabilmente.

Giovedì 27 settembre ho assistito all’assemblea pubblica organizzata dalla minoranza Progetto Paese, e sposando in pieno le parole di un cittadino presente, ritengo che pur apprezzabile il loro sforzo sia insufficiente. Atteggiamento rassegnato nel sostenere le varie tesi, utilizzo di strumenti insufficienti per coinvolgere la
popolazione, e mancanza totale di grinta e di passione, o se c’era, io non l’ho avvertita. Una minoranza per diventare maggioranza deve lavorare al doppio non la metà, deve dimostrare di avere le “Palle” vere e non di “gomma”. L’unica cosa che ci accomuna entrambi, è aver scoperto che da almeno 5 anni le scritte, sul famoso cartello all’entrata del paese sono sparite, e ora è sparito perfino il cartello. La natura vergognandosi di noi ha pensato bene di far sparire questa presa per “Il Lato B” un po’ alla volta. Qualcuno ha detto che un popolo ha gli amministratori che si merita, se va avanti cosi chiedo l’asilo politico al comune di Affi.
Domenica 30 Settembre uscendo da messa delle 11.00 sento bisbigliare tra la gente che, durante la notte, il paese è stato “Invaso da striscioni di natura equivoca” con scritte che mettevano in cattiva luce la nostra amministrazione: in via Berengario c’era: SMETTETE DI FARCI LA CORTE; sui ruderi del “Borgo del Sole”, coperti dalla vegetazione, c’era: SALVAGUARDIAMO I NOSTRI BENI CULTURALI; in Piazza della Chiesa c’era: CAVAION A SPASSO TRA GRU E CEMENTO; e all’entrata sud del paese c’era una ESSE davanti a Cavaion per correggere l’errore sulla scritta e testimoniare le vere origini del nostro paese, come ci dicono gli archivi storici (popolo di scavatori), SCAVAGIONE. Tra me e me ho pensato, ma guarda anche il resto della minoranza (Sabaini\Duello) in quota Bunga Bunga invece di fare come in tutti i consigli comunali, la minoranza della maggioranza, presi da un scatto di orgoglio hanno voluto testimoniare la loro vicinanza agli amici del Progetto Paese (Righetti\Tramonte\Mancini). Hanno voluto testimoniare molto civilmente il loro grido di protesta con dei semplici ed ecologici striscioni.
Non come quel pazzo scatenato che qualche anno fa, essendo sprovvisto di cellulare, lasciava qua e la messaggi di “stima e di affetto” ad un noto assessore di quel tempo, imbrattando di vernice il municipio, la chiesa, e qualche altra casa.

Confesso che quella notte non riuscivo a prendere sonno dalla gioia, finalmente qualcuno prendeva la propria coscienza in mano e decideva di rispettare gli impegni presi con i propri elettori. La mattina seguente vedendo l’operaio del Comune che in fretta e furia toglieva gli striscioni, dopo che li avevano già visti tutti quanti, scopro che mi ero sbagliato di grosso, nessuno di quelli succitati aveva fatto cose del genere, per loro le cose vanno bene così. La triste notizia fu subito
scacciata dal pensiero che gli autori di questa PROVOCAZIONE non erano i soliti noti, ma erano persone nuove, diverse, essi davano voce all’ indignazione di tanti SUDDITI Cavaionesi che condividono le proteste ma non vogliono metterci la faccia. ERA ORA CHE QUALCUNO ALZASSE LA TESTA! ! !
Chiunque voi siate: Io in cantina ho un rotolo di stoffa di 85 metri, doppia altezza, occhio croce potrebbero essere fatti 35 striscioni. Cosa ne dite se sotto le feste facciamo “gli auguri” a tutti e incartiamo il paese per benino! ! ?
Cordialmente saluto Gregoretti Ugo.
La Gina Piena risponde:
Caro Ugo,
capisso la tua disperassione, per questo “innamoramento” non corrisposto, ma siccome me fiol el gà da ristutturarse la casa, ho pensà che nò l’è miga el caso che te diga cosa penso.
Comunque tè rispondo citando un anedoto che me contava sempre me nono quando sera ancora zoena, e chè el mè restà impresso. En giorno tutta contenta e innamorata del me Bepi, go dito:
« ono!!! gò avù en colpo dè fulmine. . . doman me sposo!!!» E me nono èl mà risposto: «Aspeta n’atimo… sa ela tutta stà pressia? tè l’è appena conossuo!» No ghè stà gnente da far… l’amor le orbo caro Ugo... e sèrte robe, anca se iè grosse, quando tè sé inamorà nò te le vede miga.
«Comunque Gina ricordete sempre - el m’ha dito me nono - che el matrimonio l’è come “en Baril de mel e merda” subito te scomesie con el mel ma man man che te ve en zò, prima o dopo tè cate anca la “merda”». Vedeto Ugo, ti te sere inamorà de Cavaion e mi de mé marì, el Bepi, e tutti dù semo restè freghè. Probabilmente gavea reson me nono, tutti dù avemo verto el baril... da la parte roersa! ! !
Tè mando èn strucon… Gina

domenica 28 ottobre 2012

LiberaMente a Cavaion Veronese

Re-Inventiamo Cavaion!
Pensiamo in modo sostenibile, partecipativo ed innovativo, sia per il presente ma anche per il futuro!
LiberaMente si presenterà mercoledì 07 novembre 2012 presso la sala civica di Cavaion Veronese - ore 21,00

La neo associazione culturale cavaionese LiberaMente vuole trovare nuove idee per affrontare i problemi presenti nel nostro paese che più ci preoccupano: assenza di spazi comuni, cementificazione del territorio e appiattimento culturale. Cerchiamo giovani come noi (anche meno giovani) che vogliano costruire finalmente una società attiva e partecipativa con un unico scopo: il bene del nostro comune, Cavaion!

 Questi gli obiettivi iniziali: 
  • Creare spazi culturali per i giovani, dove favorire la formazione e promuovere eventi 
  • Stop al consumo di territorio e recupero strutture già esistenti 
  • Contribuire alla creazione di uno spirito partecipativo e attivo all’interno del nostro paese
  • Valorizzare lo sviluppo sostenibile                                                                                  

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