"Il non cercare l'approvazione degli altri, il non dover più giustificare con nessuno per essere chi sei,una persona rara, unica e fiera"
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sabato 14 settembre 2013
Internet e la democrazia diretta - L'intervento di Casaleggio a Cernobbio
Intervento di Gianroberto Casaleggio al Forum Ambrosetti, Cernobbio, 8 settembre 2013.
martedì 25 giugno 2013
Salvate il Lago Benaco!!! (Lago di Garda)
Video ideato, diretto e prodotto da Adriana Bozzetto
Distribuito da LanebbiaelaneveTV
domenica 26 maggio 2013
L'uomo che piantava gli alberi - L'homme qui plantait des arbres
L'uomo che piantava gli alberi (titolo originale: L'homme qui plantait des arbres), conosciuto anche come La storia di Elzéard Bouffier è un racconto allegorico di Jean Giono, pubblicato nel 1953.
Il racconto è così toccante che molti lettori hanno creduto che Elzéard Bouffier fosse un personaggio realmente esistito e che il narratore fosse Jean Giono stesso, e che quindi la storia fosse in parte autobiografica, infatti si suppone che l'autore abbia vissuto proprio nel periodo in cui è ambientata la narrazione .
L'autore ha spiegato, in una lettera del 1957 a un rappresentante della città di Digne: "Mi dispiace deludervi, ma Elzéard Bouffier è un personaggio inventato. L'obiettivo era quello di rendere piacevoli gli alberi, o meglio, rendere piacevole piantare gli alberi."
Nel 1987, Frédéric Back adattò la trama del racconto creandone un cortometraggio. Per quella produzione vinse numerosi premi, fra cui il Premio Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione.
Tratto da Wikipedia
venerdì 11 gennaio 2013
Discorso di Marco Travaglio difronte a Silvio Berlusconi
Tutti i nomi che orbitano ed hanno orbitato attorno al nome di Silvio Berlusconi. Un elenco infinito di amicizie: giuste o sbagliate?
Lettera di Marco Travaglio intitolata "Compagni di merende" , letta durante la puntata di Servizio Pubblico del 10-01-2013; da stampare ed incorniciare.
martedì 9 ottobre 2012
Cavaion Veronese, turista per finta - Monte San Michele 28/09/2012
Video ideato, diretto e prodotto da Adriana Bozzetto
Distribuito da LanebbiaelaneveTV
Distribuito da LanebbiaelaneveTV
PERCORSO DIDATTICO
Venerdì 28 settembre ho deciso di fare una camminata sul San Michele,
seguendo rigorosamente il tracciato del PERCORSO DIDATTICO, come indicato da
tabelloni, giusto per verificare lo stato di conservazione dei cartelli apposti
in corrispondenza delle 18 stazioni.
Dagli ultimi sopralluoghi, parziali (non ero passata sulla parte a Nord), il loro stato di conservazione non si può dire migliorato, ad ulteriore conferma che i suddetti cartelli sono stati semplicemente affidati nelle mani degli agenti atmosferici, sperando, forse, nella loro clemenza. In altre parole non si è provveduto alla loro manutenzione. Il risultato è il seguente:
Il cartello della stazione 8, dopo essere stato vittima di un disastroso
“cedimento strutturale” è stato rimosso. Quelli delle stazioni 10, 11, 12,
illeggibili da mesi, non sono più visibili, non si sa che fine abbiano fatto.
E’ probabile che anche il 12 sia stato tolto.
Va sottolineato che le stazioni 9, 10 e 11 vengono ora a trovarsi
all’interno del recinto che delimita l’area archeologica, quindi di fatto
escluse da un necessario nuovo tracciato del Percorso Didattico adattato al
mutato andamento del medesimo. Di conseguenza, saranno da rifare i due grandi
tabelloni, quello in piazza della Chiesa e l’altro in via San Michele,
adiacente alla stazione 1, saranno da rinumerare, quindi rifare, tutti gli
altri cartelli. Altri costi, ma, come ripete sempre il Sindaco, non dobbiamo
preoccuparci, siamo ricchi.
Già in un mio articolo apparso sul numero di Aprile 2012 (nr. 1- anno XXII)
del giornalino “La Voce del Paese” avevo denunciato la situazione pietosa in
cui versa il Percorso Didattico (ex Percorso della Salute), cartelli compresi. Nello
stesso articolo chiedevo al signor Sindaco di comunicare alla cittadinanza
quanto fosse costato il nuovo arredo del percorso stesso.
Naturalmente il Primo Cittadino (primo inter
pares, non lo dimentichi, eccellenza), colui che rappresenta tutti noi, adotta
una tecnica molto fruttuosa e conveniente nel nostro Paese: quella del MURO di
GOMMA.
Il sentiero, dal tracciato trascurato, non proprio chiaro e con varianti
ancora meno chiare, conduce il viandante nei pressi del famoso sito
archeologico cavaionese: quello della Bastia.
A quanto pare, negli ultimi tempi i lavori hanno subito una accelerazione
esponenziale, il che fa ben sperare in una prossima conclusione dei medesimi
dopo una dozzina di anni, sì, avete letto bene, una dozzina (1 dozzina = 12)
| Foto 1 |
| Foto 2 |
![]() |
| Foto 3 |
![]() |
| Foto 4 |
Come vedete il sito archeologico è stato recintato (foto n. 3 e 4).
L’entrata principale è dall’ampio cancello (foto n. 1). Per sicurezza, varcato
il medesimo, ci si imbatte in un secondo (foto n. 2) , meno maestoso, ma pur
sempre un cancello: un sito archeologico chiuso a doppia mandata, più protetto
di così!
Temo che il sito della Bastia seguirà la stessa sorte dei cartelli
informativi che scandiscono il Percorso Didattico: resterà eternamente chiuso e
subirà le fatali conseguenze legate alla assoluta assenza di manutenzione.
Signor Sindaco: chi gestirà il sito? Mi spiego meglio chi verrà incaricato
di aprire i cancelli per renderlo fruibile ad eventuali visitatori? Chi ne
curerà la manutenzione? Ed, infine, a chi toccherà sostenere i costi?
A proposito, come la mettiamo con la sbarra che ne impedisce l’accesso
provenendo da Incaffi?
Naturalmente, le mie domande rimarranno senza risposta.
Auguri Cavaion.
Adriana Bozzetto
P.S.
Le foto del filmato, dove non indicato diversamente, sono state scattate
venerdì 28 settembre 2012. Lo stesso vale per quelle del presente articolo ad
eccezione delle n. 3 e 4, risalenti a mercoledì 5 settembre 2012
domenica 15 aprile 2012
CAPAREZZA Eretico Tour - Villafranca di Verona
VILLAFRANCA. Successo del concerto di Caparezza che regala il meglio di sé al PalaCover
Articolo de L'Arena di Verona del 15-04-2012 di Giuliano Brusati
Oltre due ore di show totale, con brani cantati con il pubblico, effetti luce e video, costumi, cambi di scena e scenette. E soprattutto ironia.
Duemila corpi che ballano, sudano e ridono insieme, sotto lo sguardo di brace di un rapper/declamatore al massimo della sua potenza affabulatoria. Sarà difficile superarsi, per Caparezza, e aumentare il livello delle sue performance. È stato infatti un vero successo, con oltre duemila biglietti venduti, il concerto dell´artista pugliese, l´altra sera al PalaCover di Villafranca. A proposito: lo spostamento della data dal Palasport cittadino in provincia non ha creato alcun disagio, visto che il promoter Eventi ha messo a disposizione, per chi non avesse saputo del cambio di location, due pullman dalla zona Stadio fino a Villafranca. E il «Capa» ha fatto il resto: oltre due ore di show totale, con effetti luce e video, costumi, cambi di scena, scenette e tanta, tanta musica.
Meno tecnico di Elio e le Storie Tese ma meno noioso, più profondo e tuttavia più leggero di molti altri rapper, e infine più entusiasmante e ironico di tanti cantautori: si potrebbe dire che lo spettacolo di «Testariccia» è il più divertente, oggi, in Italia. Forse i tempi comici degli intermezzi non sono ancora limati alla perfezione e certi testi delle parti recitate non reggono il confronto con quelli delle canzoni; ma siamo di fronte a uno show che, seppure in continuo saliscendi, non cala mai di ritmo.
C´è da dire poi che, con cinque album strapieni di canzoni folgoranti, il «Capa», nel redigere la scaletta di un concerto ha solo l´imbarazzo della scelta (e crediamo che un suo «greatest hits», a questo punto della carriera, potrebbe starci e con ottimi risultati di classifica...).
La successione dei brani al PalaCover è in effetti una specie de «Il meglio di...», non è un caso che il boato che accompagna i brani cresca di canzone in canzone.
A guardare i volti sorridenti dei ragazzi sotto il palco ma soprattutto ammirando stupiti le decine e decine di famiglie con bambini al seguito, felici di saltare e ballare sui ritmi del «Capa», viene proprio da dire che il rapper ricciuto ha quello che si merita. Solo un esempio dell´ironia che contraddistingue i brani e i ragazzi che, davanti al palco, li cantano a memoria: prima del suo Inno verdano, profetico nei confronti delle ultime vicende della Lega Nord e della famiglia Bossi («Marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona»), alcuni tra il pubblico aprono uno striscione con la scritta: «L´unico padano buono è il grana». E chi non salta, è verde. Di rabbia.
Ma Caparezza non è solo attento alle vicende politiche, nel senso dei partiti: è più un rapper sociale, attento alla realtà che lo circonda, vista attraverso le lenti dell´ironia e di un voglia di giocare con le parole per sovvertire i luoghi comuni. E allora via, tutti a ballare su canzoni che parlano di operai veri eroi del nostro tempo, dell´acqua che è una risorsa di tutti, dell´ambiente che è vero bene comune, delle leggi ad personam che spalancheranno una strada pericolosa per un premier futuro... e se non siete d´accordo, va bene lo stesso.
Come dice il «Capa», «io non voglio andare d´accordo; voglio andare, d´accordo?».
martedì 25 ottobre 2011
La composizione del debito italiano di Eugenio Benetazzo
Eugenio Benetazzo sulla composizione del debito italiano
giovedì 14 luglio 2011
sabato 26 febbraio 2011
Charlie Brooker fa a pezzi Berlusconi
Charlie Brooker, conduttore del programma inglese 10 O'Clock Live, fa le sue considerazioni (con l'utilizzo di una sana ironia) in merito al Ruby Gate.
Video del YouTuber vazcomics
Traduzione a cura di ComedySubs
mercoledì 16 febbraio 2011
domenica 16 gennaio 2011
Lacrime di Giulietta il video che spopola su You Tube
Oggi l'amico facebook Gino F. allegandomi il video sopra ha scritto "So che ti piacerà...". Mi piace molto, Gino, la clip di Negrin sia per l'effetto ottenuto e per il suo messaggio a favore del "verde".
Negrin fa piangere. E' boom su YouTube di Paolo Ferrari
da la Stampa.it del 14/01/2011
Il suo clip «Lacrime di Giulietta» spopola: lui sogna di scrivere una messa
Torino
Nuovo exploit per l'artigianato video musicale torinese. Prodotto in casa, il clip del brano «Lacrime di Giulietta» del chitarrista, pianista e compositore Matteo Negrin ha superato in pochi giorni le 400.000 visioni.
Risultato eccezionale, che continua a crescere: quota mezzo milione non è certo un’utopia, poi chissà. Il successo è frutto di un passaparola curioso, dal momento che la maggior parte dei contatti è targata Asia e Stati Uniti. Luoghi in cui l'arte del «music painting», la pittura legata all'espressione sonora su cui si basa il video, è seguita con interesse da un pubblico eterogeneo. Ma anche da noi il video dilaga; tra i post, quello di un insegnante di liceo che propone di utilizzare brano e immagini per rasserenare l'animo degli studenti durante gli intervalli, accostandoli al tempo stesso a una maniera differente di concepire la musica.
Abituato a scrivere musica e esibirsi in piccoli locali, il trentaseienne Matteo ha le vertigini: «Non me l'aspettavo, il video è nato come primo esperimento di animazione su pentagramma, dal momento che non mi risultano precedenti applicazioni del genere "music painting". Sulla base del brano e di un mio soggetto, mi sono rivolto ai giovanissimi amici di Lab, ovvero Luca Cattaneo, Alberto Filippini e Alice Ninni. Ne è venuto fuori uno storyboard steso su un foglio unico, lungo 12 metri. Su quello abbiamo girato 15 ore di immagini, che poi sono state selezionate e sincronizzate per dare vita ai tre minuti e mezzo di clip che tutto il mondo sta apprezzando».
Il risultato è stupefacente. Le mani di Alice disegnano a tempo intorno alle note automobili e alberi, gru e nuvole, mentre il suono fluisce fresco, naturale, biodegradabile: «Il pezzo fa parte del mio nuovo album, "Glocal Sound", autoprodotto. Non ho una casa discografica e neppure un manager, faccio tutto da me. La presentazione è avvenuta il 18 dicembre all'Artintown, il circolo nel cuore della San Salvario in cui vivo e dove spesso suono con gli amici musicisti e cantautori».
È la famosa nuova boheme del quartiere, un focolaio che si conferma gravido di piccole grandi idee. E che non disdegna l'impegno civile e ambientale: le illustrazioni di «Lacrime di Giulietta» contengono messaggi soft quanto espliciti in materia di riduzione dell'inquinamento, utilizzi di biciclette e mezzi pubblici, risparmio energetico, difesa del verde. Tutto con grazia, senza mai risultare pedanti né didascalici.
Per chi considera i protagonisti di questa nuova scena un po’ freak, basata nel quartiere meticcio per eccellenza, un pugno di spiantati, ecco un percorso personale contromano: «Incido dal 1999, ho vinto la Biennale del Mediterraneo, ho lavorato per la Utet, il Museo Nazionale del Cinema e la sede Rai di Roma. Nel nuovo cd ho messo idealmente il pianoforte di casa mia al centro di San Salvario, facendolo dialogare con tutto quello che gli si muove intorno. Credo che la natura strumentale del progetto aiuti a livello internazionale, non c'è l'ostacolo del testo». Mentre si gode il bel momento, Negrin culla un'ambizione di rango: «Prima di compiere quarant'anni mi piacerebbe comporre una Messa, credo sia un banco di prova decisivo per chi scrive musica. Va da sé che sarebbe interessante contestualizzarla, affidandone la prima esecuzione a un’orchestra multietnica».
Per adesso sbarca il lunario con le tante repliche del varietà «Il Grande Fresco», che porta in giro per l'Italia con il poeta Guido Catalano e il cantautore Federico Sirianni, e con le lunghe «Notti delle chitarre», ancora all'Artintown della cruciale via Berthollet, sorta di laboratorio permanente.
Matteo, del resto, a San Salvario ci è nato; non casca nella retorica e non si inventa talentaccio disperato: "Abito sopra un cinema porno, il Maffei, però forse è meglio non scriverlo. Aspetto la secondo figlia. Vizi? Correggo il caffè con la sambuca"
Risultato eccezionale, che continua a crescere: quota mezzo milione non è certo un’utopia, poi chissà. Il successo è frutto di un passaparola curioso, dal momento che la maggior parte dei contatti è targata Asia e Stati Uniti. Luoghi in cui l'arte del «music painting», la pittura legata all'espressione sonora su cui si basa il video, è seguita con interesse da un pubblico eterogeneo. Ma anche da noi il video dilaga; tra i post, quello di un insegnante di liceo che propone di utilizzare brano e immagini per rasserenare l'animo degli studenti durante gli intervalli, accostandoli al tempo stesso a una maniera differente di concepire la musica.
Abituato a scrivere musica e esibirsi in piccoli locali, il trentaseienne Matteo ha le vertigini: «Non me l'aspettavo, il video è nato come primo esperimento di animazione su pentagramma, dal momento che non mi risultano precedenti applicazioni del genere "music painting". Sulla base del brano e di un mio soggetto, mi sono rivolto ai giovanissimi amici di Lab, ovvero Luca Cattaneo, Alberto Filippini e Alice Ninni. Ne è venuto fuori uno storyboard steso su un foglio unico, lungo 12 metri. Su quello abbiamo girato 15 ore di immagini, che poi sono state selezionate e sincronizzate per dare vita ai tre minuti e mezzo di clip che tutto il mondo sta apprezzando».
Il risultato è stupefacente. Le mani di Alice disegnano a tempo intorno alle note automobili e alberi, gru e nuvole, mentre il suono fluisce fresco, naturale, biodegradabile: «Il pezzo fa parte del mio nuovo album, "Glocal Sound", autoprodotto. Non ho una casa discografica e neppure un manager, faccio tutto da me. La presentazione è avvenuta il 18 dicembre all'Artintown, il circolo nel cuore della San Salvario in cui vivo e dove spesso suono con gli amici musicisti e cantautori».
È la famosa nuova boheme del quartiere, un focolaio che si conferma gravido di piccole grandi idee. E che non disdegna l'impegno civile e ambientale: le illustrazioni di «Lacrime di Giulietta» contengono messaggi soft quanto espliciti in materia di riduzione dell'inquinamento, utilizzi di biciclette e mezzi pubblici, risparmio energetico, difesa del verde. Tutto con grazia, senza mai risultare pedanti né didascalici.
Per chi considera i protagonisti di questa nuova scena un po’ freak, basata nel quartiere meticcio per eccellenza, un pugno di spiantati, ecco un percorso personale contromano: «Incido dal 1999, ho vinto la Biennale del Mediterraneo, ho lavorato per la Utet, il Museo Nazionale del Cinema e la sede Rai di Roma. Nel nuovo cd ho messo idealmente il pianoforte di casa mia al centro di San Salvario, facendolo dialogare con tutto quello che gli si muove intorno. Credo che la natura strumentale del progetto aiuti a livello internazionale, non c'è l'ostacolo del testo». Mentre si gode il bel momento, Negrin culla un'ambizione di rango: «Prima di compiere quarant'anni mi piacerebbe comporre una Messa, credo sia un banco di prova decisivo per chi scrive musica. Va da sé che sarebbe interessante contestualizzarla, affidandone la prima esecuzione a un’orchestra multietnica».
Per adesso sbarca il lunario con le tante repliche del varietà «Il Grande Fresco», che porta in giro per l'Italia con il poeta Guido Catalano e il cantautore Federico Sirianni, e con le lunghe «Notti delle chitarre», ancora all'Artintown della cruciale via Berthollet, sorta di laboratorio permanente.
Matteo, del resto, a San Salvario ci è nato; non casca nella retorica e non si inventa talentaccio disperato: "Abito sopra un cinema porno, il Maffei, però forse è meglio non scriverlo. Aspetto la secondo figlia. Vizi? Correggo il caffè con la sambuca"
domenica 9 gennaio 2011
Nucleare, bianco e nero lo spot paraculo...(Chicco Testa ripigliati, lo sdoppiato sei tu!)
Maddalena Balsamo, attrice e conosciutissina youtuber pone delle riflessioni riguardo il recente spot del Forum Nucleare Italiano.
"Sembra uno spot di incoraggiamento al dibattito sul nucleare, ma secondo la sottoscritta è una campagna di persuasione occulta per aumentare il consenso, denunciabile all'antitrust , numero verde 800-166-661
link dello spot: http://www.youtube.com/watch?v=R29l7G...
domenica 24 gennaio 2010
Il governo fa affondare navi di rifiuti nucleari nei nostri mari
Le scoperte sul NUCLEARE di Gianni Lannes direttore di Terranostra (nascoste dal governo e dai media)
martedì 12 gennaio 2010
mercoledì 9 dicembre 2009
Genchi: L'arresto di Nicchi e Fidanzati è una montatura!
Lo sai non ho voglia di scrivere ed allora rispondo così col video.
domenica 29 novembre 2009
Appello di Paolo Flores d'Arcais
..per esempio io non lo sapevo
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Giorgio Napolitano
Messaggio avvilente del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (datato 27 Novembre 2009) su politica e giustizia.
Video del YouTuber TheAb74
lunedì 19 ottobre 2009
ART.21 della COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie alIbuon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."
lunedì 20 luglio 2009
Papi Story. Registrazioni Audio tra la Patrizia D'Addario, Silvio Berlusconi e il Tarantini
Registrazioni audio, degli incontri con Silvio Berlusconi, effettuate dalla escort ( sostantivo utilizzato, spesso e volentieri in questa vicenda, al posto di prostituta) D'Addario a Palazzo Grazioli pubblicati dall'Espresso. Le sentiremo su qualche televisione?
"Io faccio la doccia e poi ti aspetto nel lettone di Putin"
"Niente busta però"
"Vuole farmi leccare da una sua amica"
giovedì 11 giugno 2009
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