"Il non cercare l'approvazione degli altri, il non dover più giustificare con nessuno per essere chi sei,una persona rara, unica e fiera"
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sabato 26 marzo 2016
lunedì 18 gennaio 2016
Cavaion V.se. I Garagi commentati
Da un po' di tempo, uno striscione di promozione è apparso, sulla cancellata della Reale Residenza Solare, ma poco dopo l'affissione, in stile social network, è comparso sullo stesso un commento anonimo :

I commenti ai garagi o i garagi commentati ( pluralmente non mi capisco più! Scusate... ) spariti sono.
I garagi, però, son rimasti; rimasti nell'ottica, forse, di un giusto compromesso letterale tra la lingua veneta, quella italiana e quella francese (dato che la parola in questione è di origine d'oltralpe), creando così una nuova forma plurale ibrida paneuropea, magari, con il fine, della pacifica convivenza tra le tre espressioni linguistiche!
Lunga vita ai garagi!
domenica 5 aprile 2015
Buona Santa Pasqua 2015 - Happy Easter 2015
"Siate anche voi simili alle lampade! Fate brillare la vostra luce nella nostra società, nella politica, nel mondo dell'economia, nel mondo della cultura e della ricerca. Anche se è solo un piccolo lume in mezzo a tanti fuochi fatui, esso tuttavia riceve la sua forza e il suo splendore dalla Grande Stella del mattino, il Cristo Risorto, la cui luce brilla, vuole brillare attraverso noi, e non tramonterà mai."
Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)
domenica 2 novembre 2014
lunedì 16 dicembre 2013
Cavaion Veronese, Calendario 2014 "Il solito teatrino" - Gru senza Ali 5
CAVAION VERONESE
IL SOLITO TEATRINO
Nell’ambito della tradizionale sagra cavaionese nota come La tersa de Lujo quest’anno abbiamo
potuto notare alcune novità: il gruppo di LiberaMente
con una mostra fotografica, ma le foto non erano tutte giovanili, e una di
arte figurativa gestite dai giovani, che si esibivano anche con una loro band ,e
la compagnia Teatro dell’ Attorchio. in
un pezzo di satira politica che canzonava il Sindaco.
Il contesto nel quale era stato allestito il teatro era
molto suggestivo, il cortile interno di quello che una volta fu un ristorante
molto conosciuto ed apprezzato per la sua cucina a base di pesce di mare, il
Bellavista.
Il palcoscenico posto a nord-ovest aveva come sfondo il
paesaggio, alla maniera dei teatri greci e romani, alcuni ulivi nel retroscena
ed uno scorcio del Monte San Michele, sovrastato da una gigantesca gru, quella
del cantiere faraonico di via, appunto, San Michele.Nessuna immagine riassume in maniera così chiara e concisa
la situazione cavaionese.
Verso la fine di settembre dello scorso anno, a Cavaion
apparvero alcuni striscioni, fatti in casa, uno sulla piazza della Chiesa,
davanti al pannello esplicativo del Percorso Didattico, uno in via Berengario,
affisso alla staccionata del cantiere edilizio che stava costruendo il
complesso residenziale denominato Corte
21, ed un terzo fissato alla rete di recinzione del rinomato ed apprezzato Borgo del Sole, all’altezza dei resti
della villa romana. Tali striscioni recitavano, rispettivamente:
CAVAION … A SPASSO FRA GRU E CEMENTO
SMETTETE DI FARCI LA CORTE
SALVAGUARDIAMO
I NOSTRI BENI CULTURALI
Sembrò che nel grembo dell’assonnata Cavaion stesse per
prendere forma una civile, tangibile protesta contro la ormai nauseante e più
volte denunciata cementificazione.
Di lì a poco un gruppo di giovani fece il suo ingresso sulla
scena: si era dato l’ assai impegnativo nome di LiberaMente, definendosi
associazione culturale, e la sera di mercoledì 7 Novembre 2012, in Sala Civica, si
presentarono ufficialmente alla cittadinanza, meglio a tutte le persone che
gremivano, come non mai prima né dopo, la suddetta sala, per lo più genitori, familiari
e amici dei ragazzi, come in occasione dei saggi di fine anno di un’accademia
di arte filodrammatica.
Il volantino distribuito per pubblicizzare l’evento
riportava gli obiettivi della neonata associazione, fra questi: promuovere lo stop al consumo di territorio
e recupero delle strutture esistenti.
Il layout dello stesso: una gru, mattoni, faceva supporre
che quello della tutela del paesaggio e del territorio fossero gli argomenti
più sentiti dai giovani.
Le occasioni per nuove dimostrazioni di sdegno, di protesta
contro il perseverare di una gestione dissennata del territorio cavaionese non
sono certo mancate nel corso dell’anno, però si è preferito ritornare al
rassicurante torpore di sempre.
Suggerisco perciò al Signor Gregoretti, che metteva adisposizione degli “striscionisti” non
so quanti metri di tela, doppia altezza, di impiegarli per il corredo delle
figlie, se ne ha.
Come affermano gli esperti di comunicazione, i problemi
vanno taciuti: la gente è stufa di sentirne parlare. In altre parole meglio
ignorarli piuttosto che risolverli, i problemi, costa meno in termini di
impegno e si è più amati. Non facciamo quindi presente che:
Nel frattempo, è stata demolita una casa e sbancato un bel pezzo di Monte San Michele. Ma, non preoccupiamoci: costruiranno una casa di legno, ad impatto ambientale/atmosferico zero che, quindi compensa l’offesa al paesaggio.Nel frattempo si è intrapreso lo sbancamento di una collina morenica (fra via San Faustino e Borgo del Sole) sulla sommità della quale si erge, ancora per poco, un boschetto di ulivi, oltre un centinaio.Nel frattempo sono spariti circa 12.000 mq di verde per dare spazio ad un parco fotovoltaico, che di parco, a parte il nome, non ha nulla, che porterà alle casse del Comune di Cavaion ben 8.000 (ottomila), avente letto bene ottomila Euro all’anno per 10 anni, poi……si vedrà. Sembra che anche qui, come nel caso che segue, l’Amministrazione abbia fornito prova delle sue grandi capacità di programmazione.Nel frattempo la Casa della Musica non è ancora finita. Il Sindaco aveva dichiarato, nella famosa serata del 7 Novembre 2012, che sarebbe stata inaugurata a Gennaio. Non avendo specificato di che anno, direi che ha affermato quasi la verità, infatti, se andrà bene, potrebbe essere inaugurata a Gennaio del 2014!Nel frattempo la Bastia, vanto della storia cavaionese e grande attrazione turistica, è ancora inaccessibile ed il Percorso Didattico sempre pietoso.Nel frattempo è stato liquidato un PAT (Piano di Assalto del Territorio) che prevede nuove colate di cemento grazie ad un’Amministrazione che ben poco ha fatto per informare i cittadini, a parte una serata, il 31 gennaio di quest’anno, con un nutrito numero di relatori, fra questi l’architetto estensore del PAT, per non dire un bel niente, a un’opposizione rassegnata, senza grinta, e a cittadini indifferenti, non motivati, perché non ripetutamente ed esaustivamente informati.O, forse, a Cavaion ci sono ancora troppi proprietari terrieri che bramano il poco impegnativo, irresponsabile, “far schei coi quarei”?
Sapete chi ha redatto il PAT? Sicuramente ne conoscete il nome ma forse
nessuno vi ha fatto notare che si tratta di un architetto che, absit iniuria verbis, il territorio di
Cavaion lo conosce molto bene.
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| Via San Michele |
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| Ceriel |
Cavaion Veronese, un paese da proteggere. Cercasi
santo protettore.
Adriana
Bozzetto – una extra comunitaria
CALENDARIO 2013 Cavaion Veronese "In memoria di un Kaki... Gru senza ali 4"
CALENDARIO 2012 Cavaion Veronese "Hic Manebimus Optime... Gru senza ali 3"
CALENDARIO 2011 Cavaion Veronese "Gru senza ali 2... I loro pulcini"
CALENDARIO 2010 Cavaion Veronese "Il gallo scomparso"
CALENDARIO 2009 Cavaion Veronese "Gru senza ali"
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mercoledì 20 novembre 2013
Mostra Street Photography di Paul Crespel - Cavaion Veronese
"Foto da archiviare per le generazioni future, quando le immagini risulteranno abbastanza vecchie per emanare quel fascino particolare che solo le foto “dei tempi passati” sono in grado di sprigionare", questo il fine principale di Paul Crespel, fotografo di stampa britannico, originario dell' Isola di Jersey, e celebre, anche in ambiti internazionali, negli anni '70, '80 e '90.
Residente a Cavaion Veronese, il Crespel è ancora oggi un fotografo di stampa freelance e accreditato, ma per lo più, egli si diletta, in modo amatoriale, a scattare fotografie di strada in bianco e nero, catturate in Italia ed Europa, le quali verranno esposte a Cavaion Veronese (VR) all'interno di una mostra intitolata "STREET PHOTOGRAPHY " che avrà luogo presso la Sala Civica Eugenio Turri -Torcolo, dal 30 novembre al 1 dicembre 2013 Ore 10:00 - 20:00.
Entrata libera.
martedì 25 giugno 2013
Salvate il Lago Benaco!!! (Lago di Garda)
Video ideato, diretto e prodotto da Adriana Bozzetto
Distribuito da LanebbiaelaneveTV
martedì 11 dicembre 2012
CAVAION VERONESE Calendario 2013 "In memoria di un kaki" - Gru senza ali 4
"Vive le Roi Soleil de Cavaion!"
IN MEMORIA DI UN KAKI
Il Kaki è un albero da frutto originario della Cina e sembra essere fra i più antichi coltivati dall’uomo, da oltre 2000 anni.
Passa del tutto inosservato nella stagione che segna il risveglio della natura ed in quella che ad essa succede, l’estate. Ma appena arriva l’autunno ecco che le sue foglie a poco a poco trasformano il loro verde scuro in una meravigliosa varietà di sfumature che vanno dal marrone e arrivano al giallo brillante passando per un arancione che ricorda il sole al tramonto.
Non appena la fulva chioma del kaki comincia a diradarsi e le foglie, cadendo ai suoi piedi, formano un soffice tappeto, fanno capolino i frutti: gialle sfere abbarbicate ai rami che ne saranno l’unico e meraviglioso ornamento quando saranno completamente spogli. Solo un albero dell’estremo oriente può raggiungere tanta bellezza come risultato di una sottrazione, offrendoci frutti dal sapore delicato, gli unici a maturare in inverno, naturalmente dalle nostre parti.
E’ un albero fortemente presente nella cultura contadina, assieme al fico. Presente nei giardini, negli orti di un tempo. I suoi frutti non si compravano, semplicemente si coglievano o si ricevevano in regalo, come del resto i fichi.
A Cavaion ne esistono alcuni esemplari. Mi aveva colpito in modo particolare quello ben curato e sicuramente non giovanissimo, che si ergeva maestoso al limite di un grande prato, all’angolo fra via Cavalline e via Pozzo dell’Amore. Lo avevo fotografato nel Novembre di cinque anni fa con l’intenzione di servirmene per dipingere un quadro. Però solo questa estate mi sono decisa a realizzarlo: quando ho scoperto che era destinato ad essere sacrificato al dio Sole, assieme ad un nespolo giapponese, un fico, due ulivi.
A Cavaion lo sfregio del paesaggio causato dalla incessante, insensata, disgustosa cementificazione continua nell’indifferenza generale, sembra che i cavaionesi siano vittime della sindrome di Stoccolma. E’ da una ventina d’anni che si persevera nell’edificazione intensiva random, nella assoluta assenza di una pianificazione delle zone di espansione, non di sviluppo come si ama dire nel palazzo, del paese nel rispetto e valorizzazione delle sue peculiarità, accompagnata dalle necessarie infrastrutture e gli indispensabili servizi.
Il prato del kaki non esiste più, lì si sta costruendo un condominio, battezzato “Residenza Solare”, gemellato con il “Borgo del Sole”. Un enorme bubbone in una zona dove sorgono villette di un piano. Un enorme bubbone che deturperà il panorama e la visione prospettica.
E’ mai possibile che non si possano modulare gli indici di fabbricabilità tenendo conto delle caratteristiche esistenti in zone nelle quali si intendono rendere edificabili nuove aree?
Il kaki, nel suo paese d’origine, viene chiamato l’Albero dalle sette virtù, una di queste è che offre una buona legna da ardere, evidentemente il proprietario conosceva già le altre sei[1] e ha pensato bene di trovare motivo per abbatterlo.
Il kaki, in Giappone, è stato definito Albero della pace.
Nei primi giorni di Agosto del 1945 gli Stati Uniti lanciarono su quel Paese due bombe atomiche, il 6 su Hiroshima ed il 9 su Nagasaki. Ad ognuno di questi due orrendi strumenti di morte venne affibbiato un soprannome: Little Boy (bambino) all’atomica destinata a distruggere Hiroshima e Fat Man (ciccione, grassone) a quella avente come obiettivo Nagasaki. Ebbene alla devastante forza di Fat Man sopravvissero alcuni kaki, per questo furono chiamati, appunto, alberi della pace.
A quanto pare, la forza distruttrice della bomba cavaionese, supera quella del Fat Man statunitense.
Per concludere vorrei riportare la parte finale di una intervista a Salvatore Settis, condotta da Gabriele Salari, pubblicata su Famiglia Cristiana (30 Novembre 2012). L’occasione era la pubblicazione di Azione Popolare (Einaudi Editore), l’ultima fatica del Professore.
Passa del tutto inosservato nella stagione che segna il risveglio della natura ed in quella che ad essa succede, l’estate. Ma appena arriva l’autunno ecco che le sue foglie a poco a poco trasformano il loro verde scuro in una meravigliosa varietà di sfumature che vanno dal marrone e arrivano al giallo brillante passando per un arancione che ricorda il sole al tramonto.
Non appena la fulva chioma del kaki comincia a diradarsi e le foglie, cadendo ai suoi piedi, formano un soffice tappeto, fanno capolino i frutti: gialle sfere abbarbicate ai rami che ne saranno l’unico e meraviglioso ornamento quando saranno completamente spogli. Solo un albero dell’estremo oriente può raggiungere tanta bellezza come risultato di una sottrazione, offrendoci frutti dal sapore delicato, gli unici a maturare in inverno, naturalmente dalle nostre parti.
E’ un albero fortemente presente nella cultura contadina, assieme al fico. Presente nei giardini, negli orti di un tempo. I suoi frutti non si compravano, semplicemente si coglievano o si ricevevano in regalo, come del resto i fichi.
A Cavaion ne esistono alcuni esemplari. Mi aveva colpito in modo particolare quello ben curato e sicuramente non giovanissimo, che si ergeva maestoso al limite di un grande prato, all’angolo fra via Cavalline e via Pozzo dell’Amore. Lo avevo fotografato nel Novembre di cinque anni fa con l’intenzione di servirmene per dipingere un quadro. Però solo questa estate mi sono decisa a realizzarlo: quando ho scoperto che era destinato ad essere sacrificato al dio Sole, assieme ad un nespolo giapponese, un fico, due ulivi.A Cavaion lo sfregio del paesaggio causato dalla incessante, insensata, disgustosa cementificazione continua nell’indifferenza generale, sembra che i cavaionesi siano vittime della sindrome di Stoccolma. E’ da una ventina d’anni che si persevera nell’edificazione intensiva random, nella assoluta assenza di una pianificazione delle zone di espansione, non di sviluppo come si ama dire nel palazzo, del paese nel rispetto e valorizzazione delle sue peculiarità, accompagnata dalle necessarie infrastrutture e gli indispensabili servizi.
Il prato del kaki non esiste più, lì si sta costruendo un condominio, battezzato “Residenza Solare”, gemellato con il “Borgo del Sole”. Un enorme bubbone in una zona dove sorgono villette di un piano. Un enorme bubbone che deturperà il panorama e la visione prospettica.
E’ mai possibile che non si possano modulare gli indici di fabbricabilità tenendo conto delle caratteristiche esistenti in zone nelle quali si intendono rendere edificabili nuove aree?
Il kaki, nel suo paese d’origine, viene chiamato l’Albero dalle sette virtù, una di queste è che offre una buona legna da ardere, evidentemente il proprietario conosceva già le altre sei[1] e ha pensato bene di trovare motivo per abbatterlo.
Il kaki, in Giappone, è stato definito Albero della pace.
Nei primi giorni di Agosto del 1945 gli Stati Uniti lanciarono su quel Paese due bombe atomiche, il 6 su Hiroshima ed il 9 su Nagasaki. Ad ognuno di questi due orrendi strumenti di morte venne affibbiato un soprannome: Little Boy (bambino) all’atomica destinata a distruggere Hiroshima e Fat Man (ciccione, grassone) a quella avente come obiettivo Nagasaki. Ebbene alla devastante forza di Fat Man sopravvissero alcuni kaki, per questo furono chiamati, appunto, alberi della pace.
A quanto pare, la forza distruttrice della bomba cavaionese, supera quella del Fat Man statunitense.
Per concludere vorrei riportare la parte finale di una intervista a Salvatore Settis, condotta da Gabriele Salari, pubblicata su Famiglia Cristiana (30 Novembre 2012). L’occasione era la pubblicazione di Azione Popolare (Einaudi Editore), l’ultima fatica del Professore.
Salari: Qual è un testo da rileggere sempre attuale oltre alla Costituzione?
Settis: «La Costituzione Apostolica “Quae publice utilia et decora” di Gregorio XIII, del 1574. Nel testo si proclama sin dalle prime righe l’assoluta priorità del bene e del decoro pubblico sulle cupiditates e sui commoda (interessi, profitti) dei privati, sottoponendo a rigoroso controllo l’attività edilizia di tutti i privati, compresi gli ecclesiastici. Scritta in un bellissimo latino curiale, rifacendosi al diritto romano, stabilisce l’assoluta priorità del bene comune. Le leggi che vengono emanate ancora oggi in Cina e India partono da lì. D’altronde, non è un Papa qualunque Gregorio XIII, ma colui che introduce il calendario che oggi è usato in tutto il mondo».
Settis: «La Costituzione Apostolica “Quae publice utilia et decora” di Gregorio XIII, del 1574. Nel testo si proclama sin dalle prime righe l’assoluta priorità del bene e del decoro pubblico sulle cupiditates e sui commoda (interessi, profitti) dei privati, sottoponendo a rigoroso controllo l’attività edilizia di tutti i privati, compresi gli ecclesiastici. Scritta in un bellissimo latino curiale, rifacendosi al diritto romano, stabilisce l’assoluta priorità del bene comune. Le leggi che vengono emanate ancora oggi in Cina e India partono da lì. D’altronde, non è un Papa qualunque Gregorio XIII, ma colui che introduce il calendario che oggi è usato in tutto il mondo».
_______________________
[1]Vive a lungo (non quello di Cavaion), Offre una grande ombra, Fra i suoi rami ospita nidi di uccellini, Non viene attaccato da parassiti, Le sue foglie, in autunno, sono decorative, Le sue foglie sono un ottimo concime.
Firmato
Adriana Bozzetto – una
extra comunitaria martedì 9 ottobre 2012
Cavaion Veronese, turista per finta - Monte San Michele 28/09/2012
Video ideato, diretto e prodotto da Adriana Bozzetto
Distribuito da LanebbiaelaneveTV
Distribuito da LanebbiaelaneveTV
PERCORSO DIDATTICO
Venerdì 28 settembre ho deciso di fare una camminata sul San Michele,
seguendo rigorosamente il tracciato del PERCORSO DIDATTICO, come indicato da
tabelloni, giusto per verificare lo stato di conservazione dei cartelli apposti
in corrispondenza delle 18 stazioni.
Dagli ultimi sopralluoghi, parziali (non ero passata sulla parte a Nord), il loro stato di conservazione non si può dire migliorato, ad ulteriore conferma che i suddetti cartelli sono stati semplicemente affidati nelle mani degli agenti atmosferici, sperando, forse, nella loro clemenza. In altre parole non si è provveduto alla loro manutenzione. Il risultato è il seguente:
Il cartello della stazione 8, dopo essere stato vittima di un disastroso
“cedimento strutturale” è stato rimosso. Quelli delle stazioni 10, 11, 12,
illeggibili da mesi, non sono più visibili, non si sa che fine abbiano fatto.
E’ probabile che anche il 12 sia stato tolto.
Va sottolineato che le stazioni 9, 10 e 11 vengono ora a trovarsi
all’interno del recinto che delimita l’area archeologica, quindi di fatto
escluse da un necessario nuovo tracciato del Percorso Didattico adattato al
mutato andamento del medesimo. Di conseguenza, saranno da rifare i due grandi
tabelloni, quello in piazza della Chiesa e l’altro in via San Michele,
adiacente alla stazione 1, saranno da rinumerare, quindi rifare, tutti gli
altri cartelli. Altri costi, ma, come ripete sempre il Sindaco, non dobbiamo
preoccuparci, siamo ricchi.
Già in un mio articolo apparso sul numero di Aprile 2012 (nr. 1- anno XXII)
del giornalino “La Voce del Paese” avevo denunciato la situazione pietosa in
cui versa il Percorso Didattico (ex Percorso della Salute), cartelli compresi. Nello
stesso articolo chiedevo al signor Sindaco di comunicare alla cittadinanza
quanto fosse costato il nuovo arredo del percorso stesso.
Naturalmente il Primo Cittadino (primo inter
pares, non lo dimentichi, eccellenza), colui che rappresenta tutti noi, adotta
una tecnica molto fruttuosa e conveniente nel nostro Paese: quella del MURO di
GOMMA.
Il sentiero, dal tracciato trascurato, non proprio chiaro e con varianti
ancora meno chiare, conduce il viandante nei pressi del famoso sito
archeologico cavaionese: quello della Bastia.
A quanto pare, negli ultimi tempi i lavori hanno subito una accelerazione
esponenziale, il che fa ben sperare in una prossima conclusione dei medesimi
dopo una dozzina di anni, sì, avete letto bene, una dozzina (1 dozzina = 12)
| Foto 1 |
| Foto 2 |
![]() |
| Foto 3 |
![]() |
| Foto 4 |
Come vedete il sito archeologico è stato recintato (foto n. 3 e 4).
L’entrata principale è dall’ampio cancello (foto n. 1). Per sicurezza, varcato
il medesimo, ci si imbatte in un secondo (foto n. 2) , meno maestoso, ma pur
sempre un cancello: un sito archeologico chiuso a doppia mandata, più protetto
di così!
Temo che il sito della Bastia seguirà la stessa sorte dei cartelli
informativi che scandiscono il Percorso Didattico: resterà eternamente chiuso e
subirà le fatali conseguenze legate alla assoluta assenza di manutenzione.
Signor Sindaco: chi gestirà il sito? Mi spiego meglio chi verrà incaricato
di aprire i cancelli per renderlo fruibile ad eventuali visitatori? Chi ne
curerà la manutenzione? Ed, infine, a chi toccherà sostenere i costi?
A proposito, come la mettiamo con la sbarra che ne impedisce l’accesso
provenendo da Incaffi?
Naturalmente, le mie domande rimarranno senza risposta.
Auguri Cavaion.
Adriana Bozzetto
P.S.
Le foto del filmato, dove non indicato diversamente, sono state scattate
venerdì 28 settembre 2012. Lo stesso vale per quelle del presente articolo ad
eccezione delle n. 3 e 4, risalenti a mercoledì 5 settembre 2012
lunedì 2 luglio 2012
Cavaion Veronese tra Sabainismo e Amore - Cavaion Veronese between Sabainism and Love
"E' triste quando pensi: che bello, questo campo in mezzo al paese non è ancora stato preso da questa corsa all'edilizia che governa in questo paese; e poco dopo vedi spuntare il cartello che da le informazioni sul cantiere che sta per essere fatto, ma in questo cazzo di paese ti ci devi abituare.."
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| Il cartello, ecco come sarà il residence |
Perché sto successo? Ma perché quelle parole trasmettono un sentimento vero, un sentimento di amore verso Cavaion, sentimenti che non sì sono mai e poi mai riscontrati nel Sabainismo ( e per Sabainismo intendiamo le amministrazioni dell'ex ed attuale sindaco, indotti inclusi), il quale ha sempre ritrovato le sue basi solide nell'individualismo e nell'indifferenza di fatto e di comodo.
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| Qui è dove verrà costruito il nuovo residence |
Detto ciò, come ci si può opporre contro questo tipo di individualismo e d'indifferenza?
La soluzione è molto semplice e la troviamo nel sentimento e nella ragione.
Il primo vien definito "ogni moto dell'animo, affetto, passione ed emozione" se si fosse usato un po' più di sentimento molte scelte non sarebbero mai state fatte ed attuate, un cavaionese che veramente ama il suo paese non permetterebbe o fermerebbe questa eccessiva, disordinata e spropositata "colata di cemento continua" e poi chi agisce con sentimento non avrebbe, per esempio, subito così passivamente lo sventramento di parte del Monte S. Michele, del Ceriel, e tantissime altre zone del comune. Sì! Non si farebbe togliere così facilmente il "verde", patrimonio, bellezza, identità, qualità e ricchezza di questo Cavaion sempre più deformato.
La seconda è la ragione che “non significa farsene una ragione” ma bensì "la facoltà di pensare liberamente stabilendo rapporti e legami tra i concetti, di giudicare bene discernendo il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto", in parole povere se non la apportiamo noi “dal basso” non potrà mai esserci ragione che arrivi “dall’alto” fin quando gli interessi di pochi prevarranno su quelli di tutti!
Un abbraccio forte, quindi, a questo piccolo grande uomo, la tua frase emoziona, stimola perché in essa c'è autenticità, ed un abbraccio pure a tutti i tuoi "Mi piace", anche se, oramai, "questo strano paese" (come lo definisce il Miotto) è stato volutamente rovinato, cercate di non perdere mai la speranza , pure quando, col passare degli anni, la vita vi metterà di fronte a dure prove. Che Dio vi benedica e che Dio benedica Cavaion Veronese!
Calendario 2012 CAVAION VERONESE - "Hic manebimus optime ... Gru senza ali 3"
Cavaion Veronese. Edificio per lavorazione carni in zona Sorsei - Torcolo? No grazie!
La Ragione e Il Cemento
Il nuovo redidence verrà costruito all'incrocio tra via Pozzo dell'Amore e via Cavalline nei pressi delle scuole medie
domenica 1 aprile 2012
Luca Mercalli in Valpolicella (Verona), le foto
"Caro Sindaco, prova a uscire dal conformismo ideologico, dall’ignoranza, dalla supponenza. Raccogli la sfida ecologica globale come punto di partenza per pensare il futuro con un progetto coraggioso. Adesso. Dopo sarà troppo tardi". Un estratto dal libro “Prepariamoci” di Luca Mercalli (Chiarelettere, Milano 2011)
Momenti della presenzione del libro "PREPARIAMOCI a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza...e forse più felicità " di Luca Mercalli , svoltasi, il 30 marzo 2011 presso la Foresteria Serego Alighieri a Gargagnago di Sant'Ambrogio di Valpolicella.
Foto di Nadia Zulian che ringraziamo di cuore per la gentile concessione.
Clicca sulle foto per ingrandirle.
domenica 5 febbraio 2012
martedì 13 dicembre 2011
Calendario 2012 CAVAION VERONESE - "Hic manebimus optime ... Gru senza ali 3"
Hic manebimus optime (qui resteremo e ci troveremo molto bene)
Quanti anni avrà Cavaion Veronese? Chi lo sa, certo deve essere piuttosto vecchiotto tenuto conto del ritrovamento, nel 1980, di un insediamento risalente all’Età del bronzo (1800-1500 a.C.) ai bordi del laghetto di Cà Nova, prezioso reperto geologico.
Apprendo poi, dal volume intitolato CAVAION dal San Michele all’Adige a cura di Maurizio Delibori ( edizioni del Centro Turistico Giovanile, 1996) che il nome di Cavajon appare per la prima volta su alcuni documenti datati 1130.
Dimentichiamo gli antenati del laghetto di Cà Nova e partiamo da quel lontano, mai quanto l’Età del bronzo, 1130 e consideriamolo l’anno di nascita di Cavaion. La sua età è quindi di 981 anni. Considerando che negli ultimi 15-20 anni Cavaion ha pressocché raddoppiato il numero dei suoi abitanti, passando da circa 2500 a poco più di 5000, si arriva alla conclusione che ce ne sono voluti 960 per mettere insieme 2500 esseri umani qui residenti e solo una ventina per raddoppiarli . Questo significa un aumento demografico pari a 119 anime all’anno, al netto di chi, nel frattempo, è passato a miglior vita. Una notevole crescita demografica (v. tabelline), un caso unico in tutta Europa e, forse, nel mondo.
Questa crescita esponenziale degli abitanti non è normale, non rispetta i ritmi dell’uomo sia demografici sia di migrazione da un’area all’altra del Paese, è solo la conseguenza di una insensata e disastrosa gestione del territorio e, di conseguenza, del paesaggio. Un patrimonio da amministrare e tutelare saggiamente, non da consegnare nelle mani di persone irresponsabili, di schiavi del dio denaro.
Leggo nella pagina di presentazione della succitata pubblicazione del CTG:
« L’Amministrazione comunale di Cavaion è da anni impegnata nella tutela del paesaggio e del territorio cavaionese con i suoi nuclei storici, le testimonianze di architettura popolare (il termine corretto sarebbe “spontanea” n.d.A.), ed un ambiente collinare unico dominato da vigneti ed oliveti, ed ha sempre cercato contemporaneamente anche una loro valorizzazione.[1] … (omissis)
La pubblicazione viene dedicata ai cittadini ed alle famiglie di Cavaion, con un invito a riscoprire le proprie radici ed a mantenere saldi legami con la tradizione (ovviamente riferito ai 2500 dei primi 960 anni di Cavaion n.d.A.).
Ma il volume è dedicato anche ai turisti che visitano o soggiornano a Cavaion, perché dalla conoscenza del patrimonio ambientale, … …(omissis) si maturi in loro il rispetto per questo ambiente, in modo da poterlo tramandare integro alle future generazioni. …(omissis) »
Il firmatario è Giancarlo Sabaini, allora sindaco di Cavaion
La conclusione della presentazione è una vera e propria rivelazione, avete capito a chi, Sabaini, delegò la responsabilità del rispetto per l’ambiente del paese da lui amministrato? AI TURISTI !!!
Facciamoli arrivare a frotte, sicuramente lo rispetteranno più di lui e del suo successore giacché, anche lui, non è un turista.
E, VOI, CAVAIONESI DE SOCA, DOVE ERAVATE, DOVE SIETE?
Adriana Bozzetto - una extra-comunitaria
Dicembre MMXI
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| Foto aerea di Matteo Vilotto Fotografie del calendario 2012 (gennaio – novembre Adriana Bozzetto, dicembre Matteo Vilotto) GENNAIO – APRILE: le due gru sono quelle che si ergono sul Ceriel MAGGIO: la gru del cantiere per la costruzione della nuova Caserma dei Carabinieri GIUGNO: le due gru del cantiere sull’innesto di via Cà Nove con via S. Faustino LUGLIO:gru ripiegata in un terreno sul lato destro di Via Grande, dopo l’Asilo nuovo AGOSTO: gru del cantiere in località Fontanelle, vicino all’omonimo agriturismo SETTEMBRE: gru di un nuovo cantiere in via D. Martini (confinante con via Grande) OTTOBRE: gru di un nuovo cantiere in località Fosse (dopo il Rio Valli procedendo verso le fontanelle) NOVEMBRE: gru del nuovo cantiere in via Cà Nove – via Berengario (nei primi giorni di dicembre la gru ha spiccato il volo e l'ammirerete in tutta la sua magnificenza) DICEMBRE ripresa aerea dei cantieri sul Ceriel (foto di Matteo Vilotto) CALENDARIO 2011 Cavaion Veronese "Gru senza ali 2... I loro pulcini"CALENDARIO 2010 Cavaion Veronese "Il gallo scomparso"CALENDARIO 2009 Cavaion Veronese "Gru senza ali" |
sabato 22 ottobre 2011
giovedì 1 settembre 2011
martedì 14 dicembre 2010
Calendario 2011 CAVAION VERONESE - "Gru senza ali 2 ... I loro pulcini"
"...lo vorrei vedere appeso negli uffici dei Sindaci, nelle sale dei Consigli Comunali o delle Giunte, magari dando un'occhiata a quelle foto non prenderebbero decisioni così a cuor leggero" Maurizio Molinari
Vi sarete chiesti che cosa le Gru senza ali del 2009 avranno lasciato dietro di sé, una volta involatesi verso altri lidi.
Spero, con il nuovo calendario, di poter soddisfare la vostra curiosità e, allo stesso tempo, di riuscire a suscitare in voi un certo e giusto senso di sgomento. Eh, sì, perché sul Monte San Michele e sul Ceriel, luoghi meravigliosi, che dovrebbero essere deputati ad accogliere dimore, le più preziose e prestigiose di Cavaion, hanno visto lacerare i loro pendii per consentire la realizzazione di edifici di scarso, per non dire nullo, valore architettonico, assolutamente anonimi.
Spero, con il nuovo calendario, di poter soddisfare la vostra curiosità e, allo stesso tempo, di riuscire a suscitare in voi un certo e giusto senso di sgomento. Eh, sì, perché sul Monte San Michele e sul Ceriel, luoghi meravigliosi, che dovrebbero essere deputati ad accogliere dimore, le più preziose e prestigiose di Cavaion, hanno visto lacerare i loro pendii per consentire la realizzazione di edifici di scarso, per non dire nullo, valore architettonico, assolutamente anonimi.
Che dire poi della demolizione di un’antica, gentile palazzina per far posto ad una nuova, fredda costruzione.
Questo a conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, di una assoluta mancanza, da parte della Pubblica Amministrazione, di azioni finalizzate al rispetto del paesaggio, di programmazione del territorio con conseguente snaturamento della “scenografia” di Cavaion.
Vi invito a fare una passeggiata sul percorso della salute, monte San Michele, e sul Ceriel, verso la gigantesca gru: scoprirete che sia la casa bastionata (una bifamiliare con una porzione ancora invenduta, dopo più di due anni) sia l’ammasso di costruzioni, poste sul crinale del Ceriel, sono realizzate dalla stessa agenzia immobiliare.
Vorrei esprimere a Cavaion i miei più sinceri ed affettuosi auguri, convinta che ne abbia grande bisogno, nella speranza che i suoi nativi gli serbano il rispetto e l’amore, l’uno imprescindibile dall’altro, che meritano le nostre piccole Patrie.
Questo a conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, di una assoluta mancanza, da parte della Pubblica Amministrazione, di azioni finalizzate al rispetto del paesaggio, di programmazione del territorio con conseguente snaturamento della “scenografia” di Cavaion.
Vi invito a fare una passeggiata sul percorso della salute, monte San Michele, e sul Ceriel, verso la gigantesca gru: scoprirete che sia la casa bastionata (una bifamiliare con una porzione ancora invenduta, dopo più di due anni) sia l’ammasso di costruzioni, poste sul crinale del Ceriel, sono realizzate dalla stessa agenzia immobiliare.
Vorrei esprimere a Cavaion i miei più sinceri ed affettuosi auguri, convinta che ne abbia grande bisogno, nella speranza che i suoi nativi gli serbano il rispetto e l’amore, l’uno imprescindibile dall’altro, che meritano le nostre piccole Patrie.
Adriana Bozzetto
una immigrata
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