"Il non cercare l'approvazione degli altri, il non dover più giustificare con nessuno per essere chi sei,una persona rara, unica e fiera"
mercoledì 20 novembre 2013
Mostra Street Photography di Paul Crespel - Cavaion Veronese
"Foto da archiviare per le generazioni future, quando le immagini risulteranno abbastanza vecchie per emanare quel fascino particolare che solo le foto “dei tempi passati” sono in grado di sprigionare", questo il fine principale di Paul Crespel, fotografo di stampa britannico, originario dell' Isola di Jersey, e celebre, anche in ambiti internazionali, negli anni '70, '80 e '90.
Residente a Cavaion Veronese, il Crespel è ancora oggi un fotografo di stampa freelance e accreditato, ma per lo più, egli si diletta, in modo amatoriale, a scattare fotografie di strada in bianco e nero, catturate in Italia ed Europa, le quali verranno esposte a Cavaion Veronese (VR) all'interno di una mostra intitolata "STREET PHOTOGRAPHY " che avrà luogo presso la Sala Civica Eugenio Turri -Torcolo, dal 30 novembre al 1 dicembre 2013 Ore 10:00 - 20:00.
Entrata libera.
venerdì 15 novembre 2013
#FreeTheArctic30!
Trenta persone sono in carcere in Russia, per aver messo in scena una protesta pacifica nella regione artica.
Negli ultimi 30 anni abbiamo perso tre quarti dei ghiacci artici. Meno
ghiaccio in Artico vuol dire poter trivellare alla ricerca di petrolio,
quello che vogliono fare giganti come Shell e Gazprom.
Gli Arctic30 hanno cercato di difendere pacificamente quello che rimane
dell'Artico e sono stati arrestati. La salvaguardia di un bene globale
non è nè pirateria nè vandalismo.
Firma anche tu per #FreeTheArctic30!
venerdì 8 novembre 2013
Papa Francesco contro la corruzione "L'abitudine della tangente è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice"
Stamani,
durante la Messa celebrata nella Cappellina di Santa Marta, il Papa ha
pregato per i tanti giovani che ricevono dai genitori “pane sporco”,
guadagni frutto di tangenti e corruzione, e hanno fame di dignità perché
il lavoro disonesto toglie la dignità. La parabola dell’amministratore disonesto dà lo spunto al Papa per parlare “dello spirito del mondo, della mondanità”, di “come agisce questa mondanità e quanto pericolosa sia”. Gesù “pregava il Padre perché i suoi discepoli non cadessero nella mondanità”. “E’ il nemico”:
“Quando noi pensiamo ai nostri nemici, davvero pensiamo prima al demonio, perché è proprio quello che ci fa male. L’atmosfera, lo stile di vita piace tanto al demonio, è questa mondanità: vivere secondo i valori - fra virgolette - del mondo. E questo amministratore è un esempio di mondanità. Qualcuno di voi potrà dire: ‘Ma, questo uomo ha fatto quello che fanno tutti!’. Ma tutti, no! Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del governo... Forse non sono tanti. Ma è un po’ quell’atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita”.
Nella parabola, il padrone loda l’amministratore disonesto per la sua furbizia:
“Eh sì, questa è una lode alla tangente! E l’abitudine della tangente è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice. E’ un’abitudine che non viene da Dio: Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto! E quest’uomo, amministratore, lo portava, ma come? Dava da mangiare ai suoi figli pane sporco! E i suoi figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, avevano ricevuto dal loro papà, come pasto, sporcizia, perché il loro papà, portando pane sporco a casa, aveva perso la dignità! E questo è un peccato grave! Perché si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga, eh!”.
giovedì 24 ottobre 2013
CAVAION - EUGENIO TURRI NEMO PROPHETA IN PATRIA
EUGENIO TURRI
39 anni fa, era il 1973, Eugenio Turri denunciava, sul
giornalino La Voce del Paese, i mali di Cavaion, a livello urbanistico e
territoriale, e ne preconizzava, se così si può dire, la triste fine.
Ora, l’Amministrazione, con parecchi anni di ritardo
rispetto a quando ne aveva dato il preannuncio, intitolerà all’illustre
cittadino la Sala Civica di Cavaion Veronese.
Facile immaginare che cosa ne penserà il defunto,
inascoltato Eugenio Turri, che all’epoca lodava il giornalino, recentemente
risorto.
Chissà se oggi, per non urtare la sensibilità di chi è al
potere, tale articolo verrebbe pubblicato.
Non ho conosciuto Eugenio Turri, ma nutro una grande stima
ed affetto nei suoi confronti.
Adriana
Bozzetto – una extra comunitaria
EUGENIO TURRI
CONOSCERE IL PROPRIO
PAESE
(prima puntata)
Fino a non molti anni fa la vista di Cavaion poteva
costituire una felice sorpresa. Il paese, con le sue case addossate al versante
del colle San Michele, aveva una sua tipica grazia veneta e una sua luce
mediterranea, entro un paesaggio dolcissimo di campi e vigneti. Piaceva perché
ridente ed aperto verso Sud, disteso sopra le morbide ondulazioni della
campagna tra l’Adige e il lago di Garda. Ed era un paese composto, con le sue
case sparse tra gli orti, con i vigneti, i vecchi alberi e i boschetti intorno
alle dimore signorili, con le piccole strade in salita fiancheggiate da muri
orlati di seregni; e aveva quella atmosfera secolare, silente, tutta pervasa
dal sentore della campagna. Un paese antico, con una sua storia, una sua
topografia e un suo paesaggio inconfondibile.
Oggi, però, il paese è molto cambiato, ha perduto gran parte dei suoi
connotati d’un tempo, la sua dolcezza agreste, la sua grazia di piccolo
silenzioso paese.
Illudersi che il passato possa
restare imprigionato nel presente è ingenuo, ed anche Cavaion non può e non
deve sottrarsi alle grandi trasformazioni che stanno ovunque cambiando modi di
vita e paesaggio, eliminando le eredità più tristi del passato, la miseria,
l’arretratezza, le bieche chiusure. Ma le
trasformazioni non devono essere casuali e incontrollate, non devono togliere
personalità al paese.
Ogni paese ha propri valori che, come beni preziosi, vanno custoditi,
salvaguardati. In essi la gente deve riconoscersi. Oggi si parla tanto di questi problemi: civiltà da difendere, società
da salvare dalla degradazione del senso civile e comunitario del vivere. Sono i
problemi più scottanti, più attuali. Essi però non si risolvono con le
decisioni di pochi, di quelli che hanno le leve del potere; o perché
politicamente influenti o perché economicamente capaci di iniziative; la gente non
deve passivamente subire le decisioni di questi, deve farsi voce viva di ogni
evoluzione. In questo senso un giornaletto come “La Voce del Paese” è
quanto di più civile e giusto si possa fare, con mezzi modesti e tanta buona
volontà da parte dei pochi che lo tengono in vita, per dare una dimensione
civile e sociale alla vita di Cavaion, purché, naturalmente, il giornaletto si
faccia palestra per il dialogo, per lo scambio di opinioni, secondo costumi
civili e democratici.
Ogni abitante di Cavaion dovrebbe essere lieto di questo piccolo foglio e dovrebbe in qualche modo partecipare alla
discussione, sfogare se del caso il proprio malcontento, plaudire se del caso
alle decisioni giuste: questo è il senso sociale del vivere, la giusta
dimensione della vita di paese.
Sino ad oggi Cavaion è cresciuto male e si avverte imminente la fine
di Cavaion come paese con una sua vita peculiare. Tra pochi anni esso potrà diventare un paese anonimo, senza più grazia,
guastato dall’edificazione più abnorme e squallida, territorialmente abbruttito
dalla mancanza di una volontà coordinatrice e appassionata dei suoi abitanti.
Non si vuole far qui dei processi, ma riteniamo che sia giusto suscitare un
certo disincanto, aprire gli occhi civilmente alla gente. Il paese sta decidendo in questi anni il suo futuro: ne potrà risultare
la felicità o meno di chi ci vive, la serenità dei nostri figli. Mi pare che di
questo i responsabili del paese non ne tengano minimamente conto.
Le trasformazioni avvengono casualmente secondo interessi di pochi che
poco guardano al bene della collettività. Ad esempio, esiste un piano regolatore dovuto ad
un valente architetto-urbanista, che come tutti i piani studiati a tavolino
potrà avere parecchi difetti, ma che certamente può costituire la base di ogni
ulteriore sviluppo del paese. Ora, perché questo piano resta chiuso nei
cassetti del Comune? Perché non lo si
espone pubblicamente e non si invita la gente a discutere, a esprimere il
proprio parere? E’ evidente che ci sono in gioco interessi particolari, come
del resto succede in tutti o quasi paesi italiani.
Il paese che deve nascere deve recare l’impronta non di pochi (speculatori
o arbitri della vita del paese), ma deve nascere dalla volontà di tutti. Il
paese in quanto tale è una comunità spontanea, che nasce da interessi comuni.
Sino ad oggi ha prevalso l’interesse del singolo. Questo è anche cristianamente
da condannare.
domenica 13 ottobre 2013
#ArtForFredoom #SecreProjectRevolution
Questa sarà la rivoluzione del pensare con la tua testa, dell'avere la tua personale opinione senza preoccuparti di ciò che dice la gente.
Questa sarà la rivoluzione del non cercare più l'approvazione degli altri,del non doverti giustificare con nessuno per essere chi sei, una persona rara unica e fiera.
Questo filmato è dedicato a coloro che sono stati perseguitati, sono tuttora perseguitati
o potrebbero essere perseguitati
Per
il colore della loro pelle, per le proprie credenze religiose, per
la
propria espressione artistica, per il loro sesso o per il proprio
orientamento sessuale.
A tutti coloro che i diritti umani sono stati violati.
Cosa significa libertà per te?
Esprimi il tuo personale significato di libertà e di rivoluzione nella forma di video, musica, poesia e la fotografia.
Unisciti alla rivoluzione inviando la tua ARTE PER LA LIBERTA #ArtForFredoom
Inizia la tua rivoluzione d'amore!
venerdì 11 ottobre 2013
giovedì 19 settembre 2013
Cavaion V.se - L'olio di Lorenzo
L’OLIO
DI LORENZO
Tempo fa, mentre stavo camminando per Cavaion bassa mi si
accosta una vettura, se non ricordo male con targa RO, Rosenheim.
A bordo una coppia di mezza età, il signore è al volante.
La signora abbassa il finestrino e mi chiede se parlo tedesco, rispondo di sì.
Loro amici italiani, mi spiega la Frau, gli hanno detto
che il Comune di Cavaion produce olio d’oliva ed erano interessati ad
acquistarne un paio di bottiglie da regalare a loro amici di Bad Aibling,
cittadina gemellata con noi. I loro amici l’avevano letto su un quotidiano.
Naturalmente casco dalle nuvole e gli consiglio di
rivolgersi, mancando un ufficio informazione per turisti, al Consorzio Garda
DOP, che ha sede, come tutti sanno, in Corte Torcolo.
Mi scuso per non essere stata in grado di fornire loro
l’informazione richiesta ed auguro loro un buon soggiorno da queste parti.
Naturalmente la cosa mi incuriosisce molto e mi
riprometto, una volta a casa, di indagare sulla faccenda servendomi di google.
Compio qualche tentativo, poi, digitando Comune di Cavaion olio d’oliva mi appare
un articolo pubblicato sul Corriere del Veneto (inserto del Corriere della
Sera) il 14 Agosto di quest’anno, 2013, nella sezione Economia.
Il roboante titolo, da far invidia agli strilloni di un
tempo, suona così:
FINANZA
CREATIVA
«Produciamo olio
locale per i turisti»
Così il Comune si
trasforma in impresa.
Cavaion coltiva oliveti per la promozione del territorio. Prima amministrazione in Veneto impegnata in un progetto simile. Il sindaco: «Prodotto certificato».
L’incipit invita ad una
attenta ed incuriosita lettura dell’articolo.
Si viene a sapere che il
Comune possiede una certa quantità di ulivi, non viene indicato quanti: nel
parco di Villa Trabucchi, nell’area adiacente alle scuole elementari, e poi
altri esemplari sparsi un po’ dappertutto: su lottizzazioni (non ho capito che
cosa voglia dire, pensava il Sindaco a quelli sulla collinetta del Torcolo -
Salvador destinati a cedere il posto a più pregiati mattoni e cemento?), ai
bordi di strade e su rotatorie. Questi ultimi, considerata la loro
collocazione, producono olive particolarmente pregiate e ricercate per la
produzione di un olio di grande pregio, oltre il DOP. Forse bisognerebbe
ricordarsi che l’ulivo non è proprio da arredo urbano.
Alla cura degli alberelli,
dalla storia millenaria nel bacino mediterraneo, si dedica, così il Sindaco, un
gruppo di volontari i quali cedono al Comune una parte del raccolto. Non viene
specificata l’entità, ma è sintomatico il linguaggio usato non si dice, i
volontari trattengono per sé una parte, il che farebbe pensare ad un
quantitativo inferiore alla metà, bensì il contrario, la cedono.
Proseguo nella lettura con
sempre maggiore curiosità nella speranza di trovare indizi di quanto indicato
nello “strillo” dell’articolo, ovvero dell’impresa, attività finalizzata al
raggiungimento di un profitto, intrapresa dal Comune di Cavaion per
meritarselo: FINANZA CREATIVA.
Non ne trovo traccia. Evidentemente
gli amici dei signori tedeschi non avevano letto l’articolo: si erano bensì
fermati agli ingannevoli titoli e sottotitoli, fenomeno non rarissimo nella
stampa.
Per farla breve, tutto questo
strombazzare per 100 bottigliette di olio da 500 cc (mezzo litro) da omaggiare, non vendere, ad ospiti
stranieri istituzionali o in altre occasioni. Immagino che il tutto avrà un
costo: la spremitura, l’imbottigliamento, l’etichettatura.
Visto che la Contessa Rizzardi
sembra aver abbandonato la vinificazione dell’uva prodotta dal tristemente noto
vigneto acquistato a prezzo più che conveniente (solo 4 Milioni di Euro: questo
sì è un fulgido esempio di finanza creativa!*) dall’Amministrazione
Comunale guidata da Sartori, consiglierei quest’ultimo di produrre anche 100
bottigliette di vino da 500 cc (meglio non ubriacarsi) da abbinare all’olio, a
sottolineare la vocazione contadina di Cavaion Veronese: «…ormai tutti gli
agricoltori, accanto al vigneto hanno posizionato anche l’oliveto…».
Dimenticavo: ci sono ben tre
filari di viti anche su una rotatoria!
Adriana Bozzetto
Una extra-comunitaria
18 Settembre 2013
P.S. Non me la sento di
chiedere al Sindaco quanto ci costa la sua Finanza Creativa, tanto non ne
riceverei risposta. In teoria dovrei chiederlo all’opposizione/minoranza
Progetto Paese, ma, alla luce delle passate esperienze, desisto: non riceverei
alcuna risposta nemmeno da loro.
sabato 14 settembre 2013
Internet e la democrazia diretta - L'intervento di Casaleggio a Cernobbio
Intervento di Gianroberto Casaleggio al Forum Ambrosetti, Cernobbio, 8 settembre 2013.
giovedì 22 agosto 2013
Buon Compleanno La Nebbia e La Neve!
Oggi il Blog LA NEBBIA E LA NEVE compie 5 anni!
Tanti Auguri!
The Fog and The Snow is five years old!
Happy Birthday!
mercoledì 10 luglio 2013
Campione del Garda "sotto sequestro"
Campione del Garda è una località molto singolare, se non unica, vista la sua collocazione tra le scogliere del Lago di Garda; una zona che si è vista abbattere un capolavoro di archeologia industriale quasi totalmente dalla Coopsette, per farne un polo turistico da 160 mila metri cubi con 1.450 parcheggi.
Da ciò ne è venuto fuori un paese irriconoscibile e brutto! Si brutto perdendo quella sua carratteristica originale che le vecchie strutture gli donavano. Ma non si poteva "rilanciare Campione" puntando per lo più sulla ristrutturazione e/o migliorie delle costruzioni esistenti?
Da ciò ne è venuto fuori un paese irriconoscibile e brutto! Si brutto perdendo quella sua carratteristica originale che le vecchie strutture gli donavano. Ma non si poteva "rilanciare Campione" puntando per lo più sulla ristrutturazione e/o migliorie delle costruzioni esistenti?
Campione, un borgo sotto sequestro
Articolo di Mario Pari tratto da Bresciaoggi.it del 10-07-2013
L'INCHIESTA. Il provvedimento è stato
firmato dal gip Ciro Iacomino su richiesta del pm Silvia Bonardi per
abuso d'ufficio e lottizzazione abusiva. Un «blitz» della Guardia di
Finanza mette i sigilli a 300 unità immobiliari. Contestate irregolarità
urbanistiche ma anche «rischi per l'incolumità»
Fino a ieri era noto come uno degli angoli più suggestivi del
Garda, ma anche come il paese occupato dai cantieri di una
interminabile opera di rinascita: dal 2006, con un mega-investimento da
200 milioni di euro, erano iniziati i lavori per ricostruire l'intero
paese da zero o quasi, per trasformare il vecchio borgo operaio in un
esclusivo villaggio turistico. Da ieri Campione del Garda, frazione di
Tremosine, è un borgo posto quasi interamente sotto sequestro dalla
magistratura bresciana. Il sequestro preventivo di 300 immobili chiesto
dal pm Silvia Bonardi e firmato dal gip Ciro Iacomino, è stato eseguito
ieri mattina dalla Guardia di Finanza di Brescia che ha condotto le
indagini. Tutto un paese sotto sequestro. Lottizzazione abusiva e abuso
d'ufficio sono le ipotesi di reato contestate dalla Procura, a vario
titolo, a venti indagati. L'indagine è stata avviata nel marzo del 2012,
su iniziativa dalla Procura che si è avvalsa anche di un consulente
tecnico. I SEQUESTRI sono stati eseguiti prevalentemente nella zona di
Campione di sotto. A Campione di Sopra sono stati sequestrati l'edificio
misto residenziale e commerciale, l'edificio sul lato lago nuovo, i
servizi igienici e il chiosco, l'Università della Vela, le opere
portuali a nord, il parcheggio pubblico e privato multipiano. A Campione
di Sotto il provvedimento ha riguardato l'opificio vecchio e l'opificio
centrale, la stazione della funivia, i nuovi edifici a monte, gli ex
«nuovi opifici», gli ex magazzini, la nuova villa fronte lago, il
chiosco, il rimessaggio, il Circolo vela, il distributore, le opere
portuali a sud. Il Pm, scrive il gip Ciro Iacomino «allo scopo di
cercare di applicare il vincolo cautelare solo ove strettamente
necessario, ha limitato la propria richiesta alle opere riconducibili,
alternativamente e/o cumulativamente, a due ipotesi». Una riguarda gli
immobili «per i quali sussiste un concreto pericolo grave per
l'incolumità pubblica». Ci sono poi gli immobili «conformi al piano
particolareggiato variante 2010, ma non alla disciplina previgente». Sul
registro degli indagati sono finiti amministratori pubblici,
imprenditori, professionisti. Parecchio spazio nel documento è dedicato
anche a Coopsette, azionista di Campione del Garda spa, che ha
realizzato gran parte degli immobili. PER QUANTO RIGUARDA la
lottizzazione abusiva, secondo il gip «sono state realizzate opere che
hanno portato a trasformazione urbanistica od edilizia degli immobili in
violazione delle leggi statali e regionali, in forza delle
autorizzazioni in contrasto con le prescrizioni di legge». Tra quanto
violato c'è per esempio il vincolo cimiteriale, ovvero la distanza di
200 metri. «Nella zona di rispetto cimiteriale ex lege - è riportato
nell'atto del gip - ossia la fascia di territorio compresa all'interno
di metri 200 dal cimitero esistente, corrispondente sostanzialmente
all'intera frazione di Campione di Sotto, non sono quindi ammissibili,
diversamente dalle previsioni del piano particolareggiato, gli
interventi di costruzioni di nuovi edifici di edilizia residenziale
privata o alberghiera». Non sono poi state effettuate le verifiche di
assoggettabilità alle Valutazioni ambientale strategica (Vas) e
d'impatto ambientale (Via). E il gip scrive anche che «si delinea un
insufficiente recepimento di quanto previsto nella tavola 2.17 del Piano
territoriale di coordinamento provinciale «Tutela paesistica» essendo
stata «distrutta parte della vecchia Gardesana e realizzato il
parcheggio multipiano» e in una striscia di una cinquantina di metri
«sono state realizzate le opere di modifica del profilo della costa per
la creazione delle due attrezzature portuali». Vi sono poi la «non
conformità alla normativa del Piano territoriale di coordinamento del
Parco Regionale Alto Garda» e alla «normativa relativa alla tutela
geologica». IN QUANTO ALL'ABUSO d'ufficio, secondo la ricostruzione
accusatoria «La Coopsette ha goduto nel corso degli anni di un canale
'privilegiato' con il Comune di Tremosine laddove ha ottenuto
l'approvazione di un piano particolareggiato prima, della successiva
variante poi e l'emanazione dei successivi atti abitativi,
clamorosamente illegittimi sotto vari aspetti». Inoltre
«l'intermediario, indispensabile, fra la proprietà e l'amministrazione
comunale è, indiscutibilmente, l'architetto Salvadori, legato ad
entrambi» e «almeno un componente dell'amministrazione comunale di
Tremosine, e, più precisamente, il vice sindaco Diego Zanetti, ha
ampiamente lucrato sull'operazione nel momento in cui, se da un lato
concorre ad approvare il piano particolareggiato e la successiva
variante poi, incredibilmente ottiene commesse plurimilionarie per le
proprie società edili, sempre con riferimento all'insediamento di
Campione» e «consistente è il vantaggio patrimoniale conseguito da
Coopsette sia in termini di sfruttamento immobiliare dell'area, sia per
quanto attiene al profilo del calcolo degli standard urbanistici ».
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