"Il non cercare l'approvazione degli altri, il non dover più giustificare con nessuno per essere chi sei,una persona rara, unica e fiera"
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domenica 1 aprile 2012
Luca Mercalli in Valpolicella (Verona), le foto
domenica 25 marzo 2012
Luca Mercalli a Gargagnago di Valpolicella venerdì 30 marzo
Venerdì 30 marzo alle ore ore 20.45 presso la Foresteria Serego Alighieri a Gargagnago di Sant'Ambrogio di Valpolicella (ingresso da via Giare 277) presentazione del libro "PREPARIAMOCI A vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza...e forse più felicità " con il meteorologo Luca Mercalli.
Luca Mercalli (Torino, 1966) ha studiato scienze agrarie in Italia e climatologia in Francia, paese al quale deve molto della sua eclettica formazione scientifica e intellettuale. Presiede la Società meteorologica italiana, associazione costituita nel 1865. Ha fondato la rivista «Nimbus», ha pubblicato molti lavori scientifici su clima e ghiacciai e articoli divulgativi su «la Repubblica», «La Stampa», «Donna Moderna» e «Gardenia». Dal 2003 partecipa a Che tempo che fa (Rai3) dove ha introdotto i suoi brevi e incisivi commenti sullo stato del pianeta e della civiltà. Partecipa anche a TG Montagne (Rai2) e ad Ambiente Italia (Rai3). Durante gli ultimi vent’anni ha testimoniato e spiegato la crisi climatica ed energetica in oltre mille conferenze per il grande pubblico e seminari per la scuola e l’università. Fa parte del comitato scientifico di AspoItalia, sezione dell’Association for the Study of Peak Oil and Gas, e del Climate Broadcast Network dell’Unione Europea. Ha pubblicato diversi libri. Tra i più recenti: Le mucche non mangiano cemento (Sms 2004), Filosofia delle nuvole (Rizzoli 2008), Che tempo che farà (Rizzoli 2009) e Viaggi nel tempo che fa (Einaudi 2010). Vive e lavora in Val di Susa, in una piccola casa con orto, alimentata da energia solare.Nel 2011 ha pubblicato per Chiarelettere il libro "Prepariamoci"
domenica 4 marzo 2012
Si ai No Tav
Questo post è dedicato a tutte quelle persone che apprendono , notizie, non totalmente veritiere,da gran parte dei media tradizionali (controllati, specialmente quelli televisivi, per lo più da partiti, e dall'ex premier), in merito agli avvenimenti nella Val di Susa.
Tali mezzi di comunicazione, hanno l'unico fine di mettere in cattiva luce i No Tav ,le loro lotte, le loro azioni e soprattutto le loro ragioni.
Tali mezzi di comunicazione, hanno l'unico fine di mettere in cattiva luce i No Tav ,le loro lotte, le loro azioni e soprattutto le loro ragioni.
Il primo video con un monologo di Marco Travaglio denominato TAV ALTA VORACITA', del 1 marzo 2012, ripercorre la storia della ferrovia Torino-Lione ed illustra le conseguenze del progetto TAV; l'altro video "Le ragioni No Tav"( girato nel luglio 2011), con interviste di Piero Ricca, racconta il punto di vista dei manifestanti No Tav.
Per finire, sotto, vi propongo una relazione elaborata da "black-bloc" del calibro di Andrea Boitani, professore ordinario di Economia politica presso l’Università Cattolica di Milano; Marco Ponti, professore ordinario di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano e Francesco Ramella, ingegnere dei trasporti e fellow IBL (Istituto Bruno Leoni di Torino).
Il documento di sette paginette (molto semplice può essere capito da tutti) , è stato intitolato"TAV: le ragioni liberali del no", dal quale riporto alcune parti della conclusione:
"Né le argomentazioni economiche né quelle ambientali a supporto della realizzazione della TAV sembrano dunque reggere alla prova dei fatti.
L’inesistenza di una domanda di trasporto, passeggeri e merci, tale da giustificare la realizzazione della linea AV trova riscontro nel fatto che non vi è alcun soggetto privato disposto ad investire proprie risorse nel progetto che sarebbe quindi interamente finanziato a carico del contribuente... ...Tale constatazione non dovrebbe stupire se si pensa a quanto accaduto con il tunnel sotto la Manica (tra Parigi e Londra, non tra Torino e Lione) che, grazie soprattutto alla ferrea volontà di Margaret Thatcher, venne realizzato esclusivamente con fondi privati. Gli sfortunati risparmiatori francesi ed inglesi hanno visto nell’arco di un decennio quasi azzerarsi il valore del proprio investimento ma almeno in quel caso nessuno è stato obbligato a partecipare, in qualità di contribuente, ad un’avventura ad alto rischio..." "...Né la competitività del Paese, né la tutela dell’ambiente sembrano dunque essere motivazioni valide a sostegno della linea ad alta velocità tra Torino e Lione:restano gli argomenti di “imprenditori” che non vogliono rischiare e di politici in cerca di consenso a spese del contribuente. Da qui il nostro “no liberale” alla TAV."
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