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lunedì 30 novembre 2015

Cavaion Veronese: EMISSIONE SPECIALE!

EMISSIONE SPECIALE delle Poste Italiane patrocinata dall’Associazione per la tutela e la promozione del paesaggio italiano. In questo caso si è voluto testimoniare l’apprezzamento per l’ inserimento armonioso di un edificio di civile abitazione, nel contesto morenico cavaionese.


La tiratura è limitata e invitiamo gli interessati a recarsi al più presto presso il locale Ufficio Postale. Sono a disposizione anche cartoline affrancate con timbratura speciale.

domenica 10 maggio 2015

Territorio, Lombardia e Veneto le più "consumate"

Territorio, consumo di suolo al 7% del totale nazionale. In cima la Lombardia

Articolo de "Il Fatto Quotidiano" del 06 maggio 2015

Il rapporto "Recuperiamo terreno" dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale evidenzia un dato allarmante sulle coste italiane: il 19,4% dei litorale entro i 300 metri dal mare è stato impermeabilizzato. L'aumento del cemento è attribuito alle periferie e alle aree a bassa densità


Le coste italiane sono ricoperte dal cemento: il 19,4% dei litorale entro i 300 metri dal mare è stato impermeabilizzato, così come il 16% tra i 300 e i 1.000 metri. Lo certifica “Recuperiamo terreno – rapporto sul consumo di suolo 2015″, la ricerca redatta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) secondo cui quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500 Kmq, l’equivalente dell’intera costa sarda -, è perso ormai irrimediabilmente e evidenzia come le aree costiere abbiano quasi triplicato il dato nazionale, che stima un consumo complessivo di suolo pari al 7% del territorio nazionale.
Il cemento ha attaccato anche 34mila ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Ma non sono state risparmiate neppure le zone considerate “non consumabili“, montagne, aree a pendenza elevata e zone umide. La percentuale di suolo direttamente impermeabilizzato è salita al 7% (il 158% in più rispetto agli Anni ’50) e ammonta a oltre il 50% il territorio che, anche se non direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti devastanti. Ha rallentato, invece, negli ultimi cinque anni la velocità di consumo, con una media di 6-7 metri quadri al secondo.

Cavaion Veronese - Loc. Ceriel



domenica 19 ottobre 2014

Legge consumo del suolo: Merkel l’ha fatta 20 anni fa, in Italia solo annunci

Genova, legge consumo del suolo: Merkel l’ha fatta 20 anni fa, in Italia solo annunci

 

L'alluvione di Genova dimostra come quello del consumo del suolo sia un problema tanto urgente quanto pervicacemente trascurato dalla classe dirigente. Berlino, modello per il governo su diversi temi come quello flessibilità del lavoro, è intervenuta da tempo. E In Italia? In Parlamento giacciono diversi ddl, tra cui uno di iniziativa governativa che ha attraversato 3 esecutivi: Monti, Letta e Renzi. Eppure non c'è stato ministro dell'Ambiente che negli ultimi anni non abbia gridato quanto sia "urgente" intervenire


di del 15 ottobre 2014, tratto dal sito del ilfattoquotidiano.it


“Il nostro modello è la Germania“, spiegava l’11 agosto il premier Matteo Renzi parlando con il Financial Times delle riforme avviate dal governo per combattere la crisi economica. Perché Berlino, nelle parole dell’esecutivo, è un faro da seguire specie in tema di Jobs Act e flessibilità del mondo del lavoro. Eppure dare un’occhiata ogni tanto a quello che fanno i maestri tedeschi anche in altri ambiti risulterebbe utile. Un esempio: la tutela del territorio. La tragedia di Genova dimostra come quello del consumo del suolo sia un problema più che urgente, indifferibile. Tanto indifferibile quanto pervicacemente trascurato dalla classe dirigente tutta, nonostante le dichiarazioni di facciata: secondo il rapporto Ispra 2014, il “fenomeno continua a mantenersi intorno ai 70 ettari al giorno, con oscillazioni marginali nel corso degli ultimi 20 anni”. Berlino, invece, sulla problematica è intervenuta da tempo e, partendo da una situazione peggiore della nostra, si è data un obiettivo: nel 2002 ha approvato una legge per ridurre il consumo di suolo vergine a 30 ettari al giorno entro il 2020. E l’Italia cos’ha fatto? Anni di annunci e neanche una legge.

domenica 28 settembre 2014

Matteo Renzi e l'articolo 18

          

Intervento di Marco Trvaglio durante la trasmissione de La7 "Servizio Pubblico" di giovedì 25 settembre 2014.

lunedì 10 marzo 2014

INCONTRO PUBBLICO "Giù le mani dal Lago di Garda"

VENERDI' 14 MARZO ORE 21 CENTRO PARROCCHIALE LAZISE

Aggiornamento : venerdì sera ci sarà Paolo Tessadri, giornalista del Fatto Quotidiano al posto di Sigfrido Ranucci, il caporedattore di Report (nota trasmissione d’inchiesta giornalistica di Rai 3)
Con la partecipazione straordinaria di Sigfrido Ranucci, giornalista della trasmissione televisiva "Report" e Paolo Biondani, giornalista de "L'Espresso".

A Verona l'arresto del vicesindaco  Vito Giacino ha svelato un vergognoso sistema di corruzione e favoritismi a pochi privati autorizzati ad arricchirsi con le speculazioni edilizie, danneggiando il territorio e la qualità della vita dei cittadini costretti a vivere in periferie degradate da colate di cemento e asfalto. Gli atti giudiziari documentano che questo sistema di malaffare ha coinvolto anche il comune di Lazise: dietro la cementificazione che minaccia Lazise ora spuntano fortissimi interessi economici proprio di quei potenti che sono finiti sotto inchiesta a Verona.

Per informare la popolazione, la parrocchia di Lazise e il Circolo NOI "CGP" hanno organizzato al Centro giovanile un incontro pubblico in cui verrà illustrata la gravità della situazione e i possibili sviluppi.

mercoledì 4 dicembre 2013

Garda si Guarda con un calendario

"Agriturismo fai da te", "30 Anni di campeggio abusivo!","Sbancamenti sulla rocca"; questi sono alcuni commenti che accompagnano le dodici fotografie del nuovo calendario gardesano 2014 "Garda si... Guarda" uscito lunedì scorso sul blog SalviamoGarda . Un cugino, si potrebbe definire così, della saga dei calendari "Cavaion V.se - Gru senza ali", assai conosciuti da ste parti e non solo.

Del calendario 2014 è uscita una versione video, il quale oltre aver trovato già un buon riscontro tra gli abitanti di Garda, lo  potete visualizzare qui di seguito.




Riportiamo poi lo scritto, accluso alle presenzione del "Garda si... Guarda" 2014, messo nero su bianco dalla Sig.ra Codognola Anna una delle coautrici del calendario  

Inizia un nuovo anno per la nostra Garda, abbiamo sperato fino ad ora che le cose si rimettessero ad andare per il verso giusto, ma purtroppo ancora vediamo lontana la possibilita' che i nostri figli e le future generazioni abbiano benefici dalla attuale gestione del nostro territorio.
La cecita', l'affarismo sfrenato e la mancanza di pianificazione saggia e lungimirante, fanno si' che Garda paghi gia' da oggi un prezzo altissimo...la cementificazione selvaggia e la distruzione sistematica del suo poco territorio, 5 km. quadrati. Il verde sempre piu' ridoto, il taglio degli alberi, addirittura avvelenati, l'inquinamento del suolo, le montagne di calcestruzzo e di seconde case, fanno di questo paese, che dovrebbe essere un gioiello, uno dei peggiori ambiti e con una maggiore cementificazione rispetto a tutti gli altri.
La difesa del territorio deve essere prerogativa di tutti noi, cittadini di questo mondo, una volta distrutto il nostro ambiente non si torna indietro. da tempo noi consiglieri di minoranza ci preoccupiamo di questo, prendendo sul serio questo nostro impegno con la nostra terra, impedendo con ogni mezzo lecito i continui attacchi che subisce, in nome di un benessere falso e corrotto che contrastiamo come possiamo.
Ci attendiamo una mano da tutti, dai piccoli gesti di non sporcare il territorio, alla scelta di non edificare continuamente...l'anno 2014 sara' l'anno del pat, piano regolatore, il territorio subira' una violenza che mai si e' presentata in maniera cosi' massiccia con migliaia di metri cubi. Ci auguriamo che ogni cittadino prenda posizione e soprattutto faccia sentire la propria voce in difesa della nostra amata Garda.
Riflettete! ...Ora potete, non dimenticate!

mercoledì 10 luglio 2013

Campione del Garda "sotto sequestro"

Campione del Garda è una località   molto singolare, se non unica, vista la sua collocazione tra le scogliere del Lago di Garda; una zona che si è vista abbattere un capolavoro di archeologia industriale  quasi totalmente  dalla Coopsette, per farne un polo turistico da 160 mila metri cubi con 1.450 parcheggi.
Da ciò ne è venuto fuori un paese  irriconoscibile e brutto! Si brutto perdendo quella sua carratteristica originale che le vecchie strutture gli donavano. Ma non si poteva "rilanciare Campione" puntando per lo più sulla ristrutturazione e/o migliorie delle costruzioni esistenti?

Campione, un borgo sotto sequestro 

Articolo di Mario Pari  tratto da Bresciaoggi.it del 10-07-2013

L'INCHIESTA. Il provvedimento è stato firmato dal gip Ciro Iacomino su richiesta del pm Silvia Bonardi per abuso d'ufficio e lottizzazione abusiva. Un «blitz» della Guardia di Finanza mette i sigilli a 300 unità immobiliari. Contestate irregolarità urbanistiche ma anche «rischi per l'incolumità» 

Fino a ieri era noto come uno degli angoli più suggestivi del Garda, ma anche come il paese occupato dai cantieri di una interminabile opera di rinascita: dal 2006, con un mega-investimento da 200 milioni di euro, erano iniziati i lavori per ricostruire l'intero paese da zero o quasi, per trasformare il vecchio borgo operaio in un esclusivo villaggio turistico. Da ieri Campione del Garda, frazione di Tremosine, è un borgo posto quasi interamente sotto sequestro dalla magistratura bresciana. Il sequestro preventivo di 300 immobili chiesto dal pm Silvia Bonardi e firmato dal gip Ciro Iacomino, è stato eseguito ieri mattina dalla Guardia di Finanza di Brescia che ha condotto le indagini. Tutto un paese sotto sequestro. Lottizzazione abusiva e abuso d'ufficio sono le ipotesi di reato contestate dalla Procura, a vario titolo, a venti indagati. L'indagine è stata avviata nel marzo del 2012, su iniziativa dalla Procura che si è avvalsa anche di un consulente tecnico. I SEQUESTRI sono stati eseguiti prevalentemente nella zona di Campione di sotto. A Campione di Sopra sono stati sequestrati l'edificio misto residenziale e commerciale, l'edificio sul lato lago nuovo, i servizi igienici e il chiosco, l'Università della Vela, le opere portuali a nord, il parcheggio pubblico e privato multipiano. A Campione di Sotto il provvedimento ha riguardato l'opificio vecchio e l'opificio centrale, la stazione della funivia, i nuovi edifici a monte, gli ex «nuovi opifici», gli ex magazzini, la nuova villa fronte lago, il chiosco, il rimessaggio, il Circolo vela, il distributore, le opere portuali a sud. Il Pm, scrive il gip Ciro Iacomino «allo scopo di cercare di applicare il vincolo cautelare solo ove strettamente necessario, ha limitato la propria richiesta alle opere riconducibili, alternativamente e/o cumulativamente, a due ipotesi». Una riguarda gli immobili «per i quali sussiste un concreto pericolo grave per l'incolumità pubblica». Ci sono poi gli immobili «conformi al piano particolareggiato variante 2010, ma non alla disciplina previgente». Sul registro degli indagati sono finiti amministratori pubblici, imprenditori, professionisti. Parecchio spazio nel documento è dedicato anche a Coopsette, azionista di Campione del Garda spa, che ha realizzato gran parte degli immobili. PER QUANTO RIGUARDA la lottizzazione abusiva, secondo il gip «sono state realizzate opere che hanno portato a trasformazione urbanistica od edilizia degli immobili in violazione delle leggi statali e regionali, in forza delle autorizzazioni in contrasto con le prescrizioni di legge». Tra quanto violato c'è per esempio il vincolo cimiteriale, ovvero la distanza di 200 metri. «Nella zona di rispetto cimiteriale ex lege - è riportato nell'atto del gip - ossia la fascia di territorio compresa all'interno di metri 200 dal cimitero esistente, corrispondente sostanzialmente all'intera frazione di Campione di Sotto, non sono quindi ammissibili, diversamente dalle previsioni del piano particolareggiato, gli interventi di costruzioni di nuovi edifici di edilizia residenziale privata o alberghiera». Non sono poi state effettuate le verifiche di assoggettabilità alle Valutazioni ambientale strategica (Vas) e d'impatto ambientale (Via). E il gip scrive anche che «si delinea un insufficiente recepimento di quanto previsto nella tavola 2.17 del Piano territoriale di coordinamento provinciale «Tutela paesistica» essendo stata «distrutta parte della vecchia Gardesana e realizzato il parcheggio multipiano» e in una striscia di una cinquantina di metri «sono state realizzate le opere di modifica del profilo della costa per la creazione delle due attrezzature portuali». Vi sono poi la «non conformità alla normativa del Piano territoriale di coordinamento del Parco Regionale Alto Garda» e alla «normativa relativa alla tutela geologica». IN QUANTO ALL'ABUSO d'ufficio, secondo la ricostruzione accusatoria «La Coopsette ha goduto nel corso degli anni di un canale 'privilegiato' con il Comune di Tremosine laddove ha ottenuto l'approvazione di un piano particolareggiato prima, della successiva variante poi e l'emanazione dei successivi atti abitativi, clamorosamente illegittimi sotto vari aspetti». Inoltre «l'intermediario, indispensabile, fra la proprietà e l'amministrazione comunale è, indiscutibilmente, l'architetto Salvadori, legato ad entrambi» e «almeno un componente dell'amministrazione comunale di Tremosine, e, più precisamente, il vice sindaco Diego Zanetti, ha ampiamente lucrato sull'operazione nel momento in cui, se da un lato concorre ad approvare il piano particolareggiato e la successiva variante poi, incredibilmente ottiene commesse plurimilionarie per le proprie società edili, sempre con riferimento all'insediamento di Campione» e «consistente è il vantaggio patrimoniale conseguito da Coopsette sia in termini di sfruttamento immobiliare dell'area, sia per quanto attiene al profilo del calcolo degli standard urbanistici ».

lunedì 22 aprile 2013

Napolitano bis, Funeral Party di Marco Travaglio


La scena supera la più allucinata fantasia dei maestri dell’horror, roba da far impallidire Stephen King e Dario Argento. Il cadavere putrefatto e maleodorante di un sistema marcio e schiacciato dal peso di cricche e mafie, tangenti e ricatti, si barrica nel sarcofago inchiodando il coperchio dall’interno per non far uscire la puzza e i vermi. Tenta la mission impossible di ricomporre la decomposizione. E sceglie un becchino a sua immagine e somiglianza: un presidente coetaneo di Mugabe, voltagabbana (fino all’altroieri giurava che mai si sarebbe ricandidato) e potenzialmente ricattabile (le telefonate con Mancino, anche quando verranno distrutte, saranno comunque note a poliziotti, magistrati, tecnici e soprattutto a Mancino), che da sempre lavora per l’inciucio (prima con Craxi, poi con B.) e finalmente l’ha ottenuto.

E con una votazione dal sapore vagamente mafioso (ogni scheda rigorosamente segnata e firmata, nella miglior tradizione corleonese). Pur di non mandare al Quirinale un uomo onesto, progressista, libero, non ricattabile e non controllabile, il Pd che giurava agli elettori “mai al governo con B.” va al governo con B., ufficializzando l’inciucio che dura sottobanco da vent’anni. Per non darla vinta ai 5Stelle, s’infila nelle fauci del Caimano e si condanna all’estinzione, regalando proprio a Grillo l’esclusiva del cambiamento e la bandiera di quel che resta della sinistra (con tanti saluti ai “rottamatori” più decrepiti di chi volevano rottamare). La cosa potrebbe non essere un dramma, se non fosse che trasforma la Repubblica italiana in una monarchia assoluta e la consegna a un governo di mummie, con i dieci saggi promossi ministri e il loro programma Ancien Régime a completare la Restaurazione. Viene in mente il ritorno dei codini nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, con la differenza che qui non c’è stata rivoluzione né s’è visto un Napoleone.

Ma il richiamo storico più appropriato è Weimar, con i vecchi partiti di centrosinistra che nel 1932 riconfermano il vecchio e rincoglionito generale von Hindenburg, 85 anni, spianando la strada a Hitler. Qui per fortuna non c’è alcun Hitler all’orizzonte. Però c’è B., che fino all’altroieri tremava dinanzi al Parlamento più antiberlusconiano del ventennio e ora si prepara a stravincere le prossime elezioni e salire al Colle appena Re Giorgio abdicherà.

A meno che non resti abbarbicato al trono fino a 95 anni, imbalsamato e impagliato come certi autocrati, dagli iberici Salazar e Franco ai sovietici Andropov e Cernenko, tenuti in vita artificialmente con raffinate tecniche di ibernazione e ostesi in pubblico con marchingegni alle braccia per simulare un qualche stato motorio. Ieri, dall’unione dei necrofili di sinistra e del pedofilo di destra, è nato un regime ancor più plumbeo di quello berlusconiano e più blindato di quello montiano, perché è l’ultima trincea della banda larga che comanda e saccheggia l’Italia da decenni, prima della Caporetto finale. Prepariamoci al pensiero unico di stampa e tv, alla canzone mononota a reti ed edicole unificate. Ne abbiamo avuto i primi assaggi nelle dirette tv, con la staffetta dei signorini grandi firme che magnificavano l’estremo sacrificio dell’Uomo della Provvidenza e del Salvatore della Patria, con lavoretti di bocca e di lingua sulle prostate inerti e gli scroti inanimati delle solite cariatidi. Le famose pompe funebri.

Ps. Da oggi Grillo ha una responsabilità infinitamente superiore a quella di ieri. Non è più solo il leader del suo movimento, ma il punto di riferimento di quei milioni di cittadini (di centrosinistra, ma non solo) che non si rassegnano al ritorno dei morti morenti e rappresentano un quarto del Parlamento. A costo di far violenza a se stesso, dovrà parlare a tutti con un linguaggio nuovo. Senza rinunciare a chiamare le cose col loro nome. Ma senza prestare il fianco alle provocazioni di un regime fondato sulla disperazione, quindi capace di tutto.
 

Il Fatto Quotidiano, 21  Aprile 2013

venerdì 25 gennaio 2013

CAVAION VERONESE: AMMINISTRATORI SAGGI CERCANSI

Margaret THATCHER
1983 – DAL DISCORSO ALLA CONFERENZA DEL PARTITO CONSERVATORE  :
(14/10/1983)

(omissis) 
E’ essenziale che noi non dimentichiamo una verità fondamentale: lo Stato dispone di un’unica fonte di denaro, il denaro guadagnato dai cittadini. Se lo Stato vuole spendere di più lo può fare in sole due maniere, o prendendo in prestito i vostri risparmi o aumentando le tasse a vostro carico. E’ completamente fuorviante pensare che qualcun altro lo possa fare, questo “qualcun altro” siete voi. Non esiste il “denaro pubblico”, esiste solo il denaro dei contribuenti.

La prosperità non si ottiene inventandosi sempre più costosi programmi di spesa pubblica. Non si diventa più ricchi richiedendo alla banca un altro libretto degli assegni.  Noi abbiamo il dovere che ogni singolo penny proveniente dalle tasse venga speso saggiamente e bene.  (omissis…)

Proteggere il portafoglio dei contribuenti, proteggere i servizi pubblici, questi sono i nostri due grandi obiettivi, e la loro domanda va riconciliata. Certo sarebbe molto piacevole, molto popolare dichiarare “spendiamo di più in questo, spendiamo di più in quello”. Tutti noi abbiamo le nostre cause preferite, lo so. Ma qualcuno deve poi fare i conti. Ogni impresa lo fa, ogni padrona di casa lo fa, ogni Governo lo dovrebbe fare, e noi lo faremo.
(omissis)

Chissà se un giorno, prima della fine del suo secondo mandato, il Primo Cittadino di Cavaion, il ragionier Lorenzo Sartori, e con lui il Secondo, Luigino Caldana, e tutta la sua squadra, si renderanno conto che non stanno giocando a Monopoli, con delle pedine, ma con i soldi dei contribuenti e chissà se i contribuenti di Cavaion capiranno che si stanno sperperando danari provenienti dalla tassazione di cittadini, non solo di Cavaion, ma di tutta la Provincia, la Regione. In altre parole, lo spreco della Amministrazione Pubblica cavaionese va a gravare anche sulle finanze di chi, se così si può dire,  Cavaion non sa neanche che esista.

Sollecito l’opposizione Progetto Paese a denunciare pubblicamente e vibratamente TUTTI gli sprechi, qui di seguito ne cito alcuni, ma sono solo quelli noti a tutti o, meglio, noti a me:

2006: Rotatoria col laghetto:              364mila Euro (equivalenti a 705 Milioni di Lire).
2008: Acquisto terreno Rizzardi:       4 milioni di Euro ( equivalenti a 7,745 Miliardi di Lire). Ci avevano dato da intendere che là sarebbe sorto un polo scolastico. Una frottola pazzesca, una operazione da agenzia immobiliare dotata di scarse, per non dire nulle, capacità previsionali.
2012: Rotatoria a Sega:                     400mila Euro (equivalenti a 813 Milioni di Lire).
2013: Campo di calcio:                      2,540 milioni di Euro (equivalenti a 4,918 Miliardi di Lire), destinati sicuramente ad aumentare, vista la tradizione italiana di redigere accurati preventivi di spesa.

E qui siamo arrivati ad un totale di  7,324 Milioni di Euro equivalenti, è sempre meglio ricordarlo, a  14,181 Miliardi di Lire.
Una società per azioni gestita da un tale Amministratore lo avrebbe già da tempo licenziato, invece gli azionisti (leggasi cittadini) cavaionesi gli hanno affidato un secondo mandato. Complimenti! Sbagliare una volta si può, perseverare è, per usare un eufemismo, diabolico!


Sicuramente si poteva risparmiare sulle rotatorie, si poteva NON COMPERARE il terreno Rizzardi, si DOVEVA almeno rimandare, se proprio non se ne può fare a meno, la costruzione di un ennesimo campo di calcio. E’ assai difficile per una persona dotata di buon senso comprendere quali siano i criteri che sottendono alla stesura delle priorità cavaionesi.



La cosa poi divertente è che la nostra illuminata Amministrazione ha inoltrato al GAL (Gruppo di Azione Locale) – Baldo Lessinia,  richiesta di contributi pari a 300.000 Euro per:


  1. Progetto esecutivo di restauro e risanamento conservativo della sede municipale in piazza G. Fracastoro, spesa prevista 125.000,00 Euro, contributo richiesto 100.000,00.
Un paio di anni fa si è pomposamente celebrato il centenario dell’edificio sede del Municipio, e solo dopo ci si accorge che ha bisogno di manutenzione.

 
  1. Progetto definitivo di manutenzione straordinaria del teatro all’aperto Arena Torcolo, spesa prevista 129.851,00 (notate la precisione di previsione fino all’unità, un dirigente tedesco di BMW Italia la chiamava Scheingenauigkeit: precisione apparente), contributo richiesto, 100.000,00.
La manutenzione ordinaria non si fa per negligenza e poi si passa a quella straordinaria!

  1. Progetto definitivo di ripristino e recupero di viabilità storica (bello: viabilità storica!) Introl Soletti, Introl della Torre, Introl del Festi e via Garibaldi, spesa prevista (poi vedremo la realtà): 106.400,00 Euro, contributo richiesto, 100.000,00.


Spero proprio che il GAL non sganci il becco di un quattrino e mi chiedo con quali criteri vengano concessi prestiti a chi ha dimostrato di sperperare il denaro dei contribuenti. Le Banche non concedono prestiti a chi non è serio, addirittura oggigiorno non fanno più credito a praticamente nessuno.

Insomma vale sempre il famoso aforisma di Longanesi “In Italia si preferiscono le inaugurazioni alle manutenzioni”.


Infine, siccome si pecca non solo con le AZIONI, bensì anche con le OMISSIONI, sollecito, anche per questo, Progetto Paese e tutta la cittadinanza, a compilare una specie di cahier de doleance, con l’elenco delle cose promesse e non fatte, degli interventi necessari e non attuati per negligenza o insipienza, per esempio: sistemazione della piazza della Chiesa, sistemazione delle vie del centro storico, sistemazione del deflusso delle acque piovane, ecc. ecc. ecc.

Adriana Bozzetto
la solita extra comunitaria
22 Gennaio MMXIII

martedì 22 gennaio 2013

Cavaion V.se - Un campo da calcio in +

Sabato scorso, dopo la lettura di un articolo  del quotidiano l'Arena , riguardante Cavaion V.se, relativo alla approvazione del  nuovo campo da calcio che verrà realizzato di fianco a quello attuale,   l'account de La Nebbia e La neve sulla propria bacheca di Facebook ha scritto, in fretta e furia, una considerazione in merito . In realtà non pensavo mai che quelle poche righe ritrovassero così tanto riscontro tra gli utenti, tra l'altro le ho viste condivise da altri,     risultando cosi  ancor di più   apprezzate  da diverse persone soprattutto cavaionesi.


Ecco lo scritto:
"Cavaion è il secondo comune più indebitato del  Triveneto!
Allora senti qua, voglion costruire un nuovo campo da calcio con nuovi spogliatoi, costo iniziale 866.192,47 euro COSTO TOTALE 2.540.000 euro
433.096,47 euro contribuisce la regione Veneto, soldi di noi contribuenti. E il resto? Il ragionevole Sindaco di Affi, visto che il nuovo impianto si costruirà nel suo comune, non ci stà e dice che ad Affi son ALTRE LE PRIORITA'.
Il sindaco del secondo comune più indebitato del TRIVENETO che fà ? Consuma  territorio cavaionese con una entrata una tantum per eur 208.300 + va ad accendere finanziamenti tramite enti o istituti (CIOE' VA AD INDEBITARSI ULTERIORMENTE) per eur 134.000 (penso proprio al netto di interessi passivi ) + 91.300 eur da vendita di appezzamenti del comune. Tutto qst per coprire i costi iniziali. DOMANDA ma non si poteva migliorare l'esistente visto che il campo da calcio esiste già? Ghe semo o de femo?
"

Tale scritto non vuole assolutamente screditare l'ACI  Cavaion,  tutto il contrario, penso che i cittadini di Cavaion apprezzino senza mai ringraziare abbastanza la costanza, l'impegno dell'associazione, in particolar modo il pensiero va a tutte  quelle persone che dietro le quinte delle squadre  danno il tutto, per portar avanti al meglio, la causa dell'attività sportiva in questo caso il calcio, concordando che se sussistono delle problematiche queste debbano esser possibilmente risolte.

Logicamente i concittadini non sono "incavolati" con voi ma con chi prende certe decisioni, ci si riferisce a coloro i quali ricoprono ruoli istituzionali  e perciò rappresentano tutta la cittadinanza del paese.
2.540.000 Euro sono 4.918.125.800 di vecchie lire, per costruire un nuovo campo da calcio,  penso sia indubbiamente una cifra esagerata, visto anche lo stato delle strutture  di esigenza primaria che in quel di Cavaion risultano inadeguate e carenti. Purtroppo le casse del comune non sono affatto messe bene; non dimentichiamo i 4 milioni di euro  spesi dal comune (sempre tramite accensioni di mutui) per acquistare i terreni rizzardi, inutillizati ancor oggi.

Quindi è per lo più un imperativo l'oculatezza, la sobrietà e  la  ponderatezza negli interventi  di spesa comunale, mai come oggi nell'occidente la discussione  va in questa direzione  basta leggere saggi e-o ascoltare interviste di validi economisti . Premesso ciò (e premesso che il blog non è espressione ne di partiti ne di altre liste), per la questione "campo da  calcio" bisognava ritrovare una soluzione alternativa cercando di ridurre il più possibile l'entità della spesa, qualcuno propone e proponeva "la sistemazione del campo esistente e degli spogliatoi e  un miglior utilizzo del campo di Sega, nuovo e spesso usato da squadre non di Cavaion", come non esser d'accordo con tale proposta dove efficacia ( incisivo contenimento di spesa da parte del comune) ed efficienza (miglioramento e miglior utilizzo dei campi esistenti, SENZA TRA L'ALTRO ULTERIORMENTE CONSUMARE TERRITORIO) ritrovano un ottimale equilibrio.

Finisco ricordando a tutti che il "comune" per far fronte ad ogni sua erogazione ad esempio contributi, ogni suo intervento in strutture, servizi, spese di gestione eccetera,  può reperire le fonti (i schei) quasi unicamente  dai soldi dei nostri portafogli, le rate dei sopra citati mutui con i relativi interessi le paghiamo noi tramite tasse ed imposte; e i contributi della regione, non è Babbo Natale che ce li porta, ma son sempre soldi, pure questi dei contribuenti (anche non cavaionesi) e perciò considerando il tutto è giusto pretendere che i nostri soldi vengano spesi,   dai nostri amministratori  bene e saggiamente ciò che oggettivamente e ripetutamente non succede .

 
Per visualizzare i sottotitoli in italiano clicca sopra l'icononcina "sottotitoli" sul video in basso alla tua destra e scegli "italiano"

venerdì 11 gennaio 2013

Discorso di Marco Travaglio difronte a Silvio Berlusconi


Tutti i nomi che orbitano ed hanno orbitato attorno al nome di Silvio Berlusconi. Un elenco infinito di amicizie: giuste o sbagliate?

Lettera di Marco Travaglio intitolata "Compagni di merende" , letta durante la puntata di Servizio Pubblico del 10-01-2013;  da stampare ed incorniciare.

martedì 11 dicembre 2012

CAVAION VERONESE Calendario 2013 "In memoria di un kaki" - Gru senza ali 4

"Vive le Roi Soleil de Cavaion!" 

 



IN MEMORIA DI UN KAKI
Il Kaki è un albero da frutto originario della Cina e sembra essere fra i più antichi coltivati dall’uomo, da oltre 2000 anni.
Passa del tutto inosservato nella stagione che segna il risveglio della natura ed in quella che ad essa succede, l’estate. Ma appena arriva l’autunno ecco che le sue foglie a poco a poco trasformano il loro verde scuro in una meravigliosa varietà di sfumature che vanno dal marrone e arrivano al giallo brillante passando per un arancione che ricorda il sole al tramonto.
Non appena la fulva chioma del kaki comincia a diradarsi e le foglie, cadendo  ai suoi piedi, formano un soffice tappeto, fanno capolino i frutti: gialle sfere abbarbicate ai rami che ne saranno l’unico e meraviglioso ornamento quando saranno completamente spogli. Solo un albero dell’estremo oriente può raggiungere tanta bellezza come risultato di una sottrazione, offrendoci frutti dal sapore delicato, gli unici a maturare in inverno, naturalmente dalle nostre parti.

E’ un albero fortemente presente nella cultura contadina, assieme al fico. Presente nei giardini, negli orti di un tempo. I suoi frutti non si compravano, semplicemente si coglievano o si ricevevano in regalo, come del resto i fichi.

A Cavaion ne esistono alcuni esemplari. Mi aveva colpito in modo particolare quello ben curato e sicuramente non giovanissimo, che si ergeva maestoso al limite di un grande prato, all’angolo fra via Cavalline  e via Pozzo dell’Amore. Lo avevo fotografato nel Novembre di cinque anni fa con l’intenzione di servirmene per dipingere un  quadro. Però solo questa estate mi sono decisa a realizzarlo: quando ho scoperto che era destinato ad essere sacrificato al dio Sole, assieme ad un nespolo giapponese, un fico, due ulivi.

A Cavaion lo sfregio del paesaggio causato dalla incessante, insensata, disgustosa cementificazione continua nell’indifferenza generale, sembra che i cavaionesi siano vittime della sindrome di Stoccolma. E’ da una ventina d’anni che si persevera nell’edificazione intensiva random, nella assoluta assenza di una pianificazione delle zone di espansione, non di sviluppo come si ama dire nel palazzo, del paese nel rispetto e valorizzazione delle sue peculiarità, accompagnata dalle necessarie infrastrutture e gli indispensabili servizi.

Il prato del kaki non esiste più, lì si sta costruendo un condominio, battezzato “Residenza Solare”, gemellato con il “Borgo del Sole”. Un enorme bubbone in una zona dove sorgono villette di un piano. Un enorme bubbone che deturperà il panorama e la visione prospettica.
E’ mai possibile che non si possano modulare gli indici di fabbricabilità tenendo conto delle caratteristiche esistenti in zone nelle quali si intendono rendere edificabili nuove aree?

Il kaki, nel suo paese d’origine, viene chiamato l’Albero dalle sette virtù, una di queste è che offre una buona legna da ardere, evidentemente il proprietario conosceva già le altre sei[1] e ha pensato bene di trovare motivo per abbatterlo.

Il kaki, in Giappone, è stato definito Albero della pace.
Nei primi giorni di Agosto del 1945 gli Stati Uniti lanciarono su quel Paese due bombe atomiche, il 6 su Hiroshima ed il 9 su Nagasaki. Ad ognuno di questi due orrendi strumenti di morte venne affibbiato un soprannome: Little Boy (bambino) all’atomica destinata a distruggere Hiroshima e Fat Man (ciccione, grassone) a quella avente come obiettivo Nagasaki. Ebbene alla devastante forza di Fat Man sopravvissero alcuni kaki, per questo furono chiamati, appunto, alberi della pace.

A quanto pare, la forza distruttrice della bomba cavaionese, supera quella del Fat Man statunitense.

Per concludere vorrei riportare la parte finale di una intervista a Salvatore Settis, condotta da Gabriele Salari, pubblicata su Famiglia Cristiana (30 Novembre 2012). L’occasione era la pubblicazione di Azione Popolare (Einaudi Editore), l’ultima fatica del Professore.

Salari: Qual è un testo da rileggere sempre attuale oltre alla Costituzione?
Settis: «La Costituzione Apostolica “Quae publice utilia et decora” di Gregorio XIII, del 1574. Nel testo si proclama sin dalle prime righe l’assoluta priorità del bene e del decoro pubblico sulle cupiditates e sui commoda (interessi, profitti) dei privati, sottoponendo a rigoroso controllo l’attività edilizia di tutti i privati, compresi gli ecclesiastici. Scritta in un bellissimo latino curiale, rifacendosi al diritto romano, stabilisce l’assoluta priorità del bene comune. Le leggi che vengono emanate ancora oggi in Cina e India partono da lì. D’altronde, non è un Papa qualunque Gregorio XIII, ma colui che introduce il calendario che oggi è usato in tutto il mondo».
_______________________
[1]Vive a lungo (non quello di Cavaion), Offre una grande ombra, Fra i suoi rami ospita nidi di uccellini, Non viene attaccato da parassiti, Le sue foglie, in autunno, sono decorative, Le sue foglie sono un ottimo concime.


Firmato
Adriana Bozzetto – una extra comunitaria 

domenica 30 settembre 2012

C´è chi raccoglie le monetine...

Aritcolo di  MAURIZIO CATTANEO pubblicato sul quotidiano L'Arena di Verona del 30-09-2012

De Gasperi, La Pira, Moro, il veronese Gonella, Nenni- solo per citarne alcuni- dall´attività politica non hanno tratto ricchezze. Eppure parliamo di persone che hanno avuto per anni incarichi di grande potere e responsabilità (e quando i partiti erano e potentissimi). Oggi scopriamo che un capetto qualsiasi del Pdl in Lazio in pochi anni ha accumulato fortune per sé ed i compagni di merende rubando e sperperando denaro pubblico a piene mani in aragoste, champagne e feste con maiali e ballerine. Negli anni di Gonella e Moro si costruiva lo Stato sociale con maggiori tutele, pensioni e sanità gratuita anche per i più deboli. C´erano meno soldi, eppure il debito pubblico non cresceva. Oggi, mentre l´Inps chiede la restituzione delle 14esime a 200mila pensionati con la minima (500 euro al mese), scopriamo che quel piccolo boss del partito in Lazio andrà in pensione a 50 anni con 4mila euro mensili di vitalizio. Come pure avr! à il vitalizio assicurato Nicole Minetti, eletta consigliere regionale per meriti notturni. Si dirà: che possiamo farci, questa è l´Italia. Ma non erano italiani anche quei politici sobri e seri che hanno promosso quel benessere diffuso di cui ancora tutti noi godiamo? Possibile un declino così spaventoso e repentino dei Palazzi? Ora tutti i partiti si stracciano le vesti gridando che bisogna cambiare registro, che i corrotti non verranno ricandidati, che è ora di fare un bel repulisti generale. Bene, ma se i tanti faccendieri resteranno a casa, chi li sostituirà in lista? Probabilmente personaggi ancora più voraci. Il problema è che in questo clima di politica-spettacolo, dove il potere viene usato come mezzo di arricchimento personale, non c´è bacchetta magica che funzioni. Un tempo la politica era ideale e militanza (parole che oggi ai più fanno venire da ridere), oggi mezzo per rubare. Un tempo la selezione iniziava all´oratorio o nelle sedi ! di partito e durava anni. Tra acqua sacra del Po, nottate ad Arcore o primarie da operetta oggi la selezione viene fatta in diretta Tv o per ordine del capo. Conta più una frase ad effetto e col tono giusto detta a «Porta a porta», che l´aver studiato. Conta più l´inchino al capobastone di partito che lo stare tra la gente. Ma allora non c´è nulla da fare? Noi speriamo ancora di no, ma servono azioni concrete. È in discussione il decreto anti-corruzione: lo si approvi. Si rivedano le norme di finanziamento ai partiti. Si taglino i privilegi. Non si ricandidi chi ha processi o condanne. Azioni concrete, insomma, non semplici evocazioni di repulisti stile ´94. Perché quelle monetine tirate ai politici ai tempi di Tangentopoli, qualcuno è poi andato a riprendersele. E con gli interessi.

domenica 2 settembre 2012

Lazise, musica per mattoni!

Articolo del 19 agosto 2012 tratto dal sito veramente.org

La mafia nostrana a Lazise

Spesso si parla delle infiltrazioni della mafia nell’economia veneta. C’è una mafia molto più insidiosa e più radicata, che viene da vicino e che controlla gran parte dei finanziamenti pubblici e dei capitali provenienti dalle lottizzazioni dei Comuni...
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Abbiamo letto sui quotidiani il resoconto della presentazione del “grande progetto di Polo Musicale” a Lazise, in località Rocchetti:
“Una superficie coperta di 6.000 metri quadrati che insiste su un´area di complessivi 35.000 metri quadrati dove troveranno spazio aule per la musica, la danza, la musicoterapia, sale registrazione di regia, biblioteca e un teatro estivo e invernale.
Un progetto dal costo complessivo di circa nove milioni di euro, tre dei quali saranno assorbiti dai primi due stralci destinati alla realizzazione dell´area didattica e alle opere di urbanizzazione.
Contemporaneamente ai lavori per il Polo culturale partiranno anche quelli per le urbanizzazioni concesse sempre in località Rocchetti al privato con l´accordo – 10.000 metri cubi di edilizia residenziale popolare e 25.000 metri cubi di edilizia privata libera – e per la sistemazione del lungolago sino al campeggio comunale: un intervento, quest´ultimo, del valore di 800.000 euro sempre pagati, secondo quanto previsto dall´accordo con il Comune, dalla società Area Progresso”.
Vale la pena di farci un giro in località Rocchetti, a due km dal centro di Lazise in direzione Pastrengo, per rendersi conto di quanto sia astrusa la collocazione di un polo che dovrebbe essere facilmente accessibile per gli abitanti di Lazise.
Ma ancora più interessante è scoprire cosa c’è adesso in località Rocchetti. Ci sono:  un enorme fabbricato industriale mai utilizzato (avrebbe dovuto essere una cantina vinicola), una costruzione civile a due piani (mai portata a termine) e tutt’intorno vigneti.
La cantina è stata costruita nei primi anni 2000 con un contributo europeo di 279 milioni di lire, ottenuto attraverso l’Ispettorato Regionale per l’agricoltura. I proprietari della cantina sono gli stessi che, nello stesso periodo, “spianavano” la Prateria del  Maso di Montecchio per impiantarvi un vigneto intensivo. Una serie di gravissimi illeciti amministrativi portarono al sequestro di tutti i terreni per più di un anno.
Ma torniamo a Lazise dove, tra il 2000 e il 2010, con i sindaci Sebastiano e Franceschini, in località La Pezza (la zona compresa fra la Strada Provinciale VR-Lazise e la strada Gardesana, direzione Peschiera) è in atto un vorticoso giro di discutibili lottizzazioni che via via rendono edificabili  zone destinate a verde pubblico e a servizi.
La Provincia (che  a qualcosa evidentemente serve) chiede il ripristino delle zone destinate a verde e a servizi cancellate dalle mappe del Pat ed è a questo punto che viene concepito l’inghippo della Cantina, perché le zone a verde e a servizi vengono spostate, guarda caso, proprio in località Rocchetti, dove ha sede la cantina fantasma, che diventa così la Casa della Cultura e che di colpo vede trasformati tutti i terreni circostanti, attualmente piantati a vigneto, in terreni edificabili (residenziale mc. 25.000,00 e residenziale convenzionato mc. 10.000,00, totale mc. 35.000,00).
Chiunque può fare un calcolo abbastanza preciso del valore in euro di questa trasformazione e il risultato sarà comunque molto superiore al valore calcolato dal Comune di Lazise in € 4.850.000,00.
Come era prevedibile, i nomi delle società titolari dei terreni sono cambiati più volte, passando dalla originaria SOCIETA’ AGRICOLA ROCCHETTI alla attuale  SOCIETA’ AREA PROGRESSO, ma, come tutti sanno, cambiando l’ordine degli addendi (o dei soci), il risultato non cambia.
Il sindaco di Lazise Franceschini, l’architetto Alfredo Pasquetto, il sindaco di Peschiera Chincarini (tutti presenti alla kermesse) sono personaggi noti per il loro impegno nella salvaguardia del territorio, nella tutela dei valori paesaggistici e nella lotta contro la speculazione edilizia nel basso lago.

giovedì 26 luglio 2012

TIFIAMO PER IL MINISTRO MARIO CATANIA, PER UNA LEGGE ANTI-CEMENTO

Una legge anti-cemento per salvare i contadini / ogni giorno cento ettari sepolti sotto il cemento,una legge anti scempio


Articolo di Carlo Petrini tratto da La Repubblica del 25-07-2012

Il ministro delle Politiche agricole e forestali, Mario Catania, ha convocato a Roma una conferenza intitolata "Costruire il futuro: difendere l' agricoltura dalla cementificazione". Un evento piccolo, ma a suo modo storico, perché in Italia è finalmente caduto un pesante velo istituzionale. Per la prima volta un ministero riconosce apertamente che il consumo di suolo è un problema grave e quindi una priorità. È stato presentato un rapporto ufficiale con statistiche eloquenti e, un po' a sorpresa, un disegno di legge «in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo» che, tra le altre cose, propone con grande coraggio l' abolizione dell' uso da parte dei Comuni degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente. Il suolo è un bene comune. Una volta cementificato perde fertilità in maniera irreversibile, smette per sempre di produrre cibo, bellezza, cultura. Tre elementi che sono le nostre migliori ricchezze, che continuiamo a sperperare senza ritegno. A tal proposito, sia sufficiente una citazione attribuita all' economista John K. Galbraith: «Penso alla vostra patria, alla bellezza del suo paesaggio, alle vestigia storiche, alla sua agricoltura, al suo turismo. Se voi oggi siete in crisi è colpa vostra». È colpa nostra bruciare risorse uniche: secondo il rapporto del ministero dal 1971 al 2010 abbiamo perso il 28% della superficie agricola utilizzata, un' area grande come Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. Ogni giorno si cementificano 100 ettari di suolo e l' agricoltura italiana soddisfa soltanto più l' 80% del nostro fabbisogno alimentare. Se per alcuni decenni l' agricoltura ha sopperito alla diminuzione dei terreni con l' incremento delle rese delle coltivazioni, oggi ciò non è più possibile per motivi strutturali e di sostenibilità ambientale. L' agricoltura industriale non può andare tanto oltre quanto non si sia già spinta. Intanto il sistema di produzione del cibo soffre profondamente. Scarsa remunerazione ai contadini, una filiera iniqua che penalizza soprattutto gli agricoltori e una mancanza cronica di giovani che rigenerino le nostre campagne sono un perfetto apripista per la perdita dei nostri terreni fertili, sia per cementificazione, sia per abbandono. La crisi del mondo agricolo è la prima causa del male, perché se distruggiamo i presidi principali del territorio, ovvero le persone che lo lavorano e lo curano, non ci sarà più speranza. Per ritrovarla servono nuovi paradigmi, creatività, nuove priorità. Ciò che giustamente Catania vuole incentivare: «Serve una battaglia di civiltà, per rimettere l' agricoltura al centro del modello di sviluppo che vogliamo dare al nostro Paese. Immagino uno Stato che rispetti il proprio territorio e che salvaguardi le proprie potenzialità. Noi usciremo vincenti da questa crisi se lo faremo con un nuovo modello di crescita». Dalla buona agricoltura non si prescinde, e quindi non si deve prescindere dalla tutela dei terreni. Il disegno di legge presentato ieri è un primo passo importante. Intanto perché è una novità assoluta, che recepisce una sensibilità sempre più diffusa tra la società civile. Sono tante le associazioni già al lavoro, e ricordo che è partita la campagna per un "Censimento del Cemento" da parte del Forum Nazionale "Salviamo il Paesaggio - Difendiamo i territori": è stata spedita a tutti i Comuni d' Italia una scheda per censire gli edifici costruiti e inutilizzati, ma in pochi hanno già risposto. Che si diano da fare però, perché avere dati certi è una base indispensabile per lavorare a una legge più giusta possibile. Intanto il ministero, attraverso il metodo della concertazione, ieri ha saggiamente invitato le associazioni ambientaliste, degli agricoltori e tutte le altre istituzioni a pronunciarsi sul disegno di legge, suggerendo modifiche e migliorie al testo (che potete s c a r i c a r e d a l s i t o www.slowfood.it). Questo è incoraggiante, a prescindere da alcuni limiti che l' attuale stesura contiene. Nel disegno di legge c' è però una proposta quasi rivoluzionaria: l' ultimo articolo del testo propone di abolire l' uso degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente dei Comuni. Ciò significa spezzare il secondo meccanismo principale che porta alla sciagurata cementificazione del nostro Paese: la continua emergenza economica degli enti locali che quasi non possono più esimersi dal sacrificare le proprie terre fertili per fare cassa. Andranno sicuramente previste delle compensazioni, perché è arduo pensare di togliere una risorsa così importante mentre si fa fatica a garantire i servizi essenziali, ma il meccanismo prima o poi si dovrà rompere: è un po' come se durante un inverno freddissimo, quando non funziona più il riscaldamento di casa, iniziassimo a bruciare tutti i nostri mobili. Alla fine rimarremmo senza mobili e intanto il freddo non sarebbe passato: un lentissimo doppio suicidio. È invece necessario puntare alla vita, che può essere ben rappresentata dall' immagine di un suolo fertile che produce cibo, bellezza, piacere e, ve l' assicuro, potenzialmente così tanta nuova economia da riuscire a sovvertire anche la crisi più nera.

lunedì 2 luglio 2012

Cavaion Veronese tra Sabainismo e Amore - Cavaion Veronese between Sabainism and Love

"E' triste quando pensi: che bello, questo campo in mezzo al paese non è ancora stato preso da questa corsa all'edilizia che governa in questo paese; e poco dopo vedi spuntare il cartello che da le informazioni sul cantiere che sta per essere fatto, ma in questo cazzo di paese ti ci devi abituare.."

Il cartello, ecco come sarà il residence
E bene sì, con il prossimo Residence Solare (sempre il sole di mezzo come il Borgo....), via Pozzo dell'Amore risulta ormai venduta al cemento. La frase sopra è di un vero cavaionese, molto giovane, scritta sulla propria bacheca di Facebook ed apprezzata dagli altri utenti (cavaionesi pure loro), in meno di 24 ore, con ben 44 "Mi piace", numeri da record (vedi immagine in calce con alcuni commenti).

Perché sto successo? Ma perché quelle parole trasmettono un sentimento vero, un sentimento di amore verso Cavaion, sentimenti che non sì sono mai e poi mai riscontrati nel Sabainismo ( e per Sabainismo intendiamo le amministrazioni dell'ex ed attuale sindaco, indotti inclusi), il quale ha sempre ritrovato le sue basi solide nell'individualismo e nell'indifferenza di fatto e di comodo.
Qui è dove verrà costruito il nuovo residence
L'individualismo (male della società italiana) per quel che riguarda la nostra comunità si attua quando si tutela solo e soltanto "il nostro proprio giardinetto", cioè i nostri diritti, i nostri beni mobili e/o immobili trascurando ogni bene, patrimonio o servizio di pubblica utilità, e la prima "orrenda" conseguenza di questo individualismo è una bruttissima epidemia che dilaga nel nostro bel territorio, che si chiama indifferenza, la quale si può considerare di fatto, ossia quando molte persone se ne "fregano", senza capire le pesanti conseguenze, delle varie problematiche del paese come “l'edificazione selvaggia” e senza scrupolo, il relativo aumento esponenziale della popolazione, l'aumento spropositato del traffico,inquinamento, disservizi, aumenti di costi per la gestione del comune e così via; mentre è da ritenere di comodo quando altri soggetti che pur capendo e sapendo che certe scelte "politiche" non son cosa buona e giusta, chissà per qual perché, si rifugiano in questa neutralità che non vede, non sente e non sa.
Detto ciò, come ci si può opporre contro questo tipo di individualismo e d'indifferenza?
La soluzione è molto semplice e la troviamo nel sentimento e nella ragione.
Il primo vien definito "ogni moto dell'animo, affetto, passione ed emozione" se si fosse usato un po' più di sentimento molte scelte non sarebbero mai state fatte ed attuate, un cavaionese che veramente ama il suo paese non permetterebbe o fermerebbe questa eccessiva, disordinata e spropositata "colata di cemento continua" e poi chi agisce con sentimento non avrebbe, per esempio, subito così passivamente lo sventramento di parte del Monte S. Michele, del Ceriel, e tantissime altre zone del comune. Sì! Non si farebbe togliere così facilmente il "verde", patrimonio, bellezza, identità, qualità e ricchezza di questo Cavaion sempre più deformato.
La seconda è la ragione che “non significa farsene una ragione” ma bensì "la facoltà di pensare liberamente stabilendo rapporti e legami tra i concetti, di giudicare bene discernendo il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto", in parole povere se non la apportiamo noi “dal basso” non potrà mai esserci ragione che arrivi “dall’alto” fin quando gli interessi di pochi prevarranno su quelli di tutti!

Un abbraccio forte, quindi, a questo piccolo grande uomo, la tua frase emoziona, stimola perché in essa c'è autenticità, ed un abbraccio pure a tutti i tuoi "Mi piace", anche se, oramai, "questo strano paese" (come lo definisce il Miotto) è stato volutamente rovinato, cercate di non perdere mai la speranza , pure quando, col passare degli anni, la vita vi metterà di fronte a dure prove. Che Dio vi benedica e che Dio benedica Cavaion Veronese!

 

domenica 4 marzo 2012

Si ai No Tav


Questo post è dedicato a tutte quelle persone che apprendono , notizie, non totalmente veritiere,da gran parte dei media tradizionali (controllati, specialmente quelli televisivi, per lo più da partiti,  e dall'ex premier),  in merito agli avvenimenti nella Val di Susa.
Tali mezzi di comunicazione, hanno l'unico fine di mettere in cattiva luce i No Tav ,le loro lotte, le loro azioni e soprattutto le loro ragioni.  

Il primo video con un monologo di Marco Travaglio denominato TAV ALTA VORACITA', del 1 marzo 2012,  ripercorre la storia della ferrovia Torino-Lione ed illustra le conseguenze del progetto TAV; l'altro video "Le ragioni No Tav"( girato nel luglio 2011), con interviste di Piero Ricca, racconta il punto di vista dei manifestanti No Tav.

Per finire, sotto, vi propongo una relazione elaborata da "black-bloc"  del calibro di Andrea Boitani, professore ordinario di Economia politica presso l’Università Cattolica di Milano; Marco Ponti, professore ordinario di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano e Francesco Ramella, ingegnere dei trasporti e fellow IBL (Istituto Bruno Leoni di Torino). 
Il documento di sette paginette (molto semplice può essere capito da tutti) , è stato intitolato"TAV: le ragioni liberali del no", dal quale riporto alcune parti della conclusione:
"Né le argomentazioni economiche né quelle ambientali a supporto della realizzazione della TAV sembrano dunque reggere alla prova dei fatti. L’inesistenza di una domanda di trasporto, passeggeri e merci, tale da giustificare la realizzazione della linea AV trova riscontro nel fatto che non vi è alcun soggetto privato disposto ad investire proprie risorse nel progetto che sarebbe quindi interamente finanziato a carico del contribuente... ...Tale constatazione non dovrebbe stupire se si pensa a quanto accaduto con il tunnel sotto la Manica (tra Parigi e Londra, non tra Torino e Lione) che, grazie soprattutto alla ferrea volontà di Margaret Thatcher, venne realizzato esclusivamente con fondi privati. Gli sfortunati risparmiatori francesi ed inglesi hanno visto nell’arco di un decennio quasi azzerarsi il valore del proprio investimento ma almeno in quel caso nessuno è stato obbligato a partecipare, in qualità di contribuente, ad un’avventura ad alto rischio..." "...Né la competitività del Paese, né la tutela dell’ambiente sembrano dunque essere motivazioni valide a sostegno della linea ad alta velocità tra Torino e Lione:restano gli argomenti di “imprenditori” che non vogliono rischiare e di politici in cerca di consenso a spese del contribuente. Da qui il nostro “no liberale” alla TAV."
Clicca su espand per visualizzare il documento ed ESC per uscire

domenica 26 febbraio 2012

La Ragione e Il Cemento

Chi si batte per la tutela del territorio e la bellezza del paesaggio italiano viene etichettato molto spesso dalle controparti (politici, partiti,sistemi) come  estremista( se non comunista)  che non accetta il progresso.
Nel giochino dell'etichetta, casca senza dubbio, parte del volgo poco o non informato , poco o non colto.
La difesa del territorio non è una questione di comunismo, e qui non spreco nemmeno una parola in più, non ho intenzione di offendere la mia intelligenza e spero nemmeno la Vostra.

E più che affare ambientalista, la tutela del territorio  deve considerasi  questione trasversale e di buon senso  meglio ancora di razionalità, di ragione.
"Chi non vuol ragionare è un fanatico; chi non sa ragionare è uno sciocco; e chi non osa ragionare è uno schiavo" William Drummond (1585 - 1649 poeta e storico scozzese).
Coloro che  operano con cieca ragione , ricoprendo ruoli di  pubblica responsabiltà amministrativa, cementificando di continuo ed ingiustificatamente i NOSTRI TERRITORI credono nella qualità della nostra vità? Credono nel bene comune o collettivo? Credono nella bellezza?  Credono nel rispetto del prossimo? Credono, a proprosito di progresso, che bisognerebbe dire STOP al consumo del territorio, visto che è proprio il nostro sistema economico che gli sta dando contro? Credono nelle nuove generazioni e quelle avvenire? Credono che si possa cementificare per l'eternità?   Credono che gli oneri di urbanizzazione siano fonte infinita? Credono nella partecipazione? Credono nella cultura? Credono nel futuro?
O credono alla politica di breve periodo, al bene proprio a l'affar proprio e di pochi, lasciando al non tanto lontano domani le amare conseguenze?