Il megafono dell’attuale Amministrazione annuncia la realizzazione di una nuova scuola elementare, come da programma. E, come usano proclamare: DETTO, FATTO!
Ma, quelli di Affi, non ci stanno e il Comitato Incaffi, insieme a La Voce del Paese indicono un’assemblea pubblica per il lunedì 14 Dicembre 2015 (a Cà del Rì ore 20.30), «per discutere delle problematiche dell’istruzione ad Affi e del nuovo polo scolastico».
Si raccolgono firme, 400,di protesta nei confronti della soluzione sinergica Cavaion Veronese – Affi.
Sul nr. 4/2015 de La Voce del Paese, Maurizio Delibori scrive un articolo dal significativo titoloL’IDENTITA’ PAESANA NON E’ SOLO CAMPANILISMO - Molti cittadini di Affi chiedono che la Scuola Primaria resti in Paese
Il Sindaco di Affi, di fronte alle proteste dei cittadini, indice un’assemblea pubblica il 22 gennaio 2016:
A seguito della raccolta di firme fatta dalla Associazione di Volontariato Comitato di Incaffi nel mese di Dicembre, in cui si richiedeva la convocazione di un’assemblea pubblica per esaminare le problematiche relative alla scuola primaria di Affi, l’Amministrazione Comunale organizza un’ ASSEMBLEA PUBBLICA il giorno VENERDI’ 22 GENNAIO ALLE ORE 20.30 presso il PARK HOTEL AFFI.
Fra i relatori esterni, l’unico a fornire importanti ed esaustive informazioni fu l’Ing. Costantino Franceschetti (stato attuale dell’edificio scolastico, interventi necessari per renderlo antisismico, relativi costi). Durante l’Assemblea, molto partecipata, c’è stato qualche momento di attrito con il Sindaco, ma su questo non mi trattengo.
Risultato: verrà indetto un referendum e la cittadinanza deciderà se mettere in sicurezza l’attuale struttura o unirsi a Cavaion per la costruzione di una nuova scuola, in un’area definita infelice.
Si farà entro aprile il referendum sulla costruzione della nuova scuola primaria a Cavaion. Lo ha annunciato nell’ultimo Consiglio comunale il sindaco Roberto Bonometti : «Stiamo predisponendo la documentazione per questa consultazione popolare. Questo “nodo” verrà sciolto prima delle elezioni». (da L’Arena del 06-03-2016, sezioni Baldo Garda)
Vedi aggiornamento in calce.
La Sindaca di Cavaion, presente ma non invitata, ha tenuto a sottolineare, se l’è cavata dicendo che sono stati quelli di Affi ad avanzare la proposta a Cavaion e che la prevista dislocazione della scuola a lei piace perché è situata in centro storico, vicino al palazzetto dello sport (e al cimitero e alla caserma dei carabinieri e a ben tre campi di calcio, aggiungo io).
Chiamare quell’orribile, dentro e fuori, parallelepipedo di cemento “palazzetto dello sport” richiede molto coraggio (si ringrazia l’Amministrazione Sabaini) ma ancora di più considerare quella parte del paese come facente parte del centro storico!
Vorrei far presente alla Sindaca che dichiarazioni del genere non le fanno molto onore e che si deve assumere la responsabilità delle sue scelte. Non credo che l’Amministrazione di Affi l’abbia obbligata, sotto tortura, ad accettare la proposta, quindi la sua responsabilità e pari a quella del Sindaco di Affi.
E, a Cavaion, come l’hanno presa i cittadini?
A Cavaion nessuno ne parla, l’Amministrazione non ritiene opportuno, né comodo, indire un’Assemblea pubblica informativa.
A Cavaion non esiste una opposizione degna di tale nome. Non si sa se le scuole elementari siano a norma, né se l’Amministrazione abbia esaminato la questione viabilità, perché, mi viene da pensare che, se adesso non tutti si recano a scuola a piedi, nella nuova scuola di certo non ci andrebbe nessuno!
A Cavaion, il più bel paese del mondo (affermazione di una cittadina), di cosa si parla?
Della fogassa! Ormai gli articoli ed i messaggi su face book non si contano più per non parlare di interventi promozionali della stessa sottolineati dalla presenza della prima cittadina con tanto di fascia tricolore!
Adriana Bozzetto - residente a Cavaion (per caso) – Marzo 2016
Nota del 19 Aprile 2016:
Il referendum, meglio la Consultazione Popolare si terrà l’ 8 Maggio p.v.
Qualsiasi sia il risultato della stessa, ai cittadini di Affi va riconosciuto il merito di aver costretto l’Amministrazione a confrontarsi con la cittadinanza, mentre a Cavaion si dormono sonni beati.
Un vecchio adagio
recita: la colpa dei padri ricadono sui figli. A quanto pare tale detto ha
motivo di esistere se generazioni di esseri umani sono condannati a scontare il
peccato di presunzione dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Però ci sono anche padri,
genitori giusti e saggi che lasciano ai figli lodevoli eredità sia morali,
etiche, le più importanti, sia finanziarie.
Non è il caso di Cavaion, basta
guardarsi intorno, osservare il disastro paesaggistico e percepire quello
finanziario e, mi sia consentito, anche una certa precarietà
etico-comportamentale, considerato che taluni scambiano un valore altamente
impegnativo ed etico, la libertà, con il permesso di fare i propri comodi
(inquinare l’acqua potabile - l’acqua che non avremmo mai dovuto bere! -,
scarabocchiare muri, sparare “musica” a tutto volume in piazza della Chiesa).
All’incapacità, piuttosto
all’avida irresponsabilità nel gestire l’urbanistica, il territorio, il
paesaggio di Cavaion non è più possibile porre rimedio, oserei dire che il
tutto è stato tristemente metabolizzato e non solo da chi ne ha tratto
considerevoli vantaggi.
Del disastro finanziario siamo
chiamati a rispondere secondo il tristemente noto costume italiano: interesse
privato, pubblico indebitamento.
In questa cornice cavaionese
assistiamo sconcertati alla ventata di novità che soffia sul paese da Maggio
dello scorso anno.
E’ un susseguirsi di eventi, come
si usa dire oggi, immancabilmente patrocinati dal Comune, iniziati con l’arrivo
a Cavaion, paese noto per sua vocazione motociclistica, dell’ormai attempato
Giacomo Agostini[1].
Arrivo annunciato con largo anticipo e con ripetuti richiami in ogni dove e con
ogni mezzo (l’esatto contrario di come si agisce in occasione della
convocazione di assemblee pubbliche, come l’ultima, assente sul sito del Comune).
Poi, grandi celebrazioni per i 50 anni dell’AVIS, non certo
all’insegna della sobrietà e forse non proprio donatori di sangue, come in
altre località italiane. L’hanno chiamata AVIS-Spring, c’è quindi da
scommettere che la kermesse verrà
ripetuta ogni anno, dopo tutto anche la primavera è a cadenza annuale e i
giovani emergenti, eternamente agitati e vogliosi di protagonismo, hanno sangue
nelle vene.
E cosa dire delle
escursioni all’EXPO, la grande sagra
milanese, carichi di quintali della ambita, famosa fogassa, per promuovere
il turismo a Cavaion?
A Verona, i sanzenati hanno il papà
del Gnoco, propongo la creazione di una cavaionesemama della fogassa, il capo coperto
dal fazzoletto d’ordinanza,così per la prossima sfilata di carri carnascialeschi ci sarà qualche cosa
di nuovo da fotografare dal balcone di piazza Fracastoro.
Di turismo, però, non se ne parla più: ci si è alla fine convinti che
è un’utopia?
Oltre alla fogassa, la Bastia
doveva essereuna grande attrazione, anzi,
l’attrazione del paese; ma se continuiamo
a fare i preziosi aprendo al pubblico l’ArcheoparcoQUATTRO volte all’anno non c’è molto
da aspettarsi.
I parchi pubblici sono, di
solito, accessibili, fruibili tutti i giorni.
Non stiamo parlando
dell’ostensione della Sacra Sindone, ma della possibilità di accedere ad
un’area dove sorgono ruderi come se ne contano e vedono a centinaia in Italia,
quindi niente di particolare, se non per la posizione. Tutto recintato e
chiuso, anche la parte che dovrebbe, comunque, essere sempre aperta e mi
riferisco a quella dove di archeologico non c’è proprio niente.
Se non ricordo male, i lavori
nell’area della Bastia sono iniziati
almeno 12 anni fa.
Ormai la Bastia è stata tristemente
rimossa dall’immaginario collettivo.
Non va dimenticato il ripristino
dell’asta con tanto di bandiera sul
Ceriel, festeggiata con il momento culinario che connota i vari happening: la risottata.
Nel 2011 cadevano i 150
dell’unità d’Italia. In quell’occasione, a Cavaion, di fervidi patrioti nemmeno
l’ombra, quest’anno, all’improvviso, sono tutti usciti dalla clandestinità.
E l’incontro/dibattito intorno
alla violenza sulle donne, momento di riflessione da anni organizzato dal
gruppo Te Donna[2].
C’è bisogno di apporsi al petto,
in mancanza di meglio, anche questa medaglietta?
Questi incontri il gruppo delle
“teiere”, così amano chiamarsi le componenti e le sostenitrici del medesimo, li
organizza da anni.
Per farla breve, l’attuale Amministrazione mette il suo cappello su
tutto, sembra non costi nulla [3],
ma, a quanto pare, ha un grande ritorno mediatico: si vuole dimostrare che le
cose, a Cavaion, sono cambiate, perché è toccato a Cavaion!
Che cosa?
In realtà, feste, sagre,
risottate a parte, eliminata insomma la tara, non si nota gran che, a guardarsi
intorno: sono stati tolti, e non è certo un male, i ciuffetti di busso
superstiti, che componevano il nome del paese, presente sulla madre di tutte le
rotatorie (meglio sarebbe togliere anche la scritta, piuttosto kitsch), la conclusione della
sistemazione del viale della Rimembranza non si sa quando avverrà, nel
frattempo non è più un viale, mancando molti alberi, alcune vie del centro
storico mostrano vistosi rattoppi: che sia street
art?
A proposito, la
segnaletica di fronte al Pizzicotto è stata aggiornata, indica non più dove
dirigersi per raggiungere il centro,
bensì il centro storico. Chi non
conosce Cavaion, chissà che cosa si aspetterà di vedere!
Si è inaugurato con grande
spolvero il TERZOcampo di calcio, che, se non ho capito
male, stiamo pagando in toto.
Un’altra spesuccia ereditata,
d’accordo, ma lo si poteva anche inaugurare con più sobrietà considerato il
fatto che l’allora opposizione, l’attuale maggioranza, ne contestava la realizzazione.
Ma, si sa, l’importante è la visibilità, il presenzialismo, come suggeriscono
gli esperti di marketing.
Anche la sistemazione
degli introj, è stata portata a termine, quasi, dall’attuale
Amministrazione. I finanziamenti, furono ottenuti dalla precedente, o sbaglio?
I nostri, tutti ormai armati, a
spese nostre (5.000 Euro) , di tablet
per essere sempre connessi, come se dipendessero da loro le sorti del genere
umano, si sono accorti che all’Introl
della Torre mancano 2 punti luce (i fili sono pencolanti)?
Che dire del muretto, all’altezza
del civico 36 di via Belvedere, in pieno centro storico, che da anni versa in
condizioni disastrose? Nessuno ha mai visto niente?
A quanto pare, per tradizione, né
gli Amministratori di Cavaion in prima persona, né i loro collaboratori girano
per il paese.
E, sempre a proposito di
incompiute: che ne è della Casa della
Musica e Centro giovanile?
Se ne parla dal lontano 2008
(Deliberazione Comunale n° 6 del 7.1.2008) e i lavori, stando all’ultimo
cartello visto, dovevano essere ultimati il 14.12.2013 (2 anni fa).
Fu inaugurata, in pompa magna,
Sabato 26 Aprile 2014 dal Sindaco uscente per far vedere quanto era stato
bravo.
Erano presenti anche i “rivoluzionari”
giovani dell’associazione culturale LiberaMente. Non hanno nulla da dire?
Sono ConvenienteMente diventati SopitaMente,
perché hanno ottenuto altri vantaggi più vantaggiosi (scusate il bisticcio)
dall’attuale Amministrazione, della quale sono nelle grazie?
Se andate sulla home-page del
loro blog leggerete:
LiberaMente Cavaion
Liberamente
è un’attitudine che tutti i cavaionesi dovrebbero adottare. Guardare con
spirito critico e informarsi su quello che succede a Cavaion perché solo chi è
informato è libero.
Parole, parole, parole … … …
Che dire del tanto decantato Parco fotovoltaico[4].
Solo ora si scopre che il
progetto parco fotovoltaico aveva qualche lacuna. L’opposizione, all’epoca,
dove era? E, adesso, che cosa intende fare la maggioranza, ex opposizione, non
pagare a parte! Non ci ha detto niente in proposito.
Si potrebbe vendere la ferraglia e ripristinare il preesistente
boschetto, di certo molto più ecologico visto che le foglie degli alberi
purificano l’aria (fotosintesi clorofilliana).
Di eventuali pensieri/soluzioni
relative alla oltremodo redditizia area adibita a pascolo (terreno ex Rizzardi) non se ne parla più.
La Contessa Rizzardi, ed altri
con lei, ringraziano e brindano alla nostra salute! E noi paghiamo il conto,
anche dal punto di vista paesaggistico.
Si è passati dalla bufala del
Polo scolastico al cabalistico Albero della vita. Che ne dicono le pecorelle?
A proposito di scuola, l’attuale Amministrazione pare
abbia un asso nella manica per quanto concerne le elementari.
Mi è stato riferito che se ne è parlato
a margine dell’assemblea pubblica tenutasi in Sala Civica giovedì 26 Novembre.
Confesso, la colpa è mia, ho abbandonato il luogo prima della conclusione delle
presentazioni e così non so cosa sia stato detto in merito. Mi autorizzo,
comunque, ad osservare che un tale tema andrebbe affrontato da solo.
L’Amministrazione dovrebbe indire un’assemblea pubblica per esporre, in maniera chiara ed esaustiva, i
termini della questione, ovvero lo stato attuale, le esigenze esistenti, le
soluzioni possibili, le soluzioni proposte, esponendone vantaggi e svantaggi.
Poiché, a quanto pare, il nuovo
edificio scolastico dovrebbe essere il frutto di una sinergia fra Cavaion e Affi, sarebbe opportuno che
tale assemblea fosse presieduta dai rispettivi
Sindaci affinché alla stessa siano invogliati a partecipare numerosi i cittadini di entrambe le comunità.
Dopo tutto spetta loro valutare se sia una geniale soluzione o un’emerita
castroneria, perché si stanno spendendo
i loro soldi.
Sempre in tema di assemblea, mi
aspettavo maggiore concretezza e chiarezza.
Uno porta pazienza, poi la noia e
la delusione prendono il sopravvento e rimpiange di non essersene rimasto a
casa dedicando il suo tempo a cose migliori.
Purtroppo si sente la mancanza di
una esposizione sintetica, efficace, leggibile
ed intellegibile dei dati contabili, servendosi di tabelle e grafici.
Proiettare testi e cifre illeggibili se non dotati di telescopio non serve a
niente.
Per non parlare dei detto/fatto
riassuntivi da parte della Sindaca, dopo
ogni intervento.
Un centrifugato di Berlusconi e Renzi.
I tempi vanno contenuti: per la
parte contabile-amministrativa 20 minuti (30 al massimo), per gli altri 10
minuti ciascuno sono più che sufficienti e arriviamo a 40 minuti complessivi.
Totale 60 minuti.
Se si inizia, puntualmente, alle
20.45 alle 21.45
tutto deve essere concluso per lasciar spazio ad osservazioni/interventi da
parte del pubblico, sempreché non ci si voglia produrre in un lungo monologo
auto celebrativo.
Sarebbe anche meglio anticipare
di 15 minuti l’inizio, alle 20.30.Non è certo
cominciando tardi che arrivano più persone, ma rendendo interessanti e
coinvolgenti gli incontri con la cittadinanza, annunciandoli con un certo
anticipo (come per Agostini, per esempio) in modo che le persone possano programmarsi.
Non è strano che su 1839 votanti, nemmeno il 5 percento partecipi alle Assembleepubbliche di Progetto Paese, più
corretto dell’AMMINISTRAZIONE? I posti vuoti erano almeno una quarantina e
se la sala è omologata per un centinaio di persone fate un po’ i conti e se al
numero dei presenti si sottrae quello di parenti, amici, sodali sempre pronti
ad applaudire, quanti ne restano di veramente interessati?
Forse chi si era espresso a
favore di Progetto Paese, di quelli che ora
tocca a Cavaion, pensava che sì, avessero la bacchetta magica e che,
perciò, bastava eleggerli e poi tutto si sarebbe sistemato e i problemi
sarebbero stati risolti per incanto.
Forse, lo credevano anche loro,
quelli di Progetto Paese, viste le grandi feste organizzate per festeggiare la
vittoria.
Adesso,si sono resi conto che non c’era proprio
niente da festeggiare.
Auspicando, per il futuro, una
maggiore sobrietà e modestia
Adriana Bozzetto, una
extra-comunitaria
[1]
Un membro dell’attuale compagine amministrativa collabora in una rivista
specializzata in due ruote.
[2]
Una delle fondatrici di Te Donna è la
nostra Sindaca, tenacemente sostenuta dal gruppo durante la campagna
elettorale, però Te Donna non faceva
politica, come aveva tenuto a precisarmi una signora fondatrice.
[3]
Ho sentito dire, ma attendo conferma dai meglio informati, che per Agostini
furono acquistate 100 copie delle sue memorie per un importo di 3.000 Euro.
[4]
Presentato ufficialmente alla cittadinanza il 7 Maggio 2013.
Il cimento dell’armonia e dell’inventione è una raccolta di dodici
concerti composti da Vivaldi tra il 1723 e il 1725. Fra questi i più famosi sono i primi quattro che, formando un tutt’uno,
vengono solitamente riprodottiinsieme: “Le quattro stagioni”.
Il sottotitolo del calendario Gru senza ali VI[1], Il cemento della follìa e della
speculazione (forse avrei dovuto scrivere speculatione) mi è venuto in
mente pensando al vivaldiano cimento.
La cosa buffa è che il cimento del prete rosso che allieta le
nostre orecchie e il nostro animo e il cemento
che ferisce i nostri occhi e ci intristisce hanno la stessa radice, la parola
latina “caementum(originariamente caedimentum) dal verbo caedere "tagliare, squadrare", e significò dapprima "pietra
squadrata, pietra di cava", o anche "scheggia di marmo". Poi si
indicò con la parola caementum
anche una sostanza
(pozzolana) che, aggiunta alla calce, le conferiva la proprietà di indurire
sott'acqua, cioè la rendeva idraulica.[2]
Infine, sostanza che, interposta
fra altri corpi, ha la funzione di unirli saldamente fra di loro.
In senso figurato è ciò che serve
a stringere, rinsaldare un vincolo: sentimenti, esperienze.
Dal caementum, materiale composito, si arriva al cimento, una misturausata un tempo dagli orafi per purificare o
saggiare i metalli preziosi ma anche l’operazione
stessa del purificare e saggiare, quindi in genere esperienza, saggio, analisi.[3]
Derivato dall’attività orafa è il
senso figurato rimasto ai nostri giorni, quello di prova, rischio, provocazione
(il famoso tirar a cimento o tirar a siménto,
in dialetto).
Più usato del sostantivo è
sicuramente il verbo riflessivo cimentarsi, esporsi
a cimento, avventurarsi, cimentarsi con qualcuno, affrontarlo, venire a
combattimento con lui impegnarsi a fondo in qualche cosa.
A questo punto si può quindi
senza dubbio affermare che a Cavaion qualcuno si è cimentato nel cementificare,
cementificando rapporti amicali fra venditori di lotti resi miracolosamente
edificabili e tecnici progettisti operanti in loco, estensori di esemplari
piani per la gestione del territorio mirati alla conservazione della bellezza e
delle caratteristiche del paesaggio.
Ora, forse, la crisi ridurrà la
presenza di gru nel territorio cavaionese, il che, se da un lato è auspicabile,
dall’altro mi mette angoscia perché potrebbe rendermi disoccupata. D’altra
parte, questo è il settimo dei calendari-denuncia e, si sa, che il settimo è un
anno critico.
Ma, come qualcuno ci ricorda,
crisi significa momento di scelta, di decisione forte. Brevemente l’origine di
questa parola ormai frequentemente e quotidianamente pronunciata e in merito
alla quale continuano a rassicurarci che sta per finire, senza peraltro
informarci né sul quando né sul come.
Il termine “crisi”, di
derivazione greca, κρίσις (krisis),
originariamente indicava la separazione, provenendo infatti dal verbo greco κρίνω
(krìno): “separare”,
appunto. Il verbo era utilizzato in riferimentoalla trebbiatura, cioè all’attività conclusiva nella raccolta del grano,
consistente nella separazione della granella del frumento dalla paglia e
dalla pula.
Da qui derivò tanto il primo
significato di “separare”, quanto quello traslato di “scegliere”. In origine,
dunque, il termine era di derivazione agricola.
Il separare il buono dal cattivo
comporta una scelta. La crisi ci impone quindi scelte ben precise e, per
questo, i periodi di crisi sono, dovrebbero essere, momenti di riflessione e di
elaborazione di progetti innovativi anche e talvolta necessariamente di rottura
con il passato.
Saprà Cavaion trovare nella crisi,
che non risale a qualche mese fa, l’opportunità verso un cambiamento radicale?
E’ ancora in tempo per poterlo attuare? O, forse, cinque anni orsono ha
purtroppo perso anche l’ultima, veramente l’ultima, occasione offertale dal
destino?
A giudicare dalla scarsa presenza
di cittadini alla prima assemblea pubblica dell’attuale Amministrazione, temo
di sì.
Nonostante la schiacciante
vittoria di Progetto Paese le presenze sono state scarse, mi sembra di poter affermare
che un terzo dei posti a disposizione[4]
fossero liberi, una trentina. Se poi togliamo la tara, ovvero il numero dei
parenti e dei facenti parte il nucleo di PP, arriviamo a numeri veramente
risibili.
1839 sono state le preferenze
espresse a favore di Progetto Paese, equivalenti al 59% del totale.
Il 27 di Novembre u.s. erano
presenti in sala civica Eugenio Turri forse una quarantina di persone, al netto
della tara.
Per quanto riguarda i Cavaionesi,
soprattutto quelli DOCG, c’è da sospettare che siano ormai mitridatizzati,
disperatamente mitridatizzati, sembrano diventati insensibili a tutto. Per
contro, da un po’ di tempo a questa parte, fanno molto moto.
Infine, parafrasando il poeta, augurerei
alla nuova Prima Cittadina: “che la tua
carica, anco tardivenuta, non ti sia
grave” e le consiglierei pause rigeneranti, non si può essere dappertutto.
Distaccarsi un po’ dalle cose,
dalle situazioni, serve a vederle sotto
un altro aspetto, il che, talvolta, può risultare di grande utilità. Come
quando si osserva un’opera d’arte, è necessario allontanarsene per avere una
visione del tutto, altrimenti si corre il rischio di vederne solo un
particolare e giudicarla solo per quello.
Gli esperti, infine,affermano che i capi devono essere soli,
questo per mantenere equidistanza con tutti e garantirsi una grande libertà
nelle decisioni, piacevoli e spiacevoli.
Adriana Bozzetto -una extra-comunitaria
Cavaion Veronese
XII - 2014
[1]
E’ il sesto calendario intitolato Gru senza ali, in realtà è il settimo. Quello
del 2010 aveva per titolo “Il gallo “scomparso
Il risultato delle elezioni comunali 2014 ha visto vittoriosa la
lista civica Progetto Paese che, con il 59% dei voti, ha letteralmente
sbaragliato le altre due liste concorrenti.
Si potrebbe parlare di maggioranza bulgara.
Cerchiamo di capire come possa essere successo a Cavaion, un
paese che sembrerebbe non amare i cambiamenti, almeno considerando quanto
successo fino ad ora in occasione delle elezioni per il Sindaco.
Nel 2009 vinse la Lista Sartori, Lega, con 1.261 voti, pari
al 39%, seguita dalla lista civica Progetto Paese, candidato sindaco Righetti,
con 1036 voti, pari al 32%. Erano presenti altre due liste, una capitanata da
Sabaini, PDL, e l’altra da Cassarino, Lista Civica, che insieme raccolsero 923
voti pari al 29%.
Nelle ultime elezioni erano tre le liste concorrenti, tutte
e tre civiche. Sembra siano di moda.
“Insieme con Sabaini” esponeva sul suo depliant tre
simboli: Forza Cavaion, Lega Nord Liga Veneta, Movimento Nuova Repubblica
Italia.
"Zanetti Sindaco per la Gente” esponeva un simbolo che sembrava il
positivo del sabainesco Forza Cavaion: una bandiera tricolore su campo marrone,
in quello di Sabaini la sagoma della bandiera era bianca e lo sfondo tricolore.
Infine “Progetto Paese”, lista civica, forse l’unica a esserlo, con il simbolo delle precedenti
elezioni, leggermente modificato nei cromatismi: si è puntato sul giallo
anziché sul verdino. Variazioni anche nel team che la componeva e nuova, anche
di genere, la candidatura per la carica di Sindaco: Sabrina Tramonte, una
signora. La prima volta di Cavaion Veronese
Sabrina Tramonte, classe 1971 , dal 2004 ha svolto il ruolo di consigliere d'opposizione per la lista Insieme Cavaion - Sega (candidato sindaco Lonardi Silvio) con 159 preferenze (una in meno rispetto al sindaco uscente Giancarlo Sabaini).
Nel 2005 è tra i fondatori dell'associazione "Melograno" tramite la quale assieme ad altri associati e simpatizzanti, contrastò in modo incisivo l'amministrazione guidata da Sartori - Sabaini, in particolar modo per quel che concerneva la probematica sullo spreco inutile ed insensato del territtorio cavaionese, causato da un'eccessiva cementificazione (tra l'altro quasi esclusivamente a destinazione residenziale, in parole povere di tipo speculativo) dello stesso.
Nel 2009 viene a formarsi una nuova lista civica denominata "Progetto Paese Cavaion Sega" con candidato sindaco Righetti Roberto, alla quale la Tramonte aderisce e con 199 preferenze riesce ad essere eletta consigliere di opposizione.
Oggi 26 maggio 2014 Sabrina Tramonte, di professione architetto libero professionista, candidato sindaco della lista civica "Progetto Paese Cavaion Sega" con 1.839 voti pari al 59,11 % dei votanti è il nuovo sindaco di Cavaion Veronese per il quinquennio 2014-2019.
39 anni fa, era il 1973, Eugenio Turri denunciava, sul
giornalino La Voce del Paese, i mali di Cavaion, a livello urbanistico e
territoriale, e ne preconizzava, se così si può dire, la triste fine.
Ora, l’Amministrazione, con parecchi anni di ritardo
rispetto a quando ne aveva dato il preannuncio, intitolerà all’illustre
cittadino la Sala Civica di Cavaion Veronese.
Facile immaginare che cosa ne penserà il defunto,
inascoltato Eugenio Turri, che all’epoca lodava il giornalino, recentemente
risorto.
Chissà se oggi, per non urtare la sensibilità di chi è al
potere, tale articolo verrebbe pubblicato.
Non ho conosciuto Eugenio Turri, ma nutro una grande stima
ed affetto nei suoi confronti.
Adriana
Bozzetto – una extra comunitaria
EUGENIOTURRI
CONOSCERE IL PROPRIO
PAESE
(prima puntata)
Fino a nonmolti anni fa la vista di Cavaion poteva
costituire una felice sorpresa. Il paese, con le sue case addossate al versante
del colle San Michele, aveva una sua tipica grazia veneta e una sua luce
mediterranea, entro un paesaggio dolcissimo di campi e vigneti. Piaceva perché
ridente ed aperto verso Sud, disteso sopra le morbide ondulazioni della
campagna tra l’Adige e il lago di Garda. Ed era un paese composto, con le sue
case sparse tra gli orti, con i vigneti, i vecchi alberi e i boschetti intorno
alle dimore signorili, con le piccole strade in salita fiancheggiate da muri
orlati di seregni; e aveva quella atmosfera secolare, silente, tutta pervasa
dal sentore della campagna. Un paese antico, con una sua storia, una sua
topografia e un suo paesaggio inconfondibile.
Oggi, però, il paese è molto cambiato, ha perduto gran parte dei suoi
connotati d’un tempo, la sua dolcezza agreste, la sua grazia di piccolo
silenzioso paese.
Illudersi che il passato possa
restare imprigionato nel presente è ingenuo, ed anche Cavaion non può e non
deve sottrarsi alle grandi trasformazioni che stanno ovunque cambiando modi di
vita e paesaggio, eliminando le eredità più tristi del passato, la miseria,
l’arretratezza, le bieche chiusure. Ma le
trasformazioni non devono essere casuali e incontrollate, non devono togliere
personalità al paese.
Ogni paese ha propri valori che, come beni preziosi, vanno custoditi,
salvaguardati. In essi la gente deve riconoscersi.Oggi si parla tanto di questi problemi: civiltà da difendere, società
da salvare dalla degradazione del senso civile e comunitario del vivere. Sono i
problemi più scottanti, più attuali. Essi però non si risolvono con le
decisioni di pochi, di quelli che hanno le leve del potere; o perché
politicamente influenti o perché economicamente capaci di iniziative; la gente non
deve passivamente subire le decisioni di questi, deve farsi voce viva di ogni
evoluzione. In questo senso un giornaletto come “LaVoce del Paese” è
quanto di più civile e giusto si possa fare, con mezzi modesti e tanta buona
volontà da parte dei pochi che lo tengono in vita, per dare una dimensione
civile e sociale alla vita di Cavaion, purché, naturalmente, il giornaletto si
faccia palestra per il dialogo, per lo scambio di opinioni, secondo costumi
civili e democratici.
Ogni abitante di Cavaion dovrebbe essere lieto di questo piccolo foglio e dovrebbe in qualche modo partecipare alla
discussione, sfogare se del caso il proprio malcontento, plaudire se del caso
alle decisioni giuste: questo è il senso sociale del vivere, la giusta
dimensione della vita di paese.
Sino ad oggi Cavaion è cresciuto male e si avverte imminente la fine
di Cavaion come paese con una sua vita peculiare.Tra pochi anni esso potrà diventare un paese anonimo, senza più grazia,
guastato dall’edificazione più abnorme e squallida, territorialmente abbruttito
dalla mancanza di una volontà coordinatrice e appassionata dei suoi abitanti.
Non si vuole far qui dei processi, ma riteniamo che sia giusto suscitare un
certo disincanto, aprire gli occhi civilmente alla gente. Il paese sta decidendo in questi anni il suo futuro: ne potrà risultare
la felicità o meno di chi ci vive, la serenità dei nostri figli. Mi pare che di
questo i responsabili del paese non ne tengano minimamente conto.
Le trasformazioni avvengono casualmente secondo interessi di pochi che
poco guardano al bene della collettività. Ad esempio, esiste un piano regolatore dovuto ad
un valente architetto-urbanista, che come tutti i piani studiati a tavolino
potrà avere parecchi difetti, ma che certamente può costituire la base di ogni
ulteriore sviluppo del paese. Ora, perché questo piano resta chiuso nei
cassetti del Comune? Perché non lo si
espone pubblicamente e non si invita la gente a discutere, a esprimere il
proprio parere? E’ evidente che ci sono in gioco interessi particolari, come
del resto succede in tutti o quasi paesi italiani.
Il paese che deve nascere deve recare l’impronta non di pochi (speculatori
o arbitri della vita del paese), ma deve nascere dalla volontà di tutti. Il
paese in quanto tale è una comunità spontanea, che nasce da interessi comuni.
Sino ad oggi ha prevalso l’interesse del singolo. Questo è anche cristianamente
da condannare.
Sabato scorso, dopo la lettura di un articolo del quotidiano l'Arena
, riguardante Cavaion V.se, relativo alla approvazione del nuovo campo
da calcio che verrà realizzato di fianco a quello attuale,
l'account de La Nebbia e La neve sulla propria bacheca di Facebook ha
scritto, in fretta e furia, una considerazione in merito . In realtà non
pensavo mai che quelle poche righe ritrovassero così tanto riscontro
tra gli utenti, tra l'altro le ho viste condivise da altri,
risultando cosi ancor di più apprezzate da diverse persone soprattutto cavaionesi.
Ecco lo scritto:
"Cavaion è il secondo comune più indebitato del Triveneto!
Allora senti qua, voglion costruire un nuovo campo da calcio con nuovi
spogliatoi, costo iniziale 866.192,47 euro COSTO TOTALE 2.540.000 euro
433.096,47 euro contribuisce la regione Veneto, soldi di noi
contribuenti. E il resto? Il ragionevole Sindaco di Affi, visto che il
nuovo impianto si costruirà nel suo comune, non ci stà e dice che ad
Affi son ALTRE LE PRIORITA'.
Il sindaco del secondo comune più indebitato del TRIVENETO che fà ?
Consuma territorio cavaionese con una entrata una tantum per eur
208.300 + va ad accendere finanziamenti tramite enti o istituti (CIOE'
VA AD INDEBITARSI ULTERIORMENTE) per eur 134.000 (penso proprio al netto
di interessi passivi ) + 91.300 eur da vendita di appezzamenti del
comune. Tutto qst per coprire i costi iniziali. DOMANDA ma non si poteva
migliorare l'esistente visto che il campo da calcio esiste già? Ghe
semo o de femo?"
Tale scritto non vuole assolutamente screditare l'ACI Cavaion,
tutto il contrario, penso che i cittadini di Cavaion apprezzino senza
mai ringraziare abbastanza la costanza, l'impegno dell'associazione, in
particolar modo il pensiero va a tutte quelle persone che dietro le
quinte delle squadre danno il tutto, per portar avanti al meglio, la
causa dell'attività sportiva in questo caso il calcio, concordando che
se sussistono delle problematiche queste debbano esser possibilmente
risolte.
Logicamente i concittadini non sono "incavolati" con voi ma con chi
prende certe decisioni, ci si riferisce a coloro i quali ricoprono ruoli
istituzionali e perciò rappresentano tutta la cittadinanza del paese.
2.540.000 Euro sono 4.918.125.800 di vecchie lire, per costruire un
nuovo campo da calcio, penso sia indubbiamente una cifra esagerata,
visto anche lo stato delle strutture di esigenza primaria che in quel
di Cavaion risultano inadeguate e carenti. Purtroppo le casse del comune
non sono affatto messe bene; non dimentichiamo i 4 milioni di euro
spesi dal comune (sempre tramite accensioni di mutui) per acquistare i
terreni rizzardi, inutillizati ancor oggi.
Quindi è per lo più un imperativo l'oculatezza, la sobrietà e la
ponderatezza negli interventi di spesa comunale, mai come oggi
nell'occidente la discussione va in questa direzione basta leggere
saggi e-o ascoltare interviste di validi economisti . Premesso ciò (e
premesso che il blog non è espressione ne di partiti ne di altre liste),
per la questione "campo da calcio" bisognava ritrovare una soluzione
alternativa cercando di ridurre il più possibile l'entità della spesa,
qualcuno propone e proponeva "la sistemazione del campo esistente e
degli spogliatoi e un miglior utilizzo del campo di Sega, nuovo e
spesso usato da squadre non di Cavaion", come non esser d'accordo con
tale proposta dove efficacia ( incisivo contenimento di spesa da parte
del comune) ed efficienza (miglioramento e miglior utilizzo dei campi
esistenti, SENZA TRA L'ALTRO ULTERIORMENTE CONSUMARE TERRITORIO)
ritrovano un ottimale equilibrio.
Finisco ricordando a tutti che il "comune" per far fronte ad ogni sua
erogazione ad esempio contributi, ogni suo intervento in strutture,
servizi, spese di gestione eccetera, può reperire le fonti (i schei)
quasi unicamente dai soldi dei nostri portafogli, le rate dei sopra
citati mutui con i relativi interessi le paghiamo noi tramite tasse ed
imposte; e i contributi della regione, non è Babbo Natale che ce li
porta, ma son sempre soldi, pure questi dei contribuenti (anche non
cavaionesi) e perciò considerando il tutto è giusto pretendere che i
nostri soldi vengano spesi, dai nostri amministratori bene e
saggiamente ciò che oggettivamente e ripetutamente non succede .
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