domenica 2 settembre 2012

Lazise, musica per mattoni!

Articolo del 19 agosto 2012 tratto dal sito veramente.org

La mafia nostrana a Lazise

Spesso si parla delle infiltrazioni della mafia nell’economia veneta. C’è una mafia molto più insidiosa e più radicata, che viene da vicino e che controlla gran parte dei finanziamenti pubblici e dei capitali provenienti dalle lottizzazioni dei Comuni...
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Abbiamo letto sui quotidiani il resoconto della presentazione del “grande progetto di Polo Musicale” a Lazise, in località Rocchetti:
“Una superficie coperta di 6.000 metri quadrati che insiste su un´area di complessivi 35.000 metri quadrati dove troveranno spazio aule per la musica, la danza, la musicoterapia, sale registrazione di regia, biblioteca e un teatro estivo e invernale.
Un progetto dal costo complessivo di circa nove milioni di euro, tre dei quali saranno assorbiti dai primi due stralci destinati alla realizzazione dell´area didattica e alle opere di urbanizzazione.
Contemporaneamente ai lavori per il Polo culturale partiranno anche quelli per le urbanizzazioni concesse sempre in località Rocchetti al privato con l´accordo – 10.000 metri cubi di edilizia residenziale popolare e 25.000 metri cubi di edilizia privata libera – e per la sistemazione del lungolago sino al campeggio comunale: un intervento, quest´ultimo, del valore di 800.000 euro sempre pagati, secondo quanto previsto dall´accordo con il Comune, dalla società Area Progresso”.
Vale la pena di farci un giro in località Rocchetti, a due km dal centro di Lazise in direzione Pastrengo, per rendersi conto di quanto sia astrusa la collocazione di un polo che dovrebbe essere facilmente accessibile per gli abitanti di Lazise.
Ma ancora più interessante è scoprire cosa c’è adesso in località Rocchetti. Ci sono:  un enorme fabbricato industriale mai utilizzato (avrebbe dovuto essere una cantina vinicola), una costruzione civile a due piani (mai portata a termine) e tutt’intorno vigneti.
La cantina è stata costruita nei primi anni 2000 con un contributo europeo di 279 milioni di lire, ottenuto attraverso l’Ispettorato Regionale per l’agricoltura. I proprietari della cantina sono gli stessi che, nello stesso periodo, “spianavano” la Prateria del  Maso di Montecchio per impiantarvi un vigneto intensivo. Una serie di gravissimi illeciti amministrativi portarono al sequestro di tutti i terreni per più di un anno.
Ma torniamo a Lazise dove, tra il 2000 e il 2010, con i sindaci Sebastiano e Franceschini, in località La Pezza (la zona compresa fra la Strada Provinciale VR-Lazise e la strada Gardesana, direzione Peschiera) è in atto un vorticoso giro di discutibili lottizzazioni che via via rendono edificabili  zone destinate a verde pubblico e a servizi.
La Provincia (che  a qualcosa evidentemente serve) chiede il ripristino delle zone destinate a verde e a servizi cancellate dalle mappe del Pat ed è a questo punto che viene concepito l’inghippo della Cantina, perché le zone a verde e a servizi vengono spostate, guarda caso, proprio in località Rocchetti, dove ha sede la cantina fantasma, che diventa così la Casa della Cultura e che di colpo vede trasformati tutti i terreni circostanti, attualmente piantati a vigneto, in terreni edificabili (residenziale mc. 25.000,00 e residenziale convenzionato mc. 10.000,00, totale mc. 35.000,00).
Chiunque può fare un calcolo abbastanza preciso del valore in euro di questa trasformazione e il risultato sarà comunque molto superiore al valore calcolato dal Comune di Lazise in € 4.850.000,00.
Come era prevedibile, i nomi delle società titolari dei terreni sono cambiati più volte, passando dalla originaria SOCIETA’ AGRICOLA ROCCHETTI alla attuale  SOCIETA’ AREA PROGRESSO, ma, come tutti sanno, cambiando l’ordine degli addendi (o dei soci), il risultato non cambia.
Il sindaco di Lazise Franceschini, l’architetto Alfredo Pasquetto, il sindaco di Peschiera Chincarini (tutti presenti alla kermesse) sono personaggi noti per il loro impegno nella salvaguardia del territorio, nella tutela dei valori paesaggistici e nella lotta contro la speculazione edilizia nel basso lago.

mercoledì 22 agosto 2012

Buon Compleanno La Nebbia e La Neve



Ebbene hai già 4 anni!
Buon Compleanno  La Nebbia e La Neve!


The Fog and The Snow is four years old!

giovedì 26 luglio 2012

TIFIAMO PER IL MINISTRO MARIO CATANIA, PER UNA LEGGE ANTI-CEMENTO

Una legge anti-cemento per salvare i contadini / ogni giorno cento ettari sepolti sotto il cemento,una legge anti scempio


Articolo di Carlo Petrini tratto da La Repubblica del 25-07-2012

Il ministro delle Politiche agricole e forestali, Mario Catania, ha convocato a Roma una conferenza intitolata "Costruire il futuro: difendere l' agricoltura dalla cementificazione". Un evento piccolo, ma a suo modo storico, perché in Italia è finalmente caduto un pesante velo istituzionale. Per la prima volta un ministero riconosce apertamente che il consumo di suolo è un problema grave e quindi una priorità. È stato presentato un rapporto ufficiale con statistiche eloquenti e, un po' a sorpresa, un disegno di legge «in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo» che, tra le altre cose, propone con grande coraggio l' abolizione dell' uso da parte dei Comuni degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente. Il suolo è un bene comune. Una volta cementificato perde fertilità in maniera irreversibile, smette per sempre di produrre cibo, bellezza, cultura. Tre elementi che sono le nostre migliori ricchezze, che continuiamo a sperperare senza ritegno. A tal proposito, sia sufficiente una citazione attribuita all' economista John K. Galbraith: «Penso alla vostra patria, alla bellezza del suo paesaggio, alle vestigia storiche, alla sua agricoltura, al suo turismo. Se voi oggi siete in crisi è colpa vostra». È colpa nostra bruciare risorse uniche: secondo il rapporto del ministero dal 1971 al 2010 abbiamo perso il 28% della superficie agricola utilizzata, un' area grande come Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. Ogni giorno si cementificano 100 ettari di suolo e l' agricoltura italiana soddisfa soltanto più l' 80% del nostro fabbisogno alimentare. Se per alcuni decenni l' agricoltura ha sopperito alla diminuzione dei terreni con l' incremento delle rese delle coltivazioni, oggi ciò non è più possibile per motivi strutturali e di sostenibilità ambientale. L' agricoltura industriale non può andare tanto oltre quanto non si sia già spinta. Intanto il sistema di produzione del cibo soffre profondamente. Scarsa remunerazione ai contadini, una filiera iniqua che penalizza soprattutto gli agricoltori e una mancanza cronica di giovani che rigenerino le nostre campagne sono un perfetto apripista per la perdita dei nostri terreni fertili, sia per cementificazione, sia per abbandono. La crisi del mondo agricolo è la prima causa del male, perché se distruggiamo i presidi principali del territorio, ovvero le persone che lo lavorano e lo curano, non ci sarà più speranza. Per ritrovarla servono nuovi paradigmi, creatività, nuove priorità. Ciò che giustamente Catania vuole incentivare: «Serve una battaglia di civiltà, per rimettere l' agricoltura al centro del modello di sviluppo che vogliamo dare al nostro Paese. Immagino uno Stato che rispetti il proprio territorio e che salvaguardi le proprie potenzialità. Noi usciremo vincenti da questa crisi se lo faremo con un nuovo modello di crescita». Dalla buona agricoltura non si prescinde, e quindi non si deve prescindere dalla tutela dei terreni. Il disegno di legge presentato ieri è un primo passo importante. Intanto perché è una novità assoluta, che recepisce una sensibilità sempre più diffusa tra la società civile. Sono tante le associazioni già al lavoro, e ricordo che è partita la campagna per un "Censimento del Cemento" da parte del Forum Nazionale "Salviamo il Paesaggio - Difendiamo i territori": è stata spedita a tutti i Comuni d' Italia una scheda per censire gli edifici costruiti e inutilizzati, ma in pochi hanno già risposto. Che si diano da fare però, perché avere dati certi è una base indispensabile per lavorare a una legge più giusta possibile. Intanto il ministero, attraverso il metodo della concertazione, ieri ha saggiamente invitato le associazioni ambientaliste, degli agricoltori e tutte le altre istituzioni a pronunciarsi sul disegno di legge, suggerendo modifiche e migliorie al testo (che potete s c a r i c a r e d a l s i t o www.slowfood.it). Questo è incoraggiante, a prescindere da alcuni limiti che l' attuale stesura contiene. Nel disegno di legge c' è però una proposta quasi rivoluzionaria: l' ultimo articolo del testo propone di abolire l' uso degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente dei Comuni. Ciò significa spezzare il secondo meccanismo principale che porta alla sciagurata cementificazione del nostro Paese: la continua emergenza economica degli enti locali che quasi non possono più esimersi dal sacrificare le proprie terre fertili per fare cassa. Andranno sicuramente previste delle compensazioni, perché è arduo pensare di togliere una risorsa così importante mentre si fa fatica a garantire i servizi essenziali, ma il meccanismo prima o poi si dovrà rompere: è un po' come se durante un inverno freddissimo, quando non funziona più il riscaldamento di casa, iniziassimo a bruciare tutti i nostri mobili. Alla fine rimarremmo senza mobili e intanto il freddo non sarebbe passato: un lentissimo doppio suicidio. È invece necessario puntare alla vita, che può essere ben rappresentata dall' immagine di un suolo fertile che produce cibo, bellezza, piacere e, ve l' assicuro, potenzialmente così tanta nuova economia da riuscire a sovvertire anche la crisi più nera.

mercoledì 18 luglio 2012

Tersa de lujo – Serata inaugurale

 “Fatti non foste a viver come bruti
Ma per seguir virtute e conoscenza”            
(Dante – Divina Commedia – Inferno XXVI vv 119-120)



Venerdì 13 luglio, sulla piazza antistante la Chiesa,  si è aperta la sagra cavaionese nota come la “Tersa de lujo” abbinata alla mostra intitolata “Presenze artistiche cavaionesi”, che si snoda su via Garibaldi, un tempo l’arteria principale di Cavaion Veronese.
Un tempo, sì perché, come si sa, tutto è in continuo mutamento, divenire, come aveva tenuto a precisare anche il Primo Cittadino del paese nel primo numero dell’ormai scomparso CAVAIONmagazine:

“… Il nostro paese (omissis) si sta velocemente trasformando da pittoresco paesetto a centro di media grandezza con significative e vitali prospettive di sviluppo.(omissis) Penso che il nostro paese, non debba rimanere solamente un bel borgo appollaiato sulla collina, rassicurante solo per alcuni, ma trasformarsi in una favola moderna fatto anche di lavoro, di idee, di possibilità. Uno sviluppo turistico attraverso strutture alberghiere porta gente nuova, sollecitando un fecondo scambio culturale e crea posti di lavoro per i nostri giovani. …”

Autore, o quantomeno firmatario, dell’ Epistola ai Cavaionesi era  Lorenzo Sartori e correva il mese di Maggio dell’anno del Signore 2005.

Una signora che si intratteneva in piazza mi raggiunge in via Garibaldi e mi chiede se avessi sentito cosa stavano cantando. Sono salita con lei e mi sono messa ad ascoltare e dopo un paio di minuti me ne sono ridiscesa, disgustata,  in mezzo alle opere esposte che, se pur non meritevoli del Louvre sono comunque il prodotto di animi gentili. Ad onor di cronaca, non sono l’unica ad essersi indignata, mi pare di aver colto anche nell’espressione del vice sindaco segni di sconcerto.

La “band” si chiama Castion Boys e propone “Lieder” in dialetto. E, fin qui niente di male. Ho sentito ed apprezzato versioni dialettali di canzoni famose e canzonette in vernacolo molto divertenti, con allusioni erotiche ben lontane dalla volgarità.
Ma quello che si cantava venerdì era semplicemente volgare e disgustoso all’ennesima potenza, incurante della presenza fra il pubblico di innocenti orecchie di bambini ed adolescenti che di tutto hanno bisogno meno che di volgarità.

Ad organizzare i festeggiamenti è la Pro Loco. Forse è sfuggito a chi fa parte di questo ambito della Pubblica Amministrazione che Pro Loco, espressione presa dal latino dei nostri antenati, significa “a favore del luogo”.
Ora, mi chiedo che cosa ci sia a favore del luogo nel proporre volgarità a suon di musica. Si vuole con questo forse sollecitare “un fecondo scambio culturale”? Sinceramente mi sfugge il nesso e mi dico: meno male che gli stranieri con capiscono.
Devo invece constatare che  “il borgo appollaiato sulla collina, rassicurante solo per alcuni  (a detta del Sindaco)” si è trasformato in rassicurante (per chi?), ammasso di cemento, che il borgo si è imbruttito ed imbrutito trasformandosi non in una “favola moderna” bensì in uno sconcertante incubo, ben rappresentato dallo spettacolino della serata inaugurale della Tersa de lujo 2012.

Immagino che anche la Pro Loco riceva un finanziamento dalle casse comunali, casse alimentate dalle tasse, tributi e gabelle varie pagate dai cittadini, ebbene gradirei sapere quanto sono costati alla comunità i “Castion Boys”.
Qualora la Pro Loco si autofinanziasse, tale fatto non giustificherebbe il cattivo gusto e la volgarità.

Adriana Bozzetto

Luglio MMXXII

lunedì 2 luglio 2012

Cavaion Veronese tra Sabainismo e Amore - Cavaion Veronese between Sabainism and Love

"E' triste quando pensi: che bello, questo campo in mezzo al paese non è ancora stato preso da questa corsa all'edilizia che governa in questo paese; e poco dopo vedi spuntare il cartello che da le informazioni sul cantiere che sta per essere fatto, ma in questo cazzo di paese ti ci devi abituare.."

Il cartello, ecco come sarà il residence
E bene sì, con il prossimo Residence Solare (sempre il sole di mezzo come il Borgo....), via Pozzo dell'Amore risulta ormai venduta al cemento. La frase sopra è di un vero cavaionese, molto giovane, scritta sulla propria bacheca di Facebook ed apprezzata dagli altri utenti (cavaionesi pure loro), in meno di 24 ore, con ben 44 "Mi piace", numeri da record (vedi immagine in calce con alcuni commenti).

Perché sto successo? Ma perché quelle parole trasmettono un sentimento vero, un sentimento di amore verso Cavaion, sentimenti che non sì sono mai e poi mai riscontrati nel Sabainismo ( e per Sabainismo intendiamo le amministrazioni dell'ex ed attuale sindaco, indotti inclusi), il quale ha sempre ritrovato le sue basi solide nell'individualismo e nell'indifferenza di fatto e di comodo.
Qui è dove verrà costruito il nuovo residence
L'individualismo (male della società italiana) per quel che riguarda la nostra comunità si attua quando si tutela solo e soltanto "il nostro proprio giardinetto", cioè i nostri diritti, i nostri beni mobili e/o immobili trascurando ogni bene, patrimonio o servizio di pubblica utilità, e la prima "orrenda" conseguenza di questo individualismo è una bruttissima epidemia che dilaga nel nostro bel territorio, che si chiama indifferenza, la quale si può considerare di fatto, ossia quando molte persone se ne "fregano", senza capire le pesanti conseguenze, delle varie problematiche del paese come “l'edificazione selvaggia” e senza scrupolo, il relativo aumento esponenziale della popolazione, l'aumento spropositato del traffico,inquinamento, disservizi, aumenti di costi per la gestione del comune e così via; mentre è da ritenere di comodo quando altri soggetti che pur capendo e sapendo che certe scelte "politiche" non son cosa buona e giusta, chissà per qual perché, si rifugiano in questa neutralità che non vede, non sente e non sa.
Detto ciò, come ci si può opporre contro questo tipo di individualismo e d'indifferenza?
La soluzione è molto semplice e la troviamo nel sentimento e nella ragione.
Il primo vien definito "ogni moto dell'animo, affetto, passione ed emozione" se si fosse usato un po' più di sentimento molte scelte non sarebbero mai state fatte ed attuate, un cavaionese che veramente ama il suo paese non permetterebbe o fermerebbe questa eccessiva, disordinata e spropositata "colata di cemento continua" e poi chi agisce con sentimento non avrebbe, per esempio, subito così passivamente lo sventramento di parte del Monte S. Michele, del Ceriel, e tantissime altre zone del comune. Sì! Non si farebbe togliere così facilmente il "verde", patrimonio, bellezza, identità, qualità e ricchezza di questo Cavaion sempre più deformato.
La seconda è la ragione che “non significa farsene una ragione” ma bensì "la facoltà di pensare liberamente stabilendo rapporti e legami tra i concetti, di giudicare bene discernendo il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto", in parole povere se non la apportiamo noi “dal basso” non potrà mai esserci ragione che arrivi “dall’alto” fin quando gli interessi di pochi prevarranno su quelli di tutti!

Un abbraccio forte, quindi, a questo piccolo grande uomo, la tua frase emoziona, stimola perché in essa c'è autenticità, ed un abbraccio pure a tutti i tuoi "Mi piace", anche se, oramai, "questo strano paese" (come lo definisce il Miotto) è stato volutamente rovinato, cercate di non perdere mai la speranza , pure quando, col passare degli anni, la vita vi metterà di fronte a dure prove. Che Dio vi benedica e che Dio benedica Cavaion Veronese!

 

domenica 24 giugno 2012

Madonna MDNA World Tour - Italy


Mdna Madonna più che mai,  luci, filmati, comparse, costumi, ballerini, acrobati, effetti video da immensi schermi, il tutto per dar vita a coreografie e scenografie uniche  con il risultato di uno spettacolo incredibile e coinvolgente, una sorta di scatola magica per accogliere le canzoni della "Queen of pop" dalle  evergreen come lLike a virgin, Like a prayer, Open your heart, Express your self ed altre, alle  nuove hit dell'ultimo album MDNA fra le quali Girl gone wild, Give me all your luving', Turn up the radio. 
Insomma un live da rimanere a bocca aperta a conferma che per la cantante è solo (sempre) l'inizio e non l'inizio della fine.   

  • Dal post di Alessandro Alicandri del 15-06-2012 pubblicato sul sito di Panorama.it
"...ha offerto al pubblico quello per cui avevano pagato: divertimento assoluto.Lo stadio è pieno, il palco è una freccia, vista dall'alto, che punta verso di noi spigoloso e virile. Il pubblico è eccitato, freme."

"Martin Solveig entra sul palco puntualissimo, alle otto era già a far girare i dischi, omaggiando Madonna, Adele, Gotye e i Fun. Se in veste di produrre di questo "MDNA" qualcuno ha storto il naso preferendo il lavoro di Benassi, il dj Solveig nel suo mestiere è una forza della natura. Alle nove puntuale chiude baracca e se ne va. L'obiettivo oggi è raccontare quello che non è stato ancora raccontato, ovvero le emozioni. I veri eroi erano sul prato, in condizioni pietose, sporchi e sfatti, per toccare per un attimo la mano alla loro diva."

" Madonna finalmente entra sul palco e snoda la scaletta di 19 brani in un percorso dantesco (ma immerso nel reale) dove i DNA di Madonna viene raccontato in tutte le sue sfaccettature. Il discrimine critico sta tra quali la fanno sentire di più a suo agio e quali meno. Ed è lì che si è vista la differenza."
"Il primo blocco, quello dell'oscurità più assoluta, del pulp di "Gang Bang", dell'aggressività militare di "Revolver", no, non fa più per lei. Rallentata, trascinata fisicamente, poco convinta, la macchina del pop inizia in modo visivamente eccellente, splendidamente curato, ma senza contatto con il pubblico. Grande attenzione alle immagini negli schermi posteriori, questo fin da subito. Uno spettacolo nello spettacolo."

"Il livello di divertimento raggiunto nella fase due del live (da "Express Yourself/Born This Way" in poi, per intenderci) raggiunge livelli di godimento mai visti. Le versioni sono arricchite, più attrattive, quasi quasi le avremmo volute ascoltare dentro l'incisione. Il live ha dentro quell'anima che a tratti manca nella sua ultima produzione discografica."

"Il concerto continua senza pause, è uno spettacolo di fuochi di artificio che in "Turn up the radio" trova il suo primo contatto vero con il pubblico. E noi di questo avevamo il bisogno. Pochi hanno parlato di quanto i Kalakan siano stati determinanti nel fare di questo MDNA World Tour 2012. Non rinuncia al pop, non rinuncia alla dance, non rinuncia soprattutto alla musica folk di cui è così innamorata."

"In un battito di ciglia siamo alle battute finali, quelle dove in "Vogue" cambia ancora una volta anima."

"Sapete cosa riesce a fare Madonna e che non riesce a fare nessun altra, nemmeno Lady Gaga? Ha la dote innata di mutare volto e modalità espressiva in modo totale, veicolando le emozioni solo con la sua presenza scenica. Peraltro in uno stadio, non nel bar sotto casa."


"Facile tirare la lacrima quando si canta benissimo, si urlano parole drammatiche, si fa riferimento agli affetti più cari: è una passeggiata. Portare alle lacrime in "Human Nature" e "Like a virgin" da ferma, a luci quasi spente, solo con il suo corpo e i suoi occhi, è un piccolo miracolo che si può permettere solo un'icona. Un'icona vera."

"In Madonna c'è qualcosa che non c'entra niente con la musica. E non dobbiamo vergognarci nel dirlo. La Ciccone, oggi più che mai, è un veicolo attrattivo per uno show imponente. Dove ci sono i ballerini più bravi in circolazione, dove i mezzi sono i più grandi di qualsiasi altro concerto pop, dove un coro entra sul finale per "Like a Prayer" mentre lei si scatena contemplando lo spettacolo dalla punta della passerella. Madonna oggi è una regista della musica, è la "spalla" ideale per uno show superiore".



  • Dal sito di TGcom24 articolo del 15-06-12 di Andrea Conti
"Ma bisogna ammettere che l'artista è onesta prima di tutto con i fan e poi con se stessa come a dire "questo so fare: show, spettacolo e festa e se volete siete i benvenuti". Forse sarà l’ultima volta che vedremo un suo tour così ricco e maestoso, la produzione più riuscita e completa. C'è da scommettere che per il prossimo disco (intanto l'ultimo "MDNA" è platino in Italia) e tour cambierà rotta, deve farlo. Madonna, ottima imprenditrice di se stessa, legge le recensioni (anche le più feroci) e ascolta gli umori dei fan. Non rimarrà indifferente a quello che è stato scritto di lei negli ultimi giorni.

Anche a Firenze, allo stadio Franchi, ha fatto attendere i suoi fedelissimi più di un’ora. 42mila fan in delirio che non si sono risparmiati: urla di gioia e di emozione"

mercoledì 20 giugno 2012

Una domenica a Gaza di Abuna Mario

Post tratto dal Blog di Abuna Mario "Io vivo aldilà del muro"

Quando questa mattina mi sono svegliato all’alba e quando ho visto che la temperatura era gia’ di 28 gradi a BetJala mi sono quasi rallegrato al fatto che non potessi entrare a Gaza dato che, secondo la segretaria del Patriarcato, il mio permesso scadeva il 16 giugno. Ero quasi felice perche’ se a BetJala era caldo caldo, a Gaza doveva essere l’inferno (metereologico…e non solo)! C’era da riportare Giries a casa dopo un anno di seminario, e l’unico che poteva andare al Valico di Eretz ero io. Appena arrivati ad Eretz ho provato a domandare ma dopo un veloce controllo mi hanno detto che non potevo entrare. A quel punto mi dispiaceva un pochetto perche’ oramai ero li’ e mi sarebbe piaciuto rivedere la famiglia di Giries, l’abuna Elias e le varie suore presenti, oltre alla nostra piccola comunita’ cristiana con la quale avrei celebrato l’Eucaristia ben volentieri. E cosi’ ho salutato Giries aiutandolo a mettere le diverse borse sul carrello. Mentre lo benedicevo, ecco la voce del responsabile di Eretz che mi dava la bellissima notizia : Puoi entrare !!! Gli occhi di Geries erano felici e i miei altrettanto!!!  E siamo entrati.

Dopo aver controllato i passaporti abbiamo provato a superare le prime barriere ma ancora tutto era chiuso a chiave. Non c’erano porte aperte nemmeno dopo il primo controllo e vi confesso che fa’ una certa sensazione trovare tutte le porte chiuse…e quando si aprono, vederle richiudersi velocemente dietro di te…Mi e’ venuta in mente quella frase del Vangelo : Ero carcerato e mi avete visitato…”

Arrivati finalmente aldila’ del muro ecco la famosa macchinetta di cui ci ha parlato la cara amica Paola Caridi in uno dei suoi bellissimi post, donata gentilmente dalla Cooperazione Turca per rendere piu’ comodo e “umano” il passaggio dei 1250 metri di gabbia che separano questi due mondi… Non mi e’ venuto in mente il Vangelo ma il mio compaesano Dante quando parla di Caronte che traghettava le anime…a Gaza si e’ modernizzato ed invece della barca ha messo su questa macchinina elettrica. Ne abbiamo approfittato anche noi.
 Alla fine della gabbia di 1250 metri ecco una ulteriore lunga sosta : questa volta per il controllo di Hamas. Nelle liste del Patriarcato c’era ancora il numero del vecchio passaporto…immaginate la fatica a spiegargli che ero la stessa persona !!! Finalmente, ringraziando Dio, arriviamo in parrocchia. Addirittura arriviamo anche in anticipo dato che avevano spostato per noi la celebrazione…d’altronde ritornava dopo un anno il “piccolo” Geries, l’eroe dei cristiani di Gaza, il primo seminarista dopo 150 anni e quindi non si poteva iniziare senza di lui e senza l’abuna Mario.

La nostra piccola parrocchia oggi era un po’ deserta. Non eravamo tanti, soltanto 53 persone ma dice il Vangelo che ne bastano due o tre…e quindi sicuramente difronte al milione e mezzo di musulmani siamo meno di un chicco di senape e meno di un granello di sabbia, siamo lo 0,0000353% ma di fronte agli occhi di Dio siamo tanti !!!

Grande festa e grande pranzo a casa della famiglia di Giries e subito dopo di nuovo in macchina per ritornare al valico di Eretz. Lungo la strada file kilometriche di macchine e camion…mi spiegano che piu’ avanti troveremo un distributore di diesel, di quello che arriva dall’Egitto. Mi racconta Elias che il nostro autista per fare il pieno e’ andato la sera prima ed ha dormito nel pulmino. Anche in questo caso non mi viene in mente ne’ il Vangelo ne’ il mio compaesano ma mi partono altri pensieri che vi lascio immaginare…

All’uscita da Gaza le macchinette sono sparite ed allora i 1250 me li faccio a piedi. Ed inizio a ripensare al disastro umano e sociale di Gaza, mi guardo a destra e sinistra e vedo macerie e distruzione, ed allora penso a Giries e alle sue vacanza nell’inferno di Gaza e a questi due lunghi e caldi mesi che dovra’ aspettare per tornare a BetJala. Penso a chi ha sofferto in passato e a chi sta soffrendo nel presente. Penso che non c’e’ speranza ne’ volonta’ di risolvere la soluzione…ma dopo tutti questi brutti pensieri ne arriva uno bello a dare senso a questa giornata : Giries continuera’ i suoi studi in seminario ed io tornero’ a fine agosto a fare i 1250 per ri-prenderlo di nuovo per farlo ri-uscire di prigione!!!

martedì 22 maggio 2012

Domenica 27 Maggio - Aiutiamo l' associazione AMO BALDO GARDA !

Domenica 27 Maggio verrà festeggiata la “Giornata del Sollievo” e l'associazione AMO  Baldo Garda organizzerà nelle piazze dei comuni di Bardolino, Calmasino, Garda, Lazise, Cavaion, Castelnuovo e Torri del Benaco degli stand per la vendita delle piantine aromatiche. Tutto il ricavato andrà all'AMO!
Vi aspettiamo numerosi!

ASSOCIAZIONE AMO BALDO GARDA: UN AIUTO CONCRETO

Quando si affronta un viaggio nella malattia oncologica si ha bisogno non solo di cure mediche, di servizi di qualità ed assistenza, ma, soprattutto si ha la necessità di non restare soli. La cura dei malati di cancro necessita , forse più che in altre malattie, di un approccio globale che prenda in considerazione la persona nella sua completezza e le persone a lei vicine.

Nove anni fa è nata a Bardolino un’associazione volontaristica volta all’assistenza dei malati oncologici in fase terminale: Amo Baldo Garda “Miki De Beni”.

La  mission dell'associazione è quella di è assistere a domicilio gratuitamente i malati di cancro , assicurando loro il diritto alle cure e alla dignità nelle ultime fasi della vita.

L’AMO, attraverso un programma di cure domiciliari e di assistenza alle famiglie, vuole garantire un aiuto che corrisponda alle loro reali e primarie esigenze.

Oltre all’impegno diretto ad alleviare la sofferenza dei malati, l’associazione intende promuovere una corretta informazione sulle modalità di controllo del dolore, sul significato delle cure palliative, sulle decisioni di fine vita, sull’accompagnamento del morente e sul sostegno dei familiari durante le fasi della malattia e del lutto.

lunedì 21 maggio 2012

Errata Corrige post "Succede in Norvegia, dal 2015 stop alle auto a benzina"

Purtroppo, la notizia, ripresa dai blog (anche il nostro) e  siti importanti, in merito lo  "stop" della vendita di auto a benzina  nel Regno norvegese a partire dal 2015 , non risulta veritiera.
Dopo segnalazioni e nostri approfondimenti in lingua inglese nei motori di ricerca,  non abbiamo ritrovato riscontro del fatto. Rettifichiamo, per tanto, con codesto post quello del 15 maggio 2012"Succede in Norvegia, dal 2015 stop alle auto a benzina."

Niente più auto a benzina in Norvegia dal 2015?  Post del 17-05-2012 tratto dal blog  Leve i Norge

martedì 15 maggio 2012

Succede in Norvegia, dal 2015 stop alle auto a benzina

Troppo bella per essere vera la notizia non è vera leggi qui.

Niente auto a benzina a partire dal 2015, la Norvegia punta sull’elettrico. L’industria automobilistica dovrà convertire la sua produzione in mezzi ibridi, elettrici, biodiesel o a idrogeno. La Norvegia così segna un grande punto nella battaglia contro l’inquinamento, battaglia che la Norvegia voleva già intraprendere quando si parlava di protocollo di Kyoto. La Norvegia, insieme a poche altre nazioni del Nord Europa, voleva addirittura rilanciare, portando al 30% la riduzione di anidride carbonica da raggiungere entro il 2015.

La decisione di abbandonare l’auto a benzina a favore dell’auto elettrica e dell’ibrido nasce dalla volontà di superare la crisi economica. Il Governo di Oslo ha deciso di vietare la vendita di tutte le auto a benzina, a gasolio e a gas poichè bisogna pensare al futuro, pensare in positivo e decidere di combattere già la successiva crisi, quella climatica, consapevoli che la crisi economica sarà superata.

Abbandonare l’auto a benzina e convertire il mercato delle auto è certamente una scelta coraggiosa. Ma anche una scelta conveniente, soprattutto se fosse presa in Italia. Con l’aumento costante della benzina preferire le auto elettriche porterebbe denaro nel portafoglio degli italiani.

Articolo datato 15-05-12 tratto da Ecoseven