lunedì 11 luglio 2011

Il suolo minacciato WALL

Anche La Nebbia e La Neve diffonde, attraverso il blog, il film di Nicola Dall'Olio "Il suolo minacciato".
Negli ultimi anni nella pianura padana si sono perduti migliaia di ettari di suolo agricolo ad opera di una dilagante espansione urbana ed infrastrutturale. Nella sola Food Valley parmense, luogo di produzioni agroalimentari di eccellenza, lo sprwal urbano, con i suoi capannoni, le sue gru, le sue strade, il suo cemento consuma un ettaro di suolo agricolo al giorno. Partendo da questo caso emblematico e paradossale, il film Il suolo minacciato mostra senza veli quanto sta accadendo al territorio e al paesaggio evidenziando l'importanza di preservare una risorsa finita e non rinnovabile come il suolo agricolo. Per quanto ambientato nella pianura parmense, il film, attraverso il montaggio di interviste ad esperti ed agricoltori locali, affronta il problema nazionale del consumo di suolo e della dispersione urbana, analizzandone costi e cause per poi proporre modelli alternativi di sviluppo urbano sulla scorta delle esperienze di altri paesi europei, come la Germania e la Francia, o di piccoli Comuni italiani, come Cassinetta di Lugagnano (MI).


domenica 3 luglio 2011

Miozzi,sindaco di Isola della Scala, allontana le telecamere dal consiglio comunale



Durante l'ultimo consiglio comunale di Isola della Scala, il sindaco Miozzi (nonchè presidente della Provincia di Verona), fa allontanare, in modo antipatico e senza esprimere alcuna motivazione, dei cittadini che volevano riprendere la seduta.

Riprese dei consigli comunali, dovere nostro? No Loro!


P.S. Magari divago dal tema del post, ma visto che si nomina Isola Della Scala, colgo l'occasione di tornare indietro un po' nel tempo,esattamente settembre 2009, ricordando al lettore che due isolani Grassi R. e Bustaffa G. si resero protagonisti tra le prime, se non la prima internet action veronese (riportata anche nelle pagine de La Nebbia e La Neve), organizzando tramite facebook  una manifestazione di "benvenuto" a Marcello dell'Utri, il quale in occasione della celebre Fiera del Riso, venne invitato a leggere i “Diari di Mussolini” . La loro azione trovò un riscontro tale che Dell'Utri non si presentò a Isola.

domenica 26 giugno 2011

Alitalia, anche gli americani se la ridono

Nel 2008 consigliai a Berlusconi di dare in gestione l'Alitalia a Wanna Marchi. Non mi ascoltò, cedendo, la parte "buona" (aerei, slot ecc.) della compagnia tricolore, alla società CAI di Colaninno & C., mentre quella passiva (i debiti)  venne confluita nelle casse dello stato, le nostre casse.
Alla fine l'Alitalia se la papperà a sconto (visto che i debiti li paghiamo noi)  Air France. Bravo Papi bell'affare! Prima di tutto gli italiani.  

Wikileaks. Alitalia, ecco la truffa di B.
di Stefania Maurizi 
Articolo dell'Esperesso del 17 giugno 2011

Nel dossier riservato Usa che pubblichiamo in esclusiva, l'analisi lapidaria dell'amabsciata americana sulla cordata Cai. "È una pagina triste, Berlusconi ha aiutato i suoi amici e fatto pagare i debiti ai contribuenti italiani"

(17 giugno 2011) La cordata Alitalia? "Amiconi del Cavaliere, che si sono presi il meglio della compagnia lasciando ai contribuenti il peso dei debiti". Ora che si ricomincia a parlare di un futuro francese per la compagnia di bandiera, fa effetto leggere il giudizio di Washington sul ruolo di Silvio Berlusconi nella vicenda.

L'analisi, contenuta in un dossier riservato ottenuto da WikiLeaks che "l'Espresso" pubblica in esclusiva, si intitola: "Alitalia vola ancora sotto bandiera italiana, ma a un prezzo alto per l'Italia". A scrivere è Ronald Spogli, l'ambasciatore americano inviato a Roma da George W. Bush, che ha raccontato come tra Berlusconi e Bush ci fosse "un'intesa particolare". Nella stagione di Spogli tra Palazzo Chigi e Casa Bianca c'è stato un filo diretto, che ha fatto nascere operazioni internazionali, missioni militari e grandi affari. Eppure è difficile immaginare un giudizio più tagliente sull'operato del premier. "Durante la campagna elettorale della primavera 2008 l'allora candidato Berlusconi è intervenuto sulla vendita di Alitalia, dichiarando che sarebbe dovuta rimanere "italiana"".

Spogli ricostruisce come durante il governo Prodi l'appello del Cavaliere e le proteste dei sindacati abbiano fatto tramontare l'offerta di Air France-Klm per rilevare la compagnia. "Avendo mandato in fumo l'affare, Berlusconi si è ovviamente ritrovato sotto la pressione politica di dover salvare in qualche modo Alitalia". Allora, per "fornire la sua soluzione italiana Berlusconi ha usato le proprie capacità politiche e personali al fine di convincere un gruppo di ricchi uomini d'affari italiani a dedicarsi al "salvataggio" della compagnia e a preservarne l'italianità".

E' così che sedici investitori formano la Cai, Compagnia aerea italiana. E il risanamento dell'impresa è presto spiegato: "(I sedici, ndr.) saranno aiutati da una legge italiana sulla bancarotta fatta su misura, che permetterà di dividere in due la compagnia: gli obblighi e i debiti di un miliardo di euro rimarranno alla "bad company", che sarà di responsabilità del governo italiano, e Cai si terrà la parte redditizia". L'ambasciatore descrive i sedici uomini d'affari, da Roberto Colaninno a Gilberto Benetton, in un paragrafo dal titolo: "Gli investitori Cai: capitalisti o amici degli amici?".

Poi il commento finale dell'emissario di Bush, lapidario: "La saga Alitalia è un triste memento di come funzionano le cose in Italia e della debole aderenza di Berlusconi ad alcuni principi base del capitalismo del libero mercato. Berlusconi aveva la possibilità di lasciare che questa vicenda fosse gestita come una faccenda di affari e invece ha scelto di politicizzarla (...) un gruppo di amici stretti di Berlusconi sono stati allettati a prendere la porzione sana di Alitalia, lasciando i debiti ai contribuenti italiani. Le regole della bancarotta sono state cambiate nel corso dell'operazione per soddisfare i bisogni del governo (...) il modo in cui questo affare è stato gestito - amicizie, interferenza politica, preferenza per acquirenti italiani e leggi fatte su misura - ha offerto al mondo un chiaro promemoria dei limiti dell'Italia in materia di investimenti".

Tanto più che "resta da vedere se i viaggiatori italiani ne beneficeranno". E che Alitalia ha comunque bisogno di un alleato internazionale, per non restare chiusa nella provincialità. Su questo punto, nel file dell'ottobre 2010 Spogli sottolinea il sostegno della Lega per Lufthansa che promette di mantenere l'hub milanese di Malpensa. Ma meno di tre anni dopo, anche i tedeschi hanno fatto le valigie abbandonando lo scalo lombardo. E tutto torna sulla rotta di Parigi: anni e miliardi buttati via.

lunedì 20 giugno 2011

Risposta al Signor Roberto Bertamè di Affi

Osservazioni al commento del Sig. Bertamè riferito al post "Il Sole a Cavaion", nel quale, viene pubblicato un articolo tratto dal periodico La Voce del Paese n. 2 del mese di Aprile 2011, dal titolo "Il Sole" di Adriana Bozzetto.
No, signor Bertamè, non sono a conoscenza delle pale eoliche ad Affi (sul Moscal?), conoscevo il progetto del Comune di Rivoli.
Sono d’accordo con Lei che si dovrebbe tener conto dell’impatto ambientale, in questo caso paesaggistico. Purtroppo la tutela del paesaggio nel nostro Paese, intendo l’Italia, non interessa a nessuno, anzi sembra si sia fatto di tutto per favorirne il saccheggio (Le consiglio la lettura di “Paesaggio Costituzione cemento” di Salvatore Settis[1] per i tipi di Einaudi[2]).
Non riesco ad immaginare un altro Paese con tanti epigoni di Attila che, come insegnavano a scuola una volta, dove passava lui non cresceva più neanche un filo d’erba.
Se proprio siamo sensibili alla conservazione del paesaggio non dovremmo scandalizzarci solo per pale eoliche poste, immagino, dove i venti soffiano abbondanti: i falsi abeti che crescono ovunque, in realtà ripetitori per consentire alla società globalizzata di mettersi in contatto con gli altri abitanti del global village in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo. Lei, usa il telefonino? Sa come funziona? Lei, usa il computer: sa come funziona?
Per non parlare poi della distruzione di territorio agricolo per costruire abitazioni non si sa per chi, vista la “crescita” demografica italiana. Credo che dovranno passare un paio di generazioni prima che lavoratori stranieri, immigrati da terre lontane, possano permettersi l’acquisto di un appartamento o di una casetta a schiera. Per non parlare di “prestigiose ville con piscina” costruite in luoghi con vista mozzafiato, “ville” che assomigliano a bungalow, di nessun pregio architettonico. Sarebbe poi interessante sapere a che classe appartengono in riferimento all’impatto ambientale, classe A o classe Z?
Ha mai visto Lei un cantiere con un cartello sul quale si possa leggere che il signor tal dei tali si sta costruendo una casetta per sé? Io, no, tutte società varie immobiliari, Perché?
E non è solo distruzione di terreno agricolo: sono buchi nella terra, crateri immensi per ricavare sabbia, ghiaia, per ricavare creta, fianchi di colline lacerati per ricavare pietre, ecc. ecc.
Di fronte a tutto questo, la mia simpatia va senz’altro alle pale eoliche, naturalmente collocate in luoghi, tenuto conto sia del corso dei venti sia della salvaguardia del paesaggio.
Ritornando ai nostri rispettivi paesotti, voi almeno avete bei marciapiedi, strade curate, ed altro forse. Noi non abbiamo nemmeno quello: marciapiedi fatiscenti, strade altrettanto, deflusso delle acque piovane pressoché inesistente, per cui molte strade, quando piove, si trasformano in veri e propri progni, illuminazione stradale composita, ed altro. Per non parlare di un debito pubblico classificatosi al secondo posto, a livello regionale. Solo medaglia d’argento, purtroppo.
Magari, in futuro, si potrebbe proporre una ottimizzazione delle sinergie amministrative, da attuarsi fondendo piccoli comuni limitrofi: si ridurrebbero sicuramente i costi del personale. E poi un controllo annuale, da parte della Corte dei Conti, delle spesuccie sostenute dalle Amministrazioni Comunali//Regionali. Le valutazioni sarebbero da farsi sulla base di seri parametri di spesa pro abitante che, se superati, dovrebbero avere come conseguenza la rimozione in toto dell’Amministrazione con debita ed adeguata punizione pecuniaria.
Le Provincie non le ho dimenticate, solo andrebbero eliminate.

La saluto cordialmente

Adriana Bozzetto


[1] Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, ha diretto il Getty Research Institute di Los Angeles e la Normale di Pisa. Ora, a Madrid, ha la Cátedra del Prado.
[2] Sul retro di copertina si legge: “Il paesaggio è il grande malato d’Italia. Quello che fu il Bel Paese fa scempio di se stesso, è sommerso dal cemento. Che cosa sta succedendo agli italiani, che cosa ci acceca? E’ ancora possibile indignarsi, recuperare memoria storica, riguadagnare spazio all’insegna della Costituzione?”

domenica 5 giugno 2011

Referendum 12-13 giugno 4 SI per dire NO















REFERENDUM ABROGATIVO DEL 12- 13 GIUGNO. VOTA SI’ PER DIRE NO


NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA: il governo vuole fare dell’acqua una merce, sottomettendo questa risorsa comune e universale alle leggi del mercato.
Con due SI possiamo: 1) Abrogare l’articolo 23 bis della legge 133/2008 e successive modifiche per impedire la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici italiani; 2) Abrogare parti dell’articolo 154 del codice dell’ambiente per impedire di fare profitti sull’acqua.
 
NO ALL’ENERGIA NUCLEARE
: il governo intende riproporre il ricorso all’energia atomica, che gli italiani hanno già bocciato nel 1987. Con il nostro SI possiamo bocciare il ricorso al nucleare e orientare il nostro paese verso fonti di energia rinnovabili e meno pericolose per la salute dell’uomo e del pianeta.
 
NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO
: governanti e governati non devono essere uguali davanti alla legge? Diciamolo forte e chiaro votando SI per l’ abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire inudienza penale”.

AFFINCHE’ IL REFERENDUM SIA VALIDO OCCORE CHE VADA A VOTARE IL 50%+1 DEGLI AVENTI DIRITTO, PURTROPPO NEI MEDIA TRADIZIONALI SI PARLA POCO DELL'EVENTO,  PASSATE PAROLA!


domenica 29 maggio 2011

"Sorella ACQUA" a Cavaion Veronese

" Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua la quale è molto utile, umile preziosa e casta "  

SORELLA ACQUA
Mercoledì 08 giugno 2011 ore 20.45 
presso il centro giovanile di Cavaion Veronese-Piazza della Chiesaverrà dedicata una serata all'acqua, bene prezioso, elemento di Vita, dalla Bibbia al prossimo referendum, passando per San Francesco. Intervengono: Don Maurizio Guarise parroco di Cavaion, Eugenia Sturiale avvocato, intermezzi musicali del duo acustico IN 2 THE WILDS

domenica 22 maggio 2011

Il multiculturalismo...

POROCAN di Eugenio Benetazzo


Il Sig. Francesco è un pensionato di Vicenza che ha visto crollare del 30% il valore dell’appartamento residenziale che aveva acquistato con la liquidazione mettendolo tosto in affitto al fine di integrare la sua modesta pensione. Investire la liquidazione in obbligazioni o in titoli di stato ? Dopo Argentina e Parmalat, meglio un decoroso appartamento residenziale in Viale S. Lazzaro in prossimità del centro storico della città del Palladio, almeno affitto e controvalore dell’investimento sono sicuri e garantiti. I suoi sogni di serenità finanziaria sono ben presto svaniti dopo la trasformazione che ha subito il quartiere in pochi anni diventando un ghetto multietnico di nigeriani, marocchini, rumeni e cinesi, senza dimenticare una serie di servizi accessori (prima inesistenti) che arricchiscono notevolmente l’appeal del quartiere: prostituzione e spaccio di droga lungo ed in largo le strade e gli appartamenti.
Risultato ? Gli italiani hanno iniziato a svendere uno con l’altro le abitazioni con una gara al ribasso degna di un crollo di borsa. Adesso il Sig. Francesco si trova con un immobile deprezzato e non ci pensa proprio ad affittare ad extracomunitari (viste oltretutte le problematiche di riscossione in caso di inquilini morosi nel pagamento dei canoni). Destino beffardo ! Proprio lui che per decenni ha votato prima la sinistra e dopo il centro sinistra, appoggiando con etica cristiana i processi di integrazione a favore di etnie extracomunitarie. Porocan (in dialetto veneto significa poveretto) ! Pensare che ora è il primo nella fila a denigrare quelle scellerate e libertine politiche immigratorie senza alcun vincolo meritocratico.

In questi giorni i media nazionali continuano a concentrasi sugli sbarchi dei clandestini (e non migranti, non capisco perché in pochi giorni è stata cambiata anche la loro definizione) e su cosa deve o dovrebbe fare l’Unione Europea per aiutarci a risolvere questa situazione di emergenza. Nessuno tuttavia si è mai soffermato a raccontarci i fenomenali benefici economici che abbiamo ottenuto dall’immigrazione extracomunitaria. Sicuramente qualcuno che legge mi darà ora del razzista o del leghista, non me ne preoccupo il suo lamento rappresenta una voce statisticamente poco rilevante, infatti dagli ultimi sondaggi ormai oltre l’80% degli italiani è unanime nel pensiero: basta con gli extracomunitari !

Ce ne accorgiamo tutti a distanza di tempo: ci avevano promesso che sarebbero entrati tecnici specializzati, architetti, docenti, ricercatori e professionisti qualificati, invece ci troviamo con manovali generici, camerieri che parlano a mala pena l’italiano, badanti, prostitute e spacciatori. Persino il primo ministro inglese, David Cameron (forse il migliore primo ministro del pianeta al momento) ha sentenziato di recente la fine ed il fallimento del multiculturalismo. Questo non è razzismo, ma semplicemente buon senso, quello che avremmo dovuto avere tempo addietro clonando le politiche di immigrazione più severe al mondo come quella svizzera ed australiana.

Gli extracomunitari sono responsabili di rimesse verso l’estero dal nostro paese per miliardi e miliardi di euro (stima ufficiale tra i sei e sette miliardi ogni anno), hanno provocato ed indotto un abbassamento dei livelli medi salariali delle maestranze operaie italiane, hanno prodotto fenomeni di microcriminalità ove prima non vi era, hanno causato la decadenza e rallentamento dei programmi scolastici nelle scuole dell’obbligo (a causa della presenza di bambini e ragazzi che non sanno parlare e scrivere perfettamente la lingua italiana), hanno portato alla ghettizzazione dei quartieri residenziali: ovunque nel mondo ci si rende conto di questo, persino nei paesi scandinavi (con la Svezia in pole position) in cui la popolazione si è sempre dimostrata molto disponibile al diverso.

Tuttavia fin tanto che avremo ancora una minoranza della popolazione costituita da finti perbenisti (o dai loro figli che girano in Porsche, con vestiti firmati tipo Prada e Jeckerson) che rinnegano scioccamente quanto sopra, i prossimi “porocan” saranno tutti gli altri italiani, i quali a distanza di una dozzina d'anni si chiederanno di come sia stato possibile lasciar degradare il paese verso il basso senza opporre alcuna sensata resistenza. A quel punto aspettatevi anche un peggioramento del quadro macroeconomico per l’intero paese, ricordo ancora per chi non lo sapesse che la causa del collasso dei mutui subprime in USA è stata una scellerata politica di immigrazione affiancata da una fuorviante politica di assistenza finanziaria con sussidi di stato alle classe sociali più deboli (fatalità proprio quelle immigrate). Chi è causa del suo male, pianga se stesso.


Post del  12-04-2011 tratto dal blog di Eugenio Benetazzo

domenica 8 maggio 2011

Il sole a Cavaion

IL SOLE di Adriana Bozzetto
Articolo del periodico  "La Voce del Paese"  edizione Aprile 2011

Il sole in lingua tedesca è di genere femminile: die Sonne, perché in Paesi nei quali la sua presenza non è così frequente come da noi, viene considerato generatore di vita, quindi madre. Sarà per questo che, oltralpe, il suo calore viene apprezzato, quindi catturato e trasformato in energia: sui tetti delle case, si vedono più pannelli fotovoltaici in Baviera che dalle nostre parti.
Però, c’è sempre un però, l’eccezione che conferma la regola: basta andare ad Affi. La rotatoria che immette al casello autostradale dell’autostrada del Brennero si è trasformata in un bacino fotovoltaico.
I parcheggi antistanti l’area commerciale saranno tutti coperti, ma non per offrire alle vetture ombra ristoratrice nelle ore più calde di torride giornate estive, o per riparare dalla pioggia gli automobilisti mentre scendono o salgono dai loro mezzi di locomozione: no, bensì per alloggiare pannelli fotovoltaici. Un esempio tangibile del famoso detto, prendere due piccioni con una fava: da una parte produrre energia elettrica pulita contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente e dall’altra offrire un parcheggio confortevole.
Non ci si può che complimentare con l’Amministrazione del Comune nostro vicino. Non solo agli abitanti di Affi ma a chiunque è evidente la costanza nell’impegno per la cura e l’abbellimento del paese. Si ha l’impressione che gli Amministratori vivano il paese e ne facciano motivo di vanto gestirlo con la responsabilità e la lungimiranza del buon pater familias.
E, da noi, come va?
Anche la nostra Amministrazione dimostra grande sensibilità nei confronti dell’energia fotovoltaica. L’istallazione di pannelli sul tetto di quello che eufemisticamente viene chiamato Palazzetto dello Sport ha preceduto di gran lunga quelle attuali di Affi.
Peccato che ne sia stata rubata più o meno la metà. Il furto risale a più di anno fa e la testimonianza dello stesso è ancora presente, come può constatare chiunque abbia la voglia di osservare.
C’è da sospettare che l’impianto, così ridotto, non funzioni più. C’è inoltre da chiedersi quanto tempo si dovrà ancora attendere perché vengano sostituiti i pannelli rubati. Forse mai: si può supporre che non siano stati coperti da assicurazione e che, dovendoli pagare ed essendo le casse comunali vuote, l’Amministrazione possa farsi promotrice della recita di novene al fine di far pentire i ladri che, così, li potrebbero restituire al legittimo proprietario. Naturalmente quello del fotovoltaico non è l’unico fattore che fa apprezzare l’efficienza della nostra Amministrazione e che ci fa percepire quanto la stessa viva ed ami il paese: basta osservare l’illuminazione pubblica, le strade, i marciapiedi, le caditoie per il deflusso dell’acqua piovana...
Verso mezzogiorno, tornando da Affi con tutti questi pensieri che mi frullavano per la testa, che ti vedo? La macchina del Primo Cittadino parcheggiata davanti ad una agenzia immobiliare: che sia andato a mettere in vendita l’appezzamento di terreno agricolo acquistato (da lui con i nostri soldi) a fine del precedente mandato e che a sua detta è stato un grande affare?
Concittadini non scoraggiamoci: con la vendita dei lotti ex Rizzardi (pagati solo 4,0 Milioni di Euro, una occasione da non perdere) ci faremo un sacco di soldi: ridurremo sensibilmente il nostro debito pubblico (il secondo del Triveneto, fonte Il Sole 24 Ore del 01 Dicembre 2010), i pannelli fotovoltaici non si conteranno più, i marciapiedi e le strade verranno rinnovati, la piazza della Chiesa finalmente sistemata, l’illuminazione pubblica sarà completata e magari i cavi dell’energia elettrica interrati, mi riferisco a quelli del centro storico.

Buona Pasqua a tutti
Adriana Bozzetto