Winston Churchill aveva condotto la democrazia inglese alla vittoria contro Hitler, tra sacrifici e distruzioni immani, ma con una fermezza ammirevole e commovente. Per un anno almeno, prima del 1941, aveva combattuto contro il nazismo da solo, mentre l’Europa intera si sottometteva al totalitarismo e Stalin ancora lucrava sull’alleanza spartitoria con la Germania. Eppure, finita la guerra, in una Gran Bretagna vittoriosa ma stremata, Churchill perse le elezioni del ’45 vinte dai laburisti. La leggenda vuole che la notizia della sconfitta elettorale gli fu portata, mentre faceva il bagno, dal maggiordomo, e che la risposta di Churchill fu: «È proprio perché questi eventi possano continuare ad accadere che abbiamo combattuto la guerra. Ora passami l’asciugamano». Probabile che l’aneddoto sia falso. Certo è che dalla bocca di Churchill sconfitto nelle urne non uscì mai una di quelle sprezzanti volgarità, misto di tronfia saccenteria e patetica presunzione con cui l’autonominatosi partito degli ottimati ha liquidato il popolo bue ed ignorante che ha osato votare per la Brexit.
E non sanno nemmeno, queste oligarchie del pensiero sempre più inascoltate, asserragliate in una fortezza per difendersi dall’assedio dei nuovi barbari muniti di quelle subdole armi che sono le schede elettorali, che se «i populisti» sono la risposta sbagliata alle manchevolezze dell’Europa, gli «elitisti» sono esattamente il problema di un’élite europea arrogante e senza senso autocritico. Non sanno nemmeno quanto la loro spocchia sia odiosa e scostante. Non sanno nemmeno quanto fastidio susciti la loro pretesa di conoscere ciò che il «popolo» dovrebbe accettare in silenzio per il suo bene più di quanto lo sappia il «popolo» stesso. Se l’esito elettorale che non piace viene visto e deplorato come la manifestazione di un popolo ignorante che sarebbe (purtroppo è stato detto anche questo) «sciagurato» far esprimere, allora gli «elitisti» neanche immaginano quale colpo mortale con un tale disprezzo per la sovranità popolare venga inferto all’idea stessa di democrazia. Se un risultato elettorale discutibile, e quello britannico è davvero più che discutibile, viene equiparato da un Roberto Saviano in vena di sparate alla vittoria elettorale di Hitler, allora è il concetto stesso di volontà della maggioranza che viene ad essere picconato. Churchill non l’avrebbe fatto. Ma lui, contro il totalitarismo ha combattuto davvero, con lacrime e sangue.
Il megafono dell’attuale Amministrazione annuncia la realizzazione di una nuova scuola elementare, come da programma. E, come usano proclamare: DETTO, FATTO!
Ma, quelli di Affi, non ci stanno e il Comitato Incaffi, insieme a La Voce del Paese indicono un’assemblea pubblica per il lunedì 14 Dicembre 2015 (a Cà del Rì ore 20.30), «per discutere delle problematiche dell’istruzione ad Affi e del nuovo polo scolastico».
Si raccolgono firme, 400,di protesta nei confronti della soluzione sinergica Cavaion Veronese – Affi.
Sul nr. 4/2015 de La Voce del Paese, Maurizio Delibori scrive un articolo dal significativo titoloL’IDENTITA’ PAESANA NON E’ SOLO CAMPANILISMO - Molti cittadini di Affi chiedono che la Scuola Primaria resti in Paese
Il Sindaco di Affi, di fronte alle proteste dei cittadini, indice un’assemblea pubblica il 22 gennaio 2016:
A seguito della raccolta di firme fatta dalla Associazione di Volontariato Comitato di Incaffi nel mese di Dicembre, in cui si richiedeva la convocazione di un’assemblea pubblica per esaminare le problematiche relative alla scuola primaria di Affi, l’Amministrazione Comunale organizza un’ ASSEMBLEA PUBBLICA il giorno VENERDI’ 22 GENNAIO ALLE ORE 20.30 presso il PARK HOTEL AFFI.
Fra i relatori esterni, l’unico a fornire importanti ed esaustive informazioni fu l’Ing. Costantino Franceschetti (stato attuale dell’edificio scolastico, interventi necessari per renderlo antisismico, relativi costi). Durante l’Assemblea, molto partecipata, c’è stato qualche momento di attrito con il Sindaco, ma su questo non mi trattengo.
Risultato: verrà indetto un referendum e la cittadinanza deciderà se mettere in sicurezza l’attuale struttura o unirsi a Cavaion per la costruzione di una nuova scuola, in un’area definita infelice.
Si farà entro aprile il referendum sulla costruzione della nuova scuola primaria a Cavaion. Lo ha annunciato nell’ultimo Consiglio comunale il sindaco Roberto Bonometti : «Stiamo predisponendo la documentazione per questa consultazione popolare. Questo “nodo” verrà sciolto prima delle elezioni». (da L’Arena del 06-03-2016, sezioni Baldo Garda)
Vedi aggiornamento in calce.
La Sindaca di Cavaion, presente ma non invitata, ha tenuto a sottolineare, se l’è cavata dicendo che sono stati quelli di Affi ad avanzare la proposta a Cavaion e che la prevista dislocazione della scuola a lei piace perché è situata in centro storico, vicino al palazzetto dello sport (e al cimitero e alla caserma dei carabinieri e a ben tre campi di calcio, aggiungo io).
Chiamare quell’orribile, dentro e fuori, parallelepipedo di cemento “palazzetto dello sport” richiede molto coraggio (si ringrazia l’Amministrazione Sabaini) ma ancora di più considerare quella parte del paese come facente parte del centro storico!
Vorrei far presente alla Sindaca che dichiarazioni del genere non le fanno molto onore e che si deve assumere la responsabilità delle sue scelte. Non credo che l’Amministrazione di Affi l’abbia obbligata, sotto tortura, ad accettare la proposta, quindi la sua responsabilità e pari a quella del Sindaco di Affi.
E, a Cavaion, come l’hanno presa i cittadini?
A Cavaion nessuno ne parla, l’Amministrazione non ritiene opportuno, né comodo, indire un’Assemblea pubblica informativa.
A Cavaion non esiste una opposizione degna di tale nome. Non si sa se le scuole elementari siano a norma, né se l’Amministrazione abbia esaminato la questione viabilità, perché, mi viene da pensare che, se adesso non tutti si recano a scuola a piedi, nella nuova scuola di certo non ci andrebbe nessuno!
A Cavaion, il più bel paese del mondo (affermazione di una cittadina), di cosa si parla?
Della fogassa! Ormai gli articoli ed i messaggi su face book non si contano più per non parlare di interventi promozionali della stessa sottolineati dalla presenza della prima cittadina con tanto di fascia tricolore!
Adriana Bozzetto - residente a Cavaion (per caso) – Marzo 2016
Nota del 19 Aprile 2016:
Il referendum, meglio la Consultazione Popolare si terrà l’ 8 Maggio p.v.
Qualsiasi sia il risultato della stessa, ai cittadini di Affi va riconosciuto il merito di aver costretto l’Amministrazione a confrontarsi con la cittadinanza, mentre a Cavaion si dormono sonni beati.
Un vecchio adagio
recita: la colpa dei padri ricadono sui figli. A quanto pare tale detto ha
motivo di esistere se generazioni di esseri umani sono condannati a scontare il
peccato di presunzione dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Però ci sono anche padri,
genitori giusti e saggi che lasciano ai figli lodevoli eredità sia morali,
etiche, le più importanti, sia finanziarie.
Non è il caso di Cavaion, basta
guardarsi intorno, osservare il disastro paesaggistico e percepire quello
finanziario e, mi sia consentito, anche una certa precarietà
etico-comportamentale, considerato che taluni scambiano un valore altamente
impegnativo ed etico, la libertà, con il permesso di fare i propri comodi
(inquinare l’acqua potabile - l’acqua che non avremmo mai dovuto bere! -,
scarabocchiare muri, sparare “musica” a tutto volume in piazza della Chiesa).
All’incapacità, piuttosto
all’avida irresponsabilità nel gestire l’urbanistica, il territorio, il
paesaggio di Cavaion non è più possibile porre rimedio, oserei dire che il
tutto è stato tristemente metabolizzato e non solo da chi ne ha tratto
considerevoli vantaggi.
Del disastro finanziario siamo
chiamati a rispondere secondo il tristemente noto costume italiano: interesse
privato, pubblico indebitamento.
In questa cornice cavaionese
assistiamo sconcertati alla ventata di novità che soffia sul paese da Maggio
dello scorso anno.
E’ un susseguirsi di eventi, come
si usa dire oggi, immancabilmente patrocinati dal Comune, iniziati con l’arrivo
a Cavaion, paese noto per sua vocazione motociclistica, dell’ormai attempato
Giacomo Agostini[1].
Arrivo annunciato con largo anticipo e con ripetuti richiami in ogni dove e con
ogni mezzo (l’esatto contrario di come si agisce in occasione della
convocazione di assemblee pubbliche, come l’ultima, assente sul sito del Comune).
Poi, grandi celebrazioni per i 50 anni dell’AVIS, non certo
all’insegna della sobrietà e forse non proprio donatori di sangue, come in
altre località italiane. L’hanno chiamata AVIS-Spring, c’è quindi da
scommettere che la kermesse verrà
ripetuta ogni anno, dopo tutto anche la primavera è a cadenza annuale e i
giovani emergenti, eternamente agitati e vogliosi di protagonismo, hanno sangue
nelle vene.
E cosa dire delle
escursioni all’EXPO, la grande sagra
milanese, carichi di quintali della ambita, famosa fogassa, per promuovere
il turismo a Cavaion?
A Verona, i sanzenati hanno il papà
del Gnoco, propongo la creazione di una cavaionesemama della fogassa, il capo coperto
dal fazzoletto d’ordinanza,così per la prossima sfilata di carri carnascialeschi ci sarà qualche cosa
di nuovo da fotografare dal balcone di piazza Fracastoro.
Di turismo, però, non se ne parla più: ci si è alla fine convinti che
è un’utopia?
Oltre alla fogassa, la Bastia
doveva essereuna grande attrazione, anzi,
l’attrazione del paese; ma se continuiamo
a fare i preziosi aprendo al pubblico l’ArcheoparcoQUATTRO volte all’anno non c’è molto
da aspettarsi.
I parchi pubblici sono, di
solito, accessibili, fruibili tutti i giorni.
Non stiamo parlando
dell’ostensione della Sacra Sindone, ma della possibilità di accedere ad
un’area dove sorgono ruderi come se ne contano e vedono a centinaia in Italia,
quindi niente di particolare, se non per la posizione. Tutto recintato e
chiuso, anche la parte che dovrebbe, comunque, essere sempre aperta e mi
riferisco a quella dove di archeologico non c’è proprio niente.
Se non ricordo male, i lavori
nell’area della Bastia sono iniziati
almeno 12 anni fa.
Ormai la Bastia è stata tristemente
rimossa dall’immaginario collettivo.
Non va dimenticato il ripristino
dell’asta con tanto di bandiera sul
Ceriel, festeggiata con il momento culinario che connota i vari happening: la risottata.
Nel 2011 cadevano i 150
dell’unità d’Italia. In quell’occasione, a Cavaion, di fervidi patrioti nemmeno
l’ombra, quest’anno, all’improvviso, sono tutti usciti dalla clandestinità.
E l’incontro/dibattito intorno
alla violenza sulle donne, momento di riflessione da anni organizzato dal
gruppo Te Donna[2].
C’è bisogno di apporsi al petto,
in mancanza di meglio, anche questa medaglietta?
Questi incontri il gruppo delle
“teiere”, così amano chiamarsi le componenti e le sostenitrici del medesimo, li
organizza da anni.
Per farla breve, l’attuale Amministrazione mette il suo cappello su
tutto, sembra non costi nulla [3],
ma, a quanto pare, ha un grande ritorno mediatico: si vuole dimostrare che le
cose, a Cavaion, sono cambiate, perché è toccato a Cavaion!
Che cosa?
In realtà, feste, sagre,
risottate a parte, eliminata insomma la tara, non si nota gran che, a guardarsi
intorno: sono stati tolti, e non è certo un male, i ciuffetti di busso
superstiti, che componevano il nome del paese, presente sulla madre di tutte le
rotatorie (meglio sarebbe togliere anche la scritta, piuttosto kitsch), la conclusione della
sistemazione del viale della Rimembranza non si sa quando avverrà, nel
frattempo non è più un viale, mancando molti alberi, alcune vie del centro
storico mostrano vistosi rattoppi: che sia street
art?
A proposito, la
segnaletica di fronte al Pizzicotto è stata aggiornata, indica non più dove
dirigersi per raggiungere il centro,
bensì il centro storico. Chi non
conosce Cavaion, chissà che cosa si aspetterà di vedere!
Si è inaugurato con grande
spolvero il TERZOcampo di calcio, che, se non ho capito
male, stiamo pagando in toto.
Un’altra spesuccia ereditata,
d’accordo, ma lo si poteva anche inaugurare con più sobrietà considerato il
fatto che l’allora opposizione, l’attuale maggioranza, ne contestava la realizzazione.
Ma, si sa, l’importante è la visibilità, il presenzialismo, come suggeriscono
gli esperti di marketing.
Anche la sistemazione
degli introj, è stata portata a termine, quasi, dall’attuale
Amministrazione. I finanziamenti, furono ottenuti dalla precedente, o sbaglio?
I nostri, tutti ormai armati, a
spese nostre (5.000 Euro) , di tablet
per essere sempre connessi, come se dipendessero da loro le sorti del genere
umano, si sono accorti che all’Introl
della Torre mancano 2 punti luce (i fili sono pencolanti)?
Che dire del muretto, all’altezza
del civico 36 di via Belvedere, in pieno centro storico, che da anni versa in
condizioni disastrose? Nessuno ha mai visto niente?
A quanto pare, per tradizione, né
gli Amministratori di Cavaion in prima persona, né i loro collaboratori girano
per il paese.
E, sempre a proposito di
incompiute: che ne è della Casa della
Musica e Centro giovanile?
Se ne parla dal lontano 2008
(Deliberazione Comunale n° 6 del 7.1.2008) e i lavori, stando all’ultimo
cartello visto, dovevano essere ultimati il 14.12.2013 (2 anni fa).
Fu inaugurata, in pompa magna,
Sabato 26 Aprile 2014 dal Sindaco uscente per far vedere quanto era stato
bravo.
Erano presenti anche i “rivoluzionari”
giovani dell’associazione culturale LiberaMente. Non hanno nulla da dire?
Sono ConvenienteMente diventati SopitaMente,
perché hanno ottenuto altri vantaggi più vantaggiosi (scusate il bisticcio)
dall’attuale Amministrazione, della quale sono nelle grazie?
Se andate sulla home-page del
loro blog leggerete:
LiberaMente Cavaion
Liberamente
è un’attitudine che tutti i cavaionesi dovrebbero adottare. Guardare con
spirito critico e informarsi su quello che succede a Cavaion perché solo chi è
informato è libero.
Parole, parole, parole … … …
Che dire del tanto decantato Parco fotovoltaico[4].
Solo ora si scopre che il
progetto parco fotovoltaico aveva qualche lacuna. L’opposizione, all’epoca,
dove era? E, adesso, che cosa intende fare la maggioranza, ex opposizione, non
pagare a parte! Non ci ha detto niente in proposito.
Si potrebbe vendere la ferraglia e ripristinare il preesistente
boschetto, di certo molto più ecologico visto che le foglie degli alberi
purificano l’aria (fotosintesi clorofilliana).
Di eventuali pensieri/soluzioni
relative alla oltremodo redditizia area adibita a pascolo (terreno ex Rizzardi) non se ne parla più.
La Contessa Rizzardi, ed altri
con lei, ringraziano e brindano alla nostra salute! E noi paghiamo il conto,
anche dal punto di vista paesaggistico.
Si è passati dalla bufala del
Polo scolastico al cabalistico Albero della vita. Che ne dicono le pecorelle?
A proposito di scuola, l’attuale Amministrazione pare
abbia un asso nella manica per quanto concerne le elementari.
Mi è stato riferito che se ne è parlato
a margine dell’assemblea pubblica tenutasi in Sala Civica giovedì 26 Novembre.
Confesso, la colpa è mia, ho abbandonato il luogo prima della conclusione delle
presentazioni e così non so cosa sia stato detto in merito. Mi autorizzo,
comunque, ad osservare che un tale tema andrebbe affrontato da solo.
L’Amministrazione dovrebbe indire un’assemblea pubblica per esporre, in maniera chiara ed esaustiva, i
termini della questione, ovvero lo stato attuale, le esigenze esistenti, le
soluzioni possibili, le soluzioni proposte, esponendone vantaggi e svantaggi.
Poiché, a quanto pare, il nuovo
edificio scolastico dovrebbe essere il frutto di una sinergia fra Cavaion e Affi, sarebbe opportuno che
tale assemblea fosse presieduta dai rispettivi
Sindaci affinché alla stessa siano invogliati a partecipare numerosi i cittadini di entrambe le comunità.
Dopo tutto spetta loro valutare se sia una geniale soluzione o un’emerita
castroneria, perché si stanno spendendo
i loro soldi.
Sempre in tema di assemblea, mi
aspettavo maggiore concretezza e chiarezza.
Uno porta pazienza, poi la noia e
la delusione prendono il sopravvento e rimpiange di non essersene rimasto a
casa dedicando il suo tempo a cose migliori.
Purtroppo si sente la mancanza di
una esposizione sintetica, efficace, leggibile
ed intellegibile dei dati contabili, servendosi di tabelle e grafici.
Proiettare testi e cifre illeggibili se non dotati di telescopio non serve a
niente.
Per non parlare dei detto/fatto
riassuntivi da parte della Sindaca, dopo
ogni intervento.
Un centrifugato di Berlusconi e Renzi.
I tempi vanno contenuti: per la
parte contabile-amministrativa 20 minuti (30 al massimo), per gli altri 10
minuti ciascuno sono più che sufficienti e arriviamo a 40 minuti complessivi.
Totale 60 minuti.
Se si inizia, puntualmente, alle
20.45 alle 21.45
tutto deve essere concluso per lasciar spazio ad osservazioni/interventi da
parte del pubblico, sempreché non ci si voglia produrre in un lungo monologo
auto celebrativo.
Sarebbe anche meglio anticipare
di 15 minuti l’inizio, alle 20.30.Non è certo
cominciando tardi che arrivano più persone, ma rendendo interessanti e
coinvolgenti gli incontri con la cittadinanza, annunciandoli con un certo
anticipo (come per Agostini, per esempio) in modo che le persone possano programmarsi.
Non è strano che su 1839 votanti, nemmeno il 5 percento partecipi alle Assembleepubbliche di Progetto Paese, più
corretto dell’AMMINISTRAZIONE? I posti vuoti erano almeno una quarantina e
se la sala è omologata per un centinaio di persone fate un po’ i conti e se al
numero dei presenti si sottrae quello di parenti, amici, sodali sempre pronti
ad applaudire, quanti ne restano di veramente interessati?
Forse chi si era espresso a
favore di Progetto Paese, di quelli che ora
tocca a Cavaion, pensava che sì, avessero la bacchetta magica e che,
perciò, bastava eleggerli e poi tutto si sarebbe sistemato e i problemi
sarebbero stati risolti per incanto.
Forse, lo credevano anche loro,
quelli di Progetto Paese, viste le grandi feste organizzate per festeggiare la
vittoria.
Adesso,si sono resi conto che non c’era proprio
niente da festeggiare.
Auspicando, per il futuro, una
maggiore sobrietà e modestia
Adriana Bozzetto, una
extra-comunitaria
[1]
Un membro dell’attuale compagine amministrativa collabora in una rivista
specializzata in due ruote.
[2]
Una delle fondatrici di Te Donna è la
nostra Sindaca, tenacemente sostenuta dal gruppo durante la campagna
elettorale, però Te Donna non faceva
politica, come aveva tenuto a precisarmi una signora fondatrice.
[3]
Ho sentito dire, ma attendo conferma dai meglio informati, che per Agostini
furono acquistate 100 copie delle sue memorie per un importo di 3.000 Euro.
[4]
Presentato ufficialmente alla cittadinanza il 7 Maggio 2013.
EMISSIONE SPECIALE delle Poste Italiane patrocinata dall’Associazione per la tutela e la promozione del paesaggio italiano. In questo caso si è voluto testimoniare l’apprezzamento per l’ inserimento armonioso di un edificio di civile abitazione, nel contesto morenico cavaionese.
La tiratura è limitata e invitiamo gli interessati a recarsi al più presto presso il locale Ufficio Postale. Sono a disposizione anche cartoline affrancate con timbratura speciale.
Il rapporto "Recuperiamo terreno" dell'Istituto superiore per la
protezione e la ricerca ambientale evidenzia un dato allarmante sulle
coste italiane: il 19,4% dei litorale entro i 300 metri dal mare è stato
impermeabilizzato. L'aumento del cemento è attribuito alle periferie e
alle aree a bassa densità
Le coste italiane sono ricoperte dal cemento: il
19,4% dei litorale entro i 300 metri dal mare è stato impermeabilizzato,
così come il 16% tra i 300 e i 1.000 metri. Lo certifica “Recuperiamo
terreno – rapporto sul consumo di suolo 2015″, la ricerca redatta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra)
secondo cui quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500
Kmq, l’equivalente dell’intera costa sarda -, è perso ormai
irrimediabilmente e evidenzia come le aree costiere abbiano quasi
triplicato il dato nazionale, che stima un consumo complessivo di suolo
pari al 7% del territorio nazionale.
Il cemento ha attaccato anche 34mila ettari all’interno di aree protette,
il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e
laghi. Ma non sono state risparmiate neppure le zone considerate “non consumabili“,
montagne, aree a pendenza elevata e zone umide. La percentuale di suolo
direttamente impermeabilizzato è salita al 7% (il 158% in più rispetto
agli Anni ’50) e ammonta a oltre il 50% il territorio che, anche se non
direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti devastanti. Ha rallentato, invece, negli ultimi cinque anni la velocità di consumo, con una media di 6-7 metri quadri al secondo.
Da
un paio di mesi un gruppetto di operosi muratori è impegnato nella sistemazione
degli introj di Cavaion: introl Soletti, introl della Torre, introl dei Festi
e, adesso, Via Garibaldi: l’introl a gradoni, il più ampio e maestoso del
paese, che porta a quella che un tempo fu l’agorà, la piazza della chiesa. In
tutti i paesi luogo di incontro, luogo di socializzazione per eccellenza. C’è
chi l’ha conservato come tale. A Cavaion non è più così, non solo, Cavaion non
ha una agorà, un centro anche se un cartello indicatore, decisamente comico, ne
indica la direzione.
Ma
torniamo agli introj e alla loro sistemazione, e partiamo da un articoletto
apparso su L’Altro Giornale del Dicembre 2012, il cui testo, per una migliore
lettura, qui di seguito riporto:
Sono tre i progetti che il Comune di
Cavaion Veronese ha presentato entro la scadenza del 27 novembre per ottenere i
contributi Gal[1]
– Baldo Lessinia. Il primo è un progetto esecutivo di restauro e risanamento
conservativo della sede municipale in piazza G. Fracastoro che prevede uninvestimento di
125.000 (Euro) totali – di cui 100.000 Euro richiesti come contributo. Il
secondo è un progetto definitivo di manutenzione straordinaria del teatro
all’aperto Arena Torcolo che prevede un investimento di 129.851 Euro – di cui
100.000 richiesti come contributo Gal. Il terzo e ultimo progetto invece è un
progetto definitivo di ripristino e recupero di viabilità storica Introl
Soletti, Introl della Torre, Introl dei Festi e via Garibaldi per un importo
complessivo di 106.400 Euro – di cui 100.000 richiesti come contributo Gal. «Si
tratta di tre progetti molto importanti – afferma il sindaco di Cavaion,
Lorenzo Sartori – e si spera nel finanziamento Gal per poterli realizzare. Il
contributo Gal prevede per ogni progetto un finanziamento fino a € 100.000 e il
costo dell’IVA rimarrebbe a Carico del Comune. Stiamo quindi attendendo la
comunicazione del Gal per la conferma o meno del finanziamento, comunque sono
progetti che meritano di essere portati avanti.» S.A.
Per quanto riguarda il Municipio, venne regolarmente esposto il
cartellone dei lavori. La cosa strana era che l’importo dei finanziamenti
indicato, € 82.188,96 era superiore all’importo dei lavori, € 76.525,03 (foto
di novembre 2013).
Non
si capisce poi il dichiarato investimento di 125.000 Euro al quale fanno
riscontro un importo dei lavori pari a € 76.525,03 e un finanziamento di €
82.188,96.
Sulla
manutenzione straordinaria dell’Arena Torcolo sono impreparata. Non ricordo se
fosse stato esposto il regolamentare cartello dei lavori o no, mi sono
distratta. Mai distrarsi a Cavaion, il più bel paese del mondo, secondo
qualcuno.
Per
quanto riguarda “il recupero della
viabilitàstorica”devo registrare l’assoluta assenza dell’obbligatorio
cartello di cantiere[2]sul quale sono da indicare, fra l’altro, la
natura dell’ intervento, il committente , il progettista, il direttore dei
lavori, l’importo del progetto, i finanziamenti, l’impresa che esegue i lavori,
data d’inizio e fine dei medesimi.
Forse
si tratta di un manipolo di volonterosi disoccupati che non sanno come far
venir sera grazie ai quali ci ritroveremo degli introj restaurati a costo zero?
Se
ne è accorto qualcuno dell’Amministrazione? Adesso che sono interconnessi 24
ore su 24 grazie ai potenti mezzi della tecnica dei quali si sono dotati, con i
quali si possono anche scattare fotografie(una grande passione della nostra Prima Cittadina) gli consiglierei di
fare un giretto per il paese e scambiarsi impressioni ed immagini. Ma, forse,
il percorso è un po’ impegnativo e, allora, poiché ogni responsabile cittadino
dovrebbe essere collaborativo, gli risparmio le impervie salite.
Particolari
dall’Introl della Torre: qualche incivile giovane cavaionese ha preso a calci
le scatole di derivazione dell’impianto elettrico di illuminazione? O sono
state male istallate?
Se
ne è accorto qualcuno?
Non
c’è nessun cartello di cantiere. Forse la ditta che esegue i lavori è La nuovaEdilcasette molto presente e conosciuta a Cavaion. Martedì 3 Marzo
un camioncino della testé menzionata era all’imbocco del cantiere e sembrava
averci a che fare.
Per
essere più informati su quanto succede, forse c’è bisogno di un pro-sindaco,
amante delle passeggiate, anche per
Cavaion alta.
Saluti dal rinato introl della
Torre (XIV-XV sec.), vicino di casa.
Adriana Bozzetto -
una extra-comunitaria
Marzo MMXIV
[1]
Gal, correttamente scritto GAL sta
per Gruppo di Azione Locale
[2]Ild.P.R. 380/2001, all’art. 27, comma 4 prescrive l’obbligo di esposizione del cartello di cantiere
con i dati sui lavori da eseguire e le relative autorizzazioni.
Nel caso di lavori privati le dimensioni del cartello sono
stabilite dal capitolato speciale d’appalto, nel caso di lavori pubblici sono fissate dalla Circolare del Ministero
dei lavori pubblici n. 1729/UL del 1 giugno 1990 e stabilite nelle dimensioni minime di 1 mt. di base x 2 mt. di altezza.
Anni
fa. Via Roma in una giornata di pioggia: percorrendo il tratto fra le
elementari e l’innesto di via Cavalline era come essere al volante di un
motoscafo e non di una vettura.
Sembra
che una tale emozionante esperienza sia stata vissuta anche dai concittadini
che portavano a scuola i figli. Uno di loro, come si usa oggi grazie alle
opportunità offerte dai social-network, ha pensato di condividere con altri le
sue emozioni suggerendo altresì all’Amministrazione di riconsiderare le
priorità degli interventi di manutenzione paesana reputando la sistemazione
degli introi meno urgente rispetto a
quella della viabilità.
Da
Progetto Paese Cavaion Sega, attualmente al potere, il cittadino ha ricevuto la
seguente risposta
Per
amor di precisione, va ricordato che il progetto perla sistemazione degli introi era partito dalla precedente Amministrazione:
Progetto definitivo
di ripristino e recupero di viabilità storica (bello: viabilità storica!)
Introl Soletti, Introl della Torre, Introl del Festi e via Garibaldi,
spesa prevista (poi vedremo la realtà): 106.400,00 Euro, contributo
richiesto, 100.000,00.[1]
Chi
conosce le vecchie vie che colleganoverticalmentei vari livelli del
paese ha ben presente la loro pavimentazione in sassi e che nei loro interstizi
originari, non quelli brutalmente cementati, l’acqua piovana viene trattenuta e
assorbita. Ora, c’è da sperare che il ripristino degli introi sia eseguito a regola d’arte e non si arrivi alla loro impermeabilizzazione
per renderne più confortevole il percorrerli.
In
ogni caso, nutro qualche dubbio che la loro sistemazione elimini
l’inconveniente segnalato.
Ma
(rullo di tamburi), udite udite! La vera soluzione al problema è stata elaborata:
spostare le elementari!
Spiego
meglio per chi è a digiuno di tecnica: spostando le scuole elementari la strada
si allarga e la pendenza sparisce.
Certo
bisogna pazientare un po’, però ce la faremo. Dopo tutto il problema esisteva
anche 20 anni fa, non lamentiamoci. Che cosa è tutta questa fretta!
Nel
frattempo, ci si può procurare un anfibio e, quando piove a dirotto, navigare
per le vie di Cavaion. Siamo o non siamo un popolo di navigatori?
In
considerazione della frequenza sempre maggiore di intense precipitazioni, a
causa dei preoccupanti mutamenti climatici, l’investimento si rivelerà
proficuo, addirittura remunerativo: potrebbe trasformarsi in uno strumento di
attrazione turistica!
20 anni fa, bei tempi: “ non
c’era una densità di cemento moltiplicata in centro storico, e tanto cemento
uguale poco drenaggio”, elementare, come le scuole,Watson!
Ma,
di che paese stiamo parlando?
La
cementificazione sfrenata ha investito soprattutto e quasi esclusivamente la
pianura di Cavaion: Le Pezze, il Borgo del Sole, la parte bassa di Via Pozzo
dell’Amore, cosa c’entra il centro storico
La questione è ben diversa: mancano le
caditoie (quelle che sono
confidenzialmente chiamate tombini,
ma non usate questo termine all’Ufficio Tecnico del Comune non vi capirebbero),
ovvero la canalizzazione del deflusso delle acque meteoriche con relative
caditoie.
Sparse
per il paese se ne vedono, non proprio oggetto di costante manutenzione. Molte
sono state occluse “perché sotto le
tubazioni sono rotte, ma il problema è vecchio dialmeno 15 anni”. Questa la spiegazione datami dal responsabile
dell’Ufficio Tecnico almeno unadecina
di anni fa, quando feci presente il problema dopo aver navigato su via Cesare
Battisti, come è recentemente successo al concittadino.
Non si risolverà quindi il problema
spostando le scuole ma provvedendo alla realizzazione di un efficace sistema di
gestione del deflusso delle acque meteoriche, assolutamente mancante in via Cesare
Battisti via Vittorio Veneto, Via Belvedere, tanto per fare qualche
esempio. Intervento sicuramente più necessario ed urgente di un terzo campo di
calcio, impietosamente vicinissimo ad un altro campo, quello Santo, per non
parlare delle spese sostenute per faraoniche e paranoiche rotatorie.
Per
contro, in Via Località Ceriel 18, lunga
circa 250 metri,
esistono 16, dico sedici, caditoie. Di queste ben 7 sul primo tratto di
circa 100 metri,
arrivando da via San Michele e fino all’altezza della Tenuta Cipressi e Olivi.
Un tratto che, in quanto a pendenza e larghezza, ben regge al confronto con via
Roma.
Sempre
servendomi di Google-map ho fatto una stima della lunghezza totale delle
menzionate vie e sono arrivata a circa 1,5 Km. Prendendo come parametro la frequenza
delle caditoie presenti in via Località Ceriel 18 si arriva alla conclusione
che mancherebbero all’appello circa 90
caditoie da collegare, ovviamente, ad adeguata canalizzazione, altrettanto
mancante.
Suggerisco
alla nostra Sindaca di visionare le dichiarazioni pubbliche prima di renderle
tali.
Non
ho la più pallida idea di chi sia l’ autore di questa, in perfetto stile
politichese, spero non si tratti di una specie di portavoce della Prima
Cittadina.
Qualora
lo fosse, le consiglio di licenziarlo in tronco.
Adriana
Bozzetto, una extra-comunitaria
6
Novembre 2014
P.S.
In attesa di tempi migliori si potrebbero far intervenire le forze pubbliche
per arrestare l’acqua!