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giovedì 21 aprile 2016

Prince The Artist 1958 - 2016

Grande musicista
Grande polistrumentista
Grande miscelatore di suoni, voci e ritmi


Goodbye  Icon!
Goodbye  Simbol!

domenica 13 aprile 2014

FestivalRama 2014 Forte Papa - Peschiera del Garda

FESTIVALRAMA: se non hai un festival, costruiscilo!


Mercoledi' 30 Aprile 2014
Nove ore di musica, arte e spettacoli! 
Presso il FORTE PAPA, Via Forte Papa - Peschiera del Garda (Verona)
Apertura  ORE 17:00 - Chiusura ORE 02:00

LIVE STAGE:

● LORD BYRON E LE SUE AMICHE RUSPE (Twist'n'Roll - Surf)

● DISPERATO CIRCO MUSICALE (Brutal Patchanka -Ska - Reggae)
presenta: "Bye bye Gang Band show :-("

● WHAT A CONFUS!ON (Crossover)

● Vetriolica (Alternative Metal Noise)

● Barakas (Sexy Punk - Trash)


BASS STAGE
Powered by: RAMABASS SOUND SYSTEM


● Dj Fazo (Jungle - D'n'B)

● CastapariaSound Verona (Reggae - Dancehall)

● Naty Basstardi (Jungle - D'n'B)

● Tiberias Towa (Digital Reggae - Dub)

● G Bwoy Off (Reggae -Dancehall live)




ACOUSTIC GARDEN

 ● GIORGIBOY (beat_selector) (Electro)

● Benji Banana Acoustic (Acoustic Rock)

● Alessandro Costa (Loop Station Experience)

● Leisure Jazz 5et (Jazz - Fusion)




Ed ancora


● Overspin Crew
Writing Area.

● LiberaMente Cavaion
Art Gallery: mostra pittorica e fotografica (redattrice: Giovanna Faccini).

● Gioco e Realtà
Buskers Show: verrete coinvolti in un esperienza unica con giocolieri, sputafuoco e saltimbanchi.

● Tobia Basketball
Stand Eno-Gastronomico.




INGRESSO + TESSERA: 5 €
INFO LINE: 347 3430153 - 340 0040774 - 320 3743796
MAIL: festivalrama@gmail.com




sabato 13 aprile 2013

Festival Rama 2013, Forte Papa - Peschiera del Garda











Ideato inizialmente come festa di compleanno con lo scopo di far esprimere e conoscere i gruppi musicali del Baldo Garda, il Festival Rama giunge alla sua terza edizione.
 
Non si può che rilevare entusiasmo e soddisfazione dal festeggiato Rama Lorenzo, classe 1987, residente a Cavaion Veronese che in soli tre anni dalla prima edizione, vede la propria "creatura" (portante il suo cognome per chi non lo avesse ancora capito), ritrovare sempre  più,  anno dopo anno, riscontro tra i giovani del loco e non solo, "Tutto è nato perchè nel mio paese mancava un'occasione ed uno spazio dove  potessero suonare le band locali, così, con il pretesto del mio compleanno decisi di inventare il Festival Rama, un momento organizzato da noi musicisti aperto a tutti." Ed il tempo sembra avergli dato ragione, infatti, dopo Cavaion Veronese e Colà di Lazise, quest'anno il Festival si terrà nella suggestiva cornice del forte Papa di Peschiera del Garda con una doppia programmazione in due differenti sale, la prima ospiterà le band locali (Micro Touchs Magics,What a  Confusion, Gang Band, Not Legal For Trade,  4LP , GoodBye DOG) con generi che vanno dal Rap Core all' Alternative Rock passando per il Crossover, Punk,Rap , Ska , Reggae ed altri ; insomma musica per tutti e per chi non ne avesse abbastanza nella seconda sala si esibiranno vari DJ tra i quali MGDK Tiberias Towa, Naty Basstardi,  GiorgiBoy.

Gli organizzatori tengono a sottolineare che  il ricavato della serata verrà devoluto a favore dell' Olympic Basket Verona, squadra di basket in carrozzina.

Ormai sempre meno compleanno, sempre più evento con concerti, dj set, stand gastronomico (gestito dall'associazione sportiva "Tobia Basket Cavaion")  e molto altro ancora,  il FESTIVAL RAMA, con il patrocinio del Comune di Peschiera del Garda, sabato 27 aprile alle ore 19,00 presso il Forte Papa (in Via Forte Papa - Peschiera del Garda) , è pronto ad aprire la le porte al pubblico.


Foto scattata a Colà di Lazise durante la seconda edizione del Festival Rama

domenica 2 settembre 2012

Lazise, musica per mattoni!

Articolo del 19 agosto 2012 tratto dal sito veramente.org

La mafia nostrana a Lazise

Spesso si parla delle infiltrazioni della mafia nell’economia veneta. C’è una mafia molto più insidiosa e più radicata, che viene da vicino e che controlla gran parte dei finanziamenti pubblici e dei capitali provenienti dalle lottizzazioni dei Comuni...
.
Abbiamo letto sui quotidiani il resoconto della presentazione del “grande progetto di Polo Musicale” a Lazise, in località Rocchetti:
“Una superficie coperta di 6.000 metri quadrati che insiste su un´area di complessivi 35.000 metri quadrati dove troveranno spazio aule per la musica, la danza, la musicoterapia, sale registrazione di regia, biblioteca e un teatro estivo e invernale.
Un progetto dal costo complessivo di circa nove milioni di euro, tre dei quali saranno assorbiti dai primi due stralci destinati alla realizzazione dell´area didattica e alle opere di urbanizzazione.
Contemporaneamente ai lavori per il Polo culturale partiranno anche quelli per le urbanizzazioni concesse sempre in località Rocchetti al privato con l´accordo – 10.000 metri cubi di edilizia residenziale popolare e 25.000 metri cubi di edilizia privata libera – e per la sistemazione del lungolago sino al campeggio comunale: un intervento, quest´ultimo, del valore di 800.000 euro sempre pagati, secondo quanto previsto dall´accordo con il Comune, dalla società Area Progresso”.
Vale la pena di farci un giro in località Rocchetti, a due km dal centro di Lazise in direzione Pastrengo, per rendersi conto di quanto sia astrusa la collocazione di un polo che dovrebbe essere facilmente accessibile per gli abitanti di Lazise.
Ma ancora più interessante è scoprire cosa c’è adesso in località Rocchetti. Ci sono:  un enorme fabbricato industriale mai utilizzato (avrebbe dovuto essere una cantina vinicola), una costruzione civile a due piani (mai portata a termine) e tutt’intorno vigneti.
La cantina è stata costruita nei primi anni 2000 con un contributo europeo di 279 milioni di lire, ottenuto attraverso l’Ispettorato Regionale per l’agricoltura. I proprietari della cantina sono gli stessi che, nello stesso periodo, “spianavano” la Prateria del  Maso di Montecchio per impiantarvi un vigneto intensivo. Una serie di gravissimi illeciti amministrativi portarono al sequestro di tutti i terreni per più di un anno.
Ma torniamo a Lazise dove, tra il 2000 e il 2010, con i sindaci Sebastiano e Franceschini, in località La Pezza (la zona compresa fra la Strada Provinciale VR-Lazise e la strada Gardesana, direzione Peschiera) è in atto un vorticoso giro di discutibili lottizzazioni che via via rendono edificabili  zone destinate a verde pubblico e a servizi.
La Provincia (che  a qualcosa evidentemente serve) chiede il ripristino delle zone destinate a verde e a servizi cancellate dalle mappe del Pat ed è a questo punto che viene concepito l’inghippo della Cantina, perché le zone a verde e a servizi vengono spostate, guarda caso, proprio in località Rocchetti, dove ha sede la cantina fantasma, che diventa così la Casa della Cultura e che di colpo vede trasformati tutti i terreni circostanti, attualmente piantati a vigneto, in terreni edificabili (residenziale mc. 25.000,00 e residenziale convenzionato mc. 10.000,00, totale mc. 35.000,00).
Chiunque può fare un calcolo abbastanza preciso del valore in euro di questa trasformazione e il risultato sarà comunque molto superiore al valore calcolato dal Comune di Lazise in € 4.850.000,00.
Come era prevedibile, i nomi delle società titolari dei terreni sono cambiati più volte, passando dalla originaria SOCIETA’ AGRICOLA ROCCHETTI alla attuale  SOCIETA’ AREA PROGRESSO, ma, come tutti sanno, cambiando l’ordine degli addendi (o dei soci), il risultato non cambia.
Il sindaco di Lazise Franceschini, l’architetto Alfredo Pasquetto, il sindaco di Peschiera Chincarini (tutti presenti alla kermesse) sono personaggi noti per il loro impegno nella salvaguardia del territorio, nella tutela dei valori paesaggistici e nella lotta contro la speculazione edilizia nel basso lago.

domenica 15 aprile 2012

CAPAREZZA Eretico Tour - Villafranca di Verona


VILLAFRANCA. Successo del concerto di Caparezza che regala il meglio di sé al PalaCover

Articolo de L'Arena di Verona del 15-04-2012 di Giuliano Brusati 

Oltre due ore di show totale, con brani cantati con il pubblico, effetti luce e video, costumi, cambi di scena e scenette. E soprattutto ironia. 

Duemila corpi che ballano, sudano e ridono insieme, sotto lo sguardo di brace di un rapper/declamatore al massimo della sua potenza affabulatoria. Sarà difficile superarsi, per Caparezza, e aumentare il livello delle sue performance. È stato infatti un vero successo, con oltre duemila biglietti venduti, il concerto dell´artista pugliese, l´altra sera al PalaCover di Villafranca. A proposito: lo spostamento della data dal Palasport cittadino in provincia non ha creato alcun disagio, visto che il promoter Eventi ha messo a disposizione, per chi non avesse saputo del cambio di location, due pullman dalla zona Stadio fino a Villafranca. E il «Capa» ha fatto il resto: oltre due ore di show totale, con effetti luce e video, costumi, cambi di scena, scenette e tanta, tanta musica.
Meno tecnico di Elio e le Storie Tese ma meno noioso, più profondo e tuttavia più leggero di molti altri rapper, e infine più entusiasmante e ironico di tanti cantautori: si potrebbe dire che lo spettacolo di «Testariccia» è il più divertente, oggi, in Italia. Forse i tempi comici degli intermezzi non sono ancora limati alla perfezione e certi testi delle parti recitate non reggono il confronto con quelli delle canzoni; ma siamo di fronte a uno show che, seppure in continuo saliscendi, non cala mai di ritmo.
C´è da dire poi che, con cinque album strapieni di canzoni folgoranti, il «Capa», nel redigere la scaletta di un concerto ha solo l´imbarazzo della scelta (e crediamo che un suo «greatest hits», a questo punto della carriera, potrebbe starci e con ottimi risultati di classifica...).
La successione dei brani al PalaCover è in effetti una specie de «Il meglio di...», non è un caso che il boato che accompagna i brani cresca di canzone in canzone.
A guardare i volti sorridenti dei ragazzi sotto il palco ma soprattutto ammirando stupiti le decine e decine di famiglie con bambini al seguito, felici di saltare e ballare sui ritmi del «Capa», viene proprio da dire che il rapper ricciuto ha quello che si merita. Solo un esempio dell´ironia che contraddistingue i brani e i ragazzi che, davanti al palco, li cantano a memoria: prima del suo Inno verdano, profetico nei confronti delle ultime vicende della Lega Nord e della famiglia Bossi («Marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona»), alcuni tra il pubblico aprono uno striscione con la scritta: «L´unico padano buono è il grana». E chi non salta, è verde. Di rabbia.
Ma Caparezza non è solo attento alle vicende politiche, nel senso dei partiti: è più un rapper sociale, attento alla realtà che lo circonda, vista attraverso le lenti dell´ironia e di un voglia di giocare con le parole per sovvertire i luoghi comuni. E allora via, tutti a ballare su canzoni che parlano di operai veri eroi del nostro tempo, dell´acqua che è una risorsa di tutti, dell´ambiente che è vero bene comune, delle leggi ad personam che spalancheranno una strada pericolosa per un premier futuro... e se non siete d´accordo, va bene lo stesso.
Come dice il «Capa», «io non voglio andare d´accordo; voglio andare, d´accordo?».

domenica 12 febbraio 2012

Whitney Houston 1963 - 2012



"La depressione non conosce big, clochard, casalinghe, e altri; le droghe aiutano a precipitare, nessuno può giudicare! Dobbiamo solo riflettere,e guardarci attorno..." G.S.
Rest in Peace Whitney

mercoledì 3 agosto 2011

VINICIO CAPOSSELA - Marinai, Profeti e Balene Live GARDONE RIVIERA (BS) - Anfiteatro del Vittoriale



In viaggio con Capitan Vinicio Capossela
Diario di Bordo di Sabrina Tramonte

Martedì 26 luglio dell’anno MMXI, dopo una trepidante attesa durata giorni e giorni era finalmente arrivato il momento di salpare e così, con un mezzo poco navale, ma con l’oceano nell’autoradio, io e i miei compagni di viaggio siam partiti dalla sponda veronese del Lago di Garda alla volta della sponda bresciana.
Superato il labirinto delle strade del vino siamo giunti al Vittoriale degli Italiani e attraversato l’arco di quel “io ho quel che ho donato”, non era la nave Puglia del Vate ad attenderci, ma le costole di Vinicio Capossela e del suo equipaggio in una cornice spaventosamente bella.
“Marinai, Profeti e Balene” il programma di viaggio.
Ad un certo momento si è spento il sole e chi l’ha spento sapeva che stava iniziando il concerto: la nave sta…va arrivando!
Era ora di imbarcarsi: “si salpa, si salpa, eccolo …Vinicio”, Vinicio il Capitano e il grande Leviatano in tutta la sua potenza.
Che gioia! Proprio come alla processione dell’Uomo Vivo c’eravamo tutti: la band dei marinai coraggiosi di Capitan Vinicio (con strumenti sorprendenti per la “pesca fuori misura”), Spessotto, Billy Bud, Lord Jim, Job, Goliath, Pryntyl, la Medusa Cha Cha Cha, Calipso, il Minotauro, Aedo, Tiresia (che infatti l’aveva detto), le Sirene “Marinetti”, la Madonna delle Conchiglie, noi della ciurma, persino Dylan era dei nostri.
Tra scie di luci e di catene ebbe inizio il viaggio.
Mentre si navigava a vista sull’oceano oilalà, nel ventre della balena le costole si aprivano e si chiudevano all’unisono lasciando entrare sirene, polpi, giganti, profeti, marinai, in un turbinio di emozioni meravigliose.
Come un’onda gigantesca la musica ci avvolse fuori e dentro l’anima trasportandoci dagli abissi più profondi dell’oceano alle ombre del mito; un oceano di carta e di acqua che ci faceva naufragare e riemergere allo stesso tempo: un vero incanto!
Con la fine della tempesta e del rum anche la bianchezza della balena si fece meno bianca e le parole del grandissimo Capitan Vinicio si impressero nelle nostre menti come un tatuaggio di Queequeg:“se al peggio non c’è limite, vorrà dire che anche al meglio non c’è limite” e così per sempre, attorno ad un pianoforte Seiler, fino ai confini delle Pleiadi.


"Il mare “viniciano”ci si richiuse sopra come all'epoca del grande diluvio ma tutti noi ci siamo salvati per potervelo raccontare."

Avviso ai naviganti:
Una volta immersi nell’oceano di Capitan Vinicio, un incanto di sirene vi avvolgerà, vi ritroverete con 8 braccia, 14 costole, 100 ventose che vi si attaccheranno come un polpo d’amor: sappiate che nessuna altra musica poi potrete più ascoltar!

domenica 16 gennaio 2011

Lacrime di Giulietta il video che spopola su You Tube



Oggi l'amico facebook Gino F. allegandomi il video sopra ha scritto "So che ti piacerà...". Mi piace molto, Gino, la clip di Negrin sia per l'effetto ottenuto e per il suo messaggio a favore del "verde".

Negrin fa piangere. E' boom su YouTube  di Paolo Ferrari
da la Stampa.it del 14/01/2011

Il suo clip «Lacrime di Giulietta» spopola: lui sogna di scrivere una messa

Torino
Nuovo exploit per l'artigianato video musicale torinese. Prodotto in casa, il clip del brano «Lacrime di Giulietta» del chitarrista, pianista e compositore Matteo Negrin ha superato in pochi giorni le 400.000 visioni.

Risultato eccezionale, che continua a crescere: quota mezzo milione non è certo un’utopia, poi chissà. Il successo è frutto di un passaparola curioso, dal momento che la maggior parte dei contatti è targata Asia e Stati Uniti. Luoghi in cui l'arte del «music painting», la pittura legata all'espressione sonora su cui si basa il video, è seguita con interesse da un pubblico eterogeneo. Ma anche da noi il video dilaga; tra i post, quello di un insegnante di liceo che propone di utilizzare brano e immagini per rasserenare l'animo degli studenti durante gli intervalli, accostandoli al tempo stesso a una maniera differente di concepire la musica.

Abituato a scrivere musica e esibirsi in piccoli locali, il trentaseienne Matteo ha le vertigini: «Non me l'aspettavo, il video è nato come primo esperimento di animazione su pentagramma, dal momento che non mi risultano precedenti applicazioni del genere "music painting". Sulla base del brano e di un mio soggetto, mi sono rivolto ai giovanissimi amici di Lab, ovvero Luca Cattaneo, Alberto Filippini e Alice Ninni. Ne è venuto fuori uno storyboard steso su un foglio unico, lungo 12 metri. Su quello abbiamo girato 15 ore di immagini, che poi sono state selezionate e sincronizzate per dare vita ai tre minuti e mezzo di clip che tutto il mondo sta apprezzando».

Il risultato è stupefacente. Le mani di Alice disegnano a tempo intorno alle note automobili e alberi, gru e nuvole, mentre il suono fluisce fresco, naturale, biodegradabile: «Il pezzo fa parte del mio nuovo album, "Glocal Sound", autoprodotto. Non ho una casa discografica e neppure un manager, faccio tutto da me. La presentazione è avvenuta il 18 dicembre all'Artintown, il circolo nel cuore della San Salvario in cui vivo e dove spesso suono con gli amici musicisti e cantautori».

È la famosa nuova boheme del quartiere, un focolaio che si conferma gravido di piccole grandi idee. E che non disdegna l'impegno civile e ambientale: le illustrazioni di «Lacrime di Giulietta» contengono messaggi soft quanto espliciti in materia di riduzione dell'inquinamento, utilizzi di biciclette e mezzi pubblici, risparmio energetico, difesa del verde. Tutto con grazia, senza mai risultare pedanti né didascalici.

Per chi considera i protagonisti di questa nuova scena un po’ freak, basata nel quartiere meticcio per eccellenza, un pugno di spiantati, ecco un percorso personale contromano: «Incido dal 1999, ho vinto la Biennale del Mediterraneo, ho lavorato per la Utet, il Museo Nazionale del Cinema e la sede Rai di Roma. Nel nuovo cd ho messo idealmente il pianoforte di casa mia al centro di San Salvario, facendolo dialogare con tutto quello che gli si muove intorno. Credo che la natura strumentale del progetto aiuti a livello internazionale, non c'è l'ostacolo del testo». Mentre si gode il bel momento, Negrin culla un'ambizione di rango: «Prima di compiere quarant'anni mi piacerebbe comporre una Messa, credo sia un banco di prova decisivo per chi scrive musica. Va da sé che sarebbe interessante contestualizzarla, affidandone la prima esecuzione a un’orchestra multietnica».

Per adesso sbarca il lunario con le tante repliche del varietà «Il Grande Fresco», che porta in giro per l'Italia con il poeta Guido Catalano e il cantautore Federico Sirianni, e con le lunghe «Notti delle chitarre», ancora all'Artintown della cruciale via Berthollet, sorta di laboratorio permanente.

Matteo, del resto, a San Salvario ci è nato; non casca nella retorica e non si inventa talentaccio disperato: "Abito sopra un cinema porno, il Maffei, però forse è meglio non scriverlo. Aspetto la secondo figlia. Vizi? Correggo il caffè con la sambuca"

venerdì 26 giugno 2009

Micheal Jackson 1958 - 2009

Non sono qui per giudicare la persona ma l'artista.
Volenti o no, apprezzate o meno, le sue canzoni le abbiamo ascoltate un po' tutti; è fuor di dubbio ieri è morto un pezzo di musica.

domenica 19 ottobre 2008

Patty la Bambola


18/09/2008 Patty Pravo Arena di Verona

Decisi ad assistere all’evento io e l’Arciere ci siamo recati nel tempio della lirica per ammirare la mitica Patty Pravo…tra centinaia di personaggi particolarmente pittoreschi e geniali ci siamo trovati seduti dietro ad un gruppo di bifolchi venuti ad assistere al concerto non si sa per quale motivo, meno male che tra la folla spiccava con la sua brillantezza naturale Mr. White che unita alla voce di Patty Pravo a fatto si che la serata se pur fredda e disturbata dai “sopraeccitati” bifolchi non abbia perso del tutto quel tocco di classe degno della cantante Veneziana.

martedì 30 settembre 2008

Certe notti in Arena Ligabue 25/09/2008


.......sono tornata....
Giovedì 25/09/2008 sfidando il tempo io e i soliti irriducibili "ligabuiani" siamo andati in arena per il tanto atteso concerto di Liga con l'orchestra sinfonica di Verona...che dire...freddo, umido ma il Liga rimane il Liga...certo ha avuto i suoi problemini iniziali ...l'audio che saltava e un pò di "timidezza" inizale, forse dovuta dall'impresa (7 date)...ma poi saranno state le luci dell'arena, i fans scatenati, la voglia di divertirsi o il lasciarsi andare fatto sta che è partito regalandoci una serata indimenticabile, riuscendo a scaldarci il cuore oltre che le ossa bagnate..grazie Liga.........e come sempre beccatevi questo video perchè come dice il Liga...certe notti sei solo più allegro, più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi......

venerdì 19 settembre 2008

Madonna Sticky and Sweet tour Roma 6 settembre 2008

Sabato 6 settembre, come quattro prodi cavalieri siam partiti da Verona alla volta di Roma, la città del cupolone. Arrivati a Roma ci siamo subito diretti nel luogo deputato allo sport e alla musica dei grandi numeri: l’Olimpico. Ad accoglierci un caldo africano e una massa variegata, multiforme e colorata di persone che sventolava cappelli, magliette, e piume in segno di festa, un pubblico spettacolarmente meraviglioso in "pellegrinaggio" verso quella che doveva essere l’apparizione tanto attesa: Madonna.
Entrati nell’olimpo degli dei, due maestose M incorniciavano un superpalcoscenico da sballo.
Dopo la piacevole introduzione musicale del dj Benny Benassi, le performance del venditore pazzo di noccioline e le mille lucciole degli schermi digitali, comincia lo show. Introdotta da un dolce video tipo fabbrica del cioccolato con giochi di immagini visibili dai giganteschi schermi arriva seduta su un trono la regina, la mitica, la cinquantenne che non sente i TIC TAC..TIC TAC cantando "Candy shop" tratto dall'ultimo album “Hard Candy” dal quale ha anche eseguito i brani:“Beat Goes On”, “Devil Wouldn't Recognize You” dove Madonna cantava all’interno di uno schermo cilindrico, Spanish Lesson, She's Not Me durante la quale la Ciccone si autocelebra maltrattando le sue ballerine vestite con i look degli anni passati, "Heartbeat" con un cuore gigante pulsante e "Miles Away".
Tra un cambio d’abito e l’altro, durante Get stupid, viene fatto riferimento alla campagna elettorale americana, sugli schermi McCaine compare in una sequenza accanto ad Hitler ed altri dittatori, mentre l'immagine di Obama è associata tra gli altri a Gandhi,John Kennedy e Madre Teresa di Calcutta.
Tra le "ever green" una versione rockettara di “Borderline” una delle sue prime canzoni poi una bellissima interpretazione de “La isla bonita” trasformata in un festa gitana con violini, chitarre e balletti seguita da “You must love me”(tratto dalla colonna sonora del film “Evita”). Coinvolgentissima la parte finale con “4 Minutes” (Hard Candy) , “Like a prayer”e che va avanti con “Ray of lights” , poi una “Like a Virgin” cantata in coro con tutti noi del pubblico li presenti, una “Hung up” eseguita con chitarra elettrica in fine la chiusura con “Give it 2 me”(Hard Candy).

E' stato un concerto bellissimo, entusiasmante, energetico che ci ha fatto ricordare il passato, il presente e il futuro.

Alla fine, gasati all'infinito, seguendo due corpi vivi color argento abbiamo abbandonato l’Olimpo della Musica e con le note che ancora giravano per la testa, ci siam immersi in nell' atmosfera ritrovata fuori dallo stadio nel caldo della notte romana tra bancherelle,bar e personaggi.......


Grazie Nati,Baby,Cosmicroom ed Ilfato

P.s. Quarda fino alla fine il nostro video e poi vota qui di fianco il personaggio più incredibile dello Madonna Sticky and sweet tour Roma 2008

Il seguente post è stato scritto da Wind e l'Arciere.

mercoledì 17 settembre 2008

Safari tour Arena di Verona 16 settembre 2008


Ieri martedì 16 settembre 2008 con le mie favolose amiche e dopo un pomeriggio intenso di eventi sono andata in Arena a vedere il tanto atteso Safari Tour.........che dire...non ho parole per descrivere un concerto di 2 ore filate vissuto sempre al massimo. Lorenzo ha dato il massimo ci siamo divertiti noi spettatori ma sono sicura che lui si è divertito molto più di noi...grazie Lorenzo mi hai fatto passare una serata fantastica e soprattutto ogni motivo di rabbia si è dissolto nella notte magica che hai creato nella scenario meraviglioso dell'Arena di Verona. Lo so sono stonata come una campana ma vuoi metter l'emozione provata nel rivedere questo video?......è il caso che lo condivida con voi? .......siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii