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domenica 26 settembre 2010

Il 09 ottobre 2010 a Verona per dire SI al riciclo dei nostri rifiuti!

Il 9 ottobre ci sarà la manifestazione, con partenza dal piazzale della stazione di Porta Nuova alle 14.30, per dire che nella città di Verona  ( e non solo) si scelgano le modalità migliori per gestire i rifiuti. L'incenerimento è una follia. Esiste il trattamento a freddo che permette di riciclare i rifiuti. Perché buttarli via? Chiediamo con forza all'amministrazione comunale che ascolti i suoi cittadini. Arrivo e presidio in P.zza Bra. Per maggiori info visita il gruppo facebook Manifestazione per dire SI al riciclo dei nostri rifiuti.

CHIEDIAMO TRASPARENZA
Comunicato dell'associazione Verona Reattiva del 12/09/2010

Ora che il bando è stato ufficialmente assegnato agli spagnoli della Urbaser che fa parte del gruppo ACS del presidente del Real Madrid, Fiorentino Perez chiediamo che AGSM  e comune usino la massima trasparenza e mettano a disposizione dei cittadini tutti i documenti relativi all’ assegnazione del bando ed all’ offerta economica e tecnica di chi ha vinto.
 A nostro avviso questo è un atto dovuto nei confronti dei cittadini che dovranno subire le emissioni di un impianto che è un' industria insalubre di classe I e che brucerà per 25 anni rifiuti urbani, senza contare quanto finirebbe negli altri due forni a letto fluido che verrebbero "restaurati" (quindi 4 forni in totale per 1.000 tonnellate al giorno).
Unica risposta ottenuta fino ad oggi da chi vorrebbe far partire Ca' del Bue sembrerebbe quella di attivare una commissione che dovrebbe studiare un fantomatico "punto zero" la cui utilità non ci sappiamo spiegare dato che servirebbe invece una commissione per disinquinare la situazione già compromessa vista la procedura di infrazione avviata nei confronti di Verona da parte della Commissione Europea per il superamento dei parametri limite dell'inquinamento.

Ci auguriamo che, dopo gli incontri mancati e l'assenza dei rappresentanti del comune di Verona (in particolare del Sindaco Flavio Tosi - massimo responsabile della salute dei suoi cittadini) si arrivi ad un vero tavolo di confronto pubblico perché i cittadini hanno il diritto ad avere un’ informazione corretta e questa può essere data solo da un contraddittorio faccia a faccia.
Sarebbe inoltre un bel segnale di difesa della democrazia se, anche i rappresentanti dei partiti dell'opposizione del Comune di Verona, si unissero per levare una forte voce per chiedere al sindaco di Verona Flavio Tosi di venire a confrontarsi con i suoi cittadini e con chi sostiene che il progetto di Ca' del Bue potrebbe nuocere alla nostra già compromessa situazione ambientale.

Ricordiamo che, come riportato dallo stesso dottor Paolo Ricci direttore del dipartimento di Prevenzione della ASL di Mantova durante una conferenza tenutasi a San Giovanni Lupatoto, gli inceneritori si rendono responsabili della "..dispersione in atmosfera di cancerogeni che, oltre a riconoscere una molteplicità di cellule  bersaglio,  sono in grado di agire per effetto di una bio-accumulazione. Un fenomeno difficilmente evitabile da misure di prevenzione basate sul solo contenimento delle concentrazioni di inquinante ammesse per singole fonti di emissione in atmosfera".
Insomma tradotto in termini più semplici: chiedere le massime tutele sanitarie e ambientali in presenza di un inceneritore non ha molto senso. La risposta che ci sembrerebbe più  corretta sarebbe chiedere che non venga avviato alcun impianto del genere e che si guardi verso soluzioni come un ciclo integrato di trattamento dei rifiuti a freddo, che tra l'altro farebbe risparmiare i cittadini sotto ogni punto di vista: della salute, dei soldi e dell'inquinamento.

venerdì 30 aprile 2010

Cà del Bue cambierà?

La telenovela veronese del termovalorizzatore-inceneritore Cà del Bue,una telenovela di tangenti, di sperpero di denaro, di ambiguità, la quale se non avrà un netto cambiamento di rotta come finale, ottenibile con l'attuazione di sistemi alternativi, porrà a serio rischio la salute dei nostri concittadini. Qui sotto il comunicato dell'associazione Verona Reattiva.

VOGLIAMO  UN  VERO  CAMBIAMENTO
Ormai è noto che la nostra attenzione è focalizzata su quella che costituisce la più grave minaccia che incombe sulla nostra salute e sulle nostre tasche e cioè la programmata attivazione ell’impianto di incenerimento di Ca’ del Bue.
Riteniamo un dovere morale dei decisori il rispondere alle domande dei cittadini e siamo scandalizzati di fronte alla sistematica negazione di questo confronto ed al fatto che nessuno ci ha mai dato una motivazione della stessa: siamo forse noi veronesi dei cittadini che devono solo tacere ed abbassare la testa?
Visto che si è da poco insediata la nuova Giunta Regionale con un nuovo Presidente ed un nuovo Assessore Regionale all’Ecologia, c’e’ anche un nuovo Assessore Provinciale all’Ecologia a questo punto invitiamo nuovamente gli amministratori che hanno competenza sulla gestione dell’impianto di Ca’ del Bue ad un confronto pubblico sulla tematica dell’incenerimento nel quale le rispettive posizioni siano sostenute non arbitrariamente ma esibendo pubblicazioni di settore sottoposte al criterio della selezione paritaria (come dovrebbe peraltro avvenire normalmente per tutte le tematiche con afferenza tecnico/scientifica).
Se veramente vogliono dimostrare che esiste un cambiamento rispetto al passato comincino con il confrontarsi anche con chi si occupa di argomenti scomodi per chi sta dentro il “palazzo”.
I cittadini hanno il diritto di essere adeguatamente informati su ognuna delle decisioni prese dai nostri amministratori, hanno il diritto di essere ascoltati ed hanno il diritto di essere a conoscenza di chi potrà essere responsabile di talune scelte e decisioni.
Continuando con questa richiesta di trasparenza, lanciamo una sfida a AGSM.
Se veramente i dirigenti di questa azienda sono così sicuri che l’inceneritore non causi nessuna conseguenza sulla popolazione impongano (all’ eventuale) vincitore del bando per la costruzione dei due nuovi forni a griglia di stipulare una polizza assicurativa contro i rischi dovuti alle emissioni dell’ impianto (diossine, ossidi, nanoparticelle ecc.). Se riusciranno a trovare una compagnia di assicurazione disposta a ciò i cittadini avrebbero almeno la consolazione di poter sperare in un risarcimento quando poi cominceranno a manifestarsi le patologie (che secondo studi scientifici nazionali ed internazionali) colpiscono chi abita nel raggio di vari chilometri rispetto all’ inceneritore.
 
 
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