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venerdì 11 gennaio 2013

Discorso di Marco Travaglio difronte a Silvio Berlusconi


Tutti i nomi che orbitano ed hanno orbitato attorno al nome di Silvio Berlusconi. Un elenco infinito di amicizie: giuste o sbagliate?

Lettera di Marco Travaglio intitolata "Compagni di merende" , letta durante la puntata di Servizio Pubblico del 10-01-2013;  da stampare ed incorniciare.

martedì 8 novembre 2011

Berlusconi si dimetterà! The dwarf will resign!

                        
Il nano si dimetterà! Il berlusconismo, però, non è finito, occhi bene e sempre aperti da destra a sinistra, da sinistra a destra, passando per il centro.

domenica 26 giugno 2011

Alitalia, anche gli americani se la ridono

Nel 2008 consigliai a Berlusconi di dare in gestione l'Alitalia a Wanna Marchi. Non mi ascoltò, cedendo, la parte "buona" (aerei, slot ecc.) della compagnia tricolore, alla società CAI di Colaninno & C., mentre quella passiva (i debiti)  venne confluita nelle casse dello stato, le nostre casse.
Alla fine l'Alitalia se la papperà a sconto (visto che i debiti li paghiamo noi)  Air France. Bravo Papi bell'affare! Prima di tutto gli italiani.  

Wikileaks. Alitalia, ecco la truffa di B.
di Stefania Maurizi 
Articolo dell'Esperesso del 17 giugno 2011

Nel dossier riservato Usa che pubblichiamo in esclusiva, l'analisi lapidaria dell'amabsciata americana sulla cordata Cai. "È una pagina triste, Berlusconi ha aiutato i suoi amici e fatto pagare i debiti ai contribuenti italiani"

(17 giugno 2011) La cordata Alitalia? "Amiconi del Cavaliere, che si sono presi il meglio della compagnia lasciando ai contribuenti il peso dei debiti". Ora che si ricomincia a parlare di un futuro francese per la compagnia di bandiera, fa effetto leggere il giudizio di Washington sul ruolo di Silvio Berlusconi nella vicenda.

L'analisi, contenuta in un dossier riservato ottenuto da WikiLeaks che "l'Espresso" pubblica in esclusiva, si intitola: "Alitalia vola ancora sotto bandiera italiana, ma a un prezzo alto per l'Italia". A scrivere è Ronald Spogli, l'ambasciatore americano inviato a Roma da George W. Bush, che ha raccontato come tra Berlusconi e Bush ci fosse "un'intesa particolare". Nella stagione di Spogli tra Palazzo Chigi e Casa Bianca c'è stato un filo diretto, che ha fatto nascere operazioni internazionali, missioni militari e grandi affari. Eppure è difficile immaginare un giudizio più tagliente sull'operato del premier. "Durante la campagna elettorale della primavera 2008 l'allora candidato Berlusconi è intervenuto sulla vendita di Alitalia, dichiarando che sarebbe dovuta rimanere "italiana"".

Spogli ricostruisce come durante il governo Prodi l'appello del Cavaliere e le proteste dei sindacati abbiano fatto tramontare l'offerta di Air France-Klm per rilevare la compagnia. "Avendo mandato in fumo l'affare, Berlusconi si è ovviamente ritrovato sotto la pressione politica di dover salvare in qualche modo Alitalia". Allora, per "fornire la sua soluzione italiana Berlusconi ha usato le proprie capacità politiche e personali al fine di convincere un gruppo di ricchi uomini d'affari italiani a dedicarsi al "salvataggio" della compagnia e a preservarne l'italianità".

E' così che sedici investitori formano la Cai, Compagnia aerea italiana. E il risanamento dell'impresa è presto spiegato: "(I sedici, ndr.) saranno aiutati da una legge italiana sulla bancarotta fatta su misura, che permetterà di dividere in due la compagnia: gli obblighi e i debiti di un miliardo di euro rimarranno alla "bad company", che sarà di responsabilità del governo italiano, e Cai si terrà la parte redditizia". L'ambasciatore descrive i sedici uomini d'affari, da Roberto Colaninno a Gilberto Benetton, in un paragrafo dal titolo: "Gli investitori Cai: capitalisti o amici degli amici?".

Poi il commento finale dell'emissario di Bush, lapidario: "La saga Alitalia è un triste memento di come funzionano le cose in Italia e della debole aderenza di Berlusconi ad alcuni principi base del capitalismo del libero mercato. Berlusconi aveva la possibilità di lasciare che questa vicenda fosse gestita come una faccenda di affari e invece ha scelto di politicizzarla (...) un gruppo di amici stretti di Berlusconi sono stati allettati a prendere la porzione sana di Alitalia, lasciando i debiti ai contribuenti italiani. Le regole della bancarotta sono state cambiate nel corso dell'operazione per soddisfare i bisogni del governo (...) il modo in cui questo affare è stato gestito - amicizie, interferenza politica, preferenza per acquirenti italiani e leggi fatte su misura - ha offerto al mondo un chiaro promemoria dei limiti dell'Italia in materia di investimenti".

Tanto più che "resta da vedere se i viaggiatori italiani ne beneficeranno". E che Alitalia ha comunque bisogno di un alleato internazionale, per non restare chiusa nella provincialità. Su questo punto, nel file dell'ottobre 2010 Spogli sottolinea il sostegno della Lega per Lufthansa che promette di mantenere l'hub milanese di Malpensa. Ma meno di tre anni dopo, anche i tedeschi hanno fatto le valigie abbandonando lo scalo lombardo. E tutto torna sulla rotta di Parigi: anni e miliardi buttati via.

mercoledì 9 febbraio 2011

Basta Berlusconi! 12 Febbraio 2011

In molte piazze italiane, il 12 febbraio p.v., si terrà una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di sua maestà  Silvio Berlusconi. Anche Verona sarà protagonista dell'evento, siamone fieri!

Per maggiori info sulle manifestazioni vi rimando al link del blog del popolo viola.
Per info su Verona, P.zza Bra clicca qui.

"L’Italia non è una Repubblica fondata sulla prostituzione. Sabato 12 febbraio scendiamo in piazza anche a Verona per chiedere le dimissioni di Berlusconi. L’idea è quella di scendere in piazza in modo pacifico ma rumoroso con pentole, mestoli, padelle e coperchi. Adesso basta! Berlusconi dimettiti!"

mercoledì 20 ottobre 2010

Il lodo alFINIano

Il Lodo Alfano ritorna alla luce grazie anche al consenso della calcolatrice Fini. Già Fini,  avevo discusso di lui su FaceBook e ho pur scritto un post  sul blog"Oriana Fallaci letterina a Gianfranco Fini".
Dopo aver salvato l'ex ministro Lunardi ieri, futuro ed impunità ha dato il nulla osta al "salvagente" per il papi premier con un Lodo retroattivo  che comporterà la sospensione dei processi cominciati prima del conferimento del mandato.
Se tutto andrà ha buon fine il presidente del consiglio potrà portare avanti il suo programma con serenità e motivazione, perché capiamoci bene,egli ha a cuore i problemi degli italiani. 
P.S. La base di FLI mugugna....ma che vi aspettavate avete ascoltato bene il discorso di Mirabello?



Fli: continuano a F(ottere) L’I(talia) di Massimo Donaldi

E continuano a (F)ottere (L)’ (I)talia… Al pentimento tardivo dei finiani non abbiamo mai creduto. I fatti, purtroppo, ci hanno dato ragione. Ieri è stata scritta una pagina nerissima per la politica e per la giustizia in Italia. In Senato la commissione Affari Costituzionali ha approvato la retroattivita’ del Lodo Alfano, l’aula della Camera, per non essere da meno, ha votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Lunardi. In entrambi i casi col voto favorevole di Futuro e Libertà. Evidentemente la legalità per loro si difende a giorni alterni, magari nei week end, quando si parla in libertà ma non ci si impegna col voto parlamentare. Legalità a chiacchiere dunque, una scelta di posizionamento elettorale all’interno del centrodestra, ma nulla di più. Hanno posto la questione dell’etica politica solo per differenziarsi a parole da Berlusconi ed i suoi, perché nel paese dei ciechi gli orbi regnano e gli è facile nel centrodestra apparire cultori della legalità.

Ma in Italia, per fortuna, c’è anche gente che ci vede bene. Con il Lodo Alfano costituzionale si fa scempio del principio di uguaglianza. Da ieri la legge non è più uguale per tutti in linea di principio, anche se il Lodo Alfano costituzionale non è ancora una norma attiva nel nostro ordinamento. Per Berlusconi non vale, lui è esente da qualsiasi responsabilità, non è processabile per nessun reato commesso. Né prima, né dopo, né durante il suo mandato di presidente del Consiglio. Si potrebbe  chiamare impunità. Un mostro giuridico che non esiste in nessun paese. E non credete alla favola che raccontano i giornali e le televisioni di regime: nei paesi in cui ci sono leggi che proteggono le alte cariche dello Stato, in genere il presidente della Repubblica, lo fanno solo per ciò che dice e che fa nel corso del suo mandato. E limitatamente a reati connessi all’esercizio delle sue funzioni. Stop.

Berlusconi governa, con poche interruzioni e di durata limitata, a parte la legislatura 1996-2000, dal 1994. Da 17 anni riesce a sfuggire ai processi, grazie anche alle sue vergognose leggi ad  personam. Il suo teorema prevede che chi ha il consenso non può essere giudicato. Le accuse, per quanto gravi, non contano, conta solo il consenso. Significa che ha spostato la giustizia dal piano giudiziario a quello elettorale e politico. Una caratteristica propria delle dittature e dei regimi. In molti speravano che i finiani potessero finalmente recuperare un po’ di dignità politica dopo tre lustri passati con la schiena piegata a 90 gradi. Non lo hanno fatto. Fli ha risposto al richiamo della foresta, ha obbedito ancora una volta alla voce del padrone. Nel centrodestra italiano c’è un  ancestrale repulsione alla legalità ed al diritto.

lunedì 27 settembre 2010

No B DAY 2

 
Il 2 ottobre p.v. si svolgera a Roma la manifestazione NO B DAY 2. Il concentramento è previsto per le ore 14  in piazza della Repubblica da dove partirà il corteo che si concluderà in piazza San Giovanni. A piazza San Giovanni sono previsti interventi e spettacoli. Ecco il link per aver maggiori informazioni:                        

Sito:           http://noberlusconiday2.wordpress.com
Facebook:  No B Day 2 - Io resisto e Tu?
E-mail:        popoloviola.stampa@gmail.com


Berlusconi è al capolinea, minoranza nel Paese e in Parlamento, inviso alla maggioranza dei cittadini, a molti dei suoi stessi elettori e a settori decisivi della coalizione che lo ha portato al governo garantendogli impunità e favorendo la difesa dei suoi interessi privati.
Col primo “No Berlusconi Day” abbiamo chiesto le dimissioni di Berlusconi portando in piazza un milione di persone e aprendo la grande stagione di battaglie civili e di risveglio sociale che ha caratterizzato la storia politica del Paese dal 5 dicembre ad oggi, dalle iniziative in difesa della Costituzione e contro il legittimo impedimento e il processo breve fino alla grande campagna contro la legge bavaglio pensata da Berlusconi per proteggere se stesso e le “cricche” che lo sostengono e per salvare dai processi e dal giudizio dell’opinione pubblica gli indagati, i condannati, i corrotti, i corruttori e i mafiosi presenti all’interno del suo governo, del Parlamento e nella rete di poteri, spesso occulti come la P3, che tiene in piedi il cosiddetto berlusconismo.
Col secondo “No Berlusconi Day” ribadiamo l’urgenza di mandare a casa Berlusconi e tutto il governo da lui presieduto, artefice tra l’altro del disastro sociale ed economico del Paese, della distruzione della dimensione pubblica, a partire dalla scuola e dall’Università, e massima espressione del degrado morale e del dilagare del fenomeno della corruzione che attraversa, come e più di Tangentopoli, le istituzioni e la classe politica come dimostrano i casi Scajola, Brancher, Bertolaso, Cosentino, Dell’Utri, Verdini solo per citarne alcuni.
Per  lasciarci alle spalle la lunga e drammatica fase storica del berlusconismo, iniziata nel ’94 con la nascita di Forza Italia sostenuta dalla mafia, non bastano le dimissioni di Berlusconi e del governo: occorre operare un radicale cambiamento delle condizioni politiche e culturali che ne hanno favorito la nascita e lo sviluppo, in particolare attraverso il ricorso ai mezzi di informazione di proprietà di Berlusconi sin dalla sua “discesa in campo”.
Per questo chiediamo che dopo le dimissioni di Berlusconi si operi tempestivamente 1) per la modifica dell’attuale legge elettorale e 2) per una nuova legge sul conflitto di interessi che impedisca il riproporsi dei nuovi Berlusconi.
E poi subito al voto per nuove elezioni libere e democratiche.
Invitiamo i cittadini, le associazioni, le forze democratiche e la libera stampa a partecipare e sostenere il “No Berlusconi Day 2″ che si terrà a Roma, sabato 2 ottobre 2010, con un corteo che, partendo da piazza della Repubblica alle ore 14 si concluderà in piazza San Giovanni
Il popolo viola
Per aderire all’appello scrivere a: fondatorenobday@hotmail.it specificando nell’oggetto “Appello”

mercoledì 26 maggio 2010

Occhio non vede, cuore non duole (che la legge sulle intercettazioni sia un bene?)


Le sottili considerazioni di Maddalena Balsamo sulla legge intercettazioni,che, sotto un'altro punto di vista, potrebbe considerarsi più un bene che un male...

mercoledì 3 marzo 2010

Sonia Alfano e le TV italiane


Sonia Alfano ha una peculiarità in più rispetto ad altri eurodeputati eletti in Italia, la sua candidatura non è nata da compromessi o artifizi partoriti dall'alto bensì proviene dalla rete, “dal basso” da una delle parti più civili della nostra società.
Nel video l’Alfano espone , con tutta la sua franchezza, varie caratteristiche delle TV generaliste italiane iniziando dalle reti Mediaset arrivando a quelle di stato .

P.s. Appena riesco preparo l'altro video con la Sonia

lunedì 28 dicembre 2009

Messaggio - Discorso di fine anno de La Nebbia e La Neve


Il messaggio non vuol far nessun tifo a partiti e movimenti.
Nel discorso si discute di internet, "la rete come mezzo di piena democrazia" se ben usata, dove tutto si "ripiana" e dove le gerarchie e gli ostacoli vengon meno.
Non si parla bene di Papi e della casta.
Ma si cita l'UMILTA', una virtù,......l'anticamera di tutte le perfezioni.

sabato 26 dicembre 2009

Benedetto Silvio!(...o Silvio Benedetto...?)



Dopo quello che è accaduto nella basilica di San Pietro durante la notte della vigilia, vi prego di non confondere Silvio con il Papa o il Papa con Silvio.  Maddalena Balsamo attrice e Youtuber ce ne spiega qualcosa, guarda il video.

mercoledì 16 dicembre 2009

NO D'ALEMA DAY

Per esserci la luce deve esserci l'oscurità ... te lo ricordi il video.
Se c'è stato un NO B Day per forza di cose e coerenza deve esserci anche un NO D' Day.
Massimo D'Alema è il simbolo di una opposizione che nei fatti non è mai esistita in quanto non ha mai e poi mai preso  seri provvedimenti per fermare Papi, anzi si è ben amalgamata a questo, indulti, conflitti di interesse MAI seriamente risolti ecc., insomma  inciuci su inciuci.
Piero Ricca ha fondato il gruppo facebook ufficiale "NO D'ALEMA DAY Contro gli inciuci, per un'opposizione intransigente", Piero Ricca è una persona pluriconosciuta e di grande senso civico, questo sta a   garantire la serietà del gruppo e dell'iniziativa.Vi lascio con le sue parole:

Gruppo ufficiale di cittadini consapevoli delle responsabilità storiche dei falsi oppositori di Berlusconi. Lanciamo una manifestazione per denunciare quindici anni di inciuci, compromessi, subalternità, tatticismi, vigliaccheria e corruzione morale di una parte consistente dei dirigenti politici che avrebbero dovuto rappresentare l'alternativa al berlusconismo, mentre in realtà ne sono stati contaminati. Massimo D'alema è il simbolo di questa politica suicida che non ha mai fatto nulla per risolvere il conflitto d'interessi e la concentrazione del potere televisivo e pubblicitario, che ha sempre sottovalutato la priorità della questione morale, che si è fatta imporre il vocabolario da un affarista estraneo alla democrazia. Cacciare Berlusconi, i suoi complici e i suoi servi è fondamentale. Tra i complici e i servi ci sono i suoi finti oppositori, a cominciare da Massimo D'alema.

domenica 6 dicembre 2009

NO B-DAY AFTER


Non ho voglia di scrivere tanto sai, avete visto le immagini di ieri della manifestazione NO-BERLUSCONI DAY, la folla veniva inquadrata solo in rare occasioni, come per i V-Day i vaffanculo day. Il pensiero mi va immediatamente ai viaggi in Polonia di Papa Giovanni Paolo II°  il quale veniva inquadrato, dalla TV di regime, sempre in primo piano perchè non si vedessero "le maree" di persone che lo circondavano.....
Riporto qui sotto le considerazioni,da tener conto, di Beppe Grillo dal post  No B-Day...
 Berlusconi ha i giorni contati, preparate lo spumante.
Ma gli altri? I suoi luridi fiancheggiatori? Quelli ce li dobbiamo tenere? Eliminato il ratto che ci ha contagiato, dovremo convivere con la peste bubbonica?Il No B Day va intestato ai partiti e all'informazione. Berlusconi è l'effetto, non la causa della degenerazione del Paese. Se non interveniamo sulle cause, la metastasi continuerà.Il No B Day va intestato a tutti i signor B di questo Paese, da Bondi a Bersani, da Boaniuti a Bassolino a Bossi. Dobbiamo liberarcene con la ramazza. Stanno preparando la successione. I compagni di porcate di Berlusconi sono in tutto l'arco costituzionale, in tutti i giornali pagati dalle nostre tasse. Si stanno mettendo d'accordo.Nel 2008 a piazza Navona il mio discorso, quello di Travaglio, della Guzzanti, di Antonio Di Pietro vennero tacciati come eversivi dal Pdmenoelle e da molte anime belle che sono oggi in sfilata. Veltroni che appoggia il no B Day chiese allora a Di Pietro di rientrare nel recinto razionale e riformista... Molti inciucisti si accodano alla manifestazione come se non fosse successo nulla. Non erano presenti in aula per lo Scudo Fiscale come la fata turchina Melandri, ma protesteranno vigorosamente contro Berlusconi. Potevano fare cadere il governo con il voto di fiducia, ma indosseranno un fazzoletto viola. Morto Berlusconi se ne fa un altro, Si chiama Fini, ha l'appoggio della Confindustria, viene venduto come la vera anima della sinistra. Un signore che sa tutto di Berlusconi, Dell'Utri, Previti e ha mangiato nel loro piatto per QUINDICI ANNI. Il futuro è già disegnato a tavolino da D'Alema e dagli orfani di Berlusconi. Lo stanno seppellendo vivo. Lo psiconano va abbattuto come simbolo, ma poi bisogna finire il lavoro. Altrimenti ci toccherà rimpiangerlo".
P.s. Il video sopra lo potete ristrovare come gli altri su Lanebbiaelaneve TV

domenica 22 novembre 2009

NO BERLUSCONI DAY

Nato dal "basso", nell'ottobre scorso, da dei Blogger Democratici, il NO BERLUSCONI DAY.
Una manifestazione nazionale , per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi,  che si terrà a Roma sabato 5 dicembre - h 14,00 con partenza da p.zza della Repubblica e a Milano sempre lo stesso giorno h 14,00 con partenza da p.zza Fontana.
L'evento non è organizzato da partiti,  chi parteciperà è invitato semplicemente ad indossare qualcosa di color viola una maglietta, un berretto, una fascia ecc.
Prima di lasciarvi all'appello degli organizzatori vi allego due link, il primo e del sito ufficiale, mentre il secondo è quello della pagina facebook dalla quale puoi contattare i referenti della tua città o paese,  per prender parte al NO BERLUSCONI DAY.

Sito:           www.noberlusconiday.org
Facebook:  http://www.facebook.com/no.berlusconi.day
E-mail:        noberlusconiday@hotmail.it

ILTESTO DELL’APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.

Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

sabato 14 novembre 2009

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO di Roberto Saviano

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO


Firma anche tu l'appello

lunedì 19 ottobre 2009

ART.21 della COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA


Metto all'attenzione questo bel video dello youtuber TheAB74

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie alIbuon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."

giovedì 24 settembre 2009

Marcello Dell'Utri non verrà alla Fiera del riso di Isola Della Scala


Finalmente! Una volta ogni tanto si ha qualche soddisfazione!
Grazie Maciello!

Riporto qui sotto pari pari le parole del gruppo Facebook " NO a Marcello Dell'Utri a Isola della Scala" che ora si denomina "ANNULLATO l' incontro con Marcello Dell'Utri a Isola della Scala"

ABBIAMO VINTO!!!

L'INCONTRO SUI DIARI INEDITI DI MUSSOLINI CON IL SENATORE MARCELLO DELL'UTRI PROGRAMMATO PER IL 29/09/2009 NON SI TERRA'
GRAZIE E BUONA FIERA DEL RISO A TUTTI!!!!!

Dal sito Fiera del Riso:
L'incontro sui Diari inediti di Mussolini con il Senatore Marcello dell'Utri programmato per il 29 settembre alla Fiera del Riso di Isola Scala non si terrà. Le motivazioni le ha date Massimo Gazzani, presidente dell'Ente Fiera di Isola della Scala che organizza la Fiera del Riso.

"E' stato travisato lo spirito dell'iniziativa che voleva essere culturale e non politica. Infatti Dell'Utri non è stato invitato come Senatore ma come appassionato ed esperto di libri antichi e possessore di questi diari che potevano alimentare un interessante dibattito. Abbiamo deciso di non tenere l'incontro perché la Fiera è popolare e tale deve rimanere, vicina alle famiglie e agli appassionati del nostro riso e della nostra manifestazione. Sulle vicende giudiziarie dell'invitato ritengo sia sciocco che si esprima un ente fiera quando vi sono sedi assai più autorevoli e opportune di quella rappresentata da una fiera popolare".
Oggi pomeriggio Gazzani si è incontrato con Giovanni Miozzi, sindaco del Comune di Isola della Scala che è socio unico dell'Ente Fiera.
"L'Ente Fiera ha deciso, come sempre, in autonomia - ha affermato Miozzi - e i dati della Fiera stanno dando e hanno dato sempre ragione a questo Cda e a Gazzani. Dunque rispetto la scelta fatta oggi sull'incontro del 29 settembre".


Grazie per la cortese attenzione
Ente Fiera di Isola della Scala
Via Vittorio Veneto 4
37063 Isola della Scala (Vr)
fax. 045 7302596 tel 045 7300089