"Il non cercare l'approvazione degli altri, il non dover più giustificare con nessuno per essere chi sei,una persona rara, unica e fiera"
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martedì 25 giugno 2013
Salvate il Lago Benaco!!! (Lago di Garda)
Video ideato, diretto e prodotto da Adriana Bozzetto
Distribuito da LanebbiaelaneveTV
venerdì 26 ottobre 2012
Città del futuro: non solo smart, al centro la qualità della vita
Dal Corriere della Sera del 04-10-12
Lo sviluppo di smart grid, reti
intelligenti che non si limitano al trasporto di energia, ma la
gestiscono scambiando informazioni tra chi la consuma e chi la genera. E
il verde, considerato un elemento costitutivo della progettazione e
della pianificazione architettonica, imprescindibile perché abbatte fino
al 30% i consumi energetici svolgendo l’azione di biofiltro degli
inquinanti atmosferici. La città del futuro dovrà necessariamente essere
una smart city ricca di verde. Se ne è parlato a Como lo scorso 28
settembre, durante la presentazione di Energia in città: scenari e riflessioni sugli aspetti energetici nell’ambiente urbano,
studio realizzato da un gruppo di lavoro interdisciplinare composto da
ingegneri, chimici, fisici, ecologi, architetti paesaggisti e urbanisti,
geografi, economisti ambientali coordinati dal Centro Volta di Como
insieme a Edison.
OLTRE I LIMITI - «Il Nord Italia detiene il record per il superamento della soglia limite di ozono di 240 microgrammi (μg) al metro cubo (m³). In Lombardia sono stati raggiunti anche i 300 μg/m³, è stato detto. Non va meglio per il PM10 che supera i 50 μg/m³ per più dei 35 giorni all’anno consentiti dalla normativa. Milano e Como hanno i picchi di 140 e 70 giorni di superamento». Come intervenire?
INTERVENTI - Secondo gli autori dello studio le città italiane potrebbero ridurre l’inquinamento atmosferico fino al 30% nell’arco di vent'anni grazie a un programma che le renda efficienti a livello energetico e le riqualifichi dal punto di vista urbanistico. Con interventi sul riscaldamento e sulla mobilità, con il ricorso alle fonti rinnovabili e un consumo intelligente di energia, con interventi di architettura verde. Oltre alle reti intelligenti che consentirebbero ai consumatori di partecipare fornendo energia al sistema e ricevendo in cambio un’adeguata remunerazione, il modello di città futura presentato a Como prevede una notevole riduzione delle emissioni inquinanti grazie al risparmio energetico in ambito edilizio.
I VALORI - Come è stato detto, William Rees, inventore del concetto di impronta ecologica, ha definito la città «la forma di sviluppo residenziale più costosa dal punto di vista economico, ambientale e sociale finora inventata dall’uomo». Le grandi periferie urbane delle città europee sono caratterizzate da blocchi residenziali a più piani, circondati spesso da spazi vuoti costituiti da prati, strade e parcheggi. «Nella città contemporanea stiamo assistendo alla scomparsa di due elementi ritenuti fondamentali per una futura ricostituzione della sostenibilità: il legame tra le persone, cioè il valore di relazione, e il legame tra le persone e lo spazio urbano, ovvero valore di appartenenza in relazione al genius loci», hanno spiegato i progettisti.
CITTÀ SOSTENIBILE - Per costruire una città sostenibile è necessario prestare attenzione all’ambiente non solo inteso come supporto naturale o ecologico, ma anche come comunità locale direttamente coinvolta nelle decisioni progettuali. Insomma, non è sufficiente scegliere materiali e soluzioni che riducono le emissioni inquinanti, anche se muoversi in questa direzione significa risparmi energetici tra il 15% e il 30%. «Se di fronte a nuove azioni che andranno a svolgersi in direzione del contenimento dei consumi energetici, le città non dovessero in un futuro adottare innovative strategie di programmazione e pianificazione urbanistica, queste potrebbero essere soggette a una perdita di qualità del vivere, in termini di benessere, inteso come qualità dello spazio esistenziale dell’uomo».
Anna Tagliacarne 4 ottobre 2012 (modifica il 8 ottobre 2012)
Lo sviluppo di smart grid, reti
intelligenti che non si limitano al trasporto di energia, ma la
gestiscono scambiando informazioni tra chi la consuma e chi la genera. E
il verde, considerato un elemento costitutivo della progettazione e
della pianificazione architettonica, imprescindibile perché abbatte fino
al 30% i consumi energetici svolgendo l’azione di biofiltro degli
inquinanti atmosferici. La città del futuro dovrà necessariamente essere
una smart city ricca di verde. Se ne è parlato a Como lo scorso 28
settembre, durante la presentazione di Energia in città: scenari e riflessioni sugli aspetti energetici nell’ambiente urbano,
studio realizzato da un gruppo di lavoro interdisciplinare composto da
ingegneri, chimici, fisici, ecologi, architetti paesaggisti e urbanisti,
geografi, economisti ambientali coordinati dal Centro Volta di Como
insieme a Edison. OLTRE I LIMITI - «Il Nord Italia detiene il record per il superamento della soglia limite di ozono di 240 microgrammi (μg) al metro cubo (m³). In Lombardia sono stati raggiunti anche i 300 μg/m³, è stato detto. Non va meglio per il PM10 che supera i 50 μg/m³ per più dei 35 giorni all’anno consentiti dalla normativa. Milano e Como hanno i picchi di 140 e 70 giorni di superamento». Come intervenire?
INTERVENTI - Secondo gli autori dello studio le città italiane potrebbero ridurre l’inquinamento atmosferico fino al 30% nell’arco di vent'anni grazie a un programma che le renda efficienti a livello energetico e le riqualifichi dal punto di vista urbanistico. Con interventi sul riscaldamento e sulla mobilità, con il ricorso alle fonti rinnovabili e un consumo intelligente di energia, con interventi di architettura verde. Oltre alle reti intelligenti che consentirebbero ai consumatori di partecipare fornendo energia al sistema e ricevendo in cambio un’adeguata remunerazione, il modello di città futura presentato a Como prevede una notevole riduzione delle emissioni inquinanti grazie al risparmio energetico in ambito edilizio.
I VALORI - Come è stato detto, William Rees, inventore del concetto di impronta ecologica, ha definito la città «la forma di sviluppo residenziale più costosa dal punto di vista economico, ambientale e sociale finora inventata dall’uomo». Le grandi periferie urbane delle città europee sono caratterizzate da blocchi residenziali a più piani, circondati spesso da spazi vuoti costituiti da prati, strade e parcheggi. «Nella città contemporanea stiamo assistendo alla scomparsa di due elementi ritenuti fondamentali per una futura ricostituzione della sostenibilità: il legame tra le persone, cioè il valore di relazione, e il legame tra le persone e lo spazio urbano, ovvero valore di appartenenza in relazione al genius loci», hanno spiegato i progettisti.
CITTÀ SOSTENIBILE - Per costruire una città sostenibile è necessario prestare attenzione all’ambiente non solo inteso come supporto naturale o ecologico, ma anche come comunità locale direttamente coinvolta nelle decisioni progettuali. Insomma, non è sufficiente scegliere materiali e soluzioni che riducono le emissioni inquinanti, anche se muoversi in questa direzione significa risparmi energetici tra il 15% e il 30%. «Se di fronte a nuove azioni che andranno a svolgersi in direzione del contenimento dei consumi energetici, le città non dovessero in un futuro adottare innovative strategie di programmazione e pianificazione urbanistica, queste potrebbero essere soggette a una perdita di qualità del vivere, in termini di benessere, inteso come qualità dello spazio esistenziale dell’uomo».
Anna Tagliacarne 4 ottobre 2012 (modifica il 8 ottobre 2012)
mercoledì 23 giugno 2010
Affi, Brentino Belluno, Cavaion, Dolcè, Rivoli, Fumane, comuni retrocessi perché hanno l’'aria inquinata
Quante lacrime di coccodrillo...... ma chi ricopre ruoli di responsabilità ha cercato di adottare politiche tali da evitare ciò? Ma pensate sia finita qui? Lor signori, a me sembra, "abbiano nel cassetto" nuove tangenziali, centri commerciali pure travestiti da ippodromi, autodromi, autostrade cittadine, inceneritori incementificati ed ancora il continuo ed insensato consumo del territorio....
P.s. Grazie Gino per la segnalazione
Articolo del'Arena del Verona del 21-22 giugno 2010
AMBIENTE. Brutta sorpresa dalle analisi dell’Arpav sulle polveri sottili: nel gruppo dei bocciati anche Fumane
Altri sei Comuni retrocessi perché hanno l’aria inquinata
Affi, Brentino Belluno, Cavaion Dolcè, Rivoli, Fumane: si studia un piano d’azione e la Provincia chiede aiuto ad autostrade e Fs
C'è una novità nel Veronese. E non è piacevole, perché anche zone la cui aria era considerata finora relativamente pulita, sono risultate altamente inquinate. In base ai rilevamenti dell’Arpav, sei Comuni veronesi sono stati retrocessi nella categoria più a rischio per qualità dell'aria, la cosiddetta «fascia A». Sono: Affi, Brentino Belluno, Cavaion, Dolcé, Fumane e Rivoli, che passano quindi dalla fascia meno inquinata, la «C», alla «A2». La legge impone di non superare il limite giornaliero di polveri sottili in atmosfera di 50 microgrammi per metro cubo e il superamento per oltre 35 volte in un anno di questo valore massimo pone automaticamente l'area sofferente in fascia A.
È una misura prevista dal Piano di risanamento! dell'aria della Regione, per indicare i Comuni in cui l'inquinamento è decisamente oltre i limiti di legge e dove vanno presi provvedimenti, anche drastici, per riportarlo entro i parametri stabiliti dal decreto del ministero dell'Ambiente del 60 del 2002. La Provincia ha dunque convocato un tavolo tecnico zonale (ttz) con tutti i Comuni del Veronese per studiare un piano d'azione urgente e univoco per contrastare insieme e in modo efficace il fenomeno.
È il vicepresidente e assessore all'ambiente, Fabio Venturi, a spiegare la strategia per non trovarsi in emergenza il prossimo inverno: «Partendo dalla legge regionale antismog, cioè dal piano di risanamento dell'aria, questa battaglia non va combattuta dai singoli Comuni, visto che tutti gli esperti e tutti i dati a disposizione concordano nel far ritenere la pianura veneta omogeneamente inquinata dal particolato. Per l'Arpav sono circa un centinaio i Comuni che nel Veneto superano i limiti di legge! per il pm10, inseriti perciò in fascia A. La Provincia s! i propone quindi nel ruolo di coordinatrice delle misure antismog che dovranno essere adottate in modo più diffuso, dunque più efficace».
Una delle azioni di cui l'assessore Venturi ha discusso in Loggia di Fra' Giocondo con i rappresentati dei 98 Comuni veronesi e il direttore di Arpav, Giancarlo Cunego, è la nuova zonizzazione per i sei paesi «retrocessi» nella categoria cui già appartengono Verona e i 18 Comuni della cintura urbana. Ora dovranno redigere un piano d'azione per la lotta all'inquinamento e non sarà più sufficiente il preesistente piano di mantenimento della qualità dell'aria. «Questi sei Comuni non saranno lasciati soli», garantisce l'assessore Fabio Venturi, che conclude: «Oggi abbiamo proposto alcune novità tecniche ed economiche che metteremo in campo assieme ad Arpav. Ci sarà infatti un piccolo sostegno da parte nostra alla redazione dei piani d'azione, mentre Arpav fornir! 4; il supporto tecnico. Ma la novità più interessante riguarda le società autostradali, cui chiederò aiuti per interventi di mitigazione della pressione ambientale e una quota dei pedaggi da investire sul nostro ambiente. Sarà perciò importante avere un vertice amico in Serenissima. Il coinvolgimento nella lotta allo smog riguarda anche il fronte delle auto private, che andrebbero usate il meno possibile. Per questo chiederemo a Trenitalia e Atv di applicare tariffe ridotte per studenti e pendolari, per incentivare il trasporto pubblico».
Altri sei Comuni retrocessi perché hanno l’aria inquinata
Affi, Brentino Belluno, Cavaion Dolcè, Rivoli, Fumane: si studia un piano d’azione e la Provincia chiede aiuto ad autostrade e Fs
C'è una novità nel Veronese. E non è piacevole, perché anche zone la cui aria era considerata finora relativamente pulita, sono risultate altamente inquinate. In base ai rilevamenti dell’Arpav, sei Comuni veronesi sono stati retrocessi nella categoria più a rischio per qualità dell'aria, la cosiddetta «fascia A». Sono: Affi, Brentino Belluno, Cavaion, Dolcé, Fumane e Rivoli, che passano quindi dalla fascia meno inquinata, la «C», alla «A2». La legge impone di non superare il limite giornaliero di polveri sottili in atmosfera di 50 microgrammi per metro cubo e il superamento per oltre 35 volte in un anno di questo valore massimo pone automaticamente l'area sofferente in fascia A.
È una misura prevista dal Piano di risanamento! dell'aria della Regione, per indicare i Comuni in cui l'inquinamento è decisamente oltre i limiti di legge e dove vanno presi provvedimenti, anche drastici, per riportarlo entro i parametri stabiliti dal decreto del ministero dell'Ambiente del 60 del 2002. La Provincia ha dunque convocato un tavolo tecnico zonale (ttz) con tutti i Comuni del Veronese per studiare un piano d'azione urgente e univoco per contrastare insieme e in modo efficace il fenomeno.
È il vicepresidente e assessore all'ambiente, Fabio Venturi, a spiegare la strategia per non trovarsi in emergenza il prossimo inverno: «Partendo dalla legge regionale antismog, cioè dal piano di risanamento dell'aria, questa battaglia non va combattuta dai singoli Comuni, visto che tutti gli esperti e tutti i dati a disposizione concordano nel far ritenere la pianura veneta omogeneamente inquinata dal particolato. Per l'Arpav sono circa un centinaio i Comuni che nel Veneto superano i limiti di legge! per il pm10, inseriti perciò in fascia A. La Provincia s! i propone quindi nel ruolo di coordinatrice delle misure antismog che dovranno essere adottate in modo più diffuso, dunque più efficace».
Una delle azioni di cui l'assessore Venturi ha discusso in Loggia di Fra' Giocondo con i rappresentati dei 98 Comuni veronesi e il direttore di Arpav, Giancarlo Cunego, è la nuova zonizzazione per i sei paesi «retrocessi» nella categoria cui già appartengono Verona e i 18 Comuni della cintura urbana. Ora dovranno redigere un piano d'azione per la lotta all'inquinamento e non sarà più sufficiente il preesistente piano di mantenimento della qualità dell'aria. «Questi sei Comuni non saranno lasciati soli», garantisce l'assessore Fabio Venturi, che conclude: «Oggi abbiamo proposto alcune novità tecniche ed economiche che metteremo in campo assieme ad Arpav. Ci sarà infatti un piccolo sostegno da parte nostra alla redazione dei piani d'azione, mentre Arpav fornir! 4; il supporto tecnico. Ma la novità più interessante riguarda le società autostradali, cui chiederò aiuti per interventi di mitigazione della pressione ambientale e una quota dei pedaggi da investire sul nostro ambiente. Sarà perciò importante avere un vertice amico in Serenissima. Il coinvolgimento nella lotta allo smog riguarda anche il fronte delle auto private, che andrebbero usate il meno possibile. Per questo chiederemo a Trenitalia e Atv di applicare tariffe ridotte per studenti e pendolari, per incentivare il trasporto pubblico».
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