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venerdì 7 ottobre 2011

Succede a Malmö (Svezia)

Malmö, una svedese su 2 ruote

Articolo di Isa Grassano tratto da la Repubblica.it del 14 settembre 2011

La bella città situata di fronte a Copenhagen è il paradiso di ciclisti, amanti del verde e bambini. Scopriamola

«Il primo regalo che si fa ad un nostro bambino? È la bicicletta insieme a un caschetto, mentre il piccolo è ancora in fasce. I nostri figli iniziano a pedalare forse anche prima di camminare». Scherza Annelie, la nostra guida, ma qui a Malmö (la terza città per importanza in Svezia, affacciata sul Mar Baltico e collegata alla capitale danese Copenaghen, in soli 20 minuti, tramite il ponte sullo stretto di Öresund) sembra essere davvero così: gli abitanti si muovono quasi esclusivamente in sella ai loro velocipedi, bambini compresi. La bicicletta, accessoriata con carrellini per il cane o la spesa, li tiene in forma e fa bene all'ambiente.

Sulle ampie ciclabili (ben 430 chilometri) e i ponti dedicati alla mobilità dolce, tutti si muovono in tranquillità e si possono raggiungere i diversi quartieri della città, dove i palazzi storici si alternano alle architetture ultramoderne. Così anche i turisti non si lasciano sfuggire l'occasione di prendere una bici a noleggio. Del resto, pedalare è il modo migliore per visitare questa città, che si lascia misurare a giri di ruota, nonostante sia una delle aree metropolitane più dinamiche ed estese del Nord Europa.

Ex centro industriale e di cantieristica navale, Malmö vale di sicuro un week end lungo. Perché è una città con mille sfaccettature. Un cuore medievale racchiuso attorno alla piazzetta di Lilla Torg, cinta dalle caratteristiche case quattrocentesche a graticcio e circondata da caffé, tavole calde e ristoranti con i tavolini all'aperto e boutique (tra questi il Form/Design Center, in un magazzino ottocentesco, sede di esposizioni di artisti contemporanei ma anche un negozio dove trovare il meglio del design scandinavo), uno degli scorci più belli della città. Da non perdere anche il castello rinascimentale Malmöhus (fatto costruire sulle rovine della zecca quattrocentesca), utilizzato, nell'ottocento, come prigione. Al suo interno ospita il Malmö Konstmuseum (Museo d'Arte), uno dei più grandi nella Nazione, con una collezione permanente di storia dell'arte e dello stile dal 1500 a oggi e una grande galleria di opere contemporanee sia svedesi che internazionali.


L'anima, invece, è moderna e cosmopolita, abitata da oltre 140 nazionalità diverse. Il clou è il porto occidentale (Västra Hamnen), l'area industriale che, un tempo, ospitava i cantieri navali della Kockums. Un quartiere che guarda al mare (alimentato al 100% da energia rinnovabile, prodotta in loco da 1400 mq di pannelli fotovoltaici e dalla stazione eolica di Norra Hamnen) e che ruota attorno al simbolo cittadino Turning Torso, il celebre grattacielo "a spirale" di 190 metri di altezza e 54 piani (con una torsione di 90° gradi dalla base alla cima, il secondo palazzo con abitazioni più alto d'Europa). L'ideazione è dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava che si è ispirato proprio ad un torso umano, un elemento scultoreo che rappresenta l'unico movimento ascensionale nello skyline di una città sempre più proiettata nel futuro.

Non solo spazi per i grandi. Malmö è anche e soprattutto una città per i bambini. Ad iniziare proprio da questo moderno distretto, dove si trova il nuovo parco per lo skateboard, "Stapelbädd", uno dei più grandi in Europa, con una pista di ben 2000 metri quadri, per scatenarsi in acrobazie o solo per vedere gli altri volteggiare nell'aria.  

Ci sono, inoltre, ben trenta parchi tematici (i pirati, i cantastorie, il mare, la giungla, il circo), immersi nel verde, tra laghetti, stagni, aiuole di fiori e molti giochi (tutti ad ingresso gratuito), dove i piccoli possono correre e giocare in tutta tranquillità.

Numerosi i musei dedicati. Il Leksaksland (museo del giocattolo) utilizza effetti speciali, musiche, suoni e luci per presentare i 10.000 balocchi della collezione: puffi, barbie, personaggi Disney, Harry Potter. Qualunque sia il giocattolo preferito dai piccoli, qui si trova. E non manca una capsula spaziale per quanti vogliono avventurarsi al di fuori dei confini del nostro pianeta e la "casa degli orrori" per i più coraggiosi, alla caccia di mostri e fantasmi.

Nel Museo della Tecnica e della Navigazione, si ammirano veicoli di ogni epoca e i bambini possono entrare, persino, in un sommergibile. Chi ama gli animali, non può mancare una sosta al rettilario: il fantastico regno di ragni, lucertole, piccoli canguri, scimmie e pappagalli variopinti e un contatto a tu per tu con la natura. I più golosi, infine, trovano il loro mondo nella Fabbrica di Cioccolato, per tuffarsi nella bontà del cibo degli dei, tra golose praline, i tartufi e altre ghiottonerie da leccarsi i baffi. 

giovedì 19 novembre 2009

A Malmö le prime 2mila famiglie a zero emissioni di Giuseppe Caravita

Sarà il fiore all'occhiello della prossima conferenza Onu sul clima di Copenhagen. Le prime duemila famiglie d'Europa (e forse al mondo) a emissioni zero (anzi negative) e completa sostenibilità. L'area si chiama Western Harbour, baia occidentale, «un milione di metri quadri con ottomila abitanti - spiega Karin Jarl-Mansson, ceo di E.On Heat Sweden - su cui lavoriamo da oltre dieci anni, con un investimento di dieci milioni di euro, di cui sette da parte di E.On e tre dalla municipalità e dal governo svedese».

Da Copenhagen basta attraversare il ponte sul Baltico e sbarcare in Svezia, a Malmö. La sua Western Harbour «fino a 15 anni fa era uno dei poli cantieristici più importanti del mondo - racconta Illmar Reepalu, sindaco di Malmö - poi è arrivata una crisi distruttiva. Nei primi anni 90 la disoccupazione era al 20%, ai massimi storici della Svezia». Oggi invece la baia occidentale è una località turistica di moda (in estate il suo litorale è affollato), sede di piccole imprese ad alta tecnologia e di professionisti. La stima è che, in una decade, il suo valore immobiliare si sia moltiplicato per dieci, rispetto ai tempi bui del crollo della cantieristica.
Una sorta di miracolo, ma costruito con pazienza e innovazione lungo dieci anni. Oggi il distretto sostenibile di Malmo (eletta tra le prime dieci città "verdi" del pianeta in un rapporto 2007 del Worldwatch Institute) è un combinato di sistemi multipli. Al largo, due grandi campi eolici offshore: Boel, dedicato all'alimentazione della stessa baia occidentale e soprattutto Lilligrund che, con le sue 48 turbine, è una delle maggiori centrali eoliche offshore del Nord-Europa. Capace di rifornire 60mila case. Per un totale di 3,4 milioni di chilowattora a trimestre, stimati dalla E.On. E praticamente, dato il vento abbondante, continui.

Ma non solo energia eolica. «È dal 1951 che a Malmö si pratica la cogenerazione e il teleriscaldamento - spiega Jarl-Mansoon - allora su una centrale a petrolio e carbone, oggi con un impianto a gas di ultima generazione e, insieme con un termovalorizzatore per rifiuti che serve 14 municipalità e tratta 550mila tonnellate/anno». E nella rete di teleriscaldamento, oggi, sta entrando anche il biogas, importato dalla miriade di fattorie e allevamenti svedesi. «E nell'area residenziale di Western Harbour abbiamo appena avviato un sistema per la fermentazione dei liquami fognari e dei rifiuti organici - aggiunge Reepalu - proprio per produrre biogas aggiuntivo e versare in mare solo acqua pulita».

Il teleriscaldamento (e telecondizionamento d'estate) si avvale di 10 pozzi geotermici di 90 metri a pompa di calore, trivellati nel basamento calcareo prospiciente il Baltico, «dove abbiamo acqua sotterranea a temperatura costante di 15°, e quindi possiamo immagazzinare e prelevare energia termica: cinque milioni di chilowattore di caldo aggiuntivo in inverno e tre milioni di freddo in estate» spiega Reepalu.

Ma non è solo fatta di tecnologia, o di investimenti della E.On, la città sostenibile di Malmö. I 2.600 metri quadrati di pannelli solari sui tetti della baia occidentale sono stati messi, in gran parte, dai suoi cittadini. Forniscono il calore in eccesso alla rete e ne prelevano in caso di deficit. E non solo: «Siamo stati i primi al mondo, negli anni 70, a passare ad autobus solo a gas - ricorda Reepalu - e oggi anche a biogas locale». Una fonte energetica su cui la Svezia punta con 200 impianti attivi e l'ambizioso obiettivo del governo, al 2030, di arrivare a coprire l'intera domanda di carburanti del paese. E a Oresund, fuori Malmö, la E.On sta costuendo il più grande impianto svedese, per 75mila tonnellate anno, per rifornire l'intera città. Anche per le (pochissime) auto che si vedono in giro per il distretto della baia occidentale. «Da noi si preferisce la bicicletta, sui 430 chilometri di piste a loro riservate» conclude sorridendo il sindaco.


Articolo de Il Sole 24 Ore.con del 19/11/2009