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lunedì 14 dicembre 2015

Cavaion Veronese 2016 "L'Eredità" - Gru senza Ali 7




Scarica gratuitamente il calendario 2016 "Cavaion V.se - L'Eredità" 



                                                                                                                                                 
Un vecchio adagio recita: la colpa dei padri ricadono sui figli. A quanto pare tale detto ha motivo di esistere se generazioni di esseri umani sono condannati a scontare il peccato di presunzione dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Però ci sono anche padri, genitori giusti e saggi che lasciano ai figli lodevoli eredità sia morali, etiche, le più importanti, sia finanziarie.
Non è il caso di Cavaion, basta guardarsi intorno, osservare il disastro paesaggistico e percepire quello finanziario e, mi sia consentito, anche una certa precarietà etico-comportamentale, considerato che taluni scambiano un valore altamente impegnativo ed etico, la libertà, con il permesso di fare i propri comodi (inquinare l’acqua potabile - l’acqua che non avremmo mai dovuto bere! -, scarabocchiare muri, sparare “musica” a tutto volume in piazza della Chiesa).

All’incapacità, piuttosto all’avida irresponsabilità nel gestire l’urbanistica, il territorio, il paesaggio di Cavaion non è più possibile porre rimedio, oserei dire che il tutto è stato tristemente metabolizzato e non solo da chi ne ha tratto considerevoli vantaggi.
Del disastro finanziario siamo chiamati a rispondere secondo il tristemente noto costume italiano: interesse privato, pubblico indebitamento.

In questa cornice cavaionese assistiamo sconcertati alla ventata di novità che soffia sul paese da Maggio dello scorso anno.
E’ un susseguirsi di eventi, come si usa dire oggi, immancabilmente patrocinati dal Comune, iniziati con l’arrivo a Cavaion, paese noto per sua vocazione motociclistica, dell’ormai attempato Giacomo Agostini[1]. Arrivo annunciato con largo anticipo e con ripetuti richiami in ogni dove e con ogni mezzo (l’esatto contrario di come si agisce in occasione della convocazione di assemblee pubbliche, come l’ultima, assente sul sito del Comune).
Poi, grandi celebrazioni per i 50 anni dell’AVIS, non certo all’insegna della sobrietà e forse non proprio donatori di sangue, come in altre località italiane. L’hanno chiamata AVIS-Spring, c’è quindi da scommettere che la kermesse verrà ripetuta ogni anno, dopo tutto anche la primavera è a cadenza annuale e i giovani emergenti, eternamente agitati e vogliosi di protagonismo, hanno sangue nelle vene.

E cosa dire delle escursioni all’EXPO, la grande sagra milanese, carichi di quintali della ambita, famosa fogassa, per promuovere il turismo a Cavaion?  
A Verona, i sanzenati hanno il papà del Gnoco, propongo la creazione di una cavaionese  mama della fogassa, il capo coperto dal fazzoletto d’ordinanza, così per la prossima sfilata di carri carnascialeschi ci sarà qualche cosa di nuovo da fotografare dal balcone di piazza Fracastoro.


Di turismo, però, non se ne parla più: ci si è alla fine convinti che è un’utopia?
Oltre alla fogassa, la Bastia doveva essere  una grande attrazione, anzi, l’attrazione del paese; ma se continuiamo a fare i preziosi aprendo al pubblico l’Archeoparco QUATTRO volte all’anno non c’è molto da aspettarsi.
I parchi pubblici sono, di solito, accessibili, fruibili tutti i giorni.

 
 
Non stiamo parlando dell’ostensione della Sacra Sindone, ma della possibilità di accedere ad un’area dove sorgono ruderi come se ne contano e vedono a centinaia in Italia, quindi niente di particolare, se non per la posizione. Tutto recintato e chiuso, anche la parte che dovrebbe, comunque, essere sempre aperta e mi riferisco a quella dove di archeologico non c’è proprio niente.
Se non ricordo male, i lavori nell’area della Bastia sono iniziati almeno 12 anni fa.
Ormai la Bastia è stata tristemente rimossa dall’immaginario collettivo.

Non va dimenticato il ripristino dell’asta con tanto di bandiera sul Ceriel, festeggiata con il momento culinario che connota i vari happening: la risottata.
Nel 2011 cadevano i 150 dell’unità d’Italia. In quell’occasione, a Cavaion, di fervidi patrioti nemmeno l’ombra, quest’anno, all’improvviso, sono tutti usciti dalla clandestinità.

E l’incontro/dibattito intorno alla violenza sulle donne, momento di riflessione da anni organizzato dal gruppo Te Donna [2].
C’è bisogno di apporsi al petto, in mancanza di meglio, anche questa medaglietta?
Questi incontri il gruppo delle “teiere”, così amano chiamarsi le componenti e le sostenitrici del medesimo, li organizza da anni.

Per farla breve, l’attuale Amministrazione mette il suo cappello su tutto, sembra non costi nulla [3], ma, a quanto pare, ha un grande ritorno mediatico: si vuole dimostrare che le cose, a Cavaion, sono cambiate, perché è toccato a Cavaion!
Che cosa?

In realtà, feste, sagre, risottate a parte, eliminata insomma la tara, non si nota gran che, a guardarsi intorno: sono stati tolti, e non è certo un male, i ciuffetti di busso superstiti, che componevano il nome del paese, presente sulla madre di tutte le rotatorie (meglio sarebbe togliere anche la scritta, piuttosto kitsch), la conclusione della sistemazione del viale della Rimembranza non si sa quando avverrà, nel frattempo non è più un viale, mancando molti alberi, alcune vie del centro storico mostrano vistosi rattoppi: che sia street art?

A proposito, la segnaletica di fronte al Pizzicotto è stata aggiornata, indica non più dove dirigersi per raggiungere il centro, bensì il centro storico. Chi non conosce Cavaion, chissà che cosa si aspetterà di vedere!




Si è inaugurato con grande spolvero il TERZO campo di calcio, che, se non ho capito male, stiamo pagando in toto.
Un’altra spesuccia ereditata, d’accordo, ma lo si poteva anche inaugurare con più sobrietà considerato il fatto che l’allora opposizione, l’attuale maggioranza, ne contestava la realizzazione. Ma, si sa, l’importante è la visibilità, il presenzialismo, come suggeriscono gli esperti di marketing.
 
Anche la sistemazione degli introj, è stata portata a termine, quasi, dall’attuale Amministrazione. I finanziamenti, furono ottenuti dalla precedente, o sbaglio?
I nostri, tutti ormai armati, a spese nostre (5.000 Euro) , di tablet per essere sempre connessi, come se dipendessero da loro le sorti del genere umano, si sono accorti che all’Introl della Torre mancano 2 punti luce (i fili sono pencolanti)?
 
Che dire del muretto, all’altezza del civico 36 di via Belvedere, in pieno centro storico, che da anni versa in condizioni disastrose? Nessuno ha mai visto niente?

A quanto pare, per tradizione, né gli Amministratori di Cavaion in prima persona, né i loro collaboratori girano per il paese.

E, sempre a proposito di incompiute: che ne è della Casa della Musica e Centro giovanile?
Se ne parla dal lontano 2008 (Deliberazione Comunale n° 6 del 7.1.2008) e i lavori, stando all’ultimo cartello visto, dovevano essere ultimati il 14.12.2013 (2 anni fa).
Fu inaugurata, in pompa magna, Sabato 26 Aprile 2014 dal Sindaco uscente per far vedere quanto era stato bravo.
Erano presenti anche i “rivoluzionari” giovani dell’associazione culturale LiberaMente. Non hanno nulla da dire?
Sono ConvenienteMente diventati SopitaMente, perché hanno ottenuto altri vantaggi più vantaggiosi (scusate il bisticcio) dall’attuale Amministrazione, della quale sono nelle grazie?

Se andate sulla home-page del loro blog leggerete:

LiberaMente Cavaion
Liberamente è un’attitudine che tutti i cavaionesi dovrebbero adottare. Guardare con spirito critico e informarsi su quello che succede a Cavaion perché solo chi è informato è libero.
Parole, parole, parole … … …

Che dire del tanto decantato Parco fotovoltaico[4].
Solo ora si scopre che il progetto parco fotovoltaico aveva qualche lacuna. L’opposizione, all’epoca, dove era? E, adesso, che cosa intende fare la maggioranza, ex opposizione, non pagare a parte! Non ci ha detto niente in proposito.
Si potrebbe vendere la  ferraglia e ripristinare il preesistente boschetto, di certo molto più ecologico visto che le foglie degli alberi purificano l’aria (fotosintesi clorofilliana).

Di eventuali pensieri/soluzioni relative alla oltremodo redditizia area adibita a pascolo (terreno ex Rizzardi) non se ne parla più.
La Contessa Rizzardi, ed altri con lei, ringraziano e brindano alla nostra salute! E noi paghiamo il conto, anche dal punto di vista paesaggistico.
 


 
Si è passati dalla bufala del Polo scolastico al cabalistico Albero della vita. Che ne dicono le pecorelle?

A proposito di scuola, l’attuale Amministrazione pare abbia un asso nella manica per quanto concerne le elementari.
Mi è stato riferito che se ne è parlato a margine dell’assemblea pubblica tenutasi in Sala Civica giovedì 26 Novembre. Confesso, la colpa è mia, ho abbandonato il luogo prima della conclusione delle presentazioni e così non so cosa sia stato detto in merito. Mi autorizzo, comunque, ad osservare che un tale tema andrebbe affrontato da solo.

L’Amministrazione dovrebbe indire un’assemblea pubblica per esporre, in maniera chiara ed esaustiva, i termini della questione, ovvero lo stato attuale, le esigenze esistenti, le soluzioni possibili, le soluzioni proposte, esponendone vantaggi e svantaggi.
Poiché, a quanto pare, il nuovo edificio scolastico dovrebbe essere il frutto di una sinergia fra Cavaion e Affi, sarebbe opportuno che tale assemblea fosse presieduta dai rispettivi Sindaci affinché alla stessa siano invogliati a partecipare numerosi i cittadini di entrambe le comunità. Dopo tutto spetta loro valutare se sia una geniale soluzione o un’emerita castroneria, perché si stanno spendendo i loro soldi.

Sempre in tema di assemblea, mi aspettavo maggiore concretezza e chiarezza.
Uno porta pazienza, poi la noia e la delusione prendono il sopravvento e rimpiange di non essersene rimasto a casa dedicando il suo tempo a cose migliori.

Purtroppo si sente la mancanza di  una esposizione sintetica, efficace, leggibile ed intellegibile dei dati contabili, servendosi di tabelle e grafici. Proiettare testi e cifre illeggibili se non dotati di telescopio non serve a niente.
Per non parlare dei detto/fatto riassuntivi da parte della Sindaca,  dopo ogni intervento.
Un centrifugato di  Berlusconi e Renzi.

I tempi vanno contenuti: per la parte contabile-amministrativa 20 minuti (30 al massimo), per gli altri 10 minuti ciascuno sono più che sufficienti e arriviamo a 40 minuti complessivi. Totale 60 minuti.
Se si inizia, puntualmente, alle 20.45 alle 21.45 tutto deve essere concluso per lasciar spazio ad osservazioni/interventi da parte del pubblico, sempreché non ci si voglia produrre in un lungo monologo auto celebrativo.
Sarebbe anche meglio anticipare di 15 minuti l’inizio, alle 20.30. Non è certo cominciando tardi che arrivano più persone, ma rendendo interessanti e coinvolgenti gli incontri con la cittadinanza, annunciandoli con un certo anticipo (come per Agostini, per esempio) in modo che le persone possano programmarsi.

Non è strano che su 1839 votanti, nemmeno il 5 percento partecipi alle Assemblee pubbliche di Progetto Paese, più corretto dell’AMMINISTRAZIONE? I posti vuoti erano almeno una quarantina e se la sala è omologata per un centinaio di persone fate un po’ i conti e se al numero dei presenti si sottrae quello di parenti, amici, sodali sempre pronti ad applaudire, quanti ne restano di veramente interessati?

Forse chi si era espresso a favore di Progetto Paese, di quelli che ora tocca a Cavaion, pensava che sì, avessero la bacchetta magica e che, perciò, bastava eleggerli e poi tutto si sarebbe sistemato e i problemi sarebbero stati risolti per incanto.
Forse, lo credevano anche loro, quelli di Progetto Paese, viste le grandi feste organizzate per festeggiare la vittoria.

Adesso,  si sono resi conto che non c’era proprio niente da festeggiare.

Auspicando, per il futuro, una maggiore sobrietà e modestia

Adriana Bozzetto, una extra-comunitaria


[1] Un membro dell’attuale compagine amministrativa collabora in una rivista specializzata in due ruote.
[2] Una delle fondatrici di Te Donna è la nostra Sindaca, tenacemente sostenuta dal gruppo durante la campagna elettorale, però Te Donna non faceva politica, come aveva tenuto a precisarmi una signora fondatrice.
[3] Ho sentito dire, ma attendo conferma dai meglio informati, che per Agostini furono acquistate 100 copie delle sue memorie per un importo di 3.000 Euro.
[4] Presentato ufficialmente alla cittadinanza il 7 Maggio 2013.

 

lunedì 30 novembre 2015

Cavaion Veronese: EMISSIONE SPECIALE!

EMISSIONE SPECIALE delle Poste Italiane patrocinata dall’Associazione per la tutela e la promozione del paesaggio italiano. In questo caso si è voluto testimoniare l’apprezzamento per l’ inserimento armonioso di un edificio di civile abitazione, nel contesto morenico cavaionese.


La tiratura è limitata e invitiamo gli interessati a recarsi al più presto presso il locale Ufficio Postale. Sono a disposizione anche cartoline affrancate con timbratura speciale.

domenica 10 maggio 2015

Territorio, Lombardia e Veneto le più "consumate"

Territorio, consumo di suolo al 7% del totale nazionale. In cima la Lombardia

Articolo de "Il Fatto Quotidiano" del 06 maggio 2015

Il rapporto "Recuperiamo terreno" dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale evidenzia un dato allarmante sulle coste italiane: il 19,4% dei litorale entro i 300 metri dal mare è stato impermeabilizzato. L'aumento del cemento è attribuito alle periferie e alle aree a bassa densità


Le coste italiane sono ricoperte dal cemento: il 19,4% dei litorale entro i 300 metri dal mare è stato impermeabilizzato, così come il 16% tra i 300 e i 1.000 metri. Lo certifica “Recuperiamo terreno – rapporto sul consumo di suolo 2015″, la ricerca redatta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) secondo cui quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500 Kmq, l’equivalente dell’intera costa sarda -, è perso ormai irrimediabilmente e evidenzia come le aree costiere abbiano quasi triplicato il dato nazionale, che stima un consumo complessivo di suolo pari al 7% del territorio nazionale.
Il cemento ha attaccato anche 34mila ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Ma non sono state risparmiate neppure le zone considerate “non consumabili“, montagne, aree a pendenza elevata e zone umide. La percentuale di suolo direttamente impermeabilizzato è salita al 7% (il 158% in più rispetto agli Anni ’50) e ammonta a oltre il 50% il territorio che, anche se non direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti devastanti. Ha rallentato, invece, negli ultimi cinque anni la velocità di consumo, con una media di 6-7 metri quadri al secondo.

Cavaion Veronese - Loc. Ceriel



lunedì 15 dicembre 2014

Calendario 2015 Cavaion Veronese "Il cemento della follia e della speculazione" - Gru senza Ali 6






IL CEMENTO DELLA FOLLIA E DELLA SPECULAZIONE

Il cimento dell’armonia e dell’inventione è una raccolta di dodici concerti composti da Vivaldi tra il 1723 e il 1725. Fra questi i più famosi  sono i primi quattro che, formando un tutt’uno, vengono solitamente riprodotti  insieme:  “Le quattro stagioni”.
Il sottotitolo del calendario Gru senza ali VI[1], Il cemento della follìa e della speculazione (forse avrei dovuto scrivere speculatione) mi è venuto in mente pensando al vivaldiano cimento.

La cosa buffa è che il cimento del prete rosso che allieta le nostre orecchie e il nostro animo e il cemento che ferisce i nostri occhi e ci intristisce hanno la stessa radice, la parola latina “caementum (originariamente caedimentum) dal verbo caedere "tagliare, squadrare", e significò dapprima "pietra squadrata, pietra di cava", o anche "scheggia di marmo". Poi si indicò con la parola caementum anche una sostanza (pozzolana) che, aggiunta alla calce, le conferiva la proprietà di indurire sott'acqua, cioè la rendeva idraulica.[2] 
Infine, sostanza che, interposta fra altri corpi, ha la funzione di unirli saldamente fra di loro.
In senso figurato è ciò che serve a stringere, rinsaldare un vincolo: sentimenti, esperienze.

Dal caementum, materiale composito, si arriva al cimento, una mistura usata un tempo dagli orafi per purificare o saggiare i metalli preziosi ma anche l’operazione stessa del purificare e saggiare, quindi in genere esperienza, saggio, analisi.[3]

Derivato dall’attività orafa è il senso figurato rimasto ai nostri giorni, quello di prova, rischio, provocazione (il famoso tirar a cimento o tirar a siménto, in dialetto).
Più usato del sostantivo è sicuramente il verbo riflessivo cimentarsi, esporsi a cimento, avventurarsi, cimentarsi con qualcuno, affrontarlo, venire a combattimento con lui impegnarsi a fondo in qualche cosa.

A questo punto si può quindi senza dubbio affermare che a Cavaion qualcuno si è cimentato nel cementificare, cementificando rapporti amicali fra venditori di lotti resi miracolosamente edificabili e tecnici progettisti operanti in loco, estensori di esemplari piani per la gestione del territorio mirati alla conservazione della bellezza e delle caratteristiche del paesaggio.

Ora, forse, la crisi ridurrà la presenza di gru nel territorio cavaionese, il che, se da un lato è auspicabile, dall’altro mi mette angoscia perché potrebbe rendermi disoccupata. D’altra parte, questo è il settimo dei calendari-denuncia e, si sa, che il settimo è un anno critico.

Ma, come qualcuno ci ricorda, crisi significa momento di scelta, di decisione forte. Brevemente l’origine di questa parola ormai frequentemente e quotidianamente pronunciata e in merito alla quale continuano a rassicurarci che sta per finire, senza peraltro informarci né sul quando né sul come.
Il termine “crisi”, di derivazione greca, κρίσις (krisis), originariamente indicava la separazione, provenendo infatti dal verbo greco κρίνω (krìno): “separare”, appunto. Il verbo era utilizzato in riferimento alla trebbiatura, cioè all’attività conclusiva nella raccolta del grano, consistente nella separazione della granella del frumento dalla paglia e dalla pula.
Da qui derivò tanto il primo significato di “separare”, quanto quello traslato di “scegliere”. In origine, dunque, il termine era di derivazione agricola.

Il separare il buono dal cattivo comporta una scelta. La crisi ci impone quindi scelte ben precise e, per questo, i periodi di crisi sono, dovrebbero essere, momenti di riflessione e di elaborazione di progetti innovativi anche e talvolta necessariamente di rottura con il passato.

Saprà Cavaion trovare nella crisi, che non risale a qualche mese fa,  l’opportunità verso un cambiamento radicale? E’ ancora in tempo per poterlo attuare? O, forse, cinque anni orsono ha purtroppo perso anche l’ultima, veramente l’ultima, occasione offertale dal destino?

A giudicare dalla scarsa presenza di cittadini alla prima assemblea pubblica dell’attuale Amministrazione, temo di sì.
Nonostante la schiacciante vittoria di Progetto Paese le presenze sono state scarse, mi sembra di poter affermare che un terzo dei posti a disposizione[4] fossero liberi, una trentina. Se poi togliamo la tara, ovvero il numero dei parenti e dei facenti parte il nucleo di PP, arriviamo a numeri veramente risibili.
1839 sono state le preferenze espresse a favore di Progetto Paese, equivalenti al 59% del totale.
Il 27 di Novembre u.s. erano presenti in sala civica Eugenio Turri forse una quarantina di persone, al netto della tara.

Per quanto riguarda i Cavaionesi, soprattutto quelli DOCG, c’è da sospettare che siano ormai mitridatizzati, disperatamente mitridatizzati, sembrano diventati insensibili a tutto. Per contro, da un po’ di tempo a questa parte, fanno molto moto.

Infine, parafrasando il poeta, augurerei alla nuova Prima Cittadina: “che la tua carica, anco tardi venuta, non ti sia grave” e le consiglierei pause rigeneranti, non si può essere dappertutto.
Distaccarsi un po’ dalle cose, dalle situazioni,  serve a vederle sotto un altro aspetto, il che, talvolta, può risultare di grande utilità. Come quando si osserva un’opera d’arte, è necessario allontanarsene per avere una visione del tutto, altrimenti si corre il rischio di vederne solo un particolare e giudicarla solo per quello.

Gli esperti, infine,  affermano che i capi devono essere soli, questo per mantenere equidistanza con tutti e garantirsi una grande libertà nelle decisioni, piacevoli e spiacevoli.              

Adriana Bozzetto -  una extra-comunitaria


Cavaion Veronese
XII - 2014


[1] E’ il sesto calendario intitolato Gru senza ali, in realtà è il settimo. Quello del 2010 aveva per titolo “Il gallo “scomparso

[2] I corsivi sono tratti da:  http://www.treccani.it/vocabolario

[3] Nel 1657 Leopoldo de’ Medici fondò a Firenze l’Accademia del Cimento per lo studio delle scienze fisiche
[4] La Sala Civica è omologata per ospitare 100 persone.

domenica 19 ottobre 2014

Legge consumo del suolo: Merkel l’ha fatta 20 anni fa, in Italia solo annunci

Genova, legge consumo del suolo: Merkel l’ha fatta 20 anni fa, in Italia solo annunci

 

L'alluvione di Genova dimostra come quello del consumo del suolo sia un problema tanto urgente quanto pervicacemente trascurato dalla classe dirigente. Berlino, modello per il governo su diversi temi come quello flessibilità del lavoro, è intervenuta da tempo. E In Italia? In Parlamento giacciono diversi ddl, tra cui uno di iniziativa governativa che ha attraversato 3 esecutivi: Monti, Letta e Renzi. Eppure non c'è stato ministro dell'Ambiente che negli ultimi anni non abbia gridato quanto sia "urgente" intervenire


di del 15 ottobre 2014, tratto dal sito del ilfattoquotidiano.it


“Il nostro modello è la Germania“, spiegava l’11 agosto il premier Matteo Renzi parlando con il Financial Times delle riforme avviate dal governo per combattere la crisi economica. Perché Berlino, nelle parole dell’esecutivo, è un faro da seguire specie in tema di Jobs Act e flessibilità del mondo del lavoro. Eppure dare un’occhiata ogni tanto a quello che fanno i maestri tedeschi anche in altri ambiti risulterebbe utile. Un esempio: la tutela del territorio. La tragedia di Genova dimostra come quello del consumo del suolo sia un problema più che urgente, indifferibile. Tanto indifferibile quanto pervicacemente trascurato dalla classe dirigente tutta, nonostante le dichiarazioni di facciata: secondo il rapporto Ispra 2014, il “fenomeno continua a mantenersi intorno ai 70 ettari al giorno, con oscillazioni marginali nel corso degli ultimi 20 anni”. Berlino, invece, sulla problematica è intervenuta da tempo e, partendo da una situazione peggiore della nostra, si è data un obiettivo: nel 2002 ha approvato una legge per ridurre il consumo di suolo vergine a 30 ettari al giorno entro il 2020. E l’Italia cos’ha fatto? Anni di annunci e neanche una legge.

domenica 16 febbraio 2014

Speculazioni edilizie a Torri del Benaco? No grazie!

"E' giunto il momento di prediligere la salvaguardia dall'ambiente e fermare il consumo del territorio. I servizi sono ormai saturi, a partire dal colettore, progettato per un'urbanistica più ridotta dell'esistente. Il Garda più di quello che c'è non può contenere. Basta nuove espansioni!"
Con queste parole, tratte dal quotidiano l'Arena di Verona del 15 febbraio 2014,Giorgio Pasionelli, attuale sindaco di Torri del Benaco, accoglie la sentenza del Consiglio di Stato che vede respinto il ricorso da parte della Coop Azzurra contro il Comune di Torri  per la lottizzazione “Le Sorte”, presso la frazione di Albisano, ad utilizzo turistico-alberghiera e che tale, dopo la bocciatura del ricorso, dovrà rimanere, insomma un altolà definitivo contro la vendita di seconde case “mascherate” da residence turistici.

Ora focalizzandoci invece su Cavaion V.se, la domanda nasce spontanea: "Perchè l'amministrazione comunale non ha denunciato la ditta costruttrice del "Borgo del Sole"? Nato anch'esso per esser destinato ad uso turistico e ricettivo ma con il fine, fatalità, di essere utilizzato come residenziale?" 
Si vocifera che l'amministrazione cavaionese sia venuta  in soccorso all'impresa, barattando tal trasformazione, con la costruzione gratuita ( eseguita sempre dalla stessa ditta) di un casermone assai brutto, sorto in una location infelice, piú precisamente sul Viale della Rimembranza.
Lascio ai lettori di buon senso far proprie considerazioni e giudicare.

Consiglio di Stato “approva” battaglia urbanistica del Comune di Torri contro le speculazioni edilizie

 Articolo di Annamaria Schiano del 15 febbraio 2014, pubblicato sul blog ReportGarda.com

Torri del Benaco - Lago di Garda (Verona)
Vittoria del Comune di Torri anche al Consiglio di Stato contro la vendita di seconde case “camuffate” da residence turistici. Si chiude, così, il lungo scontro giudiziario tra il Comune di Torri e la Cooperativa Edilizia Azzurra per la lottizzazione turistico-alberghiera “Le Sorte” ad Albisano. Il Consiglio di Stato, mercoledì 12 febbraio, ha confermato la sentenza emessa dal Tar nel 2009 ed ha, così, respinto il ricorso della ditta. “Una sentenza che farà giurisprudenza a livello nazionale –sottolinea soddisfatto il sindaco Giorgio Passionelli- poiché è la prima di questo tenore che è anche entrata nel merito delle questioni”.

lunedì 16 dicembre 2013

Cavaion Veronese, Calendario 2014 "Il solito teatrino" - Gru senza Ali 5





 

CAVAION VERONESE

IL SOLITO TEATRINO


Nell’ambito della tradizionale sagra cavaionese nota come La tersa de Lujo quest’anno abbiamo potuto notare alcune novità: il gruppo di LiberaMente con una mostra fotografica, ma le foto non erano tutte giovanili, e una di arte figurativa gestite dai giovani, che si esibivano anche con una loro band ,e la compagnia Teatro dell’ Attorchio. in un pezzo di satira politica che canzonava il Sindaco.
Il contesto nel quale era stato allestito il teatro era molto suggestivo, il cortile interno di quello che una volta fu un ristorante molto conosciuto ed apprezzato per la sua cucina a base di pesce di mare, il Bellavista.
Il palcoscenico posto a nord-ovest aveva come sfondo il paesaggio, alla maniera dei teatri greci e romani, alcuni ulivi nel retroscena ed uno scorcio del Monte San Michele, sovrastato da una gigantesca gru, quella del cantiere faraonico di via, appunto, San Michele.Nessuna immagine riassume in maniera così chiara e concisa la situazione cavaionese.
Verso la fine di settembre dello scorso anno, a Cavaion apparvero alcuni striscioni, fatti in casa, uno sulla piazza della Chiesa, davanti al pannello esplicativo del Percorso Didattico, uno in via Berengario, affisso alla staccionata del cantiere edilizio che stava costruendo il complesso residenziale denominato Corte 21, ed un terzo fissato alla rete di recinzione del rinomato ed apprezzato Borgo del Sole, all’altezza dei resti della villa romana. Tali striscioni recitavano, rispettivamente:



CAVAION … A SPASSO FRA GRU E CEMENTO

SMETTETE DI FARCI LA CORTE

SALVAGUARDIAMO I NOSTRI BENI CULTURALI

Sembrò che nel grembo dell’assonnata Cavaion stesse per prendere forma una civile, tangibile protesta contro la ormai nauseante e più volte denunciata cementificazione.
Di lì a poco un gruppo di giovani fece il suo ingresso sulla scena: si era dato l’ assai impegnativo nome di LiberaMente, definendosi associazione culturale, e la sera di mercoledì 7 Novembre 2012, in Sala Civica, si presentarono ufficialmente alla cittadinanza, meglio a tutte le persone che gremivano, come non mai prima né dopo, la suddetta sala, per lo più genitori, familiari e amici dei ragazzi, come in occasione dei saggi di fine anno di un’accademia di arte filodrammatica.
Il volantino distribuito per pubblicizzare l’evento riportava gli obiettivi della neonata associazione, fra questi: promuovere lo stop al consumo di territorio e recupero delle strutture esistenti.
Il layout dello stesso: una gru, mattoni, faceva supporre che quello della tutela del paesaggio e del territorio fossero gli argomenti più sentiti dai giovani.
Le occasioni per nuove dimostrazioni di sdegno, di protesta contro il perseverare di una gestione dissennata del territorio cavaionese non sono certo mancate nel corso dell’anno, però si è preferito ritornare al rassicurante torpore di sempre.
Suggerisco perciò al Signor Gregoretti, che metteva adisposizione degli “striscionisti”  non so quanti metri di tela, doppia altezza, di impiegarli per il corredo delle figlie, se ne ha.

Come affermano gli esperti di comunicazione, i problemi vanno taciuti: la gente è stufa di sentirne parlare. In altre parole meglio ignorarli piuttosto che risolverli, i problemi, costa meno in termini di impegno e si è più amati. Non facciamo quindi presente che:
     
    Nel frattempo, è stata demolita una casa e sbancato un bel pezzo di Monte San Michele. Ma, non preoccupiamoci: costruiranno una casa di legno, ad impatto ambientale/atmosferico zero che, quindi compensa l’offesa al paesaggio.

Nel frattempo si è intrapreso lo sbancamento di una collina morenica (fra via San Faustino e Borgo del Sole) sulla sommità della quale si erge, ancora per poco, un boschetto di ulivi, oltre un centinaio.

Nel frattempo sono spariti circa 12.000 mq di verde per dare spazio ad un parco fotovoltaico, che di parco, a parte il nome, non ha nulla, che porterà alle casse del Comune di Cavaion ben 8.000 (ottomila), avente letto bene ottomila Euro all’anno per 10 anni, poi……si vedrà. Sembra che anche qui, come nel caso che segue, l’Amministrazione abbia fornito prova delle sue grandi capacità di programmazione.

Nel frattempo la Casa della Musica non è ancora finita. Il Sindaco aveva dichiarato, nella famosa serata del 7 Novembre 2012, che sarebbe stata inaugurata a Gennaio. Non avendo specificato di che anno, direi che ha affermato quasi la verità, infatti, se andrà bene, potrebbe essere inaugurata a Gennaio del 2014!

Nel frattempo la Bastia, vanto della storia cavaionese e grande attrazione turistica, è ancora inaccessibile ed il Percorso Didattico sempre pietoso.

Nel frattempo è stato liquidato un PAT (Piano di Assalto del Territorio) che prevede nuove colate di cemento grazie ad un’Amministrazione che ben poco ha fatto per informare i cittadini, a parte una serata, il 31 gennaio di quest’anno, con un nutrito numero di relatori, fra questi l’architetto estensore del PAT, per non dire un bel niente, a un’opposizione rassegnata, senza grinta, e a cittadini indifferenti, non motivati, perché non ripetutamente ed esaustivamente informati.
    O, forse, a Cavaion ci sono ancora troppi proprietari terrieri che bramano il poco impegnativo, irresponsabile, “far schei coi quarei”?

Sapete chi ha redatto il PAT?  Sicuramente ne conoscete il nome ma forse nessuno vi ha fatto notare che si tratta di un architetto che, absit iniuria verbis, il territorio di Cavaion lo conosce molto bene.

Via San Michele
Ceriel

     













Cavaion Veronese, un paese da proteggere. Cercasi santo protettore.

mercoledì 4 dicembre 2013

Garda si Guarda con un calendario

"Agriturismo fai da te", "30 Anni di campeggio abusivo!","Sbancamenti sulla rocca"; questi sono alcuni commenti che accompagnano le dodici fotografie del nuovo calendario gardesano 2014 "Garda si... Guarda" uscito lunedì scorso sul blog SalviamoGarda . Un cugino, si potrebbe definire così, della saga dei calendari "Cavaion V.se - Gru senza ali", assai conosciuti da ste parti e non solo.

Del calendario 2014 è uscita una versione video, il quale oltre aver trovato già un buon riscontro tra gli abitanti di Garda, lo  potete visualizzare qui di seguito.




Riportiamo poi lo scritto, accluso alle presenzione del "Garda si... Guarda" 2014, messo nero su bianco dalla Sig.ra Codognola Anna una delle coautrici del calendario  

Inizia un nuovo anno per la nostra Garda, abbiamo sperato fino ad ora che le cose si rimettessero ad andare per il verso giusto, ma purtroppo ancora vediamo lontana la possibilita' che i nostri figli e le future generazioni abbiano benefici dalla attuale gestione del nostro territorio.
La cecita', l'affarismo sfrenato e la mancanza di pianificazione saggia e lungimirante, fanno si' che Garda paghi gia' da oggi un prezzo altissimo...la cementificazione selvaggia e la distruzione sistematica del suo poco territorio, 5 km. quadrati. Il verde sempre piu' ridoto, il taglio degli alberi, addirittura avvelenati, l'inquinamento del suolo, le montagne di calcestruzzo e di seconde case, fanno di questo paese, che dovrebbe essere un gioiello, uno dei peggiori ambiti e con una maggiore cementificazione rispetto a tutti gli altri.
La difesa del territorio deve essere prerogativa di tutti noi, cittadini di questo mondo, una volta distrutto il nostro ambiente non si torna indietro. da tempo noi consiglieri di minoranza ci preoccupiamo di questo, prendendo sul serio questo nostro impegno con la nostra terra, impedendo con ogni mezzo lecito i continui attacchi che subisce, in nome di un benessere falso e corrotto che contrastiamo come possiamo.
Ci attendiamo una mano da tutti, dai piccoli gesti di non sporcare il territorio, alla scelta di non edificare continuamente...l'anno 2014 sara' l'anno del pat, piano regolatore, il territorio subira' una violenza che mai si e' presentata in maniera cosi' massiccia con migliaia di metri cubi. Ci auguriamo che ogni cittadino prenda posizione e soprattutto faccia sentire la propria voce in difesa della nostra amata Garda.
Riflettete! ...Ora potete, non dimenticate!