Il megafono dell’attuale Amministrazione annuncia la realizzazione di una nuova scuola elementare, come da programma. E, come usano proclamare: DETTO, FATTO!
Ma, quelli di Affi, non ci stanno e il Comitato Incaffi, insieme a La Voce del Paese indicono un’assemblea pubblica per il lunedì 14 Dicembre 2015 (a Cà del Rì ore 20.30), «per discutere delle problematiche dell’istruzione ad Affi e del nuovo polo scolastico».
Si raccolgono firme, 400,di protesta nei confronti della soluzione sinergica Cavaion Veronese – Affi.
Sul nr. 4/2015 de La Voce del Paese, Maurizio Delibori scrive un articolo dal significativo titoloL’IDENTITA’ PAESANA NON E’ SOLO CAMPANILISMO - Molti cittadini di Affi chiedono che la Scuola Primaria resti in Paese
Il Sindaco di Affi, di fronte alle proteste dei cittadini, indice un’assemblea pubblica il 22 gennaio 2016:
A seguito della raccolta di firme fatta dalla Associazione di Volontariato Comitato di Incaffi nel mese di Dicembre, in cui si richiedeva la convocazione di un’assemblea pubblica per esaminare le problematiche relative alla scuola primaria di Affi, l’Amministrazione Comunale organizza un’ ASSEMBLEA PUBBLICA il giorno VENERDI’ 22 GENNAIO ALLE ORE 20.30 presso il PARK HOTEL AFFI.
Fra i relatori esterni, l’unico a fornire importanti ed esaustive informazioni fu l’Ing. Costantino Franceschetti (stato attuale dell’edificio scolastico, interventi necessari per renderlo antisismico, relativi costi). Durante l’Assemblea, molto partecipata, c’è stato qualche momento di attrito con il Sindaco, ma su questo non mi trattengo.
Risultato: verrà indetto un referendum e la cittadinanza deciderà se mettere in sicurezza l’attuale struttura o unirsi a Cavaion per la costruzione di una nuova scuola, in un’area definita infelice.
Si farà entro aprile il referendum sulla costruzione della nuova scuola primaria a Cavaion. Lo ha annunciato nell’ultimo Consiglio comunale il sindaco Roberto Bonometti : «Stiamo predisponendo la documentazione per questa consultazione popolare. Questo “nodo” verrà sciolto prima delle elezioni». (da L’Arena del 06-03-2016, sezioni Baldo Garda)
Vedi aggiornamento in calce.
La Sindaca di Cavaion, presente ma non invitata, ha tenuto a sottolineare, se l’è cavata dicendo che sono stati quelli di Affi ad avanzare la proposta a Cavaion e che la prevista dislocazione della scuola a lei piace perché è situata in centro storico, vicino al palazzetto dello sport (e al cimitero e alla caserma dei carabinieri e a ben tre campi di calcio, aggiungo io).
Chiamare quell’orribile, dentro e fuori, parallelepipedo di cemento “palazzetto dello sport” richiede molto coraggio (si ringrazia l’Amministrazione Sabaini) ma ancora di più considerare quella parte del paese come facente parte del centro storico!
Vorrei far presente alla Sindaca che dichiarazioni del genere non le fanno molto onore e che si deve assumere la responsabilità delle sue scelte. Non credo che l’Amministrazione di Affi l’abbia obbligata, sotto tortura, ad accettare la proposta, quindi la sua responsabilità e pari a quella del Sindaco di Affi.
E, a Cavaion, come l’hanno presa i cittadini?
A Cavaion nessuno ne parla, l’Amministrazione non ritiene opportuno, né comodo, indire un’Assemblea pubblica informativa.
A Cavaion non esiste una opposizione degna di tale nome. Non si sa se le scuole elementari siano a norma, né se l’Amministrazione abbia esaminato la questione viabilità, perché, mi viene da pensare che, se adesso non tutti si recano a scuola a piedi, nella nuova scuola di certo non ci andrebbe nessuno!
A Cavaion, il più bel paese del mondo (affermazione di una cittadina), di cosa si parla?
Della fogassa! Ormai gli articoli ed i messaggi su face book non si contano più per non parlare di interventi promozionali della stessa sottolineati dalla presenza della prima cittadina con tanto di fascia tricolore!
Adriana Bozzetto - residente a Cavaion (per caso) – Marzo 2016
Nota del 19 Aprile 2016:
Il referendum, meglio la Consultazione Popolare si terrà l’ 8 Maggio p.v.
Qualsiasi sia il risultato della stessa, ai cittadini di Affi va riconosciuto il merito di aver costretto l’Amministrazione a confrontarsi con la cittadinanza, mentre a Cavaion si dormono sonni beati.
Da un po' di tempo, uno striscione di promozione è apparso, sulla cancellata della Reale Residenza Solare, ma poco dopo l'affissione, in stile social network, è comparso sullo stesso un commento anonimo :
I commenti ai garagi o i garagi commentati ( pluralmente non mi capisco più! Scusate... ) spariti sono.
I garagi, però, son rimasti; rimasti nell'ottica, forse, di un giusto compromesso letterale tra la lingua veneta, quella italiana e quella francese (dato che la parola in questione è di origine d'oltralpe), creando così una nuova forma plurale ibrida paneuropea, magari, con il fine, della pacifica convivenza tra le tre espressioni linguistiche!
Un vecchio adagio
recita: la colpa dei padri ricadono sui figli. A quanto pare tale detto ha
motivo di esistere se generazioni di esseri umani sono condannati a scontare il
peccato di presunzione dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Però ci sono anche padri,
genitori giusti e saggi che lasciano ai figli lodevoli eredità sia morali,
etiche, le più importanti, sia finanziarie.
Non è il caso di Cavaion, basta
guardarsi intorno, osservare il disastro paesaggistico e percepire quello
finanziario e, mi sia consentito, anche una certa precarietà
etico-comportamentale, considerato che taluni scambiano un valore altamente
impegnativo ed etico, la libertà, con il permesso di fare i propri comodi
(inquinare l’acqua potabile - l’acqua che non avremmo mai dovuto bere! -,
scarabocchiare muri, sparare “musica” a tutto volume in piazza della Chiesa).
All’incapacità, piuttosto
all’avida irresponsabilità nel gestire l’urbanistica, il territorio, il
paesaggio di Cavaion non è più possibile porre rimedio, oserei dire che il
tutto è stato tristemente metabolizzato e non solo da chi ne ha tratto
considerevoli vantaggi.
Del disastro finanziario siamo
chiamati a rispondere secondo il tristemente noto costume italiano: interesse
privato, pubblico indebitamento.
In questa cornice cavaionese
assistiamo sconcertati alla ventata di novità che soffia sul paese da Maggio
dello scorso anno.
E’ un susseguirsi di eventi, come
si usa dire oggi, immancabilmente patrocinati dal Comune, iniziati con l’arrivo
a Cavaion, paese noto per sua vocazione motociclistica, dell’ormai attempato
Giacomo Agostini[1].
Arrivo annunciato con largo anticipo e con ripetuti richiami in ogni dove e con
ogni mezzo (l’esatto contrario di come si agisce in occasione della
convocazione di assemblee pubbliche, come l’ultima, assente sul sito del Comune).
Poi, grandi celebrazioni per i 50 anni dell’AVIS, non certo
all’insegna della sobrietà e forse non proprio donatori di sangue, come in
altre località italiane. L’hanno chiamata AVIS-Spring, c’è quindi da
scommettere che la kermesse verrà
ripetuta ogni anno, dopo tutto anche la primavera è a cadenza annuale e i
giovani emergenti, eternamente agitati e vogliosi di protagonismo, hanno sangue
nelle vene.
E cosa dire delle
escursioni all’EXPO, la grande sagra
milanese, carichi di quintali della ambita, famosa fogassa, per promuovere
il turismo a Cavaion?
A Verona, i sanzenati hanno il papà
del Gnoco, propongo la creazione di una cavaionesemama della fogassa, il capo coperto
dal fazzoletto d’ordinanza,così per la prossima sfilata di carri carnascialeschi ci sarà qualche cosa
di nuovo da fotografare dal balcone di piazza Fracastoro.
Di turismo, però, non se ne parla più: ci si è alla fine convinti che
è un’utopia?
Oltre alla fogassa, la Bastia
doveva essereuna grande attrazione, anzi,
l’attrazione del paese; ma se continuiamo
a fare i preziosi aprendo al pubblico l’ArcheoparcoQUATTRO volte all’anno non c’è molto
da aspettarsi.
I parchi pubblici sono, di
solito, accessibili, fruibili tutti i giorni.
Non stiamo parlando
dell’ostensione della Sacra Sindone, ma della possibilità di accedere ad
un’area dove sorgono ruderi come se ne contano e vedono a centinaia in Italia,
quindi niente di particolare, se non per la posizione. Tutto recintato e
chiuso, anche la parte che dovrebbe, comunque, essere sempre aperta e mi
riferisco a quella dove di archeologico non c’è proprio niente.
Se non ricordo male, i lavori
nell’area della Bastia sono iniziati
almeno 12 anni fa.
Ormai la Bastia è stata tristemente
rimossa dall’immaginario collettivo.
Non va dimenticato il ripristino
dell’asta con tanto di bandiera sul
Ceriel, festeggiata con il momento culinario che connota i vari happening: la risottata.
Nel 2011 cadevano i 150
dell’unità d’Italia. In quell’occasione, a Cavaion, di fervidi patrioti nemmeno
l’ombra, quest’anno, all’improvviso, sono tutti usciti dalla clandestinità.
E l’incontro/dibattito intorno
alla violenza sulle donne, momento di riflessione da anni organizzato dal
gruppo Te Donna[2].
C’è bisogno di apporsi al petto,
in mancanza di meglio, anche questa medaglietta?
Questi incontri il gruppo delle
“teiere”, così amano chiamarsi le componenti e le sostenitrici del medesimo, li
organizza da anni.
Per farla breve, l’attuale Amministrazione mette il suo cappello su
tutto, sembra non costi nulla [3],
ma, a quanto pare, ha un grande ritorno mediatico: si vuole dimostrare che le
cose, a Cavaion, sono cambiate, perché è toccato a Cavaion!
Che cosa?
In realtà, feste, sagre,
risottate a parte, eliminata insomma la tara, non si nota gran che, a guardarsi
intorno: sono stati tolti, e non è certo un male, i ciuffetti di busso
superstiti, che componevano il nome del paese, presente sulla madre di tutte le
rotatorie (meglio sarebbe togliere anche la scritta, piuttosto kitsch), la conclusione della
sistemazione del viale della Rimembranza non si sa quando avverrà, nel
frattempo non è più un viale, mancando molti alberi, alcune vie del centro
storico mostrano vistosi rattoppi: che sia street
art?
A proposito, la
segnaletica di fronte al Pizzicotto è stata aggiornata, indica non più dove
dirigersi per raggiungere il centro,
bensì il centro storico. Chi non
conosce Cavaion, chissà che cosa si aspetterà di vedere!
Si è inaugurato con grande
spolvero il TERZOcampo di calcio, che, se non ho capito
male, stiamo pagando in toto.
Un’altra spesuccia ereditata,
d’accordo, ma lo si poteva anche inaugurare con più sobrietà considerato il
fatto che l’allora opposizione, l’attuale maggioranza, ne contestava la realizzazione.
Ma, si sa, l’importante è la visibilità, il presenzialismo, come suggeriscono
gli esperti di marketing.
Anche la sistemazione
degli introj, è stata portata a termine, quasi, dall’attuale
Amministrazione. I finanziamenti, furono ottenuti dalla precedente, o sbaglio?
I nostri, tutti ormai armati, a
spese nostre (5.000 Euro) , di tablet
per essere sempre connessi, come se dipendessero da loro le sorti del genere
umano, si sono accorti che all’Introl
della Torre mancano 2 punti luce (i fili sono pencolanti)?
Che dire del muretto, all’altezza
del civico 36 di via Belvedere, in pieno centro storico, che da anni versa in
condizioni disastrose? Nessuno ha mai visto niente?
A quanto pare, per tradizione, né
gli Amministratori di Cavaion in prima persona, né i loro collaboratori girano
per il paese.
E, sempre a proposito di
incompiute: che ne è della Casa della
Musica e Centro giovanile?
Se ne parla dal lontano 2008
(Deliberazione Comunale n° 6 del 7.1.2008) e i lavori, stando all’ultimo
cartello visto, dovevano essere ultimati il 14.12.2013 (2 anni fa).
Fu inaugurata, in pompa magna,
Sabato 26 Aprile 2014 dal Sindaco uscente per far vedere quanto era stato
bravo.
Erano presenti anche i “rivoluzionari”
giovani dell’associazione culturale LiberaMente. Non hanno nulla da dire?
Sono ConvenienteMente diventati SopitaMente,
perché hanno ottenuto altri vantaggi più vantaggiosi (scusate il bisticcio)
dall’attuale Amministrazione, della quale sono nelle grazie?
Se andate sulla home-page del
loro blog leggerete:
LiberaMente Cavaion
Liberamente
è un’attitudine che tutti i cavaionesi dovrebbero adottare. Guardare con
spirito critico e informarsi su quello che succede a Cavaion perché solo chi è
informato è libero.
Parole, parole, parole … … …
Che dire del tanto decantato Parco fotovoltaico[4].
Solo ora si scopre che il
progetto parco fotovoltaico aveva qualche lacuna. L’opposizione, all’epoca,
dove era? E, adesso, che cosa intende fare la maggioranza, ex opposizione, non
pagare a parte! Non ci ha detto niente in proposito.
Si potrebbe vendere la ferraglia e ripristinare il preesistente
boschetto, di certo molto più ecologico visto che le foglie degli alberi
purificano l’aria (fotosintesi clorofilliana).
Di eventuali pensieri/soluzioni
relative alla oltremodo redditizia area adibita a pascolo (terreno ex Rizzardi) non se ne parla più.
La Contessa Rizzardi, ed altri
con lei, ringraziano e brindano alla nostra salute! E noi paghiamo il conto,
anche dal punto di vista paesaggistico.
Si è passati dalla bufala del
Polo scolastico al cabalistico Albero della vita. Che ne dicono le pecorelle?
A proposito di scuola, l’attuale Amministrazione pare
abbia un asso nella manica per quanto concerne le elementari.
Mi è stato riferito che se ne è parlato
a margine dell’assemblea pubblica tenutasi in Sala Civica giovedì 26 Novembre.
Confesso, la colpa è mia, ho abbandonato il luogo prima della conclusione delle
presentazioni e così non so cosa sia stato detto in merito. Mi autorizzo,
comunque, ad osservare che un tale tema andrebbe affrontato da solo.
L’Amministrazione dovrebbe indire un’assemblea pubblica per esporre, in maniera chiara ed esaustiva, i
termini della questione, ovvero lo stato attuale, le esigenze esistenti, le
soluzioni possibili, le soluzioni proposte, esponendone vantaggi e svantaggi.
Poiché, a quanto pare, il nuovo
edificio scolastico dovrebbe essere il frutto di una sinergia fra Cavaion e Affi, sarebbe opportuno che
tale assemblea fosse presieduta dai rispettivi
Sindaci affinché alla stessa siano invogliati a partecipare numerosi i cittadini di entrambe le comunità.
Dopo tutto spetta loro valutare se sia una geniale soluzione o un’emerita
castroneria, perché si stanno spendendo
i loro soldi.
Sempre in tema di assemblea, mi
aspettavo maggiore concretezza e chiarezza.
Uno porta pazienza, poi la noia e
la delusione prendono il sopravvento e rimpiange di non essersene rimasto a
casa dedicando il suo tempo a cose migliori.
Purtroppo si sente la mancanza di
una esposizione sintetica, efficace, leggibile
ed intellegibile dei dati contabili, servendosi di tabelle e grafici.
Proiettare testi e cifre illeggibili se non dotati di telescopio non serve a
niente.
Per non parlare dei detto/fatto
riassuntivi da parte della Sindaca, dopo
ogni intervento.
Un centrifugato di Berlusconi e Renzi.
I tempi vanno contenuti: per la
parte contabile-amministrativa 20 minuti (30 al massimo), per gli altri 10
minuti ciascuno sono più che sufficienti e arriviamo a 40 minuti complessivi.
Totale 60 minuti.
Se si inizia, puntualmente, alle
20.45 alle 21.45
tutto deve essere concluso per lasciar spazio ad osservazioni/interventi da
parte del pubblico, sempreché non ci si voglia produrre in un lungo monologo
auto celebrativo.
Sarebbe anche meglio anticipare
di 15 minuti l’inizio, alle 20.30.Non è certo
cominciando tardi che arrivano più persone, ma rendendo interessanti e
coinvolgenti gli incontri con la cittadinanza, annunciandoli con un certo
anticipo (come per Agostini, per esempio) in modo che le persone possano programmarsi.
Non è strano che su 1839 votanti, nemmeno il 5 percento partecipi alle Assembleepubbliche di Progetto Paese, più
corretto dell’AMMINISTRAZIONE? I posti vuoti erano almeno una quarantina e
se la sala è omologata per un centinaio di persone fate un po’ i conti e se al
numero dei presenti si sottrae quello di parenti, amici, sodali sempre pronti
ad applaudire, quanti ne restano di veramente interessati?
Forse chi si era espresso a
favore di Progetto Paese, di quelli che ora
tocca a Cavaion, pensava che sì, avessero la bacchetta magica e che,
perciò, bastava eleggerli e poi tutto si sarebbe sistemato e i problemi
sarebbero stati risolti per incanto.
Forse, lo credevano anche loro,
quelli di Progetto Paese, viste le grandi feste organizzate per festeggiare la
vittoria.
Adesso,si sono resi conto che non c’era proprio
niente da festeggiare.
Auspicando, per il futuro, una
maggiore sobrietà e modestia
Adriana Bozzetto, una
extra-comunitaria
[1]
Un membro dell’attuale compagine amministrativa collabora in una rivista
specializzata in due ruote.
[2]
Una delle fondatrici di Te Donna è la
nostra Sindaca, tenacemente sostenuta dal gruppo durante la campagna
elettorale, però Te Donna non faceva
politica, come aveva tenuto a precisarmi una signora fondatrice.
[3]
Ho sentito dire, ma attendo conferma dai meglio informati, che per Agostini
furono acquistate 100 copie delle sue memorie per un importo di 3.000 Euro.
[4]
Presentato ufficialmente alla cittadinanza il 7 Maggio 2013.
“Dovremmo essere così fortunati da avere qualcuno che non ci lascerà mai andare via. L'ultima eredità è lasciare dietro a noi qualcuno che ci amerà per sempre.”
EMISSIONE SPECIALE delle Poste Italiane patrocinata dall’Associazione per la tutela e la promozione del paesaggio italiano. In questo caso si è voluto testimoniare l’apprezzamento per l’ inserimento armonioso di un edificio di civile abitazione, nel contesto morenico cavaionese.
La tiratura è limitata e invitiamo gli interessati a recarsi al più presto presso il locale Ufficio Postale. Sono a disposizione anche cartoline affrancate con timbratura speciale.
Apro
il rubinetto dell’acqua per lavarmi i denti e mi accorgo che è grigiastra.
Passo
immediatamente all’acqua minerale.
Suppongo
sia una cosa momentanea, dovuta a qualche intervento sull’acquedotto.
In
serata mi accorgo che il grigiore è, sì, diminuito, ma persiste.
Alle
20.56, scrivo una mail alla Sindaca e alla Vice, la Dottoressa Arianna Rizzi,
medico condotto.
Questa mattina dal rubinetto fuorusciva acqua
abbastanza torbida, questa sera mi pare meno torbida, ma non ancora incolore,
cristallina. Ad ogni buon conto continuerò ad usare l'acqua minerale per
lavarmi i denti.
Problemi all'acquedotto?
In attesa di notizie, si spera confortanti, saluto cordialmente
Adriana Bozzetto
Lunedì 27 Luglio
Controllo
la posta elettronica e trovo la risposta. Per un lapsus la Sindaca si rivolge a
me con il nome della dottoressa Rizzi.
La
mail era stata inviata alle 15,06.
Ciao Arianna,
ho parlato con l'AGS, sono intervenuti ancora ieri (26 luglio n.d.A.)
per risolvere il problema con gli operai (stanno verificando la causa), oggi
stanno monitorando (sembra che l'acqua stia tornando alla normalità) e domani
mattina l'idraulico AGS farà più sopralluoghi.
In questa fase, per sicurezza, meglio non berla! ho
chiesto all'ags di darmi info in tempo reale ti tengo comunque aggiornata.
grazie
ciao
sabrina
Il Venerdì Santo stavo ritornando a casa da un giretto sul
percorso della salute con Baffi, il cane del mio vicino di villa Bonazzo.
All’altezza delle due unità immobiliari stile teleferica mi imbatto in una
giovane coppia. Da come si guardavano intorno e si muovevano era chiaro che
stavano cercando qualche cosa. Li saluto, come faccio sempre quando incontro
qualcuno per strada. I due si fanno coraggio e si rivolgono a me per aiuto. La
giovane signora mi dice che stavano cercando quel posto con alberi, panchine e
tavoli . Le sembrava che fosse da quelle parti ma non riusciva a ricordarsi
come arrivarci. Non me ne sono meravigliata, è stato modificato il tracciato
del percorso della salute.
Spiego ai
due che quei tavoli e quelle panchine non esistono più, distrutti, marciti.
Gli alberi divelti. Quel posto non esiste più, meglio esiste
ma non è più come era una volta, lo hanno trasformato in un “parco
archeologico” inaccessibile.
La signora mi guarda smarrita e delusa. Voleva venire qui il
lunedì di Pasqua per un picnic. C’era stata molti anni fa e ne serbava un bel
ricordo. Chiedo se venissero da Verona, no erano di Caprino. Spiego loro come
arrivarci, giusto per dare un’occhiata e gli consiglio di scegliersi una meta più
piacevole e accogliente per Pasquetta.
L’area intorno alla Bastia, con le acacie che offrivano
ombra ristoratrice a chi anche solo voleva sostare un po’ in quel luogo seduto
ad uno di quei tavoli, godendo la vista di quei ruderi coperti di edera.
Sembrava di essere in un disegno di quei viaggiatori del Gran Tour che a
ricordo dei luoghi visitati li disegnavano su album. Quelli sapevano disegnare
e disegnare richiede la capacità di osservare. Allora sì, era un parco,
accessibile a tutti e in qualsiasi momento. Adesso che lo hanno pomposamente
battezzato Parco Archeologico è freddo, inaccessibile e il percorso per
arrivarci raffazzonato.
Grazie all’imposta di soggiorno tutto si sistemerà, ci
informa l’attuale Amministrazione.
Non ho capito perché tale imposta sia a scadenza, come lo
yogurt. Parte dal 1 giugno, e va bene, ma, perché va pagata solo fino al 31 ottobre? Non
arrivano più turisti dopo il 31 ottobre? E se non ne arrivano più, che senso ha
mettere la scadenza dell’imposta? Se non arriva più nessuno, nessuno paga
niente, o no?
"Siate anche voi simili alle lampade! Fate brillare la vostra luce nella
nostra società, nella politica, nel mondo dell'economia, nel mondo della
cultura e della ricerca. Anche se è solo un piccolo lume in mezzo a
tanti fuochi fatui, esso tuttavia riceve la sua forza e il suo splendore
dalla Grande Stella del mattino, il Cristo Risorto, la cui luce brilla,
vuole brillare attraverso noi, e non tramonterà mai."
Da
un paio di mesi un gruppetto di operosi muratori è impegnato nella sistemazione
degli introj di Cavaion: introl Soletti, introl della Torre, introl dei Festi
e, adesso, Via Garibaldi: l’introl a gradoni, il più ampio e maestoso del
paese, che porta a quella che un tempo fu l’agorà, la piazza della chiesa. In
tutti i paesi luogo di incontro, luogo di socializzazione per eccellenza. C’è
chi l’ha conservato come tale. A Cavaion non è più così, non solo, Cavaion non
ha una agorà, un centro anche se un cartello indicatore, decisamente comico, ne
indica la direzione.
Ma
torniamo agli introj e alla loro sistemazione, e partiamo da un articoletto
apparso su L’Altro Giornale del Dicembre 2012, il cui testo, per una migliore
lettura, qui di seguito riporto:
Sono tre i progetti che il Comune di
Cavaion Veronese ha presentato entro la scadenza del 27 novembre per ottenere i
contributi Gal[1]
– Baldo Lessinia. Il primo è un progetto esecutivo di restauro e risanamento
conservativo della sede municipale in piazza G. Fracastoro che prevede uninvestimento di
125.000 (Euro) totali – di cui 100.000 Euro richiesti come contributo. Il
secondo è un progetto definitivo di manutenzione straordinaria del teatro
all’aperto Arena Torcolo che prevede un investimento di 129.851 Euro – di cui
100.000 richiesti come contributo Gal. Il terzo e ultimo progetto invece è un
progetto definitivo di ripristino e recupero di viabilità storica Introl
Soletti, Introl della Torre, Introl dei Festi e via Garibaldi per un importo
complessivo di 106.400 Euro – di cui 100.000 richiesti come contributo Gal. «Si
tratta di tre progetti molto importanti – afferma il sindaco di Cavaion,
Lorenzo Sartori – e si spera nel finanziamento Gal per poterli realizzare. Il
contributo Gal prevede per ogni progetto un finanziamento fino a € 100.000 e il
costo dell’IVA rimarrebbe a Carico del Comune. Stiamo quindi attendendo la
comunicazione del Gal per la conferma o meno del finanziamento, comunque sono
progetti che meritano di essere portati avanti.» S.A.
Per quanto riguarda il Municipio, venne regolarmente esposto il
cartellone dei lavori. La cosa strana era che l’importo dei finanziamenti
indicato, € 82.188,96 era superiore all’importo dei lavori, € 76.525,03 (foto
di novembre 2013).
Non
si capisce poi il dichiarato investimento di 125.000 Euro al quale fanno
riscontro un importo dei lavori pari a € 76.525,03 e un finanziamento di €
82.188,96.
Sulla
manutenzione straordinaria dell’Arena Torcolo sono impreparata. Non ricordo se
fosse stato esposto il regolamentare cartello dei lavori o no, mi sono
distratta. Mai distrarsi a Cavaion, il più bel paese del mondo, secondo
qualcuno.
Per
quanto riguarda “il recupero della
viabilitàstorica”devo registrare l’assoluta assenza dell’obbligatorio
cartello di cantiere[2]sul quale sono da indicare, fra l’altro, la
natura dell’ intervento, il committente , il progettista, il direttore dei
lavori, l’importo del progetto, i finanziamenti, l’impresa che esegue i lavori,
data d’inizio e fine dei medesimi.
Forse
si tratta di un manipolo di volonterosi disoccupati che non sanno come far
venir sera grazie ai quali ci ritroveremo degli introj restaurati a costo zero?
Se
ne è accorto qualcuno dell’Amministrazione? Adesso che sono interconnessi 24
ore su 24 grazie ai potenti mezzi della tecnica dei quali si sono dotati, con i
quali si possono anche scattare fotografie(una grande passione della nostra Prima Cittadina) gli consiglierei di
fare un giretto per il paese e scambiarsi impressioni ed immagini. Ma, forse,
il percorso è un po’ impegnativo e, allora, poiché ogni responsabile cittadino
dovrebbe essere collaborativo, gli risparmio le impervie salite.
Particolari
dall’Introl della Torre: qualche incivile giovane cavaionese ha preso a calci
le scatole di derivazione dell’impianto elettrico di illuminazione? O sono
state male istallate?
Se
ne è accorto qualcuno?
Non
c’è nessun cartello di cantiere. Forse la ditta che esegue i lavori è La nuovaEdilcasette molto presente e conosciuta a Cavaion. Martedì 3 Marzo
un camioncino della testé menzionata era all’imbocco del cantiere e sembrava
averci a che fare.
Per
essere più informati su quanto succede, forse c’è bisogno di un pro-sindaco,
amante delle passeggiate, anche per
Cavaion alta.
Saluti dal rinato introl della
Torre (XIV-XV sec.), vicino di casa.
Adriana Bozzetto -
una extra-comunitaria
Marzo MMXIV
[1]
Gal, correttamente scritto GAL sta
per Gruppo di Azione Locale
[2]Ild.P.R. 380/2001, all’art. 27, comma 4 prescrive l’obbligo di esposizione del cartello di cantiere
con i dati sui lavori da eseguire e le relative autorizzazioni.
Nel caso di lavori privati le dimensioni del cartello sono
stabilite dal capitolato speciale d’appalto, nel caso di lavori pubblici sono fissate dalla Circolare del Ministero
dei lavori pubblici n. 1729/UL del 1 giugno 1990 e stabilite nelle dimensioni minime di 1 mt. di base x 2 mt. di altezza.
Il cimento dell’armonia e dell’inventione è una raccolta di dodici
concerti composti da Vivaldi tra il 1723 e il 1725. Fra questi i più famosi sono i primi quattro che, formando un tutt’uno,
vengono solitamente riprodottiinsieme: “Le quattro stagioni”.
Il sottotitolo del calendario Gru senza ali VI[1], Il cemento della follìa e della
speculazione (forse avrei dovuto scrivere speculatione) mi è venuto in
mente pensando al vivaldiano cimento.
La cosa buffa è che il cimento del prete rosso che allieta le
nostre orecchie e il nostro animo e il cemento
che ferisce i nostri occhi e ci intristisce hanno la stessa radice, la parola
latina “caementum(originariamente caedimentum) dal verbo caedere "tagliare, squadrare", e significò dapprima "pietra
squadrata, pietra di cava", o anche "scheggia di marmo". Poi si
indicò con la parola caementum
anche una sostanza
(pozzolana) che, aggiunta alla calce, le conferiva la proprietà di indurire
sott'acqua, cioè la rendeva idraulica.[2]
Infine, sostanza che, interposta
fra altri corpi, ha la funzione di unirli saldamente fra di loro.
In senso figurato è ciò che serve
a stringere, rinsaldare un vincolo: sentimenti, esperienze.
Dal caementum, materiale composito, si arriva al cimento, una misturausata un tempo dagli orafi per purificare o
saggiare i metalli preziosi ma anche l’operazione
stessa del purificare e saggiare, quindi in genere esperienza, saggio, analisi.[3]
Derivato dall’attività orafa è il
senso figurato rimasto ai nostri giorni, quello di prova, rischio, provocazione
(il famoso tirar a cimento o tirar a siménto,
in dialetto).
Più usato del sostantivo è
sicuramente il verbo riflessivo cimentarsi, esporsi
a cimento, avventurarsi, cimentarsi con qualcuno, affrontarlo, venire a
combattimento con lui impegnarsi a fondo in qualche cosa.
A questo punto si può quindi
senza dubbio affermare che a Cavaion qualcuno si è cimentato nel cementificare,
cementificando rapporti amicali fra venditori di lotti resi miracolosamente
edificabili e tecnici progettisti operanti in loco, estensori di esemplari
piani per la gestione del territorio mirati alla conservazione della bellezza e
delle caratteristiche del paesaggio.
Ora, forse, la crisi ridurrà la
presenza di gru nel territorio cavaionese, il che, se da un lato è auspicabile,
dall’altro mi mette angoscia perché potrebbe rendermi disoccupata. D’altra
parte, questo è il settimo dei calendari-denuncia e, si sa, che il settimo è un
anno critico.
Ma, come qualcuno ci ricorda,
crisi significa momento di scelta, di decisione forte. Brevemente l’origine di
questa parola ormai frequentemente e quotidianamente pronunciata e in merito
alla quale continuano a rassicurarci che sta per finire, senza peraltro
informarci né sul quando né sul come.
Il termine “crisi”, di
derivazione greca, κρίσις (krisis),
originariamente indicava la separazione, provenendo infatti dal verbo greco κρίνω
(krìno): “separare”,
appunto. Il verbo era utilizzato in riferimentoalla trebbiatura, cioè all’attività conclusiva nella raccolta del grano,
consistente nella separazione della granella del frumento dalla paglia e
dalla pula.
Da qui derivò tanto il primo
significato di “separare”, quanto quello traslato di “scegliere”. In origine,
dunque, il termine era di derivazione agricola.
Il separare il buono dal cattivo
comporta una scelta. La crisi ci impone quindi scelte ben precise e, per
questo, i periodi di crisi sono, dovrebbero essere, momenti di riflessione e di
elaborazione di progetti innovativi anche e talvolta necessariamente di rottura
con il passato.
Saprà Cavaion trovare nella crisi,
che non risale a qualche mese fa, l’opportunità verso un cambiamento radicale?
E’ ancora in tempo per poterlo attuare? O, forse, cinque anni orsono ha
purtroppo perso anche l’ultima, veramente l’ultima, occasione offertale dal
destino?
A giudicare dalla scarsa presenza
di cittadini alla prima assemblea pubblica dell’attuale Amministrazione, temo
di sì.
Nonostante la schiacciante
vittoria di Progetto Paese le presenze sono state scarse, mi sembra di poter affermare
che un terzo dei posti a disposizione[4]
fossero liberi, una trentina. Se poi togliamo la tara, ovvero il numero dei
parenti e dei facenti parte il nucleo di PP, arriviamo a numeri veramente
risibili.
1839 sono state le preferenze
espresse a favore di Progetto Paese, equivalenti al 59% del totale.
Il 27 di Novembre u.s. erano
presenti in sala civica Eugenio Turri forse una quarantina di persone, al netto
della tara.
Per quanto riguarda i Cavaionesi,
soprattutto quelli DOCG, c’è da sospettare che siano ormai mitridatizzati,
disperatamente mitridatizzati, sembrano diventati insensibili a tutto. Per
contro, da un po’ di tempo a questa parte, fanno molto moto.
Infine, parafrasando il poeta, augurerei
alla nuova Prima Cittadina: “che la tua
carica, anco tardivenuta, non ti sia
grave” e le consiglierei pause rigeneranti, non si può essere dappertutto.
Distaccarsi un po’ dalle cose,
dalle situazioni, serve a vederle sotto
un altro aspetto, il che, talvolta, può risultare di grande utilità. Come
quando si osserva un’opera d’arte, è necessario allontanarsene per avere una
visione del tutto, altrimenti si corre il rischio di vederne solo un
particolare e giudicarla solo per quello.
Gli esperti, infine,affermano che i capi devono essere soli,
questo per mantenere equidistanza con tutti e garantirsi una grande libertà
nelle decisioni, piacevoli e spiacevoli.
Adriana Bozzetto -una extra-comunitaria
Cavaion Veronese
XII - 2014
[1]
E’ il sesto calendario intitolato Gru senza ali, in realtà è il settimo. Quello
del 2010 aveva per titolo “Il gallo “scomparso